Segnalo all’attenzione e alla riflessione dei lettori di questo blog uno studio pubblicato su Cureus a firma di Stephanie Seneff (Computer Science and Artificial Intelligence Laboratory, Massachusetts Institute of Technology, Cambridge, USA.), Anthony M Kyriakopoulos (Reasearch and Development, Nasco AD Biotechnology Laboratory, Piraeus, GRC.), Greg Nigh (Naturopathy, Immersion Health, Portland, USA), Peter A McCullough, stimato cardiologo (Internal Medicine, Truth for Health Foundation, Tucson, USA). Ecco l’abstract nella mia traduzione. 

neuroni-sinapsi-cervello
neuroni-sinapsi-cervello

 

La proteina prionica umana e il mal ripiegamento della proteina prionica sono ampiamente riconosciuti come causa di molte malattie neurodegenerative. Sulla base di prove sperimentali in vitro e in vivo relative alle malattie prioniche e simil-prioniche, deduciamo dalla convincente evidenza che la glicoproteina spike del SARS-CoV-2 contiene sequenze aminoacidiche estese caratteristiche di una proteina simil-prionica per ipotizzare il suo potenziale di causare malattie neurodegenerative. Proponiamo che la sintesi della proteina spike indotta dal vaccino possa facilitare l’accumulo di fibrille tossiche simili ai prioni nei neuroni. Abbiamo delineato varie vie attraverso le quali queste proteine potrebbero distribuirsi nell’organismo. Passiamo in rassegna sia le patologie cellulari sia l’espressione di malattie che potrebbero diventare più frequenti nei soggetti sottoposti a vaccinazione con mRNA. In particolare, descriviamo il contributo della proteina spike, attraverso le sue proprietà prioniche, alla neuroinfiammazione e alle malattie neurodegenerative; ai disturbi della coagulazione all’interno dei vasi; all’ulteriore rischio di malattia dovuto alla soppressione della regolazione della proteina prionica nel contesto dell’insulino-resistenza ampiamente diffusa; e ad altre complicazioni di salute. Spieghiamo perché queste caratteristiche prioniche sono più rilevanti per le proteine spike indotte dall’mRNA del vaccino che per l’infezione naturale con SARS-CoV-2. Notiamo con ottimismo un’apparente perdita di proprietà prioniche tra le attuali varianti di Omicron. Riconosciamo che la catena di eventi patologici descritta in questo articolo è solo ipotetica e non ancora verificata. Riconosciamo anche che le prove che presentiamo, pur essendo basate sulla letteratura di ricerca, sono attualmente in gran parte indiziarie, non dirette. Infine, descriviamo le implicazioni dei nostri risultati per il pubblico in generale e discutiamo brevemente le raccomandazioni di salute pubblica che riteniamo debbano essere prese in considerazione con urgenza. Una versione precedente di questo articolo è stata pubblicata sul server di preprint Authorea il 16 agosto 2022.


Le opinioni espresse in questo articolo sono dell’autore e non riflettono necessariamente le opinioni del responsabile di questo blog. Sono ben accolti la discussione qualificata e il dibattito amichevole.


 

Sostieni il Blog di Sabino Paciolla

 





 

 

Facebook Comments