Dopo altri articoli scritti sul tema (per gli ultimi vedi qui, qui e qui), riprendo una riflessione della dott.ssa Jennifer Roback Morse, Ph.D., pubblicata su NCR.

Eccola nella mia traduzione.

foto: Jennifer Roback Morse, Ph.D.

foto: Jennifer Roback Morse, Ph.D.

 

Domanda: Che cosa hanno in comune Harvey Weinstein (potente produttore hollywoodiano arrestato per abusi sessuali, ndr) e Theodore McCarrick (già cardinale, poi dimessosi a causa degli abusi sessuali, ndr)?

Risposta: Quel voto di astinenza sessuale che fecero.

Oh. Aspetta. Forse no.

Scherzi a parte: Weinstein e McCarrick hanno qualcosa di importante in comune. Sono entrambi uomini potenti che credevano di avere il diritto di usare le persone sessualmente.

Come ormai tutti sanno, innumerevoli persone hanno raccontato storie di abusi sessuali, molestie e stupri nell’industria cinematografica (Weinstein, Kevin Spacey), politica, (Al Franken), media, (Matt Lauer), sport, (Larry Nassar), e ora, la Chiesa cattolica. Le vittime sono uomini e donne, ragazzi e ragazze di tutte le età: bambini, adolescenti e adulti in posizioni subordinate rispetto al predatore. Tutto questo in questo particolare momento ci permette di vedere sia la causa alla radice che la soluzione definitiva.

La causa principale di questo problema è la stessa sia nelle sue varietà cattoliche che in quelle non cattoliche. Uomini come l’arcivescovo McCarrick e Weinstein pensano di avere diritto al sesso. Ed entrambi hanno (o erano abituati ad avere) abbastanza potere per ottenere quello che volevano. Il fatto che i partner sessuali preferiti dell’arcivescovo McCarrick fossero maschili e quelli di Weinstein fossero femminili non dovrebbe distrarci da questo punto fondamentale. Entrambi gli uomini vivono secondo il Credo Rivoluzionario Sessuale:

Il sesso è un’attività ricreativa privata senza conseguenze morali o sociali. Ognuno ha diritto alla vita sessuale che desidera, con il minimo di disagi. Qualsiasi attività sessuale è moralmente accettabile, purché tra i partecipanti vi sia mutuo consenso. Credere che tutto questo si chiami “sesso positivo”.

In pratica, naturalmente, si tratta di una falsità. In pratica, i più ricchi, i più potenti, i più influenti possono manipolare i termini del “consenso” senza alcun riconoscimento. L’ideologia sessuale rivoluzionaria crea una copertura per il predatore, in particolare per il predatore ben collegato e potente.

E’ veramente sorprendente quante persone accettino e vivano del Credo Rivoluzionario Sessuale, senza considerare che loro stessi un giorno potrebbero essere la “preda”, invece che il “predatore”.

Credo che questo sia il motivo per cui il movimento #MeToo, pur producendo molti buoni frutti, alla fine si è fermato. La gente è veramente inorridita dagli abusi di Weinstein. Ma queste stesse persone non sanno davvero cosa fare. Ricordate la goffa protesta delle starlette contro i Golden Globes? Si accordarono per indossare abiti di colore nero come protesta contro l’oggettivazione delle donne. Ma alcuni di loro scelgono abiti neri, la cui immodestia, consentitecelo, ha minato la loro dichiarazione.

Il problema? Queste starlette volevano protestare contro lo sfruttamento delle donne, senza protestare in primo luogo contro l’ideologia che rende socialmente accettabile che il corpo della donna diventi un oggetto. Queste donne si stanno attaccando a cose a cui non dovrebbero essere attaccate. Esse vogliono mantenere le loro pillole (anticoncezionali, ndr) e la loro pornografia e la loro visione di se stesse come progressiste. Vogliono essere “sex positive” e non essere mai coinvolte nella trappola predatoria che l’ideologia rivoluzionaria sessuale rende possibile.

Anche questo suggerisce la soluzione definitiva.

Abbiamo bisogno di rinunciare a questo. Tutto questo. Come cattolici, siamo in una posizione migliore di chiunque altro per guidare questo compito. Sappiamo già che non dobbiamo usare sessualmente l’altro. La nostra Chiesa lo insegna fin dai tempi apostolici. Sappiamo già che non dobbiamo usare la contraccezione. Il beato Papa Paolo VI lo aveva predetto 50 anni fa nella enciclica Humanae vitae. La diffusa accettazione sociale e morale della contraccezione porta ad un “abbassamento degli standard morali”.

