(se il video qui sotto non si apre, fare il refresh di questa pagina o cliccare qui)

 

 

Entriamo nella parte più squisitamente apologetica del nostro percorso, motivando in modo puntuale PERCHE’ la visione del mondo giudaico cristiana è senza alcun dubbio la più pertinente descrizione dell’universo che ci troviamo a osservare, a esplorare e a vivere.

Ci sono cinque fatti che non potranno MAI essere spiegati pienamente ricorrendo alla visione del mondo naturalista, che nega a priori la presenza di un Intelletto che precede l’esistenza della materia, delle leggi naturali, delle costanti cosmiche tarate in modo inconcepibilmente perfetto per permettere la vita intelligente. Questi cinque eventi non si lasciano inquadrare all’interno di modelli materialisti, perché consistono in veri e propri BIG BANG, e sono:

  1. Il Big Bang cosmologico (la comparsa dell’universo dal nulla)
  2. Il Big Bang biologico (la comparsa della vita dalla materia inerte)
  3. Il Big Bang del pensiero (nel mondo molecolare compare la coscienza dell’uomo)
  4. Il Big Bang morale (l’esistenza di una legge immateriale, che vincola la coscienza umana al bene)
  5. Il Big Bang Gesù di Nazareth, l’unico uomo che “dicono sia Risorto”, dividendo in due la storia umana, ed aprendo uno squarcio di speranza davanti al nemico più grande: la morte.

Più avanza la nostra comprensione di queste “singolarità”, più ci stiamo rendendo conto di quanto profondo sia il mistero della MENTE DI DIO come la definì Albert Einstein, che ha concepito un cosmo finemente sintonizzato per consentire la vita, e poi la cellula vivente, la mente autocosciente, la libertà, il bene, l’amore, e la più sublime manifestazione della potenzialità umana: la vita del Cristo donata sulla croce per amore dell’uomo.

In questo video esploriamo il PRIMO BIG BANG alla luce delle scoperte scientifiche più avanzate, controbattendo alle ipotesi atee che propugnano modelli cosmologici alternativi per spiegare ciò che oggi è unanimemente accettato: la comparsa DAL NULLA di tutto ciò che c’è.

Facebook Comments
image_pdfimage_print
1