fumetto con persone-con-ombrello ombrelli

 

 

di Roberto Allieri

 

‘Se arriva la variante omicron, la terza dose diventa affidabile come un preservativo bucato’.

Nessun virologo o esperto di quelli osannati in TV e nei giornali oserebbe esporsi con questa considerazione.  Il concetto, molto povero e terra-terra, proviene infatti da Giancarlo, pescivendolo molto stimato ma senza alcun titolo medico, accademico o politico per pronunciarsi in materia di Covid, vaccini e green pass. È maturato dopo aver appreso da fonti di informazione pubblica che l’OMS ha lanciato un allarme rosso dichiarando che questa variante ha un gran numero di mutazioni, alcune delle quali preoccupanti. Il mutamento in atto renderà superati gli attuali vaccini ma… tranquilli: arriverà presto il nuovo vaccino aggiornato!

Da parte mia, metto le mani avanti, non ho niente contro i preservativi bucati. Anzi, avendo una mente aperta preferisco adeguarmi ad una espressione più inclusiva e politicamente corretta e chiamarli preservativ* bucat*.

Inoltre, non mi accodo al carro dei catastrofisti: al panico comandato dall’alto contrappongo (senza peraltro accoglierle acriticamente) le notizie più positive che ritengono l’ultima variante molto blanda e depotenziata. Vedremo cosa succederà…

Ritornando a Giancarlo, il problema è che questo pescivendolo rappresenta il popolo e ragiona dopo aver ascoltato in TV la propaganda di Stato. È vero che oggi il popolo bue è chiamato a credere ciecamente, obbedire ciecamente e combattere ciecamente; che è pienamente libero di pensare solo come vogliono gli esperti; insomma, che non conta più nulla quando devono essere prese le decisioni da élite illuminate. Tuttavia, a volte con il popolo bisogna anche fare i conti. Soprattutto quando alla gente si chiede di aver fede e credere ad una narrazione contraddittoria o di obbedire a ordini contraddittori.

Ecco i due corni del recente dilemma innescato dalla comparsa in scena della cosiddetta variante omicron: da una parte il dogma ‘se vuoi essere sicuro proteggiti con il vaccino’; dall’altra la negazione del dogma: ‘anche se sei vaccinato non sarai mai sicuro e protetto dal virus’. In un anno si è passati dal mito dello scudo totale, allo scudo parziale e ora a quello non solo parziale ma a scadenza sempre più ravvicinata.

Il popolo bue ha sinora dimostrato di aver molta fede in quelli che vengono accreditati come esperti così come nei giornalisti, politici e imbonitori che vantano la più massiccia esposizione mediatica. Quando in TV dicevano ‘andrà tutto bene’, tutti si tranquillizzavano. Quando, nei primi tempi gli esperti ordinavano di non assumere terapie alternative alla tachipirina e vigile attesa, quasi tutti obbedivano fiduciosi ‘alla scienza’. Quando negli stessi mesi del 2020 si diceva ‘arriverà il vaccino e saremo protetti’ pochi erano quelli che non ci credevano. Stessa situazione quando gli esperti nel 2021 assicuravano che la seconda dose iniettata nel 60%, poi il 70% poi l’80% della popolazione avrebbe sconfitto il virus. Arrivando all’altro ieri, ecco la nuova scommessa sulla terza dose di vaccino: guai a metterla in discussione, pena la scomunica e l’isolamento sociale. E quasi tutti hanno dovuto credere, obbedendo ‘alla scienza’ a capo chino.

Infine, oggi, ecco la variante omicron, arrivata a scompigliare le carte in tavola. E meno male che in Italia è stata portata da un tizio vaccinato con due dosi (subito trasmessa ad altri famigliari, teoricamente messi in sicurezza dal vaccino). Fosse stata importata da un non vaccinato, la santa ira buonista si sarebbe scatenata contro l’untore con chissà quale santa virulenza.

Ora siamo arrivati al punto che la narrazione scientifica impone di credere contemporaneamente ad una cosa e al suo contrario.

Si chiede, in sostanza, di fare le corse per un vaccino che non funziona. Con la prospettiva tra due o tre mesi di rincorrere una nuova variante con vaccini altrettanto obsoleti. La cosa strana è che la macchina propagandistica che alimenta l’allarme sociale dicendo, ad esempio, che l’ultima variante omicron ha 32 variazioni della proteina spike e quindi potrebbe vanificare gli attuali vaccini ricevuti, (qui e qui) non è ostile alle scelte comunicative dei poteri forti. Anzi. La strategia della tensione, la parossistica necessità di alzare la guardia sono infatti funzionali a garantire il controllo della popolazione: più cresce la paura e maggior potere viene assicurato ai governanti. Dunque, non è possibile censurare o screditare queste notizie sull’emergenza ‘variante omicron’ come si fa abitualmente per soffocare le voci di dissenso. Neanche se sconfessano la scelta politica del vaccino selvaggio a tutti i costi.

Piuttosto, diventa sempre più prioritario e urgente affrontare una situazione imbarazzante e intollerabile: la necessità di vaccinare a tappeto tutta l’Africa. Infatti, la bassissima percentuale di vaccinati collegata all’infimo livello di morti di covid (paragonato alla vaccinatissima Europa) sta facendo fare una figura barbina a stuoli di scienziati, che già nel 2020 avevano toppato clamorosamente con previsioni funeste sul continente africano, puntualmente disattese dal virus.

D’altro canto, si pensa che basterà ribadire e amplificare mille volte qualche notizia addomesticata per resettare la memoria al pescivendolo Giancarlo rassicurandolo che, anche per fronteggiare la variante omicron, il vaccino è l’unica soluzione.

Qualche esperto gli dirà che il vaccino della terza dose garantisce comunque una importante protezione parziale. Ma Giancarlo sa, dal basso della sua esperienza di venditore di pesce, che anche i preservativi bucati garantiscono un buon contenimento parziale; tuttavia questa non è una ottima ragione per correre a comprarli.

In effetti, il sinora fiducioso pescivendolo Giancarlo e tutti quelli come lui stanno pericolosamente scivolando verso una presa di coscienza emancipata dal potere. La politica del bastone e della carota non funziona bene con le carote marce o con le carote di ferro a forma di bastone, alternate al bastone.

Forse sta attecchendo nel popolo anche la figura metaforica spiegata recentemente dal giornalista Mario Giordano: se continua a piovere a dirotto la colpa non è di chi non ha l’ombrello. Certo, negare la pioggia a dirotto quando c’è è da folli; ma non è da folli preferire di ripararsi dall’acqua con l’impermeabile o andando sotto i portici. A volte invece è da folli accusare gli altri se io ricevo acqua pur stando sotto l’ombrello: il mio potrebbe anche essere un ombrello bucato…

Insomma, sembra che stia montando l’esasperazione di tanti vaccinati, piegati sinora con la paura e le minacce. L’ora del ricatto potrebbe virare nell’ora del riscatto…

 

 

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