(se il video qui sotto non si apre, fare il refresh di questa pagina, o cliccare qui)

 

 

 

di Sabino Paciolla

 

In un video che ora è diventato virale sui social, un’infermiera è svenuta in diretta televisiva in un ospedale del Tennessee pochi minuti dopo aver ricevuto il vaccino Pfizer COVID-19.

L’evento, che è stato ripreso in diretta, mostra medici con la mascherina che somministrano il vaccino a cinque membri del personale ospedaliero del Chattanooga Heart Institute Memorial Hospital (CHI) nella contea di Hamilton, Tennessee, tra cui Tiffany Dover.

L’infermiera Tiffany Dover, mentre stava rispondendo alle domande di un briefing con la stampa poco dopo aver ricevuto il vaccino, ha cominciato a mettersi la mano sulla fronte poiché ha cominciato ad avere mal di testa o giramenti. Ha cominciato a dire “mi dispiace” e successivamente è svenuta; l’evento ha avuto luogo circa 17 minuti dopo aver ricevuto il vaccino.

Dopo essersi ripreso dallo svenimento, Dover ha detto: “Mi ha colpita all’improvviso, lo sentivo che stava per succedere. Mi sentivo un po’ disorientata, ma ora mi sento bene, e il dolore al braccio è sparito”.

Il personale dell’ospedale CHI ha escluso qualsiasi relazione tra lo svenimento della Dover e l’iniezione del vaccino. Il dottor Jesse Tucker, direttore medico di medicina, ha detto: “[è] una reazione che può accadere molto spesso con qualsiasi vaccino o iniezione”. Ha continuato dicendo che non c’è “alcuna ragione di sospettare che ciò sia dovuto al vaccino”.

Sarà, ma qualche giorno fa, come ha riportato il New York Times, “Due operatori sanitari dello stesso ospedale in Alaska hanno sviluppato preoccupanti reazioni pochi minuti dopo aver ricevuto il vaccino coronavirus di Pfizer questa settimana, tra cui un membro del personale che è dovuto rimanere ricoverato in ospedale fino a giovedì.”

“La prima operaia, una donna di mezza età che non aveva una storia di allergie, ha avuto una reazione anafilattica che è cominciata 10 minuti dopo aver ricevuto il vaccino all’ospedale regionale di Bartlett a Juneau il martedì, ha detto un funzionario dell’ospedale. Ha avuto un’eruzione cutanea sul viso e sul dorso, difficoltà respiratoria e un’elevata frequenza cardiaca.

Il dottor Lindy Jones, direttore medico del reparto di emergenza dell’ospedale, ha detto che alla dipendente è stata fatta in un primo momento un’iniezione di epinefrina, un trattamento standard per gravi reazioni allergiche. I suoi sintomi si sono attenuati ma poi sono riemersi, ed è stata trattata con steroidi e una flebo di epinefrina.

Quando i medici hanno cercato di fermare la flebo, i suoi sintomi sono riemersi ancora una volta, così la donna è stata spostata al reparto di terapia intensiva, tenuta sotto osservazione per tutta la notte, e poi le è stata tolta la flebo il mercoledì mattina presto, ha detto il dottor Jones.

Il dottor Jones aveva detto mercoledì scorso che la donna sarebbe stata dimessa in serata, ma l’ospedale ha detto mercoledì sul rdi che sarebbe rimasta un’altra notte.

Il secondo operaio ha ricevuto l’iniezione mercoledì e ha sviluppato gonfiore agli occhi, vertigini e gola irritata 10 minuti dopo l’iniezione, ha detto l’ospedale in una dichiarazione. È stato portato al pronto soccorso e trattato con epinefrina, Pepcid e Benadryl, anche se l’ospedale ha detto che la reazione non è stata considerata anafilassi (una grave reazione allergica a rapida comparsa e che può causare la morte, ndr). L’operaio è tornato alla normalità nel giro di un’ora ed è stato dimesso.”

“Non abbiamo in programma di modificare il nostro programma, dosaggio o regime vaccinale”, ha detto in una dichiarazione la dottoressa Anne Zink, ufficiale medico capo dell’Alaska.

Anche in Gran Bretagna, dove è cominciato il programma di vaccinazione di massa con il vaccino Pfizer/BioNTech, la settimana scorsa si sono verificati due casi di reazioni allergiche in due infermiere dopo l’iniezione. I casi sembra non siano stati leggeri tanto da spingere le autorità sanitarie, la Medicines and Healthcare products Regulatory Agency (MHRA), ad emettere un comunicato agli operatori che sono addetti alla vaccinazione. Nel comunicato il dott. June Raine, direttore dell’MHRA, scrive: 

“Questa sera (mercoledì 9 dicembre 2020) abbiamo pubblicato una guida aggiornata per i centri di vaccinazione COVID-19 sulla gestione dell’anafilassi, a seguito di due segnalazioni di anafilassi (una grave reazione allergica a rapida comparsa e che può causare la morte, ndr) e di una segnalazione di una possibile reazione allergica a seguito di immunizzazione. Questa guida conferma il consiglio precauzionale agli operatori sanitari che abbiamo emesso ieri sera.

(…)

Qualsiasi persona con una storia di anafilassi a un vaccino, medicinale o cibo non dovrebbe ricevere il vaccino Pfizer / BioNTech. Una seconda dose non deve essere somministrata a chiunque abbia sofferto di anafilassi dopo la somministrazione della prima dose di questo vaccino.

