di Wanda Massa

 

La multinazionale farmaceutica Pfizer ha annunciato l’avvio della sperimentazione del suo vaccino genico anti Covid sulla popolazione pediatrica, avvalendosi dell’autorizzazione all’uso di emergenza (EUA).

Si inizierà con i bambini di età compresa tra 5 e 11 anni già a partire da questo autunno, per poi passare rapidamente ai più piccoli dai 4 anni in giù.

Lo studio di fase 1/2/3 arruolerà circa 4.500 minori di età compresa tra 6 mesi e 11 anni negli Stati Uniti, Finlandia, Polonia e Spagna in più di 90 centri di sperimentazione clinica, nonostante il CDC (Centers for Disease Control and Prevention, l’organismo di controllo sulla sanità pubblica degli Stati Uniti d’America) stia vagliando diverse segnalazioni di miocardite, un’infiammazione del muscolo cardiaco, in adolescenti che hanno ricevuto vaccini mRNA.

Ai bambini verranno somministrate due iniezioni del vaccino o di un placebo a distanza di tre settimane l’una dall’altra. Quelli di età compresa tra 5 e 11 anni riceveranno 10 microgrammi ciascuno, mentre il gruppo di età più giovane riceverà tre microgrammi.

La data stimata per il completamento dello studio è il primo settembre 2023, mentre per il completamento della fase primaria la Pfizer stima il 4 marzo 2022.

E’ sconcertante la fretta dei funzionari sanitari e dei governi di vaccinare bambini e adolescenti sani, senza disporre di dati adeguati sulla sicurezza, considerando che l’evidenza dei fatti dimostra che l’infiammazione da Sars-CoV2 è praticamente inesistente in quella fascia di età e non ha determinato alcun decesso.

Poiché però sembra che molti genitori, ormai succubi della martellante campagna mediatica vaccinista senza contraddittorio, abbiano già prenotato il siero genico per i loro figli minorenni, è utile conoscere meglio questa azienda, a cui affidiamo la nostra salute e quella dei nostri cari.

Stiamo parlando di una delle più antiche e prospere multinazionali del farmaco, nel 2017 seconda nel mondo per fatturato, la Pfizer è stata fondata a New York nel 1849. Famosa per i suoi prodotti come Xanax, Viagra e l’antinfiammatorio Advil, è anche nota per la scoperta dell’acido citrico.

L’azienda newyorkese ha affrontato migliaia di cause legali per lesioni e pratiche di vendita illegali. Detiene il primato per aver ricevuto la pena pecuniaria più ingente della storia per un’azienda farmaceutica, oltre 2,3 miliardi di dollari.

E’ emerso tuttavia che dietro gli ingenti guadagni si nascondevano anche pratiche di marketing illegali: la vendita di prodotti off-label (ossia farmaci somministrati al di fuori delle condizioni autorizzate dagli enti predisposti per patologia, popolazione o posologia) e di prodotti “difettosi” estremamente nocivi per la salute. Nel 2018 il Reputation Institute (società che pubblica rapporti sulla reputazione di aziende, basati su sondaggi tra i consumatori e copertura mediatica) l’ha considerata all’ultimo posto nella sua classifica.

Alcune delle cause della Pfizer sono state archiviate, altre sono ancora al vaglio degli inquirenti statunitensi. Svariate le accuse rivolte alla casa farmaceutica, dal marketing di prodotti off-label alle lesioni alla persona, fino all’omicidio per sperimentazioni illecite sull’uomo.

Uno dei casi più famosi perché ha ispirato un libro e un film di successo, è noto come “The Guinea pigs of Kano”, letteralmente le cavie di Kano.

