Una partita amichevole a Vienna tra due squadre femminili, una delle quali Vaticana, si trasforma in una protesta a favore dell’aborto e delle unioni gay, dunque una protesta contro la Chiesa. Le giocatrici vaticane decidono con tristezza di lasciare il campo per evitare ulteriori strumentalizzazioni di una festa sportiva.

Di seguito un articolo di Lorena Pacho pubblicato su El Pais nella mia traduzione.

Foto di Martin Cargnelli, credit ORF

Foto di Martin Cargnelli, credit ORF

 

Quello che doveva essere il debutto internazionale della neonata squadra di calcio femminile vaticana si è rivelato una partita sospesa a causa delle proteste a favore dell’aborto di alcune giocatrici della squadra rivale e del pubblico dello stadio di Vienna dove si sarebbe dovuto giocare la sfida. Secondo la radio pubblica austriaca ORF, la partita era iniziata normalmente, i giocatori si stavano riscaldando e i capitani si scambiavano regali e striscioni con i gagliardetti del club. Ma quando l’inno vaticano ha iniziato a suonare, alcune giocatrici del club viennese FC Mariahilf hanno sollevato le magliette per mostrare messaggi di protesta a favore dell’aborto e del matrimonio omosessuale. Alcune di loro hanno mostrato disegni dipinti sui loro corpi come ovaie o slogan come “il corpo è mio e lo gestisco io”, come si può vedere nelle immagini diffuse dai media austriaci. Inoltre, ci sono state anche alcune proteste sugli spalti, dove sono stati sollevati cartelli contro l’omofobia.

Secondo le informazioni raccolte dal noto blog vaticano Il Sismografo, che raccoglie notizie religiose, la partita è stata sospesa nonostante le richieste del pubblico presente di iniziare il gioco dopo quello che era successo. Secondo quanto riportato dai media, è stato impossibile ripristinare la calma per far iniziare la partita, nonostante gli sforzi di alcuni dirigenti del club austriaco e del nunzio apostolico vaticano (una figura paragonabile all’ambasciatore del mondo civile), monsignor Pedro Lopez, presente in campo.

Il rappresentante dello Sport in Vaticano Danilo Zennaro ha dichiarato all’ORF che la partita non è stata giocata perché la squadra femminile era in Austria “per lo sport e non per messaggi politici o di altro tipo”. D’altra parte, il presidente dell’FC Mariahilf, Ernst Lackner, ha deplorato ciò che era accaduto prima degli stessi media e ha sottolineato che era “il momento sbagliato e il luogo sbagliato” per portare avanti tali iniziative. Ha anche detto di comprendere “le preoccupazioni delle donne”, ma di non escludere conseguenze per le atlete e ha evidenziato la sua intenzione di approfondire ciò che è successo e che né lui né l’allenatore erano a conoscenza di ciò che sarebbe accaduto. Alcune atlete del luogo hanno anche spiegato alla radio che non erano consapevoli delle conseguenze della loro azione.

La squadra femminile locale di Vienna, che celebrava il ventesimo anniversario della sua fondazione, aveva invitato la squadra vaticana per festeggiare l’anniversario. Sarebbe stata la prima partita internazionale per le atlete della nazionale vaticana. Finora avevano giocato solo a Roma, dove hanno esordito il 26 maggio, contro la squadra giovanile di Roma.

La prima squadra di calcio femminile in Vaticano, che ha già una squadra maschile da 48 anni, è nata poco più di un mese fa, il 17 maggio. È composta per la maggior parte da dipendenti vaticane, insieme alle figlie e alle mogli del personale della Santa Sede – delle 4.800 persone che vi lavorano solo 750 sono donne – ed è diretta da Susan Volpini, direttrice dell’Associazione delle donne in Vaticano. Alcuni dei membri, con un’età media compresa tra i 20 e i 50 anni, sono dilettanti e altri hanno giocato in maniera più professionale in passato, come il capitano e attaccante camerunese Eugene Tcheugoue, che ha giocato nel suo paese natale trent’anni fa.

Zennaro, il responsabile dello Sport in Vaticano, ha spiegato al quotidiano inglese The Guardian che Papa Francesco ha dato “un notevole impulso alle donne in Vaticano, quindi questa iniziativa è un’estensione di questo slancio”.

La squadra non è riconosciuta dalla FIFA e attualmente non partecipa a nessuna competizione ufficiale, quindi può giocare solo partite amichevoli.

 

 

 

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