Senza scherzi.

Ecco perché è così spaventoso e ingiustificabile quando potenti presuli della Chiesa cattolica sono implicati negli abusi sessuali stessi o nel coprire quelli degli altri. Questi uomini stanno usando la loro posizione di potere e autorità nella Chiesa per coprire la loro auto-indulgenza. Godono della loro mondana doppia vita.

Allo stesso tempo, l’impatto di queste doppie vite va ben oltre il danno immediato per le loro vittime. Questi uomini non sono troppo propensi a dare prediche sui mali del sesso al di fuori del matrimonio o del sesso con contraccettivo. Il loro silenzio è stato un fattore che ha contribuito all’avanzamento dell’ideologia rivoluzionaria sessuale in tutta la società. La loro corruzione mina i loro fratelli sacerdoti che vivono una vita santa. E lo scandalo dei sacerdoti predatori getta una nuvola di sospetto su sacerdoti innocenti. Invece di essere la custode della tradizionale morale sessuale, la Chiesa cattolica è diventata un simbolo di ipocrisia o peggio.

Naturalmente, tutti coloro che leggono questo articolo sono profondamente preoccupati, pieni di vergogna, imbarazzati, da tutto questo. Ci chiediamo “Come sia potuto accadere?” e “Perché i vescovi non fanno qualcosa?”, e così via. Non tolgo nulla a questi sentimenti o a queste domande. Si dovrebbe essere sconvolti. I vescovi dovrebbero fare qualcosa.

Ma credo che voi possiate effettivamente fare qualcosa per aiutare, indipendentemente da ciò che i vescovi scelgono di fare o non fare. Il mio suggerimento: liberatevi da qualsiasi parte della rivoluzione sessuale che avete in voi. Forse siete d’accordo sul fatto che l’aborto è sbagliato, ma pensate che la contraccezione sia giusta. Forse siete di quei parrocchiani che si lamentano se il pastore predica su argomenti pro-vita. Forse siete alcuni dei genitori di una scuola superiore cattolica che pensa che l’insegnante di ginnastica “gay” non dovrebbe essere licenziato solo perché ha sposato il suo partner omosessuale in una cerimonia pubblica.

Smettete di tagliare gli angoli all’insegnamento della Chiesa. La vostra testimonianza contro gli abusi sessuali sarà più convincente. Sarete più motivati senza l’assillante pizzico di dubbio che vi trascina verso il basso.

E fidatevi di me su questo. Vi sentirete meglio. Ricordo quando finalmente ho ammesso a me stessa che la contraccezione era sbagliata, e dovevo confessarlo. Mi sentii così leggera dopo quella confessione, tanto da aver sbagliato parcheggio.

Il nostro attuale atteggiamento conflittuale mi ricorda persone di un tempo che avrebbero potuto dire: “Beh, la schiavitù non è così male. Dovremmo solo regolamentare l’orario e le condizioni di lavoro degli schiavi. E poi potremmo avere tutti i vantaggi economici della schiavitù senza esagerare con qualcosa di così radicale come la sua abolizione”. Che cosa penseremmo di chi ha ragionato in questo modo? Diremmo: “No, non possiamo trovare abbastanza regolamenti per rendere il principio che una persona che possieda un’altra sia tutt’altro che abusivo”.

Trattare il sesso come un diritto fa parte dell’aria rivoluzionaria che respiriamo. Immaginiamo, “Se abbiamo appena messo un’altra toppa su questo, possiamo tutti avere il sesso che vogliamo, senza che nessuno venga abusato. O almeno io non sarò abusato”.

Non esistono sufficienti toppe per risolvere questo problema.

Nessuno ha diritto al sesso. Non l’arcivescovo McCarrick. Non Harvey Weinstein. Non voi. Non io. Andiamo tutti verso la piena verità.

 

Fonte: National Catholic Register

 

Jennifer Roback Morse, Ph.D. è il fondatore e presidente del Ruth Institute, e l’autore del prossimo libro  “The Sexual State: How Elite Ideologies Are Destroying Lives and How the Church Has Been Right All Along.

 

 

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