Un sacerdote mi scrive e volentieri pubblico. 

 

Natività, Pinturicchio
Natività, Pinturicchio

 

Carissimo Sabino,

ho letto oggi su Avvenire on line del 29 dicembre 2024, Festa della Santa Famiglia, l’intervista di Luciano Moia alla teologa Simona Segoloni Ruta (leggi qui).

Tra le diverse considerazioni più che discutibili mi soffermo solo su un punto:

“I vangeli non sono interessati alla vita sessuale di Maria e di Giuseppe e quindi non ci dicono nulla al riguardo. Possiamo concludere quindi che questo non sia un elemento essenziale per la nostra salvezza? Sì, infatti la Dei Verbum 12 ci dice che nella Scrittura noi troviamo quella verità che è per la nostra salvezza. I padri conciliari si riferiscono a come dobbiamo leggere la Bibbia, a quale verità dobbiamo cercare, ma vale anche per discernere l’importanza degli elementi di fede che troviamo nella tradizione. I Vangeli non sono interessati alla vita sessuale di Maria e di Giuseppe. Io mi limiterei a constatare questo” (Intervista cit.).

Io mi limito invece a commentare questo: ciò che ci dona la salvezza è il Disegno redentore divino offertoci dentro la storia dal Dio Uno e Trino a partire dall’Incarnazione del Verbo nel grembo della Vergine Maria, ecc.

Questa modalità di salvezza noi la confessiamo dogmaticamente, specie nella Santa Messa, nel Credo (Niceno-Costantinopolitano o Apostolico). In ambedue si professa la verginità di Maria:

“per opera dello Spirito Santo si è incarnato nel seno della Vergine Maria” (Credo Niceno-Costantinopolitano)

“Il quale fu concepito di Spirito Santo, nacque da Maria Vergine” (Credo Apostolico)

Nel tempo la Tradizione e il Magistero della Chiesa hanno raggiunto la persuasione che Maria è rimasta vergine non solo prima del parto, ma anche durante e dopo il parto. È, lo ripeto, un dogma di fede, non solo una pia devozione:

“Se qualcuno non confessa secondo i santi Padri che la santa e sempre vergine e immacolata Maria sia in senso proprio e secondo verità Madre di Dio, in quanto propriamente e veramente alla fine dei secoli ha concepito dallo Spirito Santo senza seme e partorito senza corruzione, permanendo anche dopo il parto la sua indissolubile verginità, lo stesso Dio Verbo, nato dal Padre prima di tutti i secoli, sia scomunicato” (Concilio Lateranense, anno 649). Ma naturalmente le affermazioni sono numerose (v. Costantinopolitano I, Efesino, Calcedonese, Costantinopolitano II, Lateranense IV, Lionese II, Fiorentino, ecc.).

Quindi chi non crede anche questo particolare dogma della sempiterna verginità di Maria, anche se esso non è il centro del mistero della salvezza (ma i dogmi sono tutti concatenati tra loro e stanno o cadono insieme), non partecipa obiettivamente alla salvezza. Quanto poi al giudizio personale, quando Dio vorrà, la signora spiegherà le sue ragioni ai componenti della Santa Famiglia: Gesù Bambino (nel frattempo diventato grande e rimasto vergine per sposare la Chiesa, sua vergine sposa), alla Vergine Maria e, perché no, anche a san Giuseppe (vergine pure lui). Vedrà che oltre ad essere “sovversivi per amore” (Intervista cit.) sono anche sovversivi nel giudizio. Auguri!

Quando poi la signora afferma che in Dei Verbum 12 si dice che “che nella Scrittura noi troviamo quella verità che è per la nostra salvezza” (Intervista cit.) forse dovrebbe citare invece la Dei Verbum 11 e, ancor, più ricordare quello che dice la Dei Verbum 10, che afferma che le verità da credere non solo sono contenute nella Sacra Scrittura, ma che essa insieme alla sacra Tradizione costituisce un solo sacro deposito, garantito poi dal Magistero vivo della Chiesa:

“La sacra tradizione e la sacra Scrittura costituiscono un solo sacro deposito della parola di Dio affidato alla Chiesa …

L’ufficio poi d’interpretare autenticamente la parola di Dio, scritta o trasmessa [15], è affidato al solo magistero vivo della Chiesa [16], la cui autorità è esercitata nel nome di Gesù Cristo. Il quale magistero però non è superiore alla parola di Dio ma la serve, insegnando soltanto ciò che è stato trasmesso, in quanto, per divino mandato e con l’assistenza dello Spirito Santo, piamente ascolta, santamente custodisce e fedelmente espone quella parola, e da questo unico deposito della fede attinge tutto ciò che propone a credere come rivelato da Dio.

È chiaro dunque che la sacra Tradizione, la sacra Scrittura e il magistero della Chiesa, per sapientissima disposizione di Dio, sono tra loro talmente connessi e congiunti che nessuna di queste realtà sussiste senza le altre, e tutte insieme, ciascuna a modo proprio, sotto l’azione di un solo Spirito Santo, contribuiscono efficacemente alla salvezza delle anime” (Dei Verbum 10).

Quanto poi al significato della triplice e unica verginità di Maria e della sua intrinseca “necessità” teologica consiglio alla teologa di rileggersi il Catechismo della Chiesa Cattolica, n. 496-507.

E qui mi fermo. Sempre grazie del tuo lavoro di sana informazione. Carissimi saluti.

 

Un sacerdote

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