Su questo blog, con l’unico scopo di favorire un sereno confronto, oltre alla pubblicazione dei nostri articoli originali, spesso rilanciamo articoli o spunti provenienti da altre fonti che riteniamo interessanti per i nostri lettori. Di seguito segnalo l’articolo scritto da Edward Pentin, pubblicato sul suo blog. Visitate il sito e valutate liberamente le varie opzioni offerte e le eventuali richieste. Ecco l’articolo nella traduzione da me curata.
Di seguito è riportata una dichiarazione dell’Accademia Giovanni Paolo II per la Vita Umana e la Famiglia in merito al voto odierno della Camera dei Comuni che ha respinto il disegno di legge sugli adulti affetti da malattie terminali (fine della vita):
Il suicidio assistito da un medico è un affronto a Dio, una violazione della dignità umana e fondamentalmente incompatibile con il ruolo del medico. È quindi con gioia e grande sollievo che l’Accademia Giovanni Paolo II per la Vita Umana e la Famiglia accoglie con favore la bocciatura del disegno di legge sugli adulti affetti da malattie terminali (fine della vita) alla Camera dei Comuni. I deputati hanno votato con 286 voti contro 270, con uno scarto di 39 voti rispetto allo scorso anno, quando era stato discusso un disegno di legge sostanzialmente identico.
Commentando l’esito della votazione, il dottor Thomas Ward, presidente dell’Accademia, ha dichiarato:
«Non esistono circostanze in cui sia legittimo togliere la vita a un essere umano innocente. Tuttavia, anche chi non riconosce l’inviolabilità della vita umana deve ammettere che, una volta introdotta, la cosiddetta morte assistita rappresenta una minaccia letale per i più vulnerabili della società.
Basta guardare all’esperienza delle nazioni in cui l’eutanasia e il suicidio assistito sono stati legalizzati. I dati dimostrano che non è possibile contenerli e che gradualmente si espandono fino a togliere la vita a un numero sempre maggiore di persone. I soggetti vulnerabili si sentono spinti a porre fine alla propria vita. Le misure di salvaguardia volte a proteggere queste persone finiscono per essere considerate restrizioni ingiuste e vengono presto rimosse, portando all’eutanasia di persone che non hanno espresso il desiderio di morire».
Il dottor Ward ha inoltre citato una ricerca secondo cui, laddove il suicidio assistito è stato legalizzato, la conseguente accettabilità sociale ha portato a un aumento dei suicidi in generale.[1]
«I sostenitori del disegno di legge hanno affermato che non rappresentasse una minaccia per i disabili, eppure molte persone con disabilità temono di essere costrette a porre fine alla propria vita», ha affermato.
Sebbene il suicidio assistito venga presentato come l’unica risposta compassionevole a una sofferenza intollerabile, statisticamente le ragioni più spesso citate da chi richiede il suicidio assistito includono la perdita di autonomia, la ridotta capacità di dedicarsi ad attività che rendono la vita piacevole, la perdita di dignità, la perdita di controllo delle funzioni corporee e la sensazione di essere un peso. La stessa valutazione della proposta effettuata dal governo britannico ha concluso che le persone con disabilità potrebbero essere più inclini a sentirsi un peso per chi le circonda. In essa si afferma:
«La pressione non è necessariamente percepita o esercitata da altre persone: le persone con disabilità possono avvertire una pressione sottile dovuta a barriere attitudinali o alla mancanza di servizi e sostegno alternativi adeguati (ad esempio, nell’accesso alle cure palliative). Ciò potrebbe includere anche pressioni strutturali quali l’abbandono, la povertà e condizioni di vita difficili. Le persone con disabilità hanno inoltre il doppio delle probabilità (rispetto alle persone senza disabilità) di essere vittime di violenza domestica, che include comportamenti coercitivi».
Il dottor Ward ha affermato:
“I politici di tutti i partiti, i membri della professione medica e tutte le persone di buona volontà condividono il dovere morale di contribuire a costruire una società in cui la dignità di ogni persona sia riconosciuta e protetta. Nell’Evangelium Vitae, Papa San Giovanni Paolo II ci dice che questo compito è responsabilità particolare dei leader civili. Attraverso le misure legislative che sostengono, i nostri rappresentanti eletti possono difendere i più vulnerabili oppure mettere in pericolo le loro vite. L’Accademia Giovanni Paolo II per la Vita Umana e la Famiglia accoglie con grande favore la bocciatura di questo disegno di legge pericoloso e profondamente viziato».
Edward Pentin
[1] D. Jones e D. Paton, «How Does Legalisation of Physician-Assisted Suicide Affect Rates of Suicide?» (2015) S Med J, 108, 10, 599-604
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