Nell’ottica del mero approfondimento dei fatti e di un sereno confronto, di seguito segnalo all’attenzione e alla riflessione dei lettori di questo blog l’articolo scritto da Joseph Pearce, pubblicato su Crisis magazine. Visitate il sito e valutate liberamente le varie opzioni offerte e le eventuali richieste. Ecco l’articolo nella traduzione da me curata.

 

Salvador Dalì - Orologi
Salvador Dalì – Orologi

 

Ci sono due spiriti all’opera in ogni generazione dell’umanità. C’è lo Spirito Santo e c’è lo Spirito del Tempo, il Heiliger Geist e lo Zeitgeist. Lo Spirito Santo è lo Spirito di tutte le epoche; è lo Spirito immutabile che illumina ogni tempo con l’eternità della verità. Lo Spirito del Tempo è lo spirito effimero di ogni epoca che passa; è lo spirito mutevole che riflette le mode e le tendenze di periodi particolari.

Lo Spirito Santo non appartiene a un’epoca, ma a tutte le epoche, perché è onnipresente. Non è tanto che Egli sia presente in ogni epoca, anche se lo è, ma che ogni epoca è presente a Lui. Non c’è passato e non c’è futuro per Dio. Tutto è ora. E qui sta il paradosso che ci permette di comprendere la nostra epoca alla luce di tutte le epoche.

Qui sta il legame tra verità e tradizione; qui sta il mezzo con cui possiamo vedere il presente e il futuro alla luce del passato.

Il passato deve essere presente per noi perché è presente a Dio; esso risplende della Sua presenza nel tempo. Il futuro non può essere presente per noi nello stesso modo in cui è presente a Dio, ma sappiamo che Egli è presente nelle epoche a venire così come è presente nelle epoche passate.

Come dice una famosa canzone gospel, non sappiamo cosa ci riserva il futuro, ma sappiamo chi detiene il futuro.

Questa consapevolezza dell’onnipresenza dello Spirito Santo ci libera dallo spirito del tempo. Ci permette di vedere le ultime mode e tendenze, gli ultimi movimenti ideologici, gli ultimi colpi di scena in politica, alla luce della verità eterna. Le mode vanno e vengono. Le tendenze svaniscono. La verità rimane.

 

G.K. Chesterton vedeva il legame tra verità e tradizione nella forma metaforica di un albero, radicato profondamente nel tempo, che cresce attraverso i secoli, vivo e sostanzialmente immutato in tutte le epoche. In questo senso, possiamo vedere lo Spirito Santo come l’Albero della Vita. Chesterton contrapponeva questo albero della verità e della tradizione, questo Albero della Vita, a quella che chiamava la filosofia della nuvola, lo Spirito del Tempo, che non ha radici né nella verità né nel tempo, che fluttua senza forma attraverso i secoli, spinto dai venti del cambiamento che soffiano in un determinato momento.

Tornando alla definizione di Chesterton della tradizione come “democrazia dei morti”, possiamo vedere che è la saggezza dei saggi che parla attraverso i secoli. È la Grande Conversazione, condotta nelle pagine dei Grandi Libri; è il magistero della Chiesa, che insegna la fedeltà senza tempo alle dottrine dell’ortodossia cristiana; è il Sacro Continuum del Santo Sacrificio della Messa. È anche vedere il passato alla luce della presenza di Dio e vedere il futuro alla luce del passato. È vedere la storia come una mappa cronologica in cui possiamo vedere dove siamo stati, dove siamo e dove stiamo andando.

In definitiva, la luce della storia è la luce del Vangelo perché il modello della storia si trova nella narrazione evangelica. Cesare è presente in ogni generazione. È lo spirito del mondo; è il sovrano della Città dell’Uomo che combatte contro la Città di Dio; è il potere politico dello Spirito del Tempo. Anche Cristo è presente in ogni generazione, naturalmente, e lo stesso vale per i suoi discepoli. Come Egli aveva promesso, i suoi discepoli sono stati perseguitati nel corso dei secoli da Cesare e dai suoi servitori. I seguaci di Cristo sono sempre relativamente impotenti in termini politici perché il Regno di Cristo non è di questo mondo.

 

Giuda è presente in ogni generazione. È il nemico all’interno della Chiesa; è il traditore che tradisce il Corpo Mistico di Cristo con il bacio della concupiscenza che corrompe la carne o con la maledizione dell’eresia che avvelena lo spirito. È il modernista che tradisce lo Spirito Santo perché deve la sua vera fedeltà allo Spirito del Tempo.

Anche la Croce è presente in ogni generazione; è nei cuori di coloro che la scelgono e nei cuori di coloro che la rifiutano. Coloro che la scelgono sono crocifissi; coloro che la rifiutano crocifiggono gli altri.

Dopo la crocifissione viene la morte, che è presente anche in ogni generazione. La morte è la fine della storia per ciascuno di noi; è la fine della nostra storia personale nella storia più ampia chiamata Storia, ma anche l’inizio della storia eterna di Dio, che è la Sua Storia. È in questo senso, in questo senso più profondo ed eterno, che dovremmo vivere la nostra vita alla presenza della verità della tradizione. È in questo senso, in questo senso più profondo ed eterno, che dovremmo vedere il nostro futuro alla luce del passato.

Joseph Pearce

 

Joseph Pearce è professore ospite di letteratura presso l’Ave Maria University e ricercatore ospite presso il Thomas More College of Liberal Arts (Merrimack, New Hampshire). Autore di oltre trenta libri, è redattore della St. Austin Review, curatore della collana Ignatius Critical Editions, docente senior presso Homeschool Connections e collaboratore senior delle riviste Imaginative Conservative e Crisis Magazine. Il suo sito web personale è http://www.jpearce.co.

 

 

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