Suore consolatrici di Vigne
Suore consolatrici di Vigne

 

 

di Wanda Massa

 

Nel cuore dell’Italia, a Vigne di Narni, c’è una comunità tradizionalista di suore cattoliche, in piena fioritura vocazionale: negli ultimi anni ha raccolto così tante giovani, soprattutto dagli Stati Uniti, da essere costretta a trovare un convento più grande per ospitarle, dopo che nell’attuale è stato necessario mettere letti a castello non solo nelle camere, ma anche nel laboratorio e nello studio della Superiora.

Si tratta delle Suore Consolatrici del Sacro Cuore di Gesù, fondate nel 1961 da Padre Basilio Rosati, Passionista.

Inizialmente erano cinque giovani, provenienti da diverse regioni, affidate alle cure di Madre Elisabetta Pezzarossa, figlia spirituale del Fondatore, che divenne la prima Superiora.

Nel 1975 la comunità religiosa contava 30 membri.

In quel periodo, la rivoluzione sessuale del sessantotto aveva ampiamente pervaso la società, contestandone e spesso sovvertendone i valori, in una atmosfera di euforica esaltazione e di sfrenato individualismo. Gli effetti più devastanti di questa grave crisi morale riguardarono la vita religiosa e la comunità fondata da Padre Rosati non fece eccezione.

Come ricordano le stesse monache: “La distorta ansia di aggiornamento e rinnovamento influenzò anche alcune consorelle ed a nulla valsero i richiami, talvolta anche energici del nostro Padre […] Al nostro Fondatore era riservato l’amaro calice della Passione… dell’abbandono. […]  Il centro di Vigne, dove il Padre si era ritirato negli ultimi anni della sua vita terrena, è rimasto sempre un saldo punto di riferimento per tutti coloro che sono alla ricerca della verità e del rafforzamento della fede. Vigne era diventato un piccolo cenacolo, dove la fede si rinvigoriva con il culto del Santissimo Sacramento, dinanzi al quale il nostro Padre trascorreva ore ed ore di silenziosa, penitente preghiera”. (rinascita)

Quando nel 1996 il Fondatore, che aveva offerto la propria vita per la salvezza delle anime delle Suore Consolatrici, sentì prossima la morte, affidò il piccolo gregge di religiose superstiti, in tutto sei monache, a Padre Emanuele du Chalard, appartenente alla Fraternità Sacerdotale di San Pio X (SSPX).

Prima di chiudere gli occhi su questo mondo, Padre Rosati rassicurò le sue figlie spirituali che quando si sarebbe trovato dinnanzi al Signore avrebbe ottenuto loro tutto ciò di cui avrebbero avuto bisogno. E, come testimoniano le Suore, questo si è avverato e continua ad avverarsi: “Oltre a grazie tanto grandi di ordine materiale che quasi rasentano il miracolo, ce ne ottiene tante spirituali assai più grandi e preziose anche se, gelosamente custodite nell’intimo delle nostre anime”. (rinascita)

Nel 2006, la Provvidenza ha affidato alle Suore Consolatrici un nuovo apostolato in India: un orfanotrofio. Con l’aiuto di benefattori di tutto il mondo, è stata costruita una struttura in grado di accogliere un centinaio di persone. Le 7 Suore indiane, che vi operano, si dedicano instancabilmente all’educazione di bambine e ragazze orfane e alla cura di persone anziane e indigenti.

Nel 2014, quando venne in Italia la prima postulante americana, fu reso omaggio alla Madonna di Guadalupe, intronizzando la Sua immagine. Da quel momento la crescita non s’è più fermata, grazie alle numerose vocazioni dagli Stati Uniti, comprese diverse giovani provenienti dalle stesse famiglie.

Sono le quattro sorelle Bomberger, le tre Bissing e le due Rosario.

Dorothy Cummings McLean ha voluto intervistarle e ha raccontato l’origine della loro vocazione in un articolo su LifeSiteNews (qui ), di cui riportiamo ampi stralci.

