In Svizzera è in vigore dall’anno scorso una legge contro le discriminazioni legate all’orientamento sessuale della persona. È stata in seguito proposta una modifica per sanzionare qualsiasi critica all’omosessualità anche senza riferimenti a persone specifiche. Il partito EDU-UDF ( con posizioni cristiano – conservatrici) ha presentato un referendum contro questa modifica della “legge contro l’omofobia” su cui si voterà nel prossimo febbraio.

La Chiesa Evangelica è scesa in campo contro questo referendum mentre tutta la Chiesa Cattolica, tace. Tutta, tranne un vescovo, come ci racconta questo articolo di LifeSiteNews. 

Intraduzione e traduzione di Annarosa Rossetto.

Mons. Marian Eleganti, benedettino e vescovo ausiliare di Coira (Svizzera)

Mons. Marian Eleganti, benedettino e vescovo ausiliare di Coira (Svizzera)

 

Un vescovo cattolico svizzero, unico, si è dichiarato fermamente contrario alla proposta di nuove norme che potrebbero criminalizzare gli insegnamenti cattolici sulla sessualità nel suo Paese.

Il vescovo Marian Eleganti, benedettino e vescovo ausiliare di Coira, si è pronunciato contro l’agghiacciante effetto che la legge potrebbe avere sulla libertà di parola. La sua schiettezza fa risaltare con forza la posizione neutrale della Conferenza episcopale svizzera che non ha preso parte alla campagna né a favore né contro l’estensione della legislazione antirazzista del paese che include l’orientamento sessuale.

Secondo il portale di notizie di Tagblatt in Svizzera, il vescovo ha così messo in guardia: “Questa legge rischia di criminalizzare tutte le opinioni che si differenziano dalla lobby LGBT in materia di matrimonio, famiglia o immoralità sessuale”.

Mons. Eleganti ritiene che l’attuale legislazione contro la violenza e la discriminazione sia sufficiente per proteggere tutte le categorie della società svizzera e che le persone LGBT, come i vegani e i cattolici, non necessitino di una protezione speciale. La libertà di parola, invece, se la nuova legge passasse, potrebbe subire un duro colpo.

“Criticare le opinioni della lobby LGBT deve continuare ad essere lecito se ci consideriamo una società liberale e tollerante”, ha affermato il vescovo.

Il copresidente del gruppo di lobby LGBT svizzero “Pink-Cross” sostiene che la nuova legge non minerebbe la legittima libertà di espressione.

“L’odio non è un’opinione”, ha affermato Michel Rudin, che ritiene che gli atti di violenza verso gli omosessuali siano causati da discorsi anti-LBGT.

Secondo Tagblatt, un professore di giurisprudenza dell’Università di Zurigo ha analizzato diversi esempi di dichiarazioni pubbliche sull’omosessualità per vedere se avrebbero infranto la nuova norma proposta. La professoressa Isabelle Häner è giunta alla conclusione che una dichiarazione del vescovo Jean-Marie Lovey di Sitten/Sion secondo cui l’omosessualità è una “debolezza della natura” che può essere curata potrebbe essere contro la legge.  Dipenderebbe dal fatto che “l’eventuale discriminazione sia intenzionale o meno”.

Se la legge fosse già stata approvata, mons. Eleganti avrebbe potuto trovarsi dalla parte sbagliata quando ha suggerito un legame tra una subcultura omosessuale clericale e la crisi degli abusi sessuali nella Chiesa.

In un’intervista con EWTN Germania, il vescovo ausiliare aveva citato il rapporto del Gran Giurì della Pennsylvania dichiarando: “Il 90% [dei casi di abuso] è in diretta connessione con un’inclinazione omosessuale”.

Le vittime “non erano bambini, avevano dai 16 ai 17 anni”, ha detto, e ha osservato che alcune delle vittime dei preti predatori erano seminaristi.

“Sarebbe cieco negare che abbiamo un problema nella Chiesa con l’omosessualità e che l’omosessualità svolge un ruolo in tutto questo”, ha continuato.

“Forse questo ci porta anche a una nuova moderazione prima di considerare l’omosessualità semplicemente come una preziosa variante della creazione, proprio come un matrimonio eterosessuale [.]”

Forse anche papa Francesco potrebbe trovarsi in difficoltà in Svizzera con alcune delle sue dichiarazioni sull’omosessualità. Citando il pontefice nella sua intervista con EWTN, Mons. Eleganti ha anche affermato che “Papa Francesco ha recentemente affermato che non possiamo ammettere al sacerdozio, nei seminari, persone con una profonda inclinazione omosessuale”.

Eleganti è stato rimproverato per le sue osservazioni dalla vicina diocesi di San Gallo, di cui è originario.

“Dobbiamo contraddire e prendere con chiarezza le distanze dalla dichiarazione del vescovo ausiliare Marian Eleganti”, ha dichiarato un portavoce della diocesi di San Gallo su Facebook. 

“È inaccettabile che il tema dell’abuso venga collegato al tema dell’omosessualità”, ha continuato il rappresentante diocesano.

“Tale affermazione è l’opposto dei seri tentativi di evitare futuri abusi sessuali e di fare i conti con le cose terribili che sono successe in passato alle vittime. E ferisce in particolare le persone omosessuali nella loro dignità; questo non è accettabile.”

L’attuale ordinario di San Gallo è il vescovo Markus Büchel.

Saranno gli elettori svizzeri a determinare il destino della nuova proposta di legge quando andranno alle urne a febbraio.

 

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