Papa San Giovanni Paolo II
Papa San Giovanni Paolo II

 

L’insegnamento di Giovanni Paolo II e la sua attenzione alla corretta attuazione del Concilio sembrano essere andati perduti

 

di John Grondelski

 

Lunedì scorso ricorreva il 106° anniversario della nascita di Karol Wojtyła, San Giovanni Paolo II. Era nato martedì 18 maggio 1920.

È difficile credere che, dopo un pontificato di 26 anni, a cui si aggiungono gli otto anni del pontificato di Ratzinger, l’insegnamento e l’orientamento del pontificato di Wojtyła – intesi come lente attraverso cui osservare la corretta attuazione del Concilio Vaticano II – sembrino essere andati perduti. La pseudo-narrazione che viene propagata è che ci sia voluto fino al pontificato di Bergoglio per riscoprire il “vero” obiettivo di rinnovamento del Concilio Vaticano II, e che ora ci troviamo in una nuova avventura nell’attuazione conciliare.

Un’idea del genere è risibile per due ragioni. Primo, Wojtyła era un Padre conciliare. Ratzinger era un illustre peritus. Wojtyła scrisse un libro completo, Fonti di rinnovamento, sull’attuazione del Concilio. Bergoglio non fu nemmeno ordinato sacerdote fino a quattro anni dopo la fine del Concilio. Chi, allora, ha compreso meglio quali fossero le intenzioni del Concilio? Dato l’approccio fortemente incentrato sull’«esperienza» che abbiamo visto promuovere con tanta forza sotto Bergoglio, è quantomeno discutibile come i 33 anni complessivi di esperienza conciliare di questi partecipanti papali nell’attuazione siano improvvisamente molto meno convincenti.

In secondo luogo, molte delle nuove “intuizioni” non sono affatto nuove. Molte sono riprese di cattive idee degli anni ’70 che sono state riscaldate e servite di nuovo, questa volta con il contorno del “discernimento sinodale”. Ammettere gli adulteri all’Eucaristia era un’idea che Walter Kasper e altri in Germania stavano promuovendo negli anni ’70 e ’80. Questa volta l’hanno abbinata a una versione novecentesca del gallicanesimo: una chiesa locale sa meglio come essere “Chiesa”, il che porta al peccato per geografia. La sinodalità è per molti versi una versione riscaldata del sensus fidelium, che, nella sua versione revisionista, non ha mai spiegato come fosse ancorata al requisito logicamente precedente del sensus fidei, cioè la continuità ermeneutica con la fede. E, per favore, quando Nostro Signore ha rimandato i Suoi discepoli nel Cenacolo ad attendere e pregare per lo Spirito Santo, non credo che la Sua idea di “conversazioni nello Spirito” fosse un momento di silenzio di un minuto seguito da un flusso di coscienza di opinioni.

Accetto e affermo il Concilio. Rifiuto i continui tentativi di adornare il Concilio con idee nate dallo “spirito del Concilio” che mancano di qualsiasi chiaro fondamento nei testi conciliari e sono spesso contrarie all’insegnamento della Chiesa precedentemente ricevuto. Sì, comprendo la differenza tra dottrina e disciplina, ma ciò non significa che la Chiesa cattolica abbia avuto inizio nel 1962-65. L’inseparabilità del nesso procreativo/unitivo dell’atto coniugale, ad esempio, non è una questione “disciplinare” né è soggetta a “discernimento”, “revisione” o addirittura a sovversione pratica da parte di una teologia “pastorale” che scollega la dottrina dalla pratica.

Ciò che mi preoccupa ulteriormente nel giorno del compleanno di Wojtyła è la perdita del vero umanesimo cristiano che il papa polacco ha posto al centro del suo pontificato. Il problema della Chiesa oggi è il problema dell’uomo. Da un lato, gli sforzi per assecondare e “accompagnare” lo Zeitgeist spesso assecondano ciò che mina la dignità umana. Dall’altro, c’è una reazione contraria da parte di alcuni nel movimento “tradizionalista” che in qualche modo pensano che concentrarsi sulla dignità dell’uomo sminuisca la centralità di Dio — dimenticando che l’uomo è fatto a immagine di Dio. Come sottolinea il pensatore protestante Carl Trueman nel suo nuovo libro The Desecration of Man, attaccare l’autentica dignità umana è anche, in un certo senso, un sacrilegio, perché deforma l’immagine di Dio presente in quella dignità.

Quando ero più attivamente coinvolto nel mondo accademico, mi preoccupava il fatto che molti studi su Karol Wojtyła fossero “retrospettivi”, ovvero si chiedessero: cosa ha detto? Questo è importante, specialmente per un pensatore così denso come Giovanni Paolo II. Ma forse oggi la funzione più critica consiste nel costruire sul quadro del suo pensiero e indagare su cosa direbbe riguardo alle questioni contemporanee.

In un certo senso, paradossalmente, Wojtyła rifletteva meglio l’approccio delle “finestre aperte” dell’impegno del Vaticano II con il mondo rispetto al nostro momento contemporaneo. Prendeva sul serio il pensiero moderno e si confrontava con esso — a partire dalla sua abilitazione in fenomenologia e dall’intero progetto tomista di Lublino di confronto e opposizione al marxismo. Questo significava confrontarsi con il mondo “là dove si trova”, cioè nelle sue categorie di pensiero, e cercare di ricondurle a Cristo. Contrastiamo questo con quel tipo di introspettività ecclesiale interna e autoreferenziale che ha caratterizzato la Chiesa, in particolare negli ultimi dodici anni circa. Si può sostenere che questa non sia la visione del Concilio Vaticano II, con la sua attenzione a “la Chiesa e il mondo moderno” — non perché la modernità “riformi” la Chiesa, ma, alla luce del Grande Mandato menzionato nel Vangelo di ieri, affinché la Chiesa “insegni a tutte le nazioni” e ne faccia discepoli.

 

(L’articolo che il prof. John M. Grondelski ha inviato dagli Stati Uniti al blog è apparso in precedenza su New Oxford Review. La traduzione è a cura di Sabino Paciolla)

 


Le opinioni espresse in questo articolo o video sono dell’autore e non riflettono necessariamente quelle del responsabile di questo blog. I contributi pubblicati su questo blog, ritenuti degni di rilievo, hanno il solo ed unico scopo di alimentare un dibattito culturale, di far riflettere e di approfondire lo sguardo sulla realtà. Il blog non ha scopo di lucro e rifiuta le proposte di pubblicità che riceve e non richiede abbonamenti. Qualora gli autori degli articoli che vengono qui rilanciati non avessero piacere della pubblicazione, non hanno che da segnalarmelo. Gli articoli verranno immediatamente cancellati.


 

Sostieni il Blog di Sabino Paciolla

 






 

 

Facebook Comments