Bullismo (foto da PisaToday)

Bullismo (foto da PisaToday)

 

 

di Gilberto Gobbi

 

Il bullismo sembra essere diventato un fenomeno dilagante. Presente, in forma più o meno seminascosta, in quasi tutte le scuole medie inferiori, non manca nelle elementari e nelle superiori. Anche se qualche insegnante afferma categoricamente che nella sua classe ciò non avviene, invece, sembra che non vi sia scuola in cui qualche ragazzo o ragazza sia soggetto a bullismo. E, a disconferma di tanti blateramenti sui media, non è così presente il tanto declamato “bullismo omofobico” o di genere (la cui presenza non va negata e va affrontata), mentre è più frequente quello generico, nei confronti di ragazzini/e, che nulla hanno da vedere con la tendenza omosessuale, ma con caratteristiche psicologiche e sociali.

Molteplici sono le situazioni di bullismo, che mi sono state raccontate durante le sedute terapeutiche. Per esempio, una signora di 38 anni mi diceva che alle medie era sta bullizzata in particolare dalle sue compagne femmine, che non la volevano con loro, la denigravano, non la degnavano di un saluto e quando passava le facevano lo sgambetto. Questo comportamento era iniziato in quarta elementare ed è proseguito poi anche durante le medie: gli episodi avvenivano in classe e continuavano anche fuori, durante la ricreazione e in pullman. Questa ragazzina non vestiva firmato, come le altre, ma abiti dismessi di una sua cugina.

 

Nei suoi confronti venivano attuati tutti i comportamenti violenti che caratterizzano il bullismo:

  • Offese, parolacce, insulti. In particolare, sappiamo quanto i ragazzi e le ragazze delle medie e anche delle elementari possano essere sadici (cattivi) nei confronti dei compagni che prendono di mira, come possono essere altrettanto carini e capaci di comprensione e compassione nei confronti di chi soffre.
  • Derisione dell’aspetto fisico. Sanno essere spietati nei confronti di chi non ha possibilità economiche e veste in modo trasandato e non di marca. La famiglia di questa signora, a causa di disgrazie e malattie, viveva nell’indigenza. Lei, pur essendo di bell’aspetto e molto carina, non poteva mettersi in mostra e sfigurava. Il minimo che le veniva indirizzato era: “stracciona”, le compagne non avevano limiti nel loro linguaggio (non ripetiamo le parolacce).
  • Diffamazione. La diffamazione viene usata per distruggere la sicurezza di base di chi è bullizzato. La signora veniva diffamata, spargendo la voce che, per raccogliere qualche soldino, si faceva toccare dai maschietti, che le davano qualche lira (allora vi era la lira).
  • Esclusione dal gruppo, emarginazione, nessuna considerazione delle opinioni. “Tacci tu, che sei tonta!” Essendo coinvolta in queste problematiche emotivamente castranti, rese pesanti dalla situazione familiare, in effetti, aveva un rendimento molto scarso, spesso non faceva i compiti, poteva far apparire un certo ritardo mentale, che le veniva costantemente accentuato da una compagna del gruppo, che tirava le fila della situazione bullizzante.

La ragazzina era incapace di difendersi e per la vergogna delle umiliazioni che subiva, non ne aveva mai parlato né a casa né agli insegnanti. Durante il racconto mi domandavo come fosse possibile che nessuno degli insegnanti si accorgesse della situazione e di conseguenza intervenisse. Per lei sono stati tre anni d’inferno. Era stata promossa con il minimo, e, contro tutti i consigli contrari dei professori, ha voluto frequentare una scuola media superiore di cinque anni, terminata con il massimo dei voti. Il riscatto vi è stato, ma non sufficiente, perché dopo anni e anni, le ferite del bullismo avevano lasciato le loro tracce.

 

Il bullismo consiste in comportamenti aggressivi ripetitivi, attuati da una o più persone nei confronti di una vittima incapace di difendersi. Come si vede vi è il bullo (una o più persone) che agisce aggredendo e il bullizzato, che nel ruolo di vittima subisce umiliazioni psicologiche e a volte fisiche, e, in alcuni casi, diviene il capro espiatorio delle aggressività del branco.

È un fenomeno che già può apparire nella scuola elementare nei confronti di bambini e bambine timidi, appartati, insicuri, che attraggono l’attenzione e l’aggressività di altri (uno o più), che scaricano su di loro le loro problematiche e disfunzioni psicologiche.

 

Vi sono dei fenomeni indicativi del bullismo e   come genitore come posso rendermi conto se il figlio o la figlia è soggetto di bullismo. Vi sono dei comportamenti, che indicano che qualcosa avviene e che potrebbero essere indicatore di bullismo:

  • Cioè, quando il figlio modifica abitudini, comportamenti, diviene come si dice “strano” e ha comportamenti diversi dal solito;
  • disturbi continuati del sonno: difficoltà ad andare a letto e ad addormentarsi, con risvegli notturni con ansie e tensioni;
  • disturbi alimentari improvvisi, soggetti a grandi scorpacciate o a inappetenze prolungate;
  • mancanza di interesse per lo studio, facile distrazione, chiusure, pianti facili, modifica in negativo del rendimento scolastico;
  • bassa autostima.

Questi sono fenomeni, che di per sé non necessariamente sono legati al bullismo, tuttavia la loro presenza dovrebbe essere di aiuto per comprendere che il figlio vive una situazione di profondo intenso malessere, per cui potrebbe essere soggetto al bullismo.

 

I bullizzati sono soggetti con scarso concetto di sé; persone, che tendono alla vittimizzazione, hanno una bassa concezione di sé, si sentono inadeguati di fronte a certe situazioni: divengono facilmente preda dei bulli presenti nella classe o in generale nella scuola. Quasi una situazione fatale. Divengono facilmente preda del bullo, che spesso appare come un soggetto con autostima, combinata a narcisismo e manie di grandezze.              cioè, un soggetto, che tende a sovrastimare se stesso e ha bisogno di accettazione sociale, perché nel profondo è insicuro e necessita di farsi valere attraverso l’aggressività, prendendo di mira uno altrettanto insicuro, che diviene l’oggetto su cui scaricare le proprie ansie e problematiche psicologiche.

 

È determinante imparare ad osservare il comportamento dei propri figli per capire i fenomeni delle fasi di sviluppo e le eventuali problematiche che vivono. È altrettanto importante rilevare che il bullismo omofobico, come oggi viene chiamato, cioè quello perpetrato nei confronti di bambini o adolescenti con tendenze omosessuali, è meno di quanto si vuole far credere. In più, da anni si è sviluppato nelle ragazzine un profondo senso di protezione nei confronti di ragazzini gay. Gli stessi maschietti, immersi in un diffuso pansessualismo, non tendono a bullizzare e dichiarano la loro tendenza   sessuale. Vi sono dei casi sporadici nelle scuole inferiori, mentre, di norma, nelle superiori ciascuno bada a se stesso. Nelle medie il bullismo è particolarmente presente nei confronti di soggetti con alcune caratteristiche psicologiche, come si è visto sopra.

 

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