Una acuta riflessione di Russell Shaw sul “cammino sinodale” tedesco, definito “una strada a senso unico verso il disastro”. L’articolo è stato pubblicato su Catholic World Report, e ve lo ropongo nella mia traduzione. 

 

Apertura incontro annuale dei vescovi tedeschi nella cattedrale di Colonia, il 06.03.2017 (CNS photo/Sascha Steinbach, EPA)
Apertura incontro annuale dei vescovi tedeschi nella cattedrale di Colonia, il 06.03.2017 (CNS photo/Sascha Steinbach, EPA)

 

Credendo come mi capita di fare che la sinodalità racchiuda molte promesse per la Chiesa, ho osservato con crescente sgomento – condiviso con molti altri – come un intruglio tedesco chiamato “cammino sinodale” sia andato avanti erraticamente negli ultimi due anni. Ora, con un documento chiave di quella strana impresa in mano, concludo che questo particolare “percorso” è una strada a senso unico verso il disastro.

Come in molte altre chiese, i sinodi esistono nella Chiesa cattolica da molto tempo. I sinodi diocesani sono abbastanza comuni oggi. Dal Concilio Vaticano II, un sinodo dei vescovi fa parte della struttura vaticana, con un’assemblea prevista alla fine del prossimo anno sul tema della sinodalità. E Papa Francesco da qualche tempo parla dell’idea di una “Chiesa sinodale”.

Ma il cammino sinodale dei tedeschi è un’altra cosa. I difetti lampanti di questo progetto congiunto della conferenza episcopale tedesca e di un gruppo laico chiamato Comitato centrale dei cattolici tedeschi sono in piena mostra in un documento sul “potere” nella Chiesa che sembra rappresentare una fase semifinale del processo deliberativo.

Datato 22 gennaio di quest’anno e contrassegnato “solo per i membri dell’assemblea sinodale”, il documento di 38 pagine a spazio singolo porta i nomi del vescovo Franz-Josef Overbeck di Essen, che rappresenta la conferenza episcopale, e della dottoressa Claudia Luecking-Michel, vice presidente del Comitato dei cattolici tedeschi. Il vescovo Overbeck è riportato altrove che approva il matrimonio omosessuale e le donne prete. La dottoressa Luecking-Michel è un’attivista di lunga data della Chiesa e un ex membro del Parlamento tedesco, il Bundestag.

L’idea dominante del documento è che la Chiesa cattolica deve adottare le strutture e i processi della democrazia liberale secolare che opera attraverso una rete di sinodi e organi simili ai sinodi. Tutte le posizioni di leadership nella Chiesa, compresi vescovi e pastori, devono essere elettive e a tempo determinato. Le decisioni dei vescovi e dei pastori possono essere annullate dal voto della maggioranza. Il ruolo del papa nella selezione dei vescovi è semplicemente quello di confermare i risultati delle elezioni che li scelgono.

Il documento sostiene inoltre che la “pluralità” (di posizione, ndr) anche su “convinzioni fondamentali” è accettabile e persino desiderabile nella Chiesa. “Una pluralità di modi di pensare e di vivere e un multilinguismo culturale nella casa della Chiesa è legittimo e persino richiesto”, dice. E perché non ci siano dubbi: “la pluralità nelle questioni di verità e di dottrina è legittima”.

Ma non commettete errori: le differenze non potranno rallentare le “riforme”. E qui il documento cambia marcia, da permissivo ad autoritario: “La capacità di agire non deve essere messa a rischio bloccando il discorso…. Ci aspettiamo che le raccomandazioni e le decisioni adottate da una maggioranza siano sostenute anche da coloro che hanno votato diversamente…. Ci aspettiamo che tutti aiutino a promuovere la capacità dell’assemblea sinodale di agire”.

C’è di più – molto di più – inclusi pacchi di tediosa retorica, ma questo suggerisce il sapore del documento e rende chiaro dove il cammino sinodale è diretto: verso il tipo di pseudo-democrazia coercitiva molto favorita dagli ideologi progressisti.

Alcune strutture e procedure democratiche possono e devono trovare posto nella Chiesa. Nel dire questo, tuttavia, è essenziale ricordare che la Chiesa, per volontà del suo fondatore, non è una democrazia. Piuttosto, considerata nel suo aspetto istituzionale, è un corpo gerarchico con un’autorità magisteriale di insegnamento conferita al papa e ai vescovi in unione con lui.

Si dice che il Vaticano non sia contento del Cammino Sinodale. Non dovrebbe esserlo. Si può solo sperare che Roma dica un no secco prima che questa pazzia vada molto oltre.

 

Russell Shaw è stato segretario per gli affari pubblici della Conferenza Nazionale dei Vescovi Cattolici/Conferenza Cattolica degli Stati Uniti dal 1969 al 1987. È autore di 20 libri, tra cui Nothing to Hide, American Church: The Remarkable Rise, Meteoric Fall, and Uncertain Future of Catholicism in America, e, più recentemente, Eight Popes and the Crisis of Modernity.

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