Bussola

 

 

di Marco Lepore

 

Nei giorni scorsi un Principe della Chiesa, un Cardinale, ha avvertito la necessità di scrivere alla Costituzione italiana:  “Ti voglio chiedere aiuto perché siamo in un momento difficile e quando l’Italia, la nostra patria, ha problemi, sento che abbiamo bisogno di te per ricordare da dove veniamo e per scegliere da che parte andare” (Avvenire 21 gennaio 2021 “Il cardinale Zuppi scrive alla Costituzione: aiutaci a scegliere la direzione). Sicuramente, come scrive il quotidiano della CEI, il suo intento è principalmente quello di una riflessione ed un richiamo sui limiti nell’esercizio del potere e il legame tra diritti e responsabilità collettive; tuttavia, il tema da cui ha preso lo spunto ha, e non può non avere, anche natura e implicazioni di tipo esistenziale e spirituale, riguardando la situazione creatasi a seguito della diffusione del Covid-19. Costituzione come bussola, dunque, per muoversi nel territorio impervio e infetto della pandemia…

Un tempo, molto tempo fa ormai, quando ancora non esistevano impianti satellitari, navigatori Tom-Tom, Google Maps etc, per sapere da che parte andare si guardava la bussola. Oggi, che disponiamo di una molteplicità di strumenti tecnologici, in realtà ci si scopre disorientati più che mai. Anche nella Chiesa, a quanto pare, tanto che si arriva a chiedere aiuto alla Costituzioneper scegliere da che parte andare e cosa fare per costruire una società migliore.

È così, purtroppo: la Chiesa stessa sta attraversando un tempo di confusione e divisione che fa temere, dolorosamente, che la barca di Pietro possa aver perso la rotta. È con lacerante sofferenza che ogni giorno si leggono notizie di nuove stranezze nella liturgia, nella interpretazione dei Vangeli e nella pastorale. La divisione dei fedeli e fra i consacrati mostra con evidenza che si marcia in molteplici direzioni diverse. Abbiamo perso la bussola? O, forse, ognuno pretende di decidere autonomamente da che parte sta la stella polare della vita?

Eppure, una bussola potentissima, infallibile, nonché alla portata di tutti e innanzitutto dei sacerdoti (a qualunque livello) esiste ancora e ci offre indicazioni incomparabili…

Ce ne parla un libro, tanto importante quanto, probabilmente, poco conosciuto, e la ripropone all’uomo di oggi, in particolar modo ai consacrati. Si chiama “In Sinu Jesu. Quando il Cuore parla al cuore. Il Diario di un Sacerdote in Preghiera”, tradotto dall’originale inglese dalla casa editrice  cattolica Ancilla [Conegliano (TV) 2020, pp. 320, € 16, www.ancilla.it].

Il testo raccoglie le rivelazioni private che ha ricevuto, «nel silenzio dell’adorazione», un sacerdote Monaco Benedettino. Questo religioso, che non rivela la propria identità ma che probabilmente è irlandese, da oltre 13 anni dialoga con Gesù e la Sua Madre Santissima. I dialoghi sono stati raccolti su esplicita richiesta di Nostro Signore, tradotti dall’inglese in 8 lingue (francese, tedesco, polacco, portoghese, rumeno, indiano, ungherese, italiano) e pubblicati. È un libro che tutti i sacerdoti –ma non solo- dovrebbero leggere. Oggi più che mai.

Le rivelazioni private, come sappiamo, non fanno parte del deposito della Fede e nessun fedele è tenuto a crederci; tuttavia, come ribadisce nel modo più autorevole il Catechismo della Chiesa Cattolica, possono «aiutare a viverla più pienamente in una determinata epoca storica». Ed ecco, come si trova scritto nella introduzione, “queste pagine sono in perfetta armonia con l’insegnamento della Sacra Scrittura, la Tradizione Cattolica e i ben noti capolavori dei mistici; il libro, infatti, ha ottenuto l’Imprimatur ed è stato pubblicato da una Casa Editrice di New York [Angelico Press, 2016] che lo sta diffondendo negli Stati Uniti, dove sta influenzando la vita spirituale di laici e soprattutto sacerdoti e religiosi che lo hanno letto» (pp. II-IV). Oltre all’Imprimatur concesso l’11 ottobre 2016 dal Vescovo di Meath (Irlanda) mons. Michael Smith, parole di elogio alla pubblicazione sono spese da significative personalità del mondo ecclesiale anglosassone. Si inizia con il Card. Raymond Leo Burke, per terminare con quelle del teologo statunitense David W. Fagerberg, docente nell’Università di Notre Dame (South Bend, Indiana).