L’anafilassi è un effetto collaterale noto, sebbene molto raro, con qualsiasi vaccino. La maggior parte delle persone non contrarrà l’anafilassi e i benefici nella protezione delle persone dal COVID-19 superano i rischi.”

Sarà pur vero che l’anafilassi è un effetto collaterale noto, “sebbene molto raro”, con qualsiasi vaccino, ma il fatto che sia accaduta già nelle prime fasi della vaccinazione anti COVID fa sorgere alcuni dubbi. 

La Food and Drug Administration (FDA), l’autorità degli USA che autorizza i farmaci, nel suo report del vaccino della Pfizer/BioNTech riporta (neretto mio): 

“Le reazioni avverse sollecitate più comuni sono state reazioni al sito di iniezione (84,1%), affaticamento (62,9%), mal di testa (55,1%), dolore muscolare (38,3%), brividi (31,9%), dolore articolare (23,6%), febbre (14,2 %); reazioni avverse gravi si sono verificate dallo 0,0% al 4,6% dei partecipanti, sono state più frequenti dopo la dose 2 che dopo la dose 1 ed erano generalmente meno frequenti nei partecipanti di età ≥55 anni (≤2,8%) rispetto ai partecipanti più giovani (≤4,6% ). La frequenza di eventi avversi gravi è stata bassa (<0,5%), senza squilibri significativi tra i rami dello studio. Tra gli eventi avversi non gravi non richiesti, vi è stato uno squilibrio numerico di quattro casi di paralisi di Bell (una forma di paralisi facciale risultante da una disfunzione del VII nervo cranico – nervo facciale- che provoca l’incapacità di controllare i muscoli del viso dal lato colpito, ndr) nel gruppo vaccino rispetto a nessun caso nel gruppo placebo, sebbene i quattro casi nel gruppo vaccino non rappresentassero una frequenza superiore a quella prevista nel gruppo vaccino popolazione generale”.

La FDA ha concesso l’autorizzazione all’uso in emergenza del vaccino Pfizer / BioNTech il 10 dicembre, sostenendo che i benefici “superano i rischi per l’uso in individui di età pari o superiore a 16 anni”. Tre giorni fa, la stessa autorità ha rilasciato l’autorizzazione in emergenza anche per il vaccino Moderna.  

Ricordiamo che la FDA nella sua storia ha rilasciato una autorizzazione in emergenza solo in pochi casi, come quando vi fu l’attacco terroristico all’antrace nel 2001, una settimana esatta dopo gli attentati dell’11 settembre alle Torri Gemelle a New York. In quel caso, poiché si temeva un attacco bio-chimico terroristico su larga scala la FDA accelerò i tempi di autorizzazione che altrimenti sarebbero stati più lunghi. 

Una autorizzazione in emergenza “non costituisce approvazione del farmaco nel pieno significato statutario del termine, ma autorizza invece la FDA a facilitare la disponibilità di un prodotto non approvato, o un uso non approvato di un prodotto approvato, durante uno stato di emergenza dichiarato da una delle diverse agenzie o di una ‘minaccia materiale’ da parte del Segretario per la sicurezza interna”.

 

 

AGGIORNAMENTO del 20.12.2020. ore 14.20

 

 

Il caso della infermiera Tiffany Dover sta creando grande apprensione e mancanza di chiarezza.

Si è diffusa la notizia della sua morte che però non appare confermata. L’attività su Facebook è interrotta, ma questo potrebbe essere comprensibile. Ci sono però commenti che le chiedono di farsi sentire se sia ancora viva, poiché le informazioni la indicano come deceduta.

L’ospedale CHI in un tweet di 19 ore fa (al momento di questo aggiornamento) dice che è viva e sta bene:

 

Ma un motore di ricerca, Search Quarry, che registra anche i decessi, la riporta come deceduta. Le indicazioni del luogo sono “Higdon, AL” (Alabama), proprio quelli del profilo di Facebook. Tra i parenti, riportati accanto al suo nome, vi sono quelli che compaiono tra i suoi amici presenti sul suo profilo Facebook.

AGGIORNAMENTO del 21.12.2020 ore 08.00

Fino a tarda sera di ieri sulla pagina Facebook di Tiffany Dover vi sono stati oltre 8.000 commenti richiedenti ai parenti o alla stessa Tiffany di confermare sulla stessa pagina Facebook l’esistenza in vita dell’infermiera mediante un commento, una foto o un video. Ma non vi è stata alcuna risposta. Stamattina la pagina Facebook non è più visibile.

Su YouTube si trova il video (qui) della intervista alla stessa Tiffany Dover, presumibilmente fatto dopo che la stessa si è ripresa, in cui spiega che è soggetta a episodi di iperreattività.

AGGIORNAMENTO del 22.12.2020 ore 00.30 

 

Qualche ora fa, alle ore 20.00 del 21.12.2020, la pagina Facebook dell’ospedale CHI ha riportato il filmato in cui la infermiera è presente tra le sue colleghe che portano il cartello con la data del 21.12.2020. Il video lo trovate qui. Un comunicato ufficiale a tempo debito, e non dopo giorni, avrebbe evitato tutto questo trambusto.

 

 

 

 

 

Facebook Comments
image_pdfimage_print
1