Lo scorso 15 ottobre LifeSiteNews ha pubblicato l’intervista di John Henry Westen all’arcivescovo Carlo Maria Viganò sull’enciclica “Fratelli tutti”, firmata da papa Francesco lo scorso 3 ottobre.

Nonostante il documento pontificio sia eccezionalmente corposo (138 pagine), lo spazio dedicato al nascituro e al gravissimo peccato dell’aborto, si limita ad un minimo accenno, senza peraltro alcuna condanna di quello che la Chiesa definisce un abominevole delitto [Cost. past. Gaudium et spes 51].

Nell’intervista l’arciv. fa una considerazioni forte sul Papa, e lui stesso riconosce che è “triste e grave”. Tale considerazione è esclusivamente sua, e non è condivisa da questo blog. Viene riportata al solo scopo di rappresentare fedelmente il forte dibattito suscitato da questa ultima enciclica.

Chi volesse approfondire può leggere di seguito l’intervista nella traduzione di Wanda Massa.

 

Carlo Maria Vigano, arcivescovo
Carlo Maria Vigano, arcivescovo

 

Tre domande di John-Henry Westen all’arcivescovo Carlo Maria Viganò

 

Qual è la sua opinione su Fratelli Tutti, in particolare il suo silenzio sull’aborto, soprattutto alla luce di quelle che l’enciclica definisce le “maggiori preoccupazioni” dei politici?

Fratelli Tutti, nel parlare delle preoccupazioni che dovrebbero motivare l’azione dei politici, cita il “fenomeno dell’esclusione sociale ed economica, con le sue tristi conseguenze di tratta degli esseri umani, commercio di organi e tessuti umani, sfruttamento sessuale di bambini e bambine, lavoro schiavizzato, compresa la prostituzione, traffico di droghe e di armi, terrorismo e crimine internazionale organizzato.“. [1] Sono tutte piaghe che devono essere denunciate, ma che credo siano già riconosciute come tali da molte persone. Il punto focale, che è molto più importante dal punto di vista morale, ma non è menzionato nell’Enciclica, è l’aborto, che oggi viene tragicamente rivendicato come un diritto. [2]

Questo assordante silenzio sul più odioso crimine agli occhi di Dio – perché commesso su un bambino innocente e indifeso che lo priva della vita – tradisce la visione contorta di questo manifesto ideologico al servizio del Nuovo Ordine Mondiale. La sua visione obliqua sta nella sottomissione psicologicamente prostrata alle richieste del pensiero comune, mentre guarda agli insegnamenti del Vangelo con la visione miope e imbarazzata di coloro che lo considerano impensabile e superato.

La dimensione spirituale e trascendente è completamente ignorata, così come la morale naturale e cattolica. Ma quale fratellanza potrebbe mai esistere tra le persone, se uccidere un bambino innocente è considerato irrilevante? Come si può condannare l’esclusione sociale rimanendo in silenzio sulla più criminale delle esclusioni sociali, quella di un bambino che ha il diritto di vivere, di crescere, di essere amato e di amare, adorare e servire Dio e raggiungere la vita eterna? Che senso ha affrontare il traffico d’armi, se si può essere uniti in fratellanza con chi smembra un bambino nel grembo della madre, chi succhia il cervello del bambino nell’istante prima della nascita?

Come si può mettere la fratellanza davanti all’orrore di chi avvelena i malati o gli anziani, ai quali viene negata ogni possibilità di partecipare alla Passione di Nostro Signore attraverso la sofferenza? Quale rispetto per la natura si può invocare, quando il sesso di una persona, scritto nei nostri cromosomi, può essere cambiato, o quando una sterile unione di due uomini o due donne può essere considerata una famiglia? La furia distruttiva della “madre terra” non si applica forse a chi, alterando la meravigliosa opera del Creatore, si assume il diritto di modificare il DNA di piante, animali ed esseri umani?

