mano con segno transgender

 

 

di Lucia Comelli

 

Continuano gli incontri in videoconferenza dei responsabili delle associazioni Non si tocca la Famiglia e dell’Osservatorio di Bioetica di Siena con esponenti pro family polacchi e ungheresi, e ora anche messicani, per organizzare a Roma all’inizio di settembre un terzo congresso internazionale che pubblicizzi il Manifesto europeo: si intende così allargare ulteriormente le adesioni all’importante documento scientifico, facendo il punto sulla diffusione dell’ideologia gender e i rischi per i minori e le limitazioni alle libertà personali che l’accompagnano, e sulla crescente resistenza popolare ed istituzionale al fenomeno. Parteciperà al convegno anche il messicano Rodrigo Iván Cortés, ex deputato, presidente del Fronte Nazionale della Famiglia, perseguitato nel suo Paese per aver sostenuto la libertà di educazione e religiosa contro l’intolleranza liberticida dell’ideologia gender.

Come si legge in un articolo sulla ‘Nuova Bussola quotidiana’[1]: “l’unico vero leader sociale e popolare del Messico, capace di muovere milioni di persone e famiglie nel Paese con il sostegno di tutti i vescovi e la fiducia di tantissimi leader sociali ed imprenditoriali” è stato condannato in primo grado a pagare una multa salata e a scusarsi pubblicamente con i deputati transgender del Congresso, solo per aver definito “uomo” l’on. Salma Luévano[2] e aver usato nei suoi confronti pronomi maschili. L’anno successivo, in agosto, un’alta corte messicana ha confermato la condanna di primo grado, costringendo Cortés a frequentare un corso di formazione sulla violenza politica di genere e inserendolo nel registro nazionale delle persone sanzionate in questioni politiche contro le donne[3]

  Non è un caso isolato: questo è il Messico tirannico e anticattolico voluto da Obrador e dal suo partito Morena [Mov. rigenera. Naz.][4] che la recentissima elezione di Claudia Sheinbaum, sua erede, a Presidente del Paese, conferma purtroppo come tale: il convegno che si terrà a settembre a Roma avrà quindi anche il merito di far conoscere meglio in Italia questa difficile situazione politica, pressoché ignorata dai mass media nostrani.    

Dell’evento si parlerà anche nel corso del primo Festival dell’Umano tutto intero, organizzato dall’Agenda Sui Tetti, che si svolgerà a Roma il 18 e 19 giugno

L’associazione Non si tocca la Famiglia ha anche partecipato questa mattina a un sit-in organizzato da CitizenGo davanti alla sede del Ministero della Salute per sostenere l’Appello dei promotori al prof. Orazio Schillaci affinché sospenda l’utilizzo dei bloccanti per la pubertà e gli ormoni cross-sex nei minori, come stanno già facendo diversi Paesi, quali l’Inghilterra, che sono stati pionieri nell’uso di questi farmaci e ora tornano indietro, favorendo un approccio meno invasivo e rischioso alla disforia di genere nei bambini e negli adolescenti!

Da questo ripensamento è nato finalmente anche in Italia, a marzo, al Policlinico Universitario Gemelli di Roma, un servizio multidisciplinare di consulenza “per giovani che presentano difficoltà nella strutturazione della propria identità personale e di genere e le loro famiglie” salutato come una finestra di speranza dalla dott. Giusy D’Amico che, in una intervista online, ha dato modo al dott. Federico Tonioni, uno dei medici responsabili del Centro, di smentire l’utilizzo da parte dell’équipe di farmaci e tanto meno di interventi chirurgici, cioè degli stessi discutibili metodi che hanno causato in gennaio un’ispezione al Careggi di Firenze, nonché la chiusura della Tavistock a Londra [5]!

Per questo instancabile impegno dell’associazione Non si tocca la Famiglia a tutela dei minori da qualunque forma di indottrinamento ideologico, la Presidente d’Amico sarà ascoltata in queste settimane dalla Commissione Cultura per esprimere un pensiero critico sulla Risoluzione presentata dall’on. Sasso contro la diffusione dell’ideologia Gender nelle scuole. 

 

Note: 

[1] Luca Volontè, Messico: condannato per un pronome dalla dittatura trans, www. lanuovabq.it, 18.05.2023

[2] Il deputato transgender Salma Luévano aveva presentato alla Camera dei Deputati, nel settembre 2022, proposte legislative pro-LGBTI travestito da vescovo cattolico, in spregio alla fede cattolica della popolazione. In quell’occasione Cortés e il FNF avevano espresso su Twitter la preoccupazione che tali proposte violassero i diritti alla libertà di parola e religiosa in Messico, poiché bollavano l’insegnamento cristiano (e biologico) sulla sessualità, come una forma di discorso d’odio. In seguito, Luévano aveva denunciato Cortés, perché i suoi post negavano il suo diritto ad: essere riconosciuta come donna. Un Tribunale regionale aveva stabilito, in febbraio, che le critiche di Cortés e del FNF rappresentavano una minaccia per: i diritti politici ed elettorali delle donne e l’esercizio libero delle loro funzioni pubbliche. Ivi.

[3] Daniel Payne, Sala stampa di Washington, DC, 10 agosto 2023

[4] Volontè, op cit.

[5] Lucia Comelli, All’Ospedale Gemelli di Roma si apre una finestra di speranza per chi soffre di disturbi identitari: gli interventi di Giusy D’Amico e del dott. Federico Tonioni, www.sabinopaciolla.com, 20.03.2024

 

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