Ispirandosi a quei fatti, John le Carré, famoso autore di molti fra i più venduti romanzi di spionaggio (è stato anche un agente segreto del Secret Intelligence Service), nel 2001 pubblicò il romanzo Constant Gardener (letteralmente, il giardiniere tenace), dove si narrano le vicende di Justin Quayle, diplomatico britannico la cui moglie viene uccisa in Kenya perché attivista politica. L’uomo – nel tentativo di far luce sull’assassinio – scopre una cospirazione internazionale, sostenuta da una burocrazia corrotta dal denaro di una multinazionale farmaceutica che esegue sulla popolazione africana test clinici illegali per un farmaco di nuova generazione contro la tubercolosi.

Dal libro è stato successivamente tratto – nell’agosto del 2005 – un adattamento cinematografico: The Constant Gardener (distribuito in Italia con il titolo: La cospirazione), film diretto da Fernando Meirelles, con Ralph Fiennes e Rachel Weisz prodotto dalla Focus Features. La pellicola ha incassato più di 33 milioni di dollari negli Stati Uniti e più di 82 milioni di dollari in tutto il mondo.

Vediamo brevemente i fatti (riferiti anche in questo video documentario trasmesso su Rai 3).

Nel 1996 nella città di Kano, nel nord della Nigeria scoppia un’epidemia di meningite, che causa migliaia di morti. La Pfizer invia sul posto i propri medici per partecipare alla missione umanitaria, offrendosi di curare 200 bambini malati.

I genitori non sapevano che ai loro figli sarebbe stato somministrato un antibiotico sperimentale, il Trovan, invece della ben più documentata terapia a base di ceftriaxone. Ma il farmaco non ha l’effetto sperato, tanto che il Trovan oggi non è più in commercio: undici bambini muoiono e altri diventano sordi, ciechi o con danni permanenti al cervello. Allora il team della Pfizer leva rapidamente le tende, abbandonando al loro destino la gente malata, che faceva la fila davanti al loro ufficio. Solo tredici anni dopo quelle famiglie hanno ottenuto giustizia.

L’intera vicenda sale alla ribalta dell’opinione pubblica dopo un’inchiesta del Washington Post del dicembre 2000, suscitando un notevole clamore a livello internazionale.

Dal 2002 al 2005 i genitori delle vittime di Kano in Nigeria hanno intrapreso una serie di azioni giudiziarie contro la Pfizer.

In particolare nel 2003 i genitori di 52 delle vittime hanno chiesto alla corte distrettuale dello Stato del Connecticut, USA, un risarcimento per aver subito inconsapevolmente una sperimentazione umana senza alcun consenso e in modo occulto e fraudolento.

Costoro, in una serie di ben 4 cause legali contro la Pfizer negli Stati Uniti, sono risultati soccombenti per mancanza di una decisione sul merito dell’accusa mossa. Sembrava che non sarebbe stato possibile ottenere giustizia negli USA per i parenti delle vittime.

Tuttavia, nel gennaio 2009, la Corte d’Appello degli Stati Uniti (United States Court of Appeals for the Second Circuit) ha dichiarato che le vittime nigeriane e le loro famiglie avevano il diritto di intentare una causa contro la Pfizer negli Stati Uniti, grazie all’Alien Tort statute o Alien Tort Claims Act (ATCA). Secondo questo statuto è consentito ai cittadini stranieri di sottoporre casi, a giudizio dei giudici statunitensi, per atti, commessi al di fuori degli Stati Uniti, contro i diritti umani da parte di istituzioni o cittadini statunitensi.

Questo risultato è stato raggiunto grazie all’azione di membri del Congresso degli USA che presentando un rapporto, nel 2006, alla House International Relations Committee definiva come: “assolutamente terrificante” il comportamento della multinazionale chiedendone per questo l’apertura dei propri archivi segreti.

La Corte Suprema USA il 29 giugno 2010 rigetta un ricorso da parte di Pfizer, che cercava di porre fine alle cause legali da parte delle famiglie nigeriane.

Contemporaneamente il governo nigeriano nel 2001 istituisce una commissione di esperti, ma i risultati dell’indagine stranamente rimangono segreti.