L’aspetto più significativo e decisivo di questo libro, non sta tanto nel fatto –certamente straordinario- che l’autore riceve messaggi e rivelazioni, quanto nel fatto che tutto questo accade durante l’Adorazione Eucaristica, stando in ginocchio al cospetto del Santissimo Sacramento. Al Monaco Benedettino, in effetti, è stata affidata da Cristo la missione di «sacerdote adoratore» nell’attuale passaggio drammatico di crisi del sacerdozio e della Chiesa. «Voglio sacerdoti adoratori e riparatori» (p. 2), gli dice subito Gesù nella prima delle rivelazioni, annotata nel giorno della festa del beato Columba Giuseppe Marmion, abate e scrittore irlandese (1858-1923), il 3 ottobre del 2007.

Il rinnovamento della Chiesa, dice Gesù apertamente e senza possibilità di fraintendimenti (data la frequenza con cui ritorna sul tema nei messaggi presenti in tutto il libro), dipende quindi dalla rigenerazione dello Spirito Santo che seguirà al ritorno dei sacerdoti all’Adorazione Eucaristica sull’esempio di San Giovanni Evangelista, «che con la Vergine Maria adorava e compiva atti di riparazione per gli altri Apostoli» (diario del 5 ottobre 2007, p. 4). Solo così, avrebbe detto sempre Gesù all’autore, il Salvatore potrà parlare di nuovo al cuore dei pastori, «così come parlavo al cuore del mio amato discepolo Giovanni, l’amico del Mio Cuore, il sacerdote del Mio Cuore aperto» (rivelazione dell’8 ottobre 2007, p. 5).

Sono numerosissimi i messaggi in cui Gesù esprime il proprio dolore per l’abbandono della pratica della Adorazione Eucaristica, segnalata da Egli stesso come il principale mezzo di grazie, di guarigione e rafforzamento della fede, da parte dei SUOI amati ministri, di “quei sacerdoti che hanno tempo per tutto il resto tranne che per Me”( messaggio del 27 dicembre 2011, p.211). È una ripetuta e accorata chiamata di tutti i Sacerdoti “alle armi” della Adorazione del Santissimo Sacramento. Non solo di alcuni, ma di tutti!

Quasi stupito, sicuramente addolorato, Gesù si chiede come mai sia stato lasciato così solo, abbandonato, innanzitutto da quelli che hanno avuto il mandato di consacrare le specie eucaristiche e potrebbero volgere continuamente il cuore e lo sguardo a Colui che in questo modo ha voluto restare per sempre presente in mezzo a noi, offrendo così la possibilità di vincere ogni solitudine, amarezza e disorientamento.

Eppure, ripete Gesù, è questa una fonte inesauribile di grazie, di compagnia celeste e di guida infallibile nelle vicende della vita. Scrive al riguardo Fr. Hugh ABarbour, Priore dell’Abbazia di San Michele dei Padri Norbertini: “Leggere In Sinu Jesu ha aperto il mio cuore ad una più profonda consapevolezza di ciò che accade quando trascorro del tempo davanti al Salvatore nascosto e rivelato nel Santo Sacramento. Questo si può riassumere in una parola: Amicizia. Profonda consolazione e una rinnovata gratitudine per come Egli attira a Sé i suoi amici, sono questi i frutti nati seguendo le meditazioni di questo libro, che riempirà i cuori di coraggio e di gioia”.

Ecco dunque la bussola! Tonda (come ogni bussola…), luminosa, gratuita, offerta a tutti. Una vera porta aperta sulla felicità, sulla nostra vera e ultima destinazione. Anche, di conseguenza, su una società migliore, perché pastori santi e uomini di autentica fede rappresentano un bene incomparabile per il mondo intero, sono luce del mondo e sale della terra. Una polla di acqua fresca e pura nel mare inquinato e pieno di pericolose correnti di questo mondo e, in particolare, di questi tempi. Ce ne siamo dimenticati, e ci si è perduti seguendo mille strade che portano a nulla. Occorre allora, in mezzo alla tremenda confusione che, anche nella Chiesa, caratterizza questi nostri tempi, tornare tutti a cercare e volgere gli occhi verso la vera e unica Stella Polare.

Grazie, quindi, ai padri della Costituzione per il loro sforzo e per quanto hanno prodotto, ma per sapere da che parte andare in tempi di pandemia (vera o presunta), come in ogni altro tempo della storia, abbiamo una bussola anche migliore. Anzi, l’unica vera Bussola. Dobbiamo solo piegare le ginocchia e cominciare a guardarla….

Diventa l’adoratore che Io voglio che tu sia e vedrai i cieli aperti nella tua anima; lì godrai delle conversazioni con Me, con mia Madre, con i miei Santi e gli Angeli. Questo è il rimedio per ogni solitudine e il segreto di una gioia celestiale anche su questa terra” (17 ottobre 2008).

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