Le sorelle Bomberger sono arrivate alle Suore Consolatrici in modi diversi. Suor Maria Maddalena raccolse un opuscolo nell’atrio del suo college e “si sentì attratta“. Suor Maria Margherita fu affascinata dall’amore per la missione indiana delle Suore Consolatrici. Suor Maria Michela voleva seguire le sue “eroine“, le sue sorelle maggiori. Maria giunse alla vita visitando le sue “piccole sorelle“.

Le sorelle Bomberger hanno riferito a LifeSiteNews che le loro vocazioni alla vita religiosa sono state inizialmente favorite dal crescere in una grande famiglia cattolica con educazione cattolica, campi estivi e ritiri spirituali. Sono state anche mosse dall’esempio dei loro parroci e dalla “loro felicità nel dare la vita per le anime“. Più tardi, hanno ricevuto aiuto nel loro discernimento attraverso la direzione spirituale e la visita ai conventi.

Molte cose le avevano attratte nell’ordine italiano, fondato nel 1961 e ora sotto la cura spirituale della SSPX: “La devozione alla Madonna e al Sacro Cuore, lo spirito di famiglia, la carità fraterna, lo spirito di gioia, la missione in India, l’amore al sacerdozio e l’amore e la cura nella liturgia“, hanno detto.

Le suore, vivendo per Dio, si perdono in Dio e quindi, dimenticando sé stesse, vivono interamente al servizio di Dio nel prossimo“.

Contano tra le difficoltà che hanno abbracciato non solo l’abbandono della famiglia e degli amici, ma anche lo sport. Per quanto riguarda la famiglia e gli amici, però, credono che offrire la loro vita a Dio nella vita religiosa “li aiuterà meglio“.

Li abbiamo lasciati solo per un breve periodo, per passare l’eternità insieme a loro“, hanno aggiunto.

Nel frattempo, hanno detto che hanno trovato la “pace dell’anima” che viene “quando si dice ‘sì’ a Dio“. C’è la gioia della donazione reciproca tra la sorella religiosa e Dio “che non è mai superato in generosità“. C’è anche la consolazione di vivere il voto di obbedienza.

“Sotto l’obbedienza, tutto ciò che si fa è volontà di Dio“, scrivono. “Pertanto, non siamo mai assalite dalle incertezze che vengono nella vita quotidiana“.

Le sorelle Bomberger descrivono la loro vita in convento come un vivere “sull’amore” e diventare “ebbre di Dio, l’unica Persona che può soddisfare tutti i desideri e le brame del nostro cuore“.

Il secondo gruppo di “sorelle” americane ammassate nel piccolo convento sono le Bissing: Suor Maria Veronica, professa, entrata nel 2014. Suor Maria Bernadette, anche lei professa, è entrata nel 2016. Marcella, postulante, è entrata l’anno scorso.

Nel trovare questa comunità ho scoperto che il suo apostolato non aveva limiti, coglieva nel segno e rispondeva a tutte le mie aspirazioni e sogni“, ha scritto Suor Maria Veronica.

Ho scoperto che in questa piccola comunità sconosciuta, l’apostolato è vasto e non ha limiti finché ci sono vocazioni. L’orfanotrofio in India è sicuramente quello che mi ha attratto di più“.

Suor Maria Bernadette ha detto di essere stata più attratta dall’ordine per il suo apostolato nell’aiutare i sacerdoti. Essendo un’infermiera assistente, era anche portata alla sua cura per gli anziani. Ma soprattutto, si rese conto che “solo Gesù” poteva soddisfare il suo grande desiderio d’amore, e così scelse la vita religiosa invece del matrimonio.

Ho trovato la vera felicità“, dice.

Marcella ha deciso di diventare una Suora Consolatrice dopo aver visto la cerimonia di vestizione di sua sorella maggiore. In questo rituale, la novizia appare in un abito da sposa e viene offerta a Dio sull’altare da suo padre.

Ero commossa“, ha detto.

