Giorgio Vittadini
Giorgio Vittadini

 

 

di Marco Lepore

 

Le parole pronunciate da Giorgio Vittadini al termine della relazione presentata dal presidente (uscente) del Consiglio, Mario Draghi, al Meeting di Rimini, mercoledì 24 agosto scorso, hanno suscitato non poche perplessità. Allo stesso modo, tanti sono rimasti stupiti dalla standing ovation che gli è stata riservata dal pubblico, quasi si trattasse di un personaggio che, in un’ottica di vita cristiana (perché, non dimentichiamolo, il Meeting di Rimini è un evento che è nato all’interno di un movimento ecclesiale….), è in grado di indicare una strada di santità per i nostri travagliati tempi, realizzando opere di carità per il bene di tutti e, in particolare, per i cosiddetti “ultimi”.

Eppure, le parole di Vittadini lascerebbero intendere proprio questo: “NOI ABBIAMO BISOGNO DI UOMINI GRANDI COME LUI, PER DETTARE IL FUTURO DEL PAESE, E ANCHE SE LUI LASCIA DEVE DARCI LA RICETTA PER I PROSSIMI ANNI, SENZA CUI CI PERDEREMO”. Certo, il contesto cui si riferisce Vittadini è laico, sociale, economico, finanche politico, ma non dobbiamo né possiamo dimenticare che una delle caratteristiche principali dell’insegnamento di Don Luigi Giussani, padre del Movimento di Comunione e Liberazione, è quella di una fede che diventa cultura, pertanto diventa difficile se non impossibile scindere queste parole dal valore che possono avere per la vita di fede degli appartenenti al movimento.

Chiediamoci, allora, quali valori cristiani ha incarnato l’azione politica, sociale, economica, di Mario Draghi, durante i suoi 18 mesi di azione di governo? Quanto, e come, ha incarnato il valore della carità e di una particolare attenzione agli “ultimi”? E’ doveroso e inevitabile, a questo punto, riprendere quanto Sabino Paciolla ha descritto nel suo pezzo del 26 agosto intitolato Il Meeting di Rimini, il potere e le opere:

Mario Draghi è colui che in maniera fredda e chirurgica, direi quasi cinica, ha sospeso per mesi e mesi i diritti e le libertà fondamentali costituzionalmente garantite a milioni di persone. Ha impedito a ragazzini di prendere il bus per andare a scuola e agli adulti di prendere persino un caffè in un bar. E tutto questo perché quei cittadini non sono stati disposti a vaccinarsi con un siero sperimentale anti COVID molto rischioso, potenzialmente foriero di numerosi eventi avversi anche gravi e gravissimi come il decesso…. Draghi, ed il suo fido ministro della salute Roberto Speranza hanno costretto, contro la loro volontà, milioni di cittadini ad inocularsi quel siero rischioso pur di continuare a lavorare o a condurre la solita vita quotidiana.Mario Draghi è colui che è diventato famoso per la bufala secondo la quale l’appello a non vaccinarsi era sostanzialmente un appello a morire. “Non ti vaccini, ti ammali, muori. Oppure, fai morire. Non ti vaccini, ti ammali, contagi, lui lei muore. Questo è”. È lo stesso che disse nel luglio 2021 che “il Green Pass è la garanzia di ritrovarsi tra persone che non sono contagiose. (…) E’ una misura che dà serenità, non che toglie serenità”…..Mai affermazioni rivelatesi così spudoratamente lontane dalla realtà sono state proferite da un primo ministro italiano. Mai parole tanto sbugiardate dai fatti sono servite per rinchiudere una parte degli italiani in un recinto angusto su cui sono piovute contumelie sputate dagli altri italiani. Mai parole annunciate da un Presidente del Consiglio hanno tanto diviso gli italiani, hanno seminato odio e rancore come quelle dette da Mario Draghi. Altro che “una misura che dà serenità”. Poche parole nella storia d’Italia hanno leso la dignità della persona umana come quelle dette dal Presidente del Consiglio Mario Draghi, e messe in atto da decreti governativi….Non aggiungo altre parole per illustrare i disastri economici che arriveranno (le prime avvisaglie le abbiamo già, vedi l’impennata dell’inflazione) le cui fondamenta sono state poste dalla sciagurata decisione del governo Draghi di inviare armi alla Ucraina, entrando di fatto in un conflitto rischiosissimo, mettendosi dalla parte di uno dei contendenti.