Fratelli Tutti è un’enciclica che non solo manca di Fede, ma anche di Speranza e di Carità. La voce del Divino Pastore e Medico delle anime non riecheggia nel suo linguaggio, ma piuttosto il ringhio del lupo rapace o l’assordante silenzio del mercenario (Gv 10,10). Non c’è respiro d’amore né per Dio né per l’uomo, perché per desiderare veramente il bene dell’uomo moderno è necessario svegliarlo dal suo incantesimo ipnotico di bontà, ecologismo, pacifismo, ecumenismo e globalismo. Per desiderare il bene dell’uomo peccatore e ribelle, è necessario fargli capire che, allontanandosi dal suo Creatore e Signore, egli finirà per essere schiavo di Satana e di se stesso. Nessun senso di fratellanza con altre anime dannate può porre rimedio all’inimicizia verso Dio. Non sarà il mondo né i filantropi a giudicarlo, ma Nostro Signore stesso, che è morto sulla croce per salvarlo.

Credo che questa tristissima Fratelli Tutti rappresenti, in un certo senso, il vuoto di un cuore appassito, di un cieco privato della vista soprannaturale, che a tentoni pensa di poter dare una risposta che lui stesso per primo ignora. Riconosco che è un’affermazione triste e grave, ma penso che più che chiederci l’ortodossia di questo documento, dovremmo chiederci quale sia lo stato di un’anima incapace di sentire un qualsiasi slancio di Carità, di lasciarsi toccare da un raggio divino che risplende in quel grigiore cupo rappresentato dal suo sogno utopico, transitorio, chiuso alla Grazia di Dio.

L’introito della messa di questa domenica suona per noi come un avvertimento:

Salus populi ego sum, dicit Dominus: de quacumque tribulatione clamaverint ad me, exaudiam eos: et ero illorum Dominus in perpetuum. Attendite, popule meus, legem meam: inclinate aurem vestram in verba oris mei. [3]

Il Signore è la salvezza del suo popolo, che sarà ascoltato nella tribolazione finché ascolterà la sua legge. Nostro Signore ce lo dice senza mezzi termini: “Senza di me non potete fare nulla” (Gv 15, 8). L’utopia della Torre di Babele, per quanto possa aggiornarsi e apparire sotto le spoglie delle Nazioni Unite o del Nuovo Ordine Mondiale, è destinata a crollare pietra su pietra, perché non è fondata sulla pietra angolare che è Cristo.

Ecco, essi sono un solo popolo, e hanno tutti una sola lingua; e questo è solo l’inizio di ciò che faranno; e nulla di ciò che si propongono di fare non sarà impossibile per loro. Venite, andiamo giù e confondiamo il loro linguaggio, perché non capiscano il discorso dell’altro“. (Gn 11,4-7).

Il pacifismo globalista ed ecumenico di Fratelli Tutti immagina un paradiso terrestre che pone le sue fondamenta sul rifiuto di riconoscere la Regalità di Cristo sulle società e sul mondo intero; sul silenzio sullo scandalo della Croce, considerata come una “divisione” piuttosto che l’unica speranza di salvezza per l’umanità; sul dimenticare che le ingiustizie sociali e il male presente nel mondo sono conseguenze del peccato, e che solo conformandoci alla volontà di Dio possiamo sperare di favorire la pace e l’armonia tra gli uomini. Gli uomini possono essere veramente fratelli solo in Cristo, riconoscendo insieme la paternità di Dio.

Nell’Enciclica manca la Speranza, intesa come la virtù teologale infusa da Dio nell’anima attraverso la quale desideriamo il Regno dei Cieli e la vita eterna, ponendo la nostra fiducia nelle promesse di Cristo e confidando non sulle nostre forze, ma sull’aiuto della Grazia dello Spirito Santo. Sperando che una fratellanza orizzontale possa garantire la pace e la giustizia non ha nulla di soprannaturale, perché non guarda al Regno dei Cieli, non si basa sulle promesse di Cristo e non considera necessaria la Grazia Divina, ponendo la sua fiducia nell’uomo corrotto dal peccato originale e quindi incline al male. Chi alimenta tali false speranze – per esempio affermando che “non c’è bisogno di credere in Dio per andare in paradiso“[5] – non compie un atto di carità. Al contrario: questo incoraggia i malvagi sulla via del peccato e della perdizione, rendendosi complici della loro dannazione e della loro disperazione. Contraddice le parole stesse del Salvatore: “Vi ho detto che morirete nei vostri peccati. Infatti, se non credete che io sia Lui, morirete nel vostro peccato” (Gv 8, 24).

Aggiungo, con grande dolore, che ultimamente manca, se non del tutto assente, la risposta della Chiesa di fronte al male, alla morte, alla malattia, alla sofferenza e alle ingiustizie del mondo.