Le famiglie dei bambini, i loro avvocati e i media cercano di conoscere per cinque anni i risultati della relazione senza successo, fino a quando questa viene pubblicata dal Washington Post il 7 maggio 2006, grazie ad una fonte che ha chiesto di mantenere l’anonimato per paura di rappresaglie personali. Il rapporto rivela come la Pfizer abbia violato il diritto nigeriano, la Dichiarazione internazionale di Helsinki e la Convenzione internazionale sui diritti dell’infanzia.

Nel 2008 il giudice nigeriano Shehu Atiku ordina gli arresti di tre funzionari Pfizer (Ngozi Edozien, Lare Baale e Segun Donguro), per mancata comparizione in tribunale alle accuse penali contro la multinazionale per la vicenda di Kano del 1996. Sono in totale 10 le persone di Pfizer accusate dalle autorità giudiziarie nigeriane in 31 distinte azioni legali.

Nel febbraio 2009, la Pfizer decide di risolvere la sua causa legale con i 200 querelanti per via extra giudiziaria. A tal fine indice una riunione tra le parti da svolgere nel marzo successivo a Roma. Dopo mesi di negoziati fra l’azienda farmaceutica ed il Governo dello Stato di Kano in rappresentanza dei querelanti, si giunge ad un accordo, grazie alla mediazione dell’ex leader militare nigeriano Yakubu Gowon e dell’ex presidente statunitense Jimmy Carter.

Il 30 luglio 2009 la Pfizer si impegna a versare un risarcimento di 75 milioni di dollari.

I termini dell’intesa raggiunta tra il governo federale e la multinazionale rimangono sconosciuti a causa della natura dell’accordo mediato dall’ex procuratore generale della Federazione e il ministro della Giustizia, Aondoakaa Mike.

Nel mese di ottobre 2009, inoltre, viene annunciato che le cartelle cliniche delle vittime sono state inspiegabilmente smarrite: non si trovano né al Ministero della Sanità Nigeriano né al Infectious Diseases Hospital dove è avvenuta la sperimentazione.

L’annuncio dello smarrimento delle cartelle cliniche è stato dato dopo che l’Avvocato Generale dello stato della commissione di giustizia Barrister Aliyu Umar ha confermato che il governo dello stato ha ricevuto 10 milioni di dollari da Pfizer come parte della soluzione del lungo contenzioso.

Nel mese di novembre 2010 si è svolta una cerimonia di posa della prima pietra per la costruzione di un nuovo ospedale della città di Kano. La nuova struttura nasce come conseguenza dell’accordo avuto tra il governo dello stato nigeriano e la multinazionale Pfizer, accordo secondo il quale il governo nigeriano ha ritirato le accuse penali e civili contro l’azienda per la morte dei bambini durante l’epidemia del 1996.

A piegare il colosso farmaceutico sono stati due semplici avvocati: il giovane nigeriano Etigwe Uwo e il divorzista del Connecticut Richard P. Altschuler. Insieme hanno rappresentato gli interessi delle famiglie africane danneggiate in una causa collettiva che non ha precedenti nella storia. Dapprima la Pfizer ha negato con forza ogni accusa. Quei bambini, ha sostenuto, non sono stati danneggiati dalla medicina, ma dalla meningite che, in quel periodo, ha ucciso undicimila persone.

John Le Carré, che ha studiato la vicenda giudiziaria per la stesura del suo bestseller The Constant Gardener, ha commentato che la storia narrata nel suo romanzo «paragonata alla realtà è banale come una cartolina».

Oggi la situazione è diversa perché è stata preventivamente approvata l’immunità per le case farmaceutiche, incaricate di produrre il vaccino sperimentale anti Covid, in tal modo le famiglie non potranno ottenere alcun risarcimento in caso di danni.

Ragione di più per raccomandare la lettura di Constant Gardener di Le Carrè o almeno la visione dell’omonimo film.

 

 

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