IL MEA CULPA DI UNA PRO-CHOICE CHE,

SCONSIDERATAMENTE, HA DIFFUSO ISTANZE PRO-LIFE

Qualcuno di voi forse ricorderà il film “Juno”…uscito nel 2007. Una storia che, pur uscita dalla penna di una femminista pro-choice, fu accolta con entusiasmo dal mondo pro-life perché raccontava la presa di coscienza di una giovanissima mamma dell’umanità della vita che aveva in grembo e della conseguente rinuncia all’aborto. Oggi l’autrice, pentita di aver sconsideratamente  contribuito a favorire le istanze pro-life, sfociate in leggi che limitano fortemente l’aborto in alcuni Stati degli USA, vedi l’Alabama, fa il suo mea-culpa e chiede di perdono alla galassia pro-choice.

Un articolo di Matt Philbin nella mia traduzione.

juno movie screencaps.com

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Questi sono tempi che provano davvero gli animi delle femministe. Leggi pro-life in posti come l’Alabama e la Georgia minacciano di produrre negli Stati repubblicani, in un futuro non troppo lontano, un’epidemia di nascite di bambini vivi e sani. Tutti i buoni progressisti devono radunarsi sotto la bandiera dell’aborto Uber Alles. Ora non è il momento di essere considerati come attivisti della domenica o come sorridenti distruttrici del patriarcato, non mentre famosi compagni si privano di un lavoro malpagato e non sindacalizzato o rinunciano alla  gratificazione carnale.

Anche coloro che hanno collezionato in passato qualche psico-reato saranno riaccolti tra le file dei combattenti, a condizione che mostrino appropriata contrizione.

E’ il caso di Diablo Cody, la donna che inavvertitamente ha scritto la sceneggiatura di un film “pro-life” di alto profilo. Cody fa i conti con il film  Juno , vincitore di un Oscar nel 2007, che Allyson Chiu del Washington Post descrive come “una commedia  sul diventare adulti che racconta gli alti e bassi della vita di una ragazzina di 16 anni che rimane incinta inaspettatamente e decide di dare il bambino in adozione.”

Tale eterodossia sembra scioccante ora. Ma quando stava scrivendo Juno, nel futuro  ci si poteva immaginare ancora una Hillary come  presidente, e il giudice Anthony Kennedy era a più di un decennio dalla pensione. Diamine, e c’erano anche un paio di “democratici pro-life” ancora nel Congresso.

Di recente Cody ha detto in una intervista ad un podcast : “Non so nemmeno se avrei scritto un film come Juno  se avessi saputo che il mondo sarebbe finito nella spirale di questa infernale realtà alternativa in cui ora sembriamo esserci incagliati”.

È particolarmente turbata dalla legge del “battito cardiaco” della Georgia. Come suggerisce il nome, questa legge vieta l’aborto una volta che il feto ha un battito cardiaco rilevabile – un’ingiustizia che fa emergere l’eloquente e letterata sceneggiatrice in Cody: “Onestamente è qualcosa a cui penso in continuazione in un ciclo di feedback buio senza fine. Fa schifo . . . una cosa orribile.”

Chiu scrive che “il fatto che il suo film di successo sia associato a messaggi antiabortisti è un rimpianto che ha turbato [Cody] per anni”.

E chi potrebbe biasimarla? Provate voi a dormire la notte con tutti quei bambini vivi che perseguitano la vostra coscienza!

“In un certo senso forse avevo la responsabilità di essere più esplicitamente pro-choice, e non lo sono stata”, ha detto Cody durante un evento di beneficenza per la Planned Parenthood (la multinazionale dell’aborto, ndr) nel 2017, in occasione del decimo anniversario del film, ha riferito Vanity Fair . “Penso di aver dato il diritto di scelta come una cosa scontata, in quel momento.”

“Non pensavo che saremmo arrivati a questo punto”, ha detto. “Non pensavo come un’attivista. Non stavo pensando affatto in modo politico.”

E se non abbiamo imparato altre lezioni da questa triste storia, abbiamo capito almeno questo: un buon progressista è sempre un attivista. Pensa politicamente il 100% delle volte ed è sempre in guardia contro le incursioni di normali sentimenti e pensieri umani.

Secondo Chiu, Cody ha visto quasi subito l’errore che aveva fatto quando ha ricevuto “Una lettera del suo liceo cattolico che la ringraziava per aver scritto un film pro-life”, ha detto, descrivendola come la “cosa più orribile”. L’articolo prosegue:

“Ero tipo, io … vi odio tutti, e sono così pro-choice che nessun altro lo è più di me!”, ha detto.

“Io …vi odio tutti” Chiaramente, Cody ora è di nuovo una progressista con le carte in regola.

 

fonte: Newsbuster

 

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