Su questo blog, con l’unico scopo di favorire un sereno confronto, oltre alla pubblicazione dei nostri articoli originali, spesso rilanciamo articoli o spunti provenienti da altre fonti che riteniamo interessanti per i nostri lettori. Di seguito segnalo l’articolo scritto dal vescovo J. Strickland, pubblicato sul suo blog. Visitate il sito e valutate liberamente le varie opzioni offerte e le eventuali richieste. Ecco l’articolo nella traduzione da me curata.

“… Se avessi tutta la fede, al punto da poter smuovere le montagne, ma non avessi l’amore, non sarei nulla.” (I Corinzi 13,2)
Nei momenti di grande tensione all’interno della Chiesa, dobbiamo ricordare che ogni giudizio espresso deve, in ultima analisi, servire alla salvezza delle anime. La verità non può mai essere separata dalla carità, né la carità dalla verità.
Mentre proseguono le discussioni riguardanti la Fraternità San Pio X, credo che dobbiamo porci una domanda che vada oltre le argomentazioni canoniche o le controversie storiche. Cosa ha mosso questi sacerdoti e fedeli nel corso degli ultimi cinquant’anni?
Per comprendere la Fraternità, dobbiamo ricordarne le origini. L’arcivescovo Marcel Lefebvre non intraprese questa strada perché fosse facile, né perché gli portasse onore o pace. Qualunque cosa si pensi di ogni sua decisione, pochi negherebbero che egli abbia sopportato un’immensa sofferenza personale. Egli credeva che i preziosi tesori affidati da Cristo alla Sua Chiesa – il Santo Sacrificio della Messa, la celebrazione riverente dei sacri misteri, la formazione di santi sacerdoti e gli insegnamenti perenni della fede cattolica – fossero in pericolo di essere sminuiti. La sua risposta nacque da un profondo desiderio di preservare e tramandare ciò che generazioni di cattolici avevano ricevuto con gratitudine.
Quell’amore per la sacra eredità della Chiesa ha continuato a ispirare molti sacerdoti, religiosi e famiglie di fedeli che hanno accettato incomprensioni e sacrifici perché credono che valga la pena preservare questi tesori per le generazioni future.
Guardando con onestà alla loro storia, si vedono uomini e donne che hanno compiuto grandi sacrifici perché credevano di preservare i tesori affidati alla Chiesa da Cristo stesso: il Santo Sacrificio della Messa, la riverenza dovuta alla Santa Eucaristia, la dottrina perenne della fede cattolica e le sacre tradizioni tramandate attraverso i secoli.
Se ogni decisione presa lungo il percorso sia stata prudente è una questione che i cattolici ragionevoli possono discutere. Ma è difficile negare l’amore che ha ispirato innumerevoli sacrifici, vocazioni, famiglie e anime fedeli che hanno desiderato solo rimanere vicine a Nostro Signore e fedeli al deposito della fede.
La Chiesa ha sempre riconosciuto che la disciplina esiste per la guarigione, la riconciliazione e il bene delle anime. Non dovrebbe mai essere esercitata in modo tale da oscurare l’amore sincero che molti nutrono per Cristo e la Sua Chiesa.
Questo è anche un momento di onesta riflessione. In tutto il mondo, molte contestazioni pubbliche alla dottrina e alla morale cattolica hanno causato grande confusione tra i fedeli. I cattolici si chiedono naturalmente perché coloro che rifiutano apertamente gli insegnamenti consolidati della Chiesa spesso sembrano subire poche correzioni, mentre coloro il cui desiderio più profondo è preservare la sacra eredità della Chiesa sono soggetti alle sanzioni più gravi. Tali domande non dovrebbero essere ignorate, ma ricevere risposta con giustizia, saggezza e carità.
Nessun cattolico dovrebbe rallegrarsi della divisione. Ogni cattolico fedele dovrebbe pregare per la piena unità visibile. Ma l’unità non si rafforza con il sospetto, né con la paura, bensì con la fiducia reciproca, l’umiltà e il riconoscimento dell’amore sincero ovunque esso si manifesti.
Nostro Signore ci ha insegnato che il comandamento più grande è l’amore: l’amore di Dio e l’amore del prossimo. Se partiamo da lì, parleremo in modo diverso gli uni agli altri, giudicheremo con maggiore cautela e cercheremo la riconciliazione con maggiore fervore.
Mentre affidiamo questa questione alla Divina Provvidenza, chiedo a ogni cattolico di pregare – non solo per i fedeli della Fraternità San Pio X, ma anche per il Santo Padre, per i vescovi e per tutti coloro ai quali è affidata la grave responsabilità di guidare il gregge di Cristo.
Possa ciascuno di noi esaminare il proprio cuore davanti al Cuore di Gesù. Possano coloro che si sono adoperati per preservare le sacre tradizioni della Chiesa continuare ad agire con umiltà, fedeltà e amore. E possano coloro che devono prendere decisioni per la Chiesa universale scrutare profondamente nei cuori di coloro che hanno davanti, riconoscendo non solo le loro azioni, ma l’amore che ha ispirato tali sacrifici.
Il Sacro Cuore di Gesù non è diviso contro se stesso. Il suo Cuore è fonte sia di verità che di amore, di giustizia e di misericordia. È a quel Sacro Cuore che dobbiamo ora rivolgerci. Se il Cuore di Cristo ci guida, allora la verità non sarà mai pronunciata senza carità, la giustizia non sarà mai esercitata senza misericordia e l’autorità sarà sempre orientata verso la salvezza delle anime.
Possa la Madonna, Madre della Chiesa, intercedere per tutti i suoi figli, affinché possiamo rimanere saldi nella pienezza della fede cattolica, amandoci gli uni gli altri con la stessa carità del suo Divin Figlio.
«Ora dunque rimangono queste tre cose: la fede, la speranza e l’amore; ma la più grande di tutte è l’amore» (1 Corinzi 13,13).
E possa Dio Onnipotente benedirvi, il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo. Amen.
Vescovo Joseph E. Strickland
Vescovo emerito
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