Un parlamentare russo ha lanciato un avvertimento infuocato: Varsavia è la prossima nella lista ad essere “de-nazificata” dopo che il Primo Ministro polacco ha scritto un articolo in cui definisce l’ideologia imperialista russa “Russkiy Mir” un “cancro” che consuma la società russa e una “minaccia mortale” per gli altri Paesi.

Di seguito un articolo di Tom Ozimek, pubblicato su The Epoch Times, rilanciato da ZeroHedge. Eccolo nella mia traduzione. 

 

Duda Andrzej, presidente della Polonia
Duda Andrzej, presidente della Polonia

 

Oleg Morozov, presidente della commissione per il controllo della Duma di Stato russa, ha scritto in un messaggio su Telegram venerdì che i commenti del leader polacco hanno essenzialmente reso la Polonia un bersaglio.

Nelle sue osservazioni, Morozov è ricorso alla retorica del Cremlino nella sua operazione militare in Ucraina riguardo la cosiddetta “de-nazificazione”, un’etichetta che Mosca ha usato per diffamare i suoi avversari geopolitici e giustificare la guerra.

“Con le sue dichiarazioni sulla Russia come ‘cancro’ e sull”indennizzo’ che dobbiamo pagare all’Ucraina, la Polonia ci incoraggia a metterla al primo posto nella fila per la de-nazificazione dopo l’Ucraina”, ha scritto Morozov, secondo una traduzione della sua dichiarazione.

Le osservazioni di Morozov sono state sollecitate dalle dichiarazioni del primo ministro polacco Mateusz Morawiecki e del presidente polacco Andrzej Duda, entrambi molto critici nei confronti dell’invasione russa dell’Ucraina.

Duda ha affermato che la Russia dovrebbe essere costretta a risarcire l’Ucraina per i danni di guerra, mentre Morawiecki ha detto che il presidente russo Vladimir Putin è “più pericoloso” sia di Adolf Hitler che di Joseph Stalin, perché dispone di armi nucleari e di una massiccia macchina di propaganda.

In un articolo pubblicato sul quotidiano britannico The Telegraph, Morawiecki ha scritto che “i fantasmi maledetti del XX secolo sono risorti di nuovo sull’Ucraina”, sostenendo che l’invasione russa del suo vicino porta le caratteristiche del fascismo, “ha già aperto le porte al genocidio” ed è guidata da una “nuova mostruosa ideologia” che ha chiamato “Russkiy Mir”.

Morawiecki ha affermato che in nome di questa ideologia, Putin e il suo entourage militare hanno ordinato alle forze russe di entrare in guerra, “le hanno convinte della loro superiorità e le hanno incoraggiate a commettere crimini di guerra disumani – l’omicidio, lo stupro e la tortura di civili innocenti”.

L’ideologia “Russkiy Mir” di Putin è l’equivalente del comunismo e del nazismo del XX secolo”, ha scritto Morawiecki, definendola un “cancro che sta consumando non solo la maggior parte della società russa, ma rappresenta anche una minaccia mortale per l’intera Europa”.

Non basta aiutare l’Ucraina a respingere l’attacco della Russia, ha sostenuto Morawiecki, “dobbiamo sradicare completamente questa nuova mostruosa ideologia”.

Come un tempo la Germania fu sottoposta a denazificazione, oggi l’unica possibilità per la Russia e per il mondo civilizzato è la “deputinizzazione”. Se non ci impegniamo immediatamente in questo compito, non solo perderemo l’Ucraina, ma anche la nostra anima, la nostra libertà e la nostra sovranità”, ha scritto il leader polacco.

Morawiecki ha sostenuto che, se non ci si oppone, la Russia non si fermerà a Kiev ma continuerà una “lunga marcia verso l’Occidente”.

Il Cremlino ha negato di avere intenzione di invadere altri Paesi. Putin ha affermato che quella che descrive come una “operazione militare speciale” in Ucraina arriva in risposta ai tentativi delle potenze occidentali di stabilire in Ucraina un baluardo che minacci la sicurezza di Mosca.

In particolare, Putin sostiene da tempo che la NATO sta cercando di espandere i propri confini per fare pressione militare sulla Russia, affermazioni che l’alleanza difensiva ha respinto come infondate.

Un’altra delle principali giustificazioni del Cremlino per le sue operazioni in Ucraina è stata quella di sostenere che la popolazione russofona nelle regioni del Donbass e di Luhansk, controllate dai separatisti, fosse sottoposta a repressione e a quello che Putin ha definito “genocidio”.

Una lunga lista di studiosi e accademici ha denunciato le affermazioni della Russia sul genocidio e sulla “de-nazificazione” dell’Ucraina come un falso pretesto per giustificare “un’aggressione non provocata” contro il suo vicino meridionale.

 


 

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