È come se il Vangelo non avesse nulla da dire all’uomo moderno, o come se ciò che ha da dire fosse superato: “Non voglio vendere ricette inutili, questa è la realtà“[6] Quando si leggono queste parole il sangue si raffredda: “Dio è ingiusto? Sì, è stato ingiusto con suo Figlio, mandandolo in croce“[7] Non c’è bisogno di confutare questa affermazione; basta osservare che se neghiamo che il peccato è la causa della sofferenza e della morte che affligge l’umanità, finiamo inevitabilmente per attribuire la responsabilità a Dio, accusandolo di essere “ingiusto” e quindi escludendolo dal nostro stesso orizzonte. Da qui comprendiamo come la ricerca della fratellanza umana sia delineata dalle parole del Salmista: “I re della terra si levano e i principi si consigliano insieme contro il Signore e contro i suoi unti” (Sal 2,2).

Così la Chiesa – o meglio la sua contraffazione che la eclissa quasi del tutto – non offre più una risposta cattolica all’uomo senza speranza e assetato di Verità, ma avanza invece lo scandalo del dolore e della sofferenza la cui causa di fondo è il peccato, ponendo la responsabilità su Dio e bestemmiando come “ingiusto“.

 

Eccellenza, immagino che lei abbia visto come i leader pro-vita negli Stati Uniti stanno implorando i vescovi di dichiarare apertamente che l’aborto è la questione preminente durante questa elezione presidenziale. Ci sono stati vari Vescovi che hanno detto l’esatto contrario e ora usano i punti discussi nell’enciclica di Papa Francesco a sostegno delle loro idee. Che consiglio darebbe ai suoi fratelli Vescovi e ai fedeli?

Il silenzio sull’aborto è un segno terribile della devianza spirituale e morale in quella parte della Gerarchia che nega la propria missione perché ha negato Cristo. E come nell’aborto la madre uccide il proprio figlio, che dovrebbe amare, proteggere e far nascere in questa vita terrena, così nell’attuale frode la Chiesa, voluta da Dio per far nascere le anime alla vita eterna, si trova ad ucciderle spiritualmente nel proprio grembo, a causa del tradimento dei suoi stessi ministri. L’odio dei nemici di Cristo non risparmia nemmeno la Sua Santissima Madre, la cui divina Maternità è odiata da Satana, perché attraverso di Lei la Seconda Persona della Santissima Trinità si è fatta Uomo per redimerci. Se siamo amici della Beata Vergine, i suoi nemici sono i nostri nemici, secondo quanto stabilito dal Signore nel Protoevangelium: “Metterò inimicizia tra te e la Donna, e tra la tua progenie e la sua” (Gen 3,15).

Ricordo ai miei fratelli Vescovi che sono stati unti con il Santo Crisma come atleti della Fede, non come spettatori neutrali della lotta tra Dio e l’Avversario. Prego che ai pochi, coraggiosi Pastori che alzano la voce per difendere i princìpi inviolabili e non negoziabili che il Signore ha stabilito nella legge naturale, si uniscano quelli che oggi esitano per paura, timidezza o falso senso di prudenza. Voi avete la “grazia di stato” per essere ascoltati dal vostro gregge, che riconosce in voi la voce del Divino Pastore (Gv 10,2-3). Non abbiate paura di annunciare il Vangelo di Cristo, così come gli Apostoli e i Vescovi che gli succedettero non temono il martirio.

Chiedo ai fedeli, disorientati dal silenzio di tanti pastori deboli di cuore, di elevare le loro preghiere al Cielo, invocando dal Paraclito quelle grazie che solo lo Spirito Santo può infondere nei cuori più induriti e ribelli: Lava quod est sordidum, riga quod est aridum, sana quod est saucium. Flecte quod est rigidum, fove quod est frigidum, rege quod est devium. Offrite i vostri sacrifici, le vostre penitenze e le vostre sofferenze nella malattia per la Chiesa e per i vostri Pastori.

 

Ho recentemente intervistato la moglie dell’ex candidato alla Corte suprema Robert Bork, che ha parlato della mancanza di sostegno da parte della Chiesa durante le scandalose udienze del marito; ha persino accennato al fatto che gli attacchi contro di lui erano guidati dal senatore democratico “cattolico” Ted Kennedy. Qual è la sua opinione sugli attacchi contro il giudice Barrett, in particolare a causa della sua fede?

