Di seguito segnalo all’attenzione e alla riflessione dei lettori di questo blog l’articolo scritto da Phil Lawler, pubblicato su Catholic Culture. Visitate il sito e valutate liberamente le varie opzioni offerte e le eventuali richieste. Ecco l’articolo nella traduzione da me curata. 

 

Messa Tridentina
Messa Tridentina

 

Le voci di Roma sono in fermento. Secondo molteplici fonti, è in preparazione un nuovo documento vaticano che imporrebbe restrizioni ancora più severe alla celebrazione della Messa tradizionale in latino (MTL).

Se approvato nella sua forma attuale, ci dicono i nostri informatori, il documento impedirebbe ai sacerdoti diocesani di celebrare la Messa tradizionale latina; solo le comunità appositamente formate intorno all’antica liturgia (la Fraternità sacerdotale di San Pietro, l’Istituto di Cristo Re, ecc.) sarebbero autorizzate a usare il rito antico.

Resta da vedere se queste notizie siano del tutto esatte e se il documento proposto otterrà l’approvazione finale. Le voci suggeriscono una data di pubblicazione a luglio. Ma la data di pubblicazione ufficiale di un documento vaticano spesso non corrisponde alla data della sua effettiva comparsa. Un documento formalmente datato a luglio potrebbe non vedere la luce – tanto meno entrare in vigore – fino all’autunno o oltre.

I cattolici che amano la liturgia tradizionale sono quindi preoccupati e probabilmente lo saranno ancora per un po’. E a conferma dei loro timori, proprio mentre queste notizie circolavano a Roma, è apparsa una straordinaria intervista a uno dei più feroci oppositori della MTL, che sottolinea l’implacabile determinazione dei liturgisti liberali a sradicare ogni traccia della liturgia tradizionale.

Andrea Grillo, professore di teologia sacramentaria presso il pontificio ateneo Sant’Anselmo di Roma, è considerato il principale pensatore (se non addirittura il ghost-writer) di Traditionis Custodes, la prima potente salva nella guerra del pontificato contro la MTL. In un’intervista rilasciata a Messa in Latino (tradotta da Diane Montagna), Grillo è abbastanza schietto da eliminare ogni possibile fraintendimento delle sue intenzioni.

In primo luogo, Grillo respinge con forza il suggerimento di Papa Benedetto XVI, che ha rilasciato Summorum Pontificum sperando che un più ampio apprezzamento per la MTL potesse portare a un “arricchimento reciproco” tra il vecchio e il nuovo rito. Si è trattato di una “strategia del tutto inadeguata”, afferma il professor Grillo, “alimentata da un’astrattezza ideologica”. Il Summorum Pontificum “non è teologicamente valido”.

Ci vuole un’arroganza particolare per liquidare il più grande teologo cattolico del XX secolo come non solido. Ma Grillo non è timido, né è incline a prendere sul serio gli argomenti dell’avversario. Citando la difesa dell’antica liturgia da parte del defunto Pontefice – “Ciò che le generazioni precedenti ritenevano sacro, rimane sacro e grande anche per noi” – si schernisce: “Da dove viene questo principio? Non dalla teologia, ma dall’emozione nostalgica per il passato”.

Chiunque abbia letto il documento del Vaticano II Dei Verbum dovrebbe riconoscere che per un cattolico credente il termine “Tradizione” significa qualcosa di molto più che nostalgia. La Tradizione vivente, tramandata dagli apostoli nell’insegnamento e nel culto, è opera dello Spirito Santo. Ma Grillo ha un’idea ben diversa, come è evidente quando cita “ciò che meglio descrive la tradizione: cioè il suo servizio al cambiamento”. E se questa affermazione non è abbastanza chiara, si consideri questa sorprendente affermazione: “La tradizione non è il passato, ma il futuro”.

Quindi l’autorità della tradizione, per Grillo, risiede nel futuro. Saremo noi a decidere quali aspetti della tradizione sono autorevoli, naturalmente con la guida di Sant’Anselmo. E per raggiungere questo stato illuminato, dobbiamo eliminare tutti gli aspetti della tradizione che sono in conflitto con la sua visione.

Sembra il programma di un fanatico ideologico? Nell’intervista rilasciata a Messa in Latino, Grillo recita la parte. Ricordando che 18.000 cattolici tradizionalisti si sono recentemente uniti al pellegrinaggio annuale di Chartres, li ignora come insignificanti: “Cosa sono 18.000 persone rispetto alla grande moltitudine della Chiesa cattolica?”. Se gli si chiede di spiegare il costante calo delle vocazioni sacerdotali e religiose e l’esodo di massa dei giovani cattolici dalla Chiesa, risponde con calma che questo “non è solo un fatto negativo; è il segno di un travaglio necessario per tutta la Chiesa”. In breve Grillo è abbastanza disposto ad accettare la sofferenza di alcuni cattolici (si pensi alla liquidazione dei kulaki) e il precipitoso declino generale del culto cattolico (si pensi a 80 anni consecutivi di cattivi raccolti) come il prezzo che tutti noi dobbiamo pagare per raggiungere l’utopia liturgica.

Papa Benedetto ci ha insegnato a considerare tutto l’insegnamento della Chiesa con l'”ermeneutica della continuità”, a partire dal presupposto che il cattolicesimo non subisce cambiamenti radicali. Grillo ha un approccio quasi opposto nel suo disprezzo per la MTL; insiste su una rottura completa. Molti fedeli cattolici ritengono che sia possibile apprezzare la bellezza della MTL senza rifiutare il Novus Ordo. Grillo non ne vuole sapere:

Se qualcuno mi dice che è fedele contemporaneamente al Novus Ordo e al Vetus Ordo, gli rispondo che non ha capito il senso della tradizione, all’interno della quale c’è un legittimo e insuperabile progresso che è irreversibile.

Fortunatamente il “progresso” che Grillo pretende non è certo irreversibile. Anche se avesse ragione, e la tradizione significasse tutto ciò che il futuro dice che significa, allora la Chiesa del futuro potrebbe scartare le mode liturgiche di oggi. Se Papa Francesco sopprime la MTL, qualche futuro Pontefice la ripristinerà.

Phil Lawler

 


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