Nei giorni scorsi era uscito un video del “Gay Men’s Chorus” di San Francisco che, con intento di sfottò verso i soliti “bigotti” cantava una canzoncina accattivante con questo testo.

“Pensi che siamo peccatori,

 Lotti contro i nostri diritti,
 Dici che tutti conduciamo vite che non puoi rispettare.
 Ma sei solo spaventato
 Pensi che corromperemo i tuoi figli
 Se la nostra agenda viene deselezionata
 Bene, solo per questa volta, hai ragione.
 Convertiremo i tuoi figli
 Succede poco a poco
 sottovoce e sottilmente, e te ne accorgerai a malapena.
 Puoi tenerli lontani dalle discoteche,
 Metterli in guardia su San Francisco,
 Fagli indossare pantaloni formali… non ci interessa.
 Convertiremo i tuoi figli
 Li renderemo tolleranti e giusti.

(…)”

Qualcuno ha fatto dei controlli dai quale parrebbe che diversi coristi abbiano avuto problemi giudiziari per reati sessuali. Questo, oltre che alla indignazione per il video in sé, ha provocato reazioni piuttosto forti ed il video è stato eliminato per poi essere ripubblicato in modo da non renderlo condivisibile. Ovviamente ce ne sono diverse copie in circolazione e questa è una sottotitolata in Italiano

Come ben sanno i lettori di questo blog, il tema dell’indottrinamento all’ideologia gender dei bambini e dei giovani è uno dei punti caldi delle polemiche intorno al ddl Zan sulla “omo-bi-lesbo-trans-fobia”, vi presentiamo qui un articolo di Michael Brown, pubblicato suThe stream, in cui, in risposta al video e alle polemiche suscitate nel fronte conservatore, il commentatore ricorda come questa ironia nasconda in realtà profonde verità note agli osservatori più attenti, da tempo. La traduzione è a cura di Annarosa Rossetto.

 

Una risposta al Gay Chorus di San Francisco che canta “Stiamo venendo per i vostri figli”

Un recente video prodotto dal Gay Men’s Chorus di San Francisco che proclama: “Stiamo venendo per i vostri figli” ha provocato indignazione e rabbia. Ma devono essere preso sul serio, o è solo un esempio di un simpatico (ma terribilmente fuorviante) “divertissement” ?

 

Secondo il sito web SFIST (sito di informazione locale, ndt), “Il San Francisco Gay Men’s Chorus  la scorsa settimana ha pubblicato un video davvero divertente ma una raffica di minacce e doxxing (pubblicazione dei nomi dei protagonisti, ndt) li ha costretti a cambiare registro”.

L’agenda omosessuale

Nello specifico:

La canzoncina si chiama “Un messaggio dalla Comunità Gay”, ed è un intelligente inno di vittoria sulla graduale normalizzazione della cultura gay tra i giovani d’America (“anche alla nonna piace Rupaul (una famosa DragQueen, ndt) / E il mondo sta diventando più gentile / La Generazione Z è più gay di Grindr” ).

Il furore estremista si è concentrato interamente su due frasi – “Convertiremo i vostri figli” e “Stiamo arrivando per i vostri figli” – che l’ambiente di QAnon presume sia una dichiarazione aperta di sfruttamento sessuale dei minori.

Un ascolto completo della traccia, però, rende chiaro a qualsiasi ascoltatore ragionevole che il coro sta parlando di conquistare cuori e menti essendo loro più divertenti, più simpatici e vestiti meglio (“I tuoi figli si prenderanno cura di / Equità e giustizia per altri / I tuoi figli lavoreranno per convertire / Tutti i loro fratelli e sorelle”).

 

Quindi, se vi siete offesi o preoccupati per questo video, siete dei matti che seguono il complottismo QAnon. Per quanto riguarda SFIST, non c’è proprio nulla di cui preoccuparsi. L’indottrinamento gay completo dei tuoi figli non ha nulla a che fare con il sesso o la sessualità. Li sta solo rendendo più simpatici!

È di questo che si tratta? Aiutare i nostri figli ad amare la giustizia e l’eguaglianza?

 

Un’iperbole profetica?

 Nel 1987, Michael Swift ha pubblicato un articolo sulla rivista gay GCN , intitolato “Gay Revolutionary”. Iniziava con questa frase, che purtroppo è stata spesso tralasciata dai giornali conservatori che lo citano: “Questo saggio è un boutade, una follia, una fantasia tragica e crudele, un’eruzione di rabbia interiore, su come gli oppressi sognino disperatamente di essere l’oppressore». (per una traduzione vedere qui.)

Quindi, l’articolo non voleva essere una dichiarazione pubblica di un terribile programma omosessuale. Piuttosto, doveva essere oltraggioso e scioccante e sopra le righe, un riflesso beffardo di ciò che i conservatori di destra temevano dai gay malvagi. Tutto ciò è chiaro fin dalla frase di apertura.