Chi -come il sottoscritto e milioni di altri italiani- ha pagato sulla propria pelle le conseguenze della disumana azione politica di Draghi, ha ben presente cosa significano queste parole, e si chiede: “Cosa c’è di cristiano in tutto questo? Davvero meritava tanto entusiasmo, applausi, complimenti e tappeti rossi? Non  era forse più opportuno ( e cristiano….) fargli presente che oltre ad aver messo sotto i piedi la Costituzione e le procedure democratiche e parlamentari (in 17 mesi il governo Draghi ha posto 55 voti di fiducia; solo il governo Renzi ne ha posti di più con 66, durando però sostanzialmente il doppio del tempo: 33 mesi), ha schiacciato sotto il suo tallone la dignità e la libertà di milioni di cittadini, sacrificando sull’altare degli interessi delle multinazionali farmaceutiche, dei potentati finanziari internazionali e delle decisioni politiche di un presidente USA, controverso e inaffidabile come Biden, l’economia del nostro paese?” Era certamente possibile farglielo presente, con molto rispetto, come era nella sana tradizione degli incontri del Meeting di una volta, e proporgli di fare ammenda, per il bene dell’anima sua e per quello di tutto il popolo italiano. Invece no: applausi a profusione.

Certo, chi ha obbedito senza fiatare ai diktat del governo, credendo ciecamente alla narrazione ufficiale della propaganda mainstream e alle indicazioni fantasanitarie delle “virostar”, vede le cose in modo diametralmente opposto e riterrà, quanto descritto sopra, del tutto infondato. Del resto, è possibile e del tutto legittimo pensarla e vederla in modi diversi. Eppure, proprio in questi ultimi due anni ogni voce di dissenso -anche quella di eminenti scienziati, medici, filosofi, storici- è stata messa alla gogna, ridicolizzata, espunta dal dibattito, quando non addirittura privata dei mezzi di sussistenza, come ad esempio è accaduto ai docenti universitari privati della loro cattedra o ai bravissimi medici sospesi e persino radiati dall’albo. Cosa c’è di cristiano in tutto questo?

Non è possibile quantificare il consenso che all’interno del Movimento di CL troveranno le parole di Vittadini, e il Meeting non è identificabile tout court con la realtà ecclesiale del Movimento, che sotto la guida di Davide Prosperi pare voler recuperare la propria fisionomia originaria. Tuttavia, sorge il sospetto che davvero, per tanti, la serietà, la competenza tecnica e il successo professionale, nonché il potere, di cui Mario Draghi pare una icona, siano diventati valori fondamentali, al punto che “Non importa se quella persona ha oltraggiato la libertà e la dignità di una parte dei cittadini italiani, non importa se ha detto cose rivelatesi palesemente false, non importa se ha spinto la maggioranza degli italiani ad odiare la minoranza, l’importante è nutrire e nutrirsi dell’illusione che quella persona ci ha risolto i problemi ‘con serietà e professionalità’”.

A sostegno di questa tesi, è possibile fare presente la grande campagna culturale di promozione delle soft skills attuata da Vittadini in questi ultimi anni, attraverso la Fondazione per la Sussidiarietà, presso le scuole paritarie che gravitano nell’orbita della Compagnia delle Opere. È un tema partito dal mondo delle imprese, che hanno sempre più a che fare con giovani generazioni impreparate e fragili. Oggi tutti ne parlano e non c’è più un programma di studi che non le prenda in considerazione, ma è necessario riconoscere come questo introduca sottilmente una concezione ridotta della persona, determinata più da un modello economicistico che da una sana antropologia cristiana, che invece ha a cuore l’educazione della persona in quanto tale. Le soft skills, infatti, sono funzionali soprattutto a farsi strada nel mondo del lavoro, ad avere successo nella vita, ad una resa ottimale per la crescita dell’economia. Ecco, il dubbio che nelle ovazioni del pubblico del Meeting (e nelle parole di Vittadini) sia in qualche modo esaltato un modello di uomo che ha successo, potere, capacità di incidere sulla realtà sociale ed economica per generare benessere (ma non è questo certamente il caso di Draghi…), anche a costo di limitare la libertà e in una prospettiva priva di ogni trascendenza, trova alcuni elementi di legittimazione.

L’augurio che facciamo al Meeting è che, insieme a tutto il Movimento da cui quest’opera è partita, possa ritrovare la propria identità e tornare ad essere quell’elemento di contraddizione che così luminosamente ha rappresentati per molti anni e che è tipico di una esperienza cristiana che non scende a compromessi col mondo (Luca 2,34-35). Diversamente, continuerà nel suo declino trasformandosi definitivamente nel “megafono del potere”.

 


 

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