Vedevo le Suore nella vita quotidiana, sempre felici in ogni circostanza con il loro unico scopo: piacere a Dio e amare il prossimo per Lui“.

All’epoca avevo tredici anni, ma avevo già deciso che anch’io sarei diventata la sua piccola consolatrice. Appena terminati gli studi ho chiesto di entrare“.

Le due sorelle Rosario sono suor Maria Marcella, professa, e suor Maria Cecilia, novizia. Suor Maria Marcella è entrata nell’ordine nel 2017, e sua sorella nel 2019. Suor Maria Marcella è venuta a conoscenza delle Suore Consolatrici del Sacro Cuore dopo aver letto un opuscolo che un sacerdote le ha dato durante un ritiro ignaziano. Suor Maria Cecilia è stata attirata nella comunità dalla felicità di sua sorella maggiore. Entrambe erano cresciute con una forte devozione familiare al Sacro Cuore, così furono “naturalmente attratte” dall’ordine.

Per quanto riguarda il loro rapporto come “suore sorelle“, entrambe hanno detto che il loro legame si è approfondito.

Man mano che cresciamo nella vita religiosa, quel ‘legame naturale’ è solo cresciuto in un legame soprannaturale più stretto“, ha scritto Sr. Maria Marcella. “Questo amore purificato ci unisce non solo l’una all’altra, ma ad ogni singolo membro della nostra famiglia spirituale in continua crescita“.

Suor Maria Cecilia ha detto che il loro legame naturale “portato al convento è approfondito nel più genuino dei modi mentre ci vediamo crescere attraverso gli alti e bassi di una solida vita comunitaria nella religione.

Le consolazioni sono fatte di tante piccole cose nella vita quotidiana come un sorriso, uno sguardo e tutti i milioni di comprensioni non dette“, ha continuato.

Suor Maria Marcella ha descritto la vita nella loro comunità come “un equilibrio ben misurato di preghiera, studio e lavoro nelle sue diverse forme“.

Il cuore e lo scopo della sorella consolatrice è la sua vita di preghiera che la unisce al suo Dio e al suo Sposo“, ha aggiunto. “Il suo fedele adempimento di essa completa la parte più importante della sua giornata e la sua preghiera universale raggiunge i quattro angoli del mondo e include ogni singola persona in esso“.

Suor Maria Cecilia ha detto che la vita nella comunità è “semplice ma dolce“, e anche “ricca di profondità“, richiedendo “una volontà fortificata che deve sempre desiderare di progredire nell’unione“.

Le Suore Consolatrici hanno attribuito a San Giuseppe il merito di aver trovato un nuovo convento a soli 40 minuti da Vigne: un monastero del XVII secolo, un tempo sede di frati cappuccini, restaurato nel 2000, con 30 camere da letto e 5 acri di terreno.

Il prezzo della loro sperata nuova casa è di 1.150.000 euro.

La Comunità, non avendo redditi, vive unicamente della Divina Provvidenza e non ha i mezzi per pagare questa cifra“, hanno scritto le Suore Consolatrici ai loro sostenitori.

Perciò la Comunità si rivolge a voi, cari benefattori, chiedendovi di essere strumenti nelle mani di Dio per offrire alle sue future spose un luogo dove, nel silenzio, nell’obbedienza e nella carità fraterna, possano imparare a diventare vere religiose che consolino il Cuore di Gesù e diffondano la devozione a Lui in tutto il mondo.”

Il tempo è essenziale per l’acquisto, poiché il primo pagamento è previsto per febbraio e il saldo per maggio 2021.

E’ possibile aiutarle ad acquistare il loro convento anche attraverso la nuova iniziativa di LifeSiteNews, LifeFunder (qui). Le Sorelle Consolatrici americane hanno anche la loro pagina di raccolta fondi (qui ). Per maggiori dettagli si rimanda all’articolo su LifeSiteNews (qui).

I riferimenti per contattare le Suore Consolatrici di Vigne sono pubblicati qui.

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