“Credo che noi, come Chiesa, siamo più autentici quando parliamo di Cristo e quando Cristo è veramente al centro della nostra vita. Gerusalemme come luogo della Morte e Risurrezione di Cristo è, e sarà sempre, il centro spirituale del Cristianesimo. Credo che questo cristocentrismo sia autenticamente cattolico e abbia fortemente contribuito all’aumento dei nostri convertiti.”

Di seguito segnalo all’attenzione e alla riflessione dei lettori di questo blog l’intervista a padre Jonathan Wilson e pubblicata su What We Need Now. Visitate il sito e valutate liberamente le varie opzioni offerte e le eventuali richieste. Ecco l’intervista nella traduzione curata da Occhi Aperti! (pseudonimo di persona realmente esistente) 

 

San Paolo
San Paolo in Piazza San Pietro (Roma)

 

Padre Jonathan Wilson, sacerdote della diocesi di Columbus, Ohio, è il pastore della chiesa cattolica di San Paolo Apostolo a Westerville, Ohio. Questa Pasqua la sua parrocchia ha portato 67 persone alla piena comunione con la Chiesa Cattolica, includendo 37 battesimi. È stato intervistato da Jayd Henricks via e-mail.

WWNN: 67 persone che entrano in piena comunione con la Chiesa, a Pasqua, quest’anno, nella vostra parrocchia. È una cosa straordinaria. A cosa attribuisce questo?

Padre Wilson: Quando ho sentito dal nostro direttore della RCIA (sigla che sta per Rite of Christian Initiation of Adults, cioè Rito per l’Iniziazione Cristiana degli Adulti, ndr) che avremmo avuto un gruppo molto numeroso, sono rimasto molto sorpreso. L’autunno scorso il programma ha rapidamente superato la capienza del locale in cui normalmente ospitiamo i gruppi RCIA e abbiamo dovuto trasferirlo nella nostra palestra. La crescita dei numeri mi giunge come una sorpresa. È la sorpresa della grazia. “Il vento soffia dove vuole…” (Giovanni 3:8).

Detto questo, ci sono alcuni fattori che hanno certamente contribuito. Abbiamo un fantastico direttore della Pastorale Parrocchiale, il signor Andrew Burson, che ha formato un team RCIA davvero sul pezzo e un gruppo di promotori. Qualche anno fa abbiamo spostato il programma RCIA da un martedì sera a una domenica mattina. Abbiamo iniziato ad utilizzare “Credo”, un programma creato dai domenicani della provincia orientale che offre contenuti chiari sulla nostra fede cattolica. Ipotizzo che ne stia venendo qualcosa di buono dal COVID, visto che alcune persone – scosse dalla pandemia – hanno iniziato a porsi domande fondamentali. Sono incoraggiato dal numero piuttosto elevato di giovani adulti che entrano nella Chiesa. Cercano la Verità e sanno di essere stati ingannati dalla cultura. Sono anche molto ispirato da coloro che avevano già una forte esperienza di fede nella chiesa protestante e si sono dimostrati aperti al Signore che li conduceva nella piena comunione della Chiesa cattolica. Alcuni dei nostri convertiti sono entrati nella Chiesa pagando di persona un alto scotto. Il programma RCIA sta godendosi il suo momento e perciò, in alcuni casi, vediamo che i più recenti convertiti hanno condiviso il dono della Chiesa Cattolica con altri e così hanno portato nuovi convertiti alla Chiesa. Nella parrocchia, abbiamo cercato di nutrire spiritualmente la gente. Sarei curioso di comprendere se hanno contribuito a tutto ciò alcuni dei nostri sforzi e preghiere per il rinnovamento spirituale. Durante la pandemia, in una Chiesa vuota, e sentendomi abbattuto dal fatto che avevamo chiuso la nostra chiesa per la Domenica di Pasqua, ho intronizzato il Sacro Cuore di Gesù nella nostra parrocchia il giorno della Domenica della Divina Misericordia 2020. Il 22 agosto di quell’anno, festa della Beata Vergine Maria Regina, ho consacrato la parrocchia al Cuore Immacolato di Maria. La parrocchia appartiene a Nostro Signore e a Nostra Signora, la Regina Madre. Dalla mia prospettiva, tutte le grazie che vediamo fluiscono da Lui, in quanto Re della nostra parrocchia e da Maria, quale nostra Regina.

