Diavolo

 

 

di Jacob Netesede

 

Invocando, anche a sproposito, una ben nota citazione, sento spesso dire che stiamo vivendo quel tempo in cui per affermare che le foglie d’estate son verdi, occorre “sguainare la spada”.

Vorrei, quindi, in ossequio a Chesterton e alla sua celebre frase, tentare di “appiccare un focherello” (qualche scintilla, almeno) per il -banale- calcolo nel titolo.

Primo addendo

I Vangeli, oltre che conquistato, mi hanno sempre incuriosito per due aspetti forse secondari, ma senza dubbio affascinanti.

In primo luogo, nelle vicende del Cristo, pur parlando eminentemente d’amore, compare continuamente, a vari livelli e in diversi contesti, il tema della legge e delle regole.

Gesù stesso è molto attento al tema della Legge: non è venuto per abolirla ma per portarla a compimento.

E nel portarla a compimento, innanzitutto la conosce e la rispetta: i comandamenti, la liturgia ed i riti e, in fondo, la volontà del Padre, suprema legge.

La chiesa che nasce con la discesa dello Spirito impara sin da subito a fare i conti con la legge di Dio e con la legge degli uomini ed è evidente la necessità delle regole e delle norme.

Gesù, confermando la natura della nascenda istituzione, precisa che quel che verrà legato in terra verrà legato in cielo e così per quel che i suoi intenderanno sciogliere.

La legge e le norme, quindi, hanno un ruolo decisivo: non solo la nascita ed il continuo aggiornamento del codice di diritto canonico e delle disposizioni liturgiche, ma l’attenzione fin nel dettaglio alle norme che mantengono l’istituzione e che disciplinano il perpetuarsi del mandato divino nei secoli.

Secondo aspetto di questo primo addendo, sin da bimbo mi colpiva ascoltare quei brani nel Vangelo dove i demoni e le creature degli inferi riconoscono immediatamente il Cristo.

Non c’è in essi dubbio di fede: i demoni hanno chiarissimo che quell’uomo è il Figlio di Dio, il Messia.

Non solo: ammettono chiaramente di essere irrevocabilmente inferiori, riconoscendo di non poter disobbedire ad un ordine del Cristo.

Evidentemente loro sanno bene che c’è una legge superiore alla loro ribellione, una autorità alla quale neppure i demoni possono sottrarsi.

Secondo addendo

Di recente ho avuto modo di vedere il docu-film “Libera nos”, una sorta di catechesi sul tema del male e del demonio che ha avuto l’autorevole approvazione della A.I.E., l’Associazione Italiana Esorcisti.

Come viene descritto in numerosi libri e film, sembra che il demonio ambisca a nascondersi nelle pieghe della storia, considerando un successo instillare negli uomini il dubbio sulla sua stessa esistenza.

Ho trovato alcuni passaggi di “Libera nos” -che, peraltro, vi consiglio- illuminanti, anche rispetto all’attualità.

In primo luogo, esorcista é, di per sè, il ruolo che la Chiesa affida al vescovo.

Per questo motivo non tutti i sacerdoti possono farlo, ma solo coloro ai quali il vescovo attribuisce uno specifico mandato.

Come alcuni esorcisti interpellati nel film autorevolmente spiegano, chi si avventurasse fuori dal mandato della chiesa metterebbe a repentaglio se stesso e le persone coinvolte.

Non la forza dell’esorcista, ma la fede della chiesa che ha ricevuto il mandato da Cristo scaccia il demone, rispedendolo all’inferno.

Qualche sciocco potrebbe sorridere (rallegrando così Malacoda e Berlicche), ma la questione è serissima: duemila anni di chiesa cattolica non si fondano su alcuni super uomini che combattono a mani nude il principe delle tenebre o che -come fossero illuminati- hanno sempre ragione, ma sono la concreta espressione del fatto che la fede di sempre, la fede della chiesa, diretta promanazione del mandato di Cristo, resiste assistita dalla Grazia ai tumulti della storia.

Il principe del mondo è forte e si aggira “cercando chi divorare”: resistere saldi nella fede vuol dire, anche, rimanere nella chiesa alla quale i doni di Grazia sono concessi.

L’esorcista non si inventa di volta in volta la strategia o le armi: su mandato del vescovo si attiene a regole liturgiche molto precise.

Il rituale, il mandato del vescovo, l’ossequio delle forme sono elementi che garantiscono la forza necessaria per fare quello che un uomo, da solo, anche avesse tutte le ragioni del mondo, non potrebbe fare.

La stessa A.I.E. chiarisce che l’esorcista alla Chiesa presta la sua voce, la sua intermediazione, agendo egli a nome della Chiesa e per sua rappresentanza.

Per celebrare un esorcismo si richiede, quindi, come per tutti i Sacramenti e Sacramentali un ministro idoneo, cioè un sacerdote incaricato dal proprio Vescovo; l’osservanza dei riti liturgici approvati dalla Chiesa; l’intenzione di fare ciò che fa la Chiesa.

La somma

Ora, non mi risulta che dal marzo 2013 siano cessati gli esorcismi.

Non mi risulta che siano cessati neppure il 31 dicembre 2022.

Salvo smentite da parte degli esorcisti attualmente all’opera -che per amore di verità, come sempre, auspico-, il mandato conferito dal Papa ai vescovi e da questi ai singoli esorcisti è valido.

Osservo che per alcuni l’elezione di Bergoglio debba considerarsi “nulla”: addirittura leggo che ancora vi è qualcuno che sostiene che tutti gli atti emanati da Bergoglio -e della sua antichiesa- non siano validi.

Argomenti interessanti, spesso affascinanti, in qualche caso contraddittori, per certi versi non pienamente risolvibili, per quanto si cerchi di documentare e cavillare.

Ma mi chiedo: il mandato conferito da una falsa autorità può essere pienamente valido?

I demoni che oggi, maggio 2024, sono scacciati, a quale autorità stanno obbedendo?

È plausibile, credo, un’unica risposta: alla autorità della chiesa.

A meno che l’A.I.E. non ammetta che dal marzo 2013 o che dal dicembre 2022 sia venuta meno l’assistenza della Grazia nella lotta contro il maligno, dobbiamo riconoscere che, come già accaduto nella storia, Dio continua a scrivere dritto sulle nostre righe storte.

Oggi per qualcuno la chiesa è acefala e senza autorità, con il risultato che, come ai tempi di Gesù, molte persone esprimono mille dubbi su ciò che, a quanto pare, i demoni colgono a colpo d’occhio.

Gesù è venuto a compiere la legge e non ci è concesso trascurare neppure uno iota: il demone che oggi fugge alle parole dell’esorcista conferma che al netto di tutti gli errori, le cadute, i tradimenti e i peccati, il mandato di Cristo agli apostoli permane nella storia.

L’immagine di un demone che tiene tra le mani un bestseller sedevacantista e chiede all’esorcista se abbia ricevuto il mandato da Giovanni Paolo II piuttosto che da Ratzinger o Bergoglio per capire se debba sottomettersi o meno alle parole del rituale mi pare, per quanto a mia conoscenza, lontana dalla realtà.

Ciò che legherai in terra sarà legato nei cieli: sarà pure capitato che la chiesa abbia fatto qualche nodo per motivazioni errate o per scelte discutibili…

La battaglia a cui siamo chiamati è quella per la conservazione della fede di sempre e per rendere ragione della speranza che è in noi.

Il disastro dottrinale e pastorale che abbiamo davanti agli occhi non ci autorizza a scappare: occorre restare, con Maria, ai piedi della Croce.

 


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