nonna nipotino nipote letto
(Immagine generata con IA tramite Grok Imagine di xAI)

 

 

di Lucia Comelli

 

Mercoledì 24 giugno mi trovavo a Lignano con il marito e i due nipotini Marta (6 anni) e Giò (4): la mattina era iniziata alla grande, comunicando al piccolo durante la colazione che era il suo onomastico! In spiaggia, gli zii e i relativi figli e nipoti, con cui in questo periodo ci ritroviamo al mare, gli avevano fatto gli auguri e quando gli ho spiegato che San Giovanni Battista, suo patrono, era cugino di Gesù il bambino si è rallegrato, tanto da precisare con fierezza, nel momento in cui la sorella si è rivolta a lui: Chiamami Giovanni Battista, non Giò

Marta intanto raccoglieva conchiglie con me sul bagnasciuga: Guarda che colore insolito ha questa, nonna: peccato sia così piccola, mi diceva porgendomi un guscio colorato di un arancione intenso, oppure: Questa ha una forma particolare, cosa dici: la teniamo? Tra giochi e bagni – dopo la sosta del pranzo – anche il pomeriggio è trascorso velocemente. Alla fine, prima di tornare a ‘casa’, ho offerto a tutti i bambini presenti un ghiacciolo che, nel gran caldo della giornata, è stato accolto con entusiasmo.

Dopo l’ottima cena cucinata dal nonno, ho iniziato a preparare i due piccoli per andare a nanna mentre attendevamo la telefonata dei genitori: ci avevano affidati i figlioletti il pomeriggio di domenica e, purtroppo, non c’era stato modo prima della vacanza di tenerli con noi a dormire per abituarli al ‘cambio della guardia.’ Ogni mattina mi chiedevano quando sarebbe tornata la mamma, anche se il resto della giornata passava spensieratamente.   

Mi raccomando – ho detto quindi loro – non parlate tutti e due contemporaneamente come avete fatto ieri sera, altrimenti papà e mamma non capiscono quello che dite … Farete i bravi? Mi hanno risposto affermativamente.

La chiamata è arrivata, infine, sul cellulare del nonno e per rispondere ci siamo accomodati tutti sul divano in soggiorno. Appena ha visto sullo schermo papà e mamma, Marta si è messa a ridacchiare dicendo sciocchezze, Giovanni – dal canto suo – gridava che era il suo onomastico … Io cercavo di sormontare la voce di entrambi fornendo qualche ragguaglio comprensibile sulla giornata, ma non si capiva nulla. Ad un certo punto il piccolo si è lanciato a testa in giù dal divano e, finito a terra, continuava a ridere per poi mettersi a piagnucolare, senza soluzione di continuità: quando si è rialzato ha strappato il telefono dalle mani della sorella e si è messo a baciare il monitor chiamando sua madre. Perché fanno così? Mi ha chiesto quest’ultima … Credimi, non ne ho idea – le ho risposto – la giornata è passata, finora, serenamente, ma evidentemente sentono la vostra mancanza …  Comunque, per tranquillizzare i due genitori, dieci minuti dopo ho inviato una foto dei due bambini accoccolati con il nonno sul divano: Roberto leggeva loro una favola mentre, tutta appoggiata a lui, Marta sbirciava le figure e il piccolo seduto sull’altro lato ascoltava con il visetto assorto! 

Quando, recitata una preghiera e ormai sistemati nel letto, è venuto il mio turno di raccontare loro le brevi storie di rito, all’inizio mi sono schermita: Vi sembra di essere stati bravi durante la telefonata? No, ha risposto Giovanni senza esitare. Almeno sei onesto! Ho commentato. Se non mi racconti la storia delle pecorine, ha aggiunto Marta, io non riesco a dormireVa bene, la storia delle pecorine la racconto, ma solo quella, perché sono un po’ arrabbiata: adesso papà e mamma magari penseranno che non siate contenti qui con noi! Solo una parte delle pecorine era entrata nell’ovile che già la piccola era immersa profondamente nel sonno … Arrivata alla centesima, ho creduto che anche il fratello lo fosse, ma Giovanni non riusciva ancora a dormire: nonna, devo dirti una cosa… Me la dirai domani, gli ho risposto. Devo dirtela adesso, ha insistito. Dimmela allora … Quando tu tornerai a casa – ha mormorato il bambino – io sentirò la tua mancanza come adesso sento quella della mamma!  L’ho preso di slancio tra le braccia: Anche tu mi mancherai tanto, piccolo – ho sussurrato – ma io e il nonno saremo contenti, sapendo che tu e Marta con papà e mamma siete felici. Si è accoccolato con la testa sulla mia spalla e si è immediatamente assopito.

 


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