WWNN: Perché pensa che la sua parrocchia stia crescendo quando per così tante altre non è così?

Padre Wilson: La nostra parrocchia, e immagino che molte altre siano così, è un ambiente molto dinamico. Vediamo persone che entrano nella Chiesa, grazie a Dio, ma sappiamo anche che ci sono persone che la stanno lasciando, o se ne allontanano. Siamo dunque pervasi da un grande senso di urgenza, poiché sappiamo che questa potrebbe essere l’ultima generazione di Cattolicesimo culturale, e avendo l’opportunità di evangelizzare e portare più persone ad abbracciarlo consapevolmente. Siamo anche una grande parrocchia, con 4.200 famiglie registrate. Abbiamo decisamente visto un aumento delle dimensioni del nostro programma RCIA negli ultimi anni. Il patrono della parrocchia è San Paolo Apostolo. Il nostro motto parrocchiale è: “Ispirati da San Paolo, centrati su Cristo, chiamati alla santità”. Intendiamo volerci ispirare con ogni sforzo a San Paolo, il più grande evangelizzatore che sia mai vissuto. Abbiamo una lunga strada da percorrere, ma sono incoraggiato dai risultati che stiamo vedendo in risposta ad alcuni dei nostri sforzi di evangelizzazione nella parrocchia.

WWNN: Molti di noi guardano alla Chiesa nel contesto di ciò che sta accadendo a Roma, ma sospetto che molte delle persone che entrano nella Chiesa adesso non siano consapevoli di ciò che il Vaticano stia o non stia facendo. Questa impressione è anche sua? Cosa ci potrebbe dire della fede?

Padre Wilson: Posso onestamente dire che, da una prospettiva pastorale, ciò che sta, o non sta, accadendo a Roma ha poco impatto immediato a livello parrocchiale. Questa è stata la mia esperienza durante tutti i pontificati di Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e ora Francesco. So che ci sono alcune persone che seguono da vicino gli eventi di Roma. Detto questo, tuttavia, questi eventi hanno poca influenza diretta. Proclamiamo con gioia la fede cattolica, comprese le dure verità della fede. Siamo grati per il dono del Catechismo della Chiesa Cattolica e abbiamo la percezione che la fede cattolica abbia un fondamento che trascende questo o qualsiasi momento particolare. Ho l’impressione che la nostra gente, e i nostri neoconvertiti, lo comprendano. Stiamo crescendo nel nostro gesto liturgico perseguendo una manifestazione più tradizionale del Novus Ordo. Con questo progressivo miglioramento credo che siamo anche in grado di comunicare qualcosa della solidità, della continuità, della bellezza e della trascendenza della fede cattolica.

WWNN: Una volta lei ha detto che la sua fede, crescendo, era molto incentrata su Roma mentre ora lo è su Gerusalemme. Cosa intende con questo?