Ma era in qualche modo profetico? Ecco alcune righe, per nulla fuori contesto:

“Tutte le leggi che vietano l’attività omosessuale saranno revocate. Invece, sarà approvata una legislazione che generi l’amore tra gli uomini». (Hai sentito parlare della sentenza Obergefell di SCOTUS nel 2015? Quella che introduce il “matrimonio gay”, ndt)

“Se hai il coraggio di piangere fr*cio, fata, omosessuale, contro di noi, ti pugnaleremo nei tuoi cuori codardi e contamineremo i tuoi corpi morti e gracili”. (Ovviamente, questo non è successo letteralmente, ma basti pensare alle numerose sanzioni per “incitamento all’odio” nella nostra società di oggi)

“Scriveremo poesie sull’amore tra gli uomini; metteremo in scena commedie in cui l’uomo accarezza apertamente l’uomo; faremo film sull’amore tra uomini eroici che sostituiranno le infatuazioni a buon mercato, superficiali, sentimentali, insipide, giovanili, eterosessuali che attualmente dominano i vostri schermi cinematografici”. (Quante scene d’amore gay appaiono sulla rete e sulla TV via cavo ogni settimana? E che dire di intere serie TV via cavo come Queer as Folk o The L Word?)

 

Era stata prevista la “Cancel Culture”?

 “Non ci saranno compromessi. Non siamo deboli della classe media. Molto intelligenti, siamo gli aristocratici naturali della razza umana, e gli aristocratici dalla mente d’acciaio non si accontentano mai di qualcosa di meno. Coloro che si opporranno a noi saranno esiliati”. (Pensate ancora all'”esilio” culturale di coloro che osano opporsi all’attivismo gay)

“Tutte le chiese che ci condannano saranno chiuse”. (Ditemi se a molti attivisti gay non piacerebbe vedere proprio una cosa del genere)

Per quanto riguarda i riferimenti ai nostri figli, dopo la riga di apertura, l’articolo dichiarava (di nuovo, come un’affermazione sarcastica e oltraggiosa):

Sodomizziamo i tuoi figli, emblema della tua debole mascolinità, dei tuoi sogni superficiali e delle tue bugie volgari. Li sedurremo nelle vostre scuole, nei vostri dormitori, nelle vostre palestre, nei vostri spogliatoi, nei vostri palazzetti dello sport, nei vostri seminari, nei vostri gruppi giovanili, nei bagni dei vostri cinema, nei vostri dormitori dell’esercito, nelle vostre fermate di camion, nei vostri club maschili, nelle vostre case del Congresso, ovunque gli uomini siano insieme con gli uomini. I tuoi figli diventeranno i nostri servi e obbediranno ai nostri ordini. Saranno riplasmati a nostra immagine. Verranno a desiderarci e ad adorarci.

 

L’indottrinamento ideologico apre la porta all’iniziazione sessuale

Ovviamente, la grande maggioranza degli uomini gay non sono predatori sessuali che vengono a sodomizzare i nostri figli, il che ci riporta al video del coro gay di San Francisco. Come ho scritto in un recente articolo, “Sono passati circa 20 anni da quando un commentatore conservatore ha affermato che, poiché il movimento omosessuale non poteva crescere per riproduzione, doveva crescere per seduzione. Comprensibilmente, questo ha suscitato l’ira degli attivisti gay, come se il loro obiettivo principale fosse la seduzione sessuale degli altri, compresi i bambini”.

Ma, ho continuato, “Ciò che questo commentatore conservatore avrebbe dovuto dire era: ‘Il movimento omosessuale non può crescere per replicazione biologica, quindi, invece, pone l’accento sull’indottrinamento ideologico.’ E questo sarebbe vero ancora oggi”.

E con l’indottrinamento ideologico ci sarà anche l’iniziazione sessuale, quanto meno tra coetanei giovani, se non tra “mentori” più anziani. È sicuro.

Ecco perché ho scritto nel 1993 che l’agenda gay, come si riflette negli striscioni che uno dei miei amici ha visto al grande Gay Pride a Chicago, diceva: “Vogliamo sposarci e vogliamo i vostri ragazzi” – di nuovo, se non sessualmente, allora attraverso l’indottrinamento.

Per ascoltare la mia risposta completa al video del coro gay, inclusa un testo del 2011 sull’indottrinamento LGBTQ nelle scuole dei nostri figli, guardate qui. (*)

 

(*) Il giornalista riprende nel video un brano tratto da un suo libro “Una cosa Queer. È successo in America” in cui, 10 anni fa, prevedeva – dopo la normalizzazione dell’aborto, della eutanasia, della banalizzazione dell’uso delle armi, la distruzione della famiglia ecc. che hanno minato la struttura sociale e morale degli Stati Uniti – l’ingresso delle drag queen nelle scuole, l’indottrinamento gender, l’odio verso la Fede cristiana, la limitazione della libertà di parola e la “normalizzazione” della ideologia LGBT che oggi stiamo vedendo.

 

 

Facebook Comments
image_pdfimage_print