di Sabino Paciolla
Il 4 maggio il Dicastero per la Dottrina della Fede ha reso pubblica una lettera (datata 24 ottobre 2024 e firmata dal cardinale Víctor Manuel Fernández) con cui critica duramente una proposta della Conferenza Episcopale Tedesca riguardante un rito di benedizione per coppie in unioni irregolari, ritenendola in contraddizione con la dichiarazione Fiducia supplicans.
La lettera, indirizzata al vescovo di Treviri Stephan Ackermann, fa riferimento a un opuscolo contenuto nel manuale “Benedizioni per le coppie che si amano”, che avrebbe dovuto essere votato dalla Conferenza episcopale tedesca.
Questa presa di posizione arriva dopo che diversi vescovi tedeschi avevano già approvato rituali e manuali per tali benedizioni, iniziativa che era stata apertamente criticata anche da Papa Leone XIV durante la conferenza stampa di ritorno dal viaggio in Africa dello scorso aprile.
Il documento del DDF ricorda che, secondo il paragrafo 11 di Fiducia supplicans, «la Chiesa non ha il potere di conferire la sua benedizione liturgica quando questa, in qualche modo, possa offrire una forma di legittimazione morale a un’unione che presuma di essere un matrimonio oppure a una prassi sessuale extra-matrimoniale.». Le benedizioni previste dal documento vaticano, si precisa, non intendono «non si intende legittimare nulla ma soltanto aprire la propria vita a Dio» (n. 40).
Il nodo centrale della critica riguarda il fatto che il manuale tedesco fa esplicito riferimento alla benedizione di «un’unione» e a una «regolamentazione ufficiale» da parte dei parroci, accompagnata persino da una «acclamazione» — gesto tipico del rito matrimoniale. Secondo la DDF, «In tal senso, di fatto si opta per legittimare lo status di tali coppie, in un senso contrario a quanto affermato da Fiducia Supplicans».
Un’ulteriore contraddizione rilevata riguarda il formulario fisso proposto dal manuale: pur dichiarando di voler preservare «spontaneità e libertà», il testo prescrive di fatto una vera e propria liturgia o para-liturgia, vietata da Fiducia supplicans che esclude che tali benedizioni «”diventino un atto liturgico o semiliturgico, simile a un sacramento” (n. 36)».
La lettera del cardinale Fernández arriva a una settimana di distanza dalle dichiarazioni di difesa del manuale da parte di diversi vescovi tedeschi, nonostante le critiche già espresse da Papa Leone al rientro dal suo viaggio in Africa ad aprile.
Come riporta The Pillar, il vescovo Georg Bätzing, che all’epoca presiedeva la Conferenza e che ha successivamente approvato le linee guida per la propria diocesi di Limburgo nel luglio 2025, ha difeso il documento con fermezza. Secondo Bätzing, «anche se all’interno della Chiesa universale vi sono opinioni divergenti su questo tema, ritengo che questa pratica nella diocesi di Limburgo sia svolta entro limiti responsabili. È al servizio delle persone e, a mio avviso, non mette a repentaglio l’unità della Chiesa».
Sulla stessa linea si è espressa Irme Stetter-Karp, presidente dello ZdK (Comitato centrale dei laici cattolici tedeschi), che ha collaborato alla stesura delle linee guida. Stetter-Karp ha dichiarato ai media tedeschi che non c’era alcun motivo di ritirare il documento, precisando che esso mirava semplicemente a incoraggiare «cerimonie di benedizione per le coppie che non desiderano contrarre un matrimonio sacramentale in chiesa o per le quali tale matrimonio non è un’opzione». E ha aggiunto: «Niente di più e niente di meno. Non c’è alcuna possibilità di confonderlo con il sacramento del matrimonio».
Posizione diametralmente opposta a quella espressa da Papa Leone il 23 aprile, durante una conferenza stampa a bordo dell’aereo papale di ritorno dall’Africa. Il Pontefice aveva dichiarato esplicitamente che «la Santa Sede ha chiarito che non siamo d’accordo con la benedizione formalizzata delle coppie, in questo caso coppie omosessuali… o coppie in situazioni irregolari, al di là di quanto fosse specificamente consentito da Papa Francesco nell’affermare che tutte le persone ricevono la benedizione». Leone aveva ricordato il senso profondo dell’espressione francescana “tutti, tutti, tutti” — che «esprime la convinzione della Chiesa che tutti sono accolti, tutti sono invitati a seguire Gesù e tutti sono invitati a cercare la conversione nella propria vita» — aggiungendo che andare oltre questo «potrebbe causare più disunione che unità».
La DDF, dal canto suo, aveva già fatto sentire la propria voce nell’ottobre 2025, quando il cardinale Fernández aveva dichiarato a The Pillar che «la DDF non ha approvato nulla [delle linee guida] e ha scritto una lettera qualche tempo fa per ricordare ai vescovi tedeschi che la Fiducia supplicans escludeva qualsiasi forma di ritualizzazione». Una precisazione necessaria dopo che il vescovo Bätzing aveva sostenuto che il Vaticano fosse stato consultato nella fase di redazione del manuale.
Il quadro si complica ulteriormente se si guarda al Belgio: i vescovi delle Fiandre hanno approvato un documento simile, intitolato “Essere pastoralmente vicini agli omosessuali: per una Chiesa accogliente che non esclude nessuno”, che si conclude con una “Preghiera per l’amore e la fedeltà” — ampiamente interpretata come una liturgia per la benedizione di coppie dello stesso sesso — senza ricevere analoga censura pubblica da parte del Vaticano.
La vicenda evidenzia una frattura ecclesiale sempre più difficile da ignorare, in cui le Chiese locali sembrano percorrere strade divergenti rispetto alle indicazioni della Santa Sede.
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