di Il Moschettiere
Tanti i commenti, le proteste, anche le condanne per alcuni aspetti a dir poco infelici delle cerimonie inaugurali dei giochi olimpici 2024 a Parigi. Una farsa di cattivo gusto, hanno detto alcuni, appartenenti alle più diverse aree ideologiche, politiche e religiose.
Io non sono d’accordo. Non è stata una farsa!
La farsa è quella di ogni giorno, quella a cui i media ci fanno assistere continuamente, come fosse cosa seria e reale: Macron e la sua Brigitte, la von der Leyen sorridente a Bruxelles, il G7 o il G8 ora qui ora là, le elezioni “democratiche” in questo o quello stato… Questa è la farsa!
E la realtà allora, mi chiederete, qual è la realtà?
La realtà è venuta a galla proprio durante la lunga sfilata sulla Senna, nella ributtante scena con trans e Drag Queen imitanti l’ultima Cena, nella performace allucinata e maniacale dei Gojra (liberati per qualche minuto dalla camicia di forza), nel lezzo di putrefazione che da quelle immagini subumane e devastate si levava.
Quella è la realtà! Per un attimo i colletti bianchi, le kermesse diplomatiche, l’ipocrisia dei sorrisi gentili e delle strette di mano, i parlamenti in vetrina, le frasi fatte e rassicuranti su tolleranza, libertà, solidarietà, democrazia, accoglienza, inclusione, ecc. ecc., cioè tutti i ceroni e i fondotinta, sono venuti meno, la finzione si è interrotta.
Al suo posto è apparsa finalmente la realtà! Repellente, sgraziata, putrescente, maleodorante, vomitevole, oscena! Un cadavere in decomposizione.
Abbiamo avuto la grazia di vedere, oltre tutte le finzioni e le dissimulazioni delle farse quotidiane, il fondo vero delle rappresentazioni ingannevoli e convenzionali di chi ci ammalia e ci governa.
Non dimentichiamo ciò che abbiamo visto. Dietro le maschere di perbenismo che ogni giorno davanti alle telecamere mondiali ci sorridono allettanti, dietro quei modi distinti e quelle parole nobili e melliflue, c’è in realtà un ghigno di morte, che per un attimo ci è apparso senza veli nelle scene pagane inaugurali delle para-olimpiadi parigine.
A questi nuovi riti demoniaci, a queste liturgie sataniche in cui le élites del cosiddetto occidentalismo globalista riconoscono se stesse, i cristiani non possono e non devono partecipare. Politici, atleti, artisti che si dicano cristiani, cattolici, disertino simili oscenità.
Diventino dei testimoni, invece che ombre indistinguibili nella massa infernale. Si alzino in piedi, se sono ancora vivi. Non si possono gettare grani d’incenso sugli altari dei demòni.





















Non si poteva dire meglio
È l’ora per i cristiani di alzarsi in piedi e di girare le spalle a tutto ciò, senza se e senza ma
Forse la mia è solo una sterile provocazione, ma non è che questa infinita porcheria va avanti grazie al seguito che questi eventi hanno a livello mediatico? Perché non proviamo a smettere, smettere per davvero, di seguire tutto questo carrozzone strumento di un sistema impazzito che ci propina di volta in volta la propaganda funzionale al passo sul quale l’agenda politica ha deciso di spingere in quel momento? Mi rendo conto che la mia (eliminazione dell’apparecchio televisivo) può sembrare una scelta estrema o poco praticabile, ma continuando a seguire questi giornalisti, imbonitori, politici e compagnia cantante, non se ne esce. Perché indipendentemente dalla nostra mente conscia tutto questa scava nella nostra psiche e la plasma secondo criteri che ci rendono irrimediabilmente succubi. Chi si ostina a non capire questo, mi fa solo tenerezza.
Visioni consigliate: il video YT di Silver Nervuti, oggi, vale più di un “fiume di parole” (per dirla con i Jalisse) sull’argomento.
Caro Luigi
credo, oggettivamente, che “fare” qualcosa “contro” non serva oggi a nulla. Questo perchè a partire da chi ha organizzato e poi pagato, trasmesso, girato la scena è parte di una catena lunghissima che porta, sempre, alla stessa origine.
Spiacente di dissentire ma non guardare, rifiutare, protestare non serve a nulla, è troppo tardi. Le armi che vanno usate sono soprannaturali, come il potere oscuro che ci sovrasta. Ti auguro ogni bene
Djokovic ha ripetutamente mostrato un ciondolo a forma croce dopo e durante le sue performance.
Cari amici, so bene che talvolta ho difficoltà a farmi capire, ma sento l’esigenza di difendermi dal sistema in quanto non parte di quel mondo anti umano e profondamente avverso ai principi di realtà e ragione. Difesa che non può prescindere da una consapevolezza di come la nostra mente funziona e come viene aggredita secondo processi tutt’altro che casuali. Chi pensa di esserne immune non è cattivo, semplicemente non capisce.
La porcata di Sanremo esiste perché ha un seguito, e neanche noi non siamo estranei al fatto che venga tenuta in piedi. Le manifestazioni più rilevanti sono veicolo privilegiato di propaganda globalista, modernista e post umana: dunque non mi interessano, idem i Tg. Certo poi in ultima analisi solo la preghiera possa arrivare laddove le capacità umane non possono. Ma che siamo pienamente nel vortice di un processo rivoluzionario è altrettanto chiaro, e questa consapevolezza implica una responsabilità, il cui declinarsi nella propria vita è compito di ciascuno. Sul “come” si può non essere concordi, come peraltro tutta la galassia del “dissenso” (pure in ambito cattolico) ha mostrato in questi anni.