di Sabino Paciolla
Stefan Diefenbach, ex sacerdote laicizzato dopo 25 anni di vita religiosa e oggi unito civilmente con un partner dello stesso sesso, è stato l’autore principale del documento “Segen gibt der Liebe Kraft” (“La benedizione dà forza all’amore“), pubblicato il 4 aprile 2025 da un organismo congiunto della Conferenza Episcopale Tedesca (DBK) e del Comitato Centrale dei Cattolici Tedeschi (ZdK). È quanto riportato dal giornalista Gaetano Masciullo sul suo articolo pubblicato su Lifesitenews.
In un’intervista del 22 maggio rilasciata al sito katholisch.de, Diefenbach ha affermato che, prima della pubblicazione, ci sono stati contatti e consultazioni tra le autorità tedesche e il Vaticano, in particolare con il prefetto del Dicastero per la Dottrina della Fede, cardinale Víctor Manuel Fernández. Questa versione contraddice quanto sostenuto da Fernández, secondo cui non vi sarebbe stato alcun accordo dettagliato né un’approvazione vaticana del testo.
Alla domanda diretta sulla posizione di Fernández, il quale ha sottolineato più volte che non c’erano accordi dettagliati con la Chiesa in Germania – e certamente nessuna approvazione del testo da parte del Vaticano, Diefenbach ha risposto in modo ambiguo, sostenendo che si tratti “probabilmente anche questa di una questione di interpretazione”. Pur non avendo partecipato personalmente agli incontri romani, ha detto di fidarsi dei resoconti forniti al gruppo di redazione dal vescovo Stephan Ackermann, responsabile episcopale per le questioni liturgiche, parlando di “discussioni e votazioni” e citando la lettera di Fernández del 18 novembre 2024 (resa pubblica solo nel maggio 2026), con cui il Dicastero aveva respinto la precedente bozza delle linee guida.
Diefenbach ha riconosciuto che, a seguito di queste critiche, il testo è stato “completamente rivisto ancora una volta”, dicendosi sorpreso dalla veemenza delle reazioni e chiedendosi se i critici abbiano letto attentamente il documento o se la traduzione fosse corretta.
Ha inoltre difeso l’impostazione del documento, che prevede una preparazione più ampia rispetto alle benedizioni spontanee descritte da papa Francesco in Fiducia supplicans (2023), sostenendo che le coppie meritino più di “un gesto passeggero”. Ha definito il tentativo del testo come “la quadratura del cerchio”, nel tentativo di conciliare le risoluzioni del Cammino sinodale tedesco con i vincoli posti da Roma.
Il documento è stato criticato sia da papa Leone XIV (23 aprile 2026) che da Fernández (6 maggio 2026), entrambi secondo cui le prassi tedesche andrebbero “oltre” quanto previsto da Fiducia supplicans. Diefenbach spera che i vescovi tedeschi continuino a sostenere le posizioni del Cammino sinodale nei futuri colloqui con il Vaticano, richiamando anche le passate apertura al dialogo manifestate dal cardinale segretario di Stato Pietro Parolin.
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