di Sabino Paciolla
Un pomeriggio di qualche tempo fa, sentendo il chiassoso arrivo dei due nipotini con il nonno, ho sceso le scale di corsa per abbracciarli: Marta – la maggiore – si è affrettata a togliersi le scarpe e il grembiulino rosa dell’asilo, precipitandosi nella sala da pranzo, per controllare se i minuscoli pesciolini partoriti dalla loro mamma nell’acquario ci fossero ancora tutti.
La bambina ha la capacità di individuarli nei punti meno esposti della vasca di vetro, dove nuotano a scatti, tenendo saggiamente un profilo basso. Li vedi tutti e quattro? Le chiedo a voce alta, mentre tengo d’occhio Giovanni che, toltosi immediatamente le piccole calzature all’ingresso, sta lottando ora per liberarsi dal grembiulino: Sono cinque, nonna – mi risponde la piccola, che vedo di spalle in piedi su una sedia mentre scruta con attenzione il fondo – guarda anche tu …
Sto per accontentarla, quando Giò – che con il mio aiuto si è finalmente tolta anche la seconda manica – alza il visetto e con aria seria mi interroga: Nonna, cos’è il giorno del giudizio?
Per un istante mi sono bloccata chiedendomi da quale cilindro magico nella sua mente Giò abbia acciuffato una questione così insolita … Poi, mi sono ricordata: la settimana prima, lottavo per rivestirli in fretta affinché il papà, che stava arrivando direttamente dal posto di lavoro, li trovasse pronti per riportarli a casa.
Non avrebbe dovuto essere teoricamente una cosa difficile, ma Giovanni protestava perché voleva finire la casetta costruita con i mattoncini del lego e tentava di sfuggire alla mia cattura rifugiandosi sotto il tavolo e Marta, con una scarpa già infilata e l’altra ancora in mano, si era improvvisamente incantata, seguendo un qualche pensiero dentro di lei che la assorbiva totalmente (succedeva spesso anche a me, quando ero bambina, di astrarmi dalla realtà circostante).
È stato allora che con voce tonante avevo posto loro il fatidico quesito: Pensate che riusciremo ad essere pronti prima che arrivi il Giorno del Giudizio?
Giovanni, nei giorni successivi, aveva pensato che la faccenda meritasse un chiarimento … e aveva ragione!
Ho coinvolto anche la sorella: Vieni qui, Marta … dopo contiamo tutti insieme i pesciolini e capiamo quanti sono, ma adesso voglio spiegare anche a te una cosa importante.
Quando i bimbi erano entrambi vicini ho continuato: Il Giorno del Giudizio è il giorno in cui Gesù ritornerà dal cielo tra gli uomini: sarà magnifico in mezzo a tutti i Santi e agli angeli! Quel giorno chiamerà per nome tutti quelli che gli avranno voluto bene e avranno aiutato le persone attorno a loro e li porterà in Paradiso … E gli altri? Mi ha interrogato allora Giovanni. Chi non ha amato e ha fatto il male – gli ho risposto – se non si pente e non chiede perdono a Gesù prima di morire, finisce all’inferno … Con Lucifero – ha aggiunto Marta. Io bambini – ho concluso– vi voglio tanto bene e per questo prego Maria e Gesù perché ci aiuti a essere buoni, così ci ritroveremo un giorno tutti assieme con loro in Paradiso e sarà davvero bellissimo!
La mia spiegazione dev’essere sembrata ad entrambi soddisfacente, perché non mi hanno posto ulteriori domande in merito.
Ma pochi giorni fa, mentre sollecitavo Marta a infilarsi le scarpe da ginnastica per uscire insieme a fare una passeggiata: Fai presto – le dicevo, aprendo il cancello di casa – Giò ha aggiunto guardandomi con un sorriso furbo: prima che arrivi il giorno del Giudizio!
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