Padre Wilson: Sono stato, e continuo ad essere, in un cammino di fede in quello che è il contesto del grande dono della nostra fede cattolica. I primi anni di sviluppo della mia fede mi hanno portato a una forte enfasi sulla Chiesa, su Roma, e sulla persona del Santo Padre. Sono un prete “GPII” (di Giovanni Paolo II, ndr). Egli ha avuto una grande influenza nella mia vocazione al sacerdozio e sulla mia generale comprensione della fede cattolica. È stata una grande benedizione poter studiare un anno a Roma, il mio primo anno di teologia, nel 1997-1998, quando GPII era Papa. Da sacerdote, ho avuto l’opportunità di fare due pellegrinaggi in Israele. La mia esperienza, in entrambe le volte, alla Chiesa del Santo Sepolcro a Gerusalemme mi ha portato a pensare: “questo è il vero centro del cristianesimo”. Amo l’indicazione di Papa Benedetto XVI nella sua lettera Deus caritas est quando scrive: “All’inizio dell’essere cristiano non c’è una decisione etica o una grande idea, bensì l’incontro con un avvenimento, con una Persona, che dà alla vita un nuovo orizzonte e con ciò la direzione decisiva.” (1). E mentre conservo naturalmente un grande amore per la Chiesa Cattolica, per il papato e per Roma, è cresciuto in me un maggiore apprezzamento di come sia la persona di Gesù Cristo il centro della nostra fede. Per questo motivo, Gerusalemme, dal mio punto di vista, esprime in modo unico la verità che il Cristianesimo si basa sull’evento e sull’incontro con Gesù Cristo. Al centro del nostro motto parrocchiale c’è la frase “centrati su Cristo”. Credo che noi, come Chiesa, siamo più autentici quando parliamo di Cristo e quando Cristo è veramente al centro della nostra vita. Gerusalemme come luogo della Morte e Risurrezione di Cristo è, e sarà sempre, il centro spirituale del Cristianesimo. Credo che questo cristocentrismo sia autenticamente cattolico e abbia fortemente contribuito all’aumento dei nostri convertiti. Credo che potenziali convertiti siano alla ricerca dell’annuncio autentico e della testimonianza della nostra fede in Gesù Cristo, Figlio Eterno di Dio, vero Dio e vero Uomo.

WWNN: Siete fiduciosi per il futuro della vita parrocchiale?

Padre Wilson: Sono incredibilmente fiducioso per il futuro della vita parrocchiale. La parrocchia è uno spazio stupefacente in cui condurre la missione di Cristo che Egli ha affidato alla Chiesa. La parrocchia è dinamica e drammatica. È lo spazio sacro dove la grazia incontra il nostro libero arbitrio e dove la cultura si converte con una persona alla volta. Ci sono enormi sfide nella vita parrocchiale di oggi, e queste sfide sono grandi opportunità. Negli Stati Uniti, storicamente parlando, abbiamo vissuto il passaggio da una Chiesa di immigrati in un contesto protestante piuttosto ostile a una Chiesa che si è quasi completamente integrata alla cultura americana. (Detto questo, siamo anche benedetti con nuove e recenti generazioni di immigrati che portano con sé una loro forte fede. La mia parrocchia è sempre più benedetta da un numero crescente di immigrati africani, indiani e ispanici.) E ora, dobbiamo compiere il passaggio da una Chiesa integrata a una Chiesa missionaria, segnata da un discepolato in Cristo fermamente voluto. Credo che il nostro futuro, e il futuro del nostro paese, dipenderà dal fatto se avremo successo o meno. Sono un grande sostenitore della Nuova Evangelizzazione e credo che debba essere portata avanti a livello parrocchiale.

WWNN: Qualche consiglio ai suoi confratelli sacerdoti o ai fedeli impegnati su come costruire la vita della comunità parrocchiale?

Padre Wilson: Ammiro i miei confratelli sacerdoti in tutto il paese che vivono il loro ministero in circostanze difficili. Vorrei solo incoraggiarli ad avere grande fiducia nella potenza evangelizzatrice della nostra fede cattolica, a dare cibo solido ai fedeli attraverso un annuncio chiaro e inequivocabile del Vangelo, a sforzarsi di avere celebrazioni liturgiche che riflettano quella meraviglia e rispetto reverenziale della Santa Eucaristia, a dare priorità ai giovani adulti (molti dei quali sono feriti e affamati di qualcosa che va oltre), e a non demoralizzarsi. E, alla fine della giornata, ricordare che tutto ciò che conta è che ci sforziamo di essere fedeli. È Dio che fa crescere (cfr. 1 Cor 3,6).

 

Jayd Henricks è il presidente dei Laici Cattolici e Clero del Rinnovamento. Ha prestato servizio nella Conferenza Episcopale degli Stati Uniti per undici anni e tiene un STL (Sacrae Theologiae Licentiatus; abbreviato in STL, ndr) in teologia sistematica presso la Casa di Studi Domenicana.

 


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