L’odio per il mondo, di cui Satana è il principe (Gv 12,31), è il più evidente disconoscimento del sogno utopico di Fratelli Tutti. Non può esserci fratellanza tra gli uomini, se esclude la comune paternità dell’Unico Vero Dio Uno e Trino. Chi predica l’uguaglianza e l’eguaglianza dei diritti fino a dare legittimità all’errore e al vizio, diventa intollerante quando vede che il proprio potere abusivo è a rischio – non appena un politico cattolico, in nome dell’uguaglianza dei diritti, vuole testimoniare la propria Fede nel legiferare e nel governare. Così, in questo modo, la tanto decantata “fratellanza” si realizza solo tra i figli delle tenebre, necessariamente escludendo i figli della luce o costringendoli a negare la propria identità. Ed è significativo che l’unico requisito di questa fratellanza sembra essere sempre fondato sul rifiuto di Cristo, mentre si ritiene impossibile avere una vera e santa fratellanza nel sacro vincolo della Carità, “nella giustizia e nella santità che procede dalla verità” (Ef 4,24).

Con l’unzione della Cresima, il cattolico diventa un soldato di Cristo. Un soldato che non combatte per il suo Re ma si allea con il nemico è un traditore, un rinnegato, un disertore. Perciò, lasciate che i politici cattolici e coloro che occupano posizioni istituzionali siano testimoni di Colui che ha versato il suo Sangue per loro. Non solo riceveranno le grazie necessarie per svolgere i loro doveri negli affari pubblici, ma saranno anche un esempio per i loro fratelli e meriteranno una ricompensa eterna, che è l’unica cosa che conta davvero. ” Te nationum praesides honore tollant publico; colant magistri, judices, leges et artes exprimant“. [8]

11 ottobre 2020

La maternità divina di Maria Santissima, 19° domenica dopo la Pentecoste

 

Citazioni

1] Discorso all’Organizzazione delle Nazioni Unite, New York, 25 settembre 2015, AAS 107 (2015), 1039. Citato nell’enciclica Fratelli Tutti, 188.

[2] L’unica menzione indiretta dell’aborto è il n. 24 dell’Enciclica, in cui si denuncia la violenza che “costringe [le donne] ad abortire“, ma senza condannare l’uccisione del nascituro stesso. Il riferimento al nascituro nei Fratelli Tutti n. 18 è molto debole e non menziona esplicitamente il termine “aborto“. Spendere solo tre parole sul crimine più abominevole che comporta milioni di morti ogni anno nel mondo, non cambia l’evidenza che l’enciclica è letteralmente ossessionata dalla solidarietà umana a sostegno dell’agenda globalista. Inoltre, nel contesto della campagna elettorale statunitense (in concomitanza con la pubblicazione del documento papale), un’esplicita condanna dell’aborto contraddirebbe apertamente il candidato democratico, che è fortemente favorevole all’aborto. Aggiungerei che i riferimenti ai bambini sembrano più mirati alle famiglie islamiche, in particolare a quelle degli immigrati, che secondo Bergoglio rappresentano il futuro demografico dell’Europa.

[3] “Io sono la salvezza del popolo, dice il Signore: Se dovessero piangere per me in qualsiasi angoscia, io li ascolterò, e sarò il loro Signore per sempre. Ascolta il mio insegnamento, o popolo mio: inclina l’orecchio alle parole della mia bocca“. Sal 77,1, 19a domenica dopo la Pentecoste, Introduzione.

[4] CCC, 1817.

[5] https://www.independent.co.uk/news/world/europe/pope-francis-assures-atheists-you-don-t-have-believe-god-go-heaven-8810062.html

Il Papa: non c’è una risposta alla morte dei bambini, in: Avvenire, 15 dicembre 2016; https://www.avvenire.it/papa/pagine/papa-udienza-al-bambino-gesu

7] Ibidem.

[8] “Che i governanti del mondo ti onorino ed esaltino pubblicamente; che i maestri e i giudici ti venerino; che le leggi esprimano il Tuo ordine e le Tue arti riflettano la Tua bellezza“, dall’inno Te Saeculorum Principem per la festa di Cristo Re.

 

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