Hong Kong anni '50
Hong Kong anni ’50

 

 

di Aurelio Porfiri

 

Tra le figure veramente importanti della Chiesa Cattolica in Cina, in Hong Kong, ci fu quella di Lorenzo Bianchi. Egli fa la sua professione nel Seminario Lombardo per le Missioni Estere, che dopo pochi anni si fonderà con un analogo istituto romano prendendo il nome di Pontificio Istituto per le Missioni Estere (PIME), nel 1920 e viene ordinato sacerdote nel 1922. L’anno seguente viene mandato a Hong Kong dove si dedica a varie attività pastorali specialmente nell’Hoifung, un’area della regione del Guangdong al tempo sotto la cura dei missionari di Hong Kong. Padre Bianchi viene varie volte arrestato dai comunisti attivi in quest’area ma egli continuò il suo lavoro di missionario con grande coraggio e determinazione.

Il 1949 fu anno di cambiamenti importanti a vari livelli. In Cina, il partito comunista prende il potere e padre Bianchi viene ordinato Vescovo coadiutore della diocesi di Hong Kong al tempo retta da mons. Enrico Valtorta. Questo gli dava il diritto di succedere come Vescovo di Hong Kong. Lui comunque ritorna all’interno della Cina, dove c’erano i suoi Cristiani e dove viene di nuovo imprigionato nel 1951. Nello stesso anno muore il vescovo Valtorta ma mons. Bianchi può raggiungere la sua diocesi nel 1952, quando viene espulso dalla Cina. Chi era presente alla cerimonia liturgica per l’inizio del suo ruolo come Vescovo ordinario, ricorda come mons. Bianchi singhiozzasse, alcuni pensano per qualche malessere, ma per altri per il suo dolore nell’essere separato dai cristiani dell’Hoifung.

Durante il suo Episcopato egli dovette affrontare situazioni di grande disagio sociale, come quella dei profughi provenienti dalla Cina che, se da una parte contribuivano alla crescita di Hong Kong, dall’altra certamente creavano situazioni di grande instabilità. I missionari, con in testa il loro Vescovo, si adoperarono in questa situazione per garantire a tutti non solo la necessaria assistenza spirituale, ma anche quella materiale.

Un altro cambiamento importante di cui fu testimone fu quello del Concilio Vaticano II. Egli fu padre conciliare e partecipò a tutte le sezioni conciliari. Il Concilio fu un tempo di profonda riflessione per lui, specialmente sul fatto di affidare finalmente la diocesi ad un membro del clero cinese. Nel 1968 consacra vescovo Francis Xavier Hsu, che diviene suo ausiliare e che gli succede nel 1969, quando si dimette. Tornato in Italia, raramente farà ritorno a Hong Kong, un’occasione fu per la storica visita di Paolo VI nel 1970

Chi lo ha conosciuto lo ricorda come un uomo mite e umile, che dovette navigare tempi molto travagliati.

 


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