Nell’ottica del mero approfondimento dei fatti e di un sereno confronto, di seguito segnalo all’attenzione e alla riflessione dei lettori di questo blog l’articolo scritto da Leonardo Lugaresi, pubblicato sul suo blog. Visitate il sito e valutate liberamente le varie opzioni offerte e le eventuali richieste. Ecco l’articolo nella traduzione da me curata. 

 

Card. Pierbattista Pizzaballa patriarca di Gerusalemme - Ammar Awad / Reuters
Card. Pierbattista Pizzaballa patriarca di Gerusalemme – Ammar Awad / Reuters

 

Oggi, come allora, si è cercato di chiudere il Sepolcro di Gesù. Allora, lo fecero per custodire un Corpo che tutti pensavano ormai disfatto e prigioniero per sempre della morte. Oggi invece temo l’abbiano fatto per stolta ostilità verso i suoi, perché non andassero lì a celebrare la Messa, cioè a nutrirsi di quel Corpo vivente e proclamare la Sua vittoria sulla morte.

Invano. Allora, il pesante macigno resistette poche ore, senza che ci fosse bisogno di alcuno sforzo umano per toglierlo di mezzo. Oggi, l’insensata prepotenza delle autorità israeliane che impediscono al cardinale Pizzaballa di accedere alla Basilica del Santo Sepolcro è evacuata in partenza dal fatto, a loro incomprensibile, che quella tomba è così importante perché è vuota. È un’apertura, non un sarcofago; una finestra, non una fossa; la via d’uscita dal carcere, non una cella. Come si fa a chiudere un’apertura? Che senso ha? Il Santo Sepolcro è santo non perché lì una volta c’è stato Gesù, ma proprio perché Gesù non c’è, non è più lì. E che può mai fare l’ostilità anticristiana contro un’assenza più forte di qualsiasi presenza?

Questa invincibile libertà rende i cristiani, se restano fedeli al loro capo, liberi da ogni risentimento verso chi manifesta ostilità nei loro confronti, e ciò vale anche (e, per certi aspetti, particolarmente) verso gli ebrei. Il definitivo ripudio dell’antigiudaismo cristiano – che c’è stato per secoli, ma da cui la Chiesa si è ormai completamente purificata – non viene certo scalfito o reso meno netto da atti come quello compiuto oggi contro tutti noi, nella persona del patriarca latino di Gerusalemme. Però l’amore verso gli altri vive solo nella verità, e la verità è che accanto all’antigiudaismo cristiano esiste anche un anticristianesimo giudaico, che è cominciato prima di quello, è vivo anche oggi e sembra anzi diventare sempre più virulento in certi settori del mondo ebraico. La costruzione dell’amicizia tra cristiani ed ebrei passa per il riconoscimento di questo dato di fatto ed un chiaro giudizio su di esso.

Leonardo Lugaresi

 


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