Alla luce della incursionie della gendarmeria vaticana negli uffici della Segreteria di Stato, Phil Lawler, scrittore e giornalista, riflette su alcuni importanti punti fermi.

Ecco il suo articolo pubblicato su Catholic Culture nella mia traduzione.

 

Gendarme vaticano

Gendarme vaticano

 

Una scena scioccante e senza precedenti: La polizia vaticana fa irruzione negli uffici della stessa Segreteria di Stato vaticana, sequestrando documenti e dispositivi elettronici.

Come al solito il Vaticano ha la bocca chiusa su quest’ultimo scandalo, rivelando solo che il più importante procuratore del Vaticano ha indagato su transazioni finanziarie discutibili.

Ma aspettate: la gendarmeria vaticana ha fatto irruzione anche negli uffici dell’Autorità per l’informazione finanziaria (AIF), che è stata istituita proprio per difendersi da transazioni discutibili. Sed quis custodiet ipsos custodes? ( «Chi sorveglierà i sorveglianti stessi?», ndr)

Cosa diavolo sta succedendo qui?

Per una risposta parziale a questa domanda – e sarò il primo a riconoscere che si tratta solo di una risposta parziale – si prega di leggere l’ultimo paragrafo dell’articolo di oggi sul seguito della storia di CWN sulla sospensione di cinque funzionari vaticani.

Ecco cosa sappiamo:

  1. Da almeno diversi mesi, il procuratore vaticano sta indagando su transazioni finanziarie discutibili che erano state segnalate dalla banca vaticana e dall’ufficio del revisore generale. È quest’ultimo, il revisore generale, che ci riguarda qui.
  2. L’ufficio del revisore generale è attualmente vacante; il lavoro è svolto da un amministratore provvisorio.
  3. L’ultimo revisore generale a tempo pieno, Libero Milone, è stato costretto a dimettersi nel giugno 2017. Fu espulso dall’allora arcivescovo (ora cardinale) Angelo Becciu. Milone sosteneva di essere stato estromesso dopo aver iniziato a dare la caccia alle irregolarità finanziarie; Becciu ha replicato che Milone aveva spiato i suoi superiori. Come ho osservato all’epoca, queste accuse non si escludono a vicenda.
  4. Uno dei funzionari vaticani ora sospesi in relazione a questa indagine, mons. Mauro Carlino, era fino a poco tempo fa assistente di Becciu in Segreteria di Stato.

Questi fatti portano a una possibile spiegazione – non solo per le sorprendenti incursioni di questa settimana, ma anche per il licenziamento dell’auditor generale del Vaticano.

  1. Milone, il cui compito era quello di porre domande sulle finanze, si insospettì su alcuni accordi che fluivano attraverso gli uffici del sostituto all’epoca Becciu.
  2. Becciu si accorse che Milone stava curiosando negli affari del suo ufficio senza la sua autorizzazione (Becciu), e si infuriò. Becciu minacciò Milone con un atto d’accusa penale per aver spiato i suoi superiori: una minaccia che fu ritirata solo dopo che Milone si dimise.

Questi sono fatti accertati. Il raid di questa settimana ci dice che Milone aveva buoni motivi per essere sospettoso – se non di Becciu, almeno di Carlino, il suo segretario? Il procuratore vaticano sembra pensarlo.

Altri fatti sicuramente emergeranno lentamente. Ma anche i pochi fatti che sono già venuti alla luce sono sufficienti a sostenere un ulteriore argomento secondo cui il Vaticano non potrà eliminare la corruzione finanziaria finché la Segreteria di Stato manterrà un effettivo potere di veto sulla Segreteria per l’economia. Il cardinale George Pell, portato a Roma per portare trasparenza finanziaria in Vaticano, ha perso una battaglia chiave quando il suo piano per una revisione contabile indipendente è stato bloccato dalla Segreteria di Stato. Milone, come revisore generale, ha perso il posto di lavoro quando la sua ricerca di informazioni interne è stata bloccata dalla Segreteria di Stato.

Quindi ora il procuratore vaticano è alla ricerca di informazioni che Milone, lasciato libero di operare, avrebbe potuto scoprire più di due anni fa? Sembra probabile che quest’ultimo scandalo avrebbe potuto essere evitato.

A proposito, si consideri questa misura dell’impegno del Vaticano per la trasparenza finanziaria: Nel giugno 2017, quando Milone si dimise, il Vaticano promise che un nuovo revisore generale sarebbe stato nominato “il più presto possibile”. A più di due anni di distanza stiamo ancora aspettando. Invece di occupare la carica, nel febbraio di quest’anno il Vaticano ha emanato nuovi statuti per la carica di uditore generale, riducendo i suoi poteri.

 

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