Ricevo e volentieri pubblico ma con una precisazione. Credo che occorra aggiungere anche il punto [C] a quelli indicati dall’autore, [A] e [B]. Occorre considerare anche le conseguenze gravi, a norma del diritto della Chiesa, delle affermazioni che un pontefice fa nel corso del suo pontificato. E qui San Bellarmino docet, in particolare sulla resistenza che si deve opporre al Pontefice che pronunciasse affermazioni eretiche.

 

Il Papa, mons. Fernandez è il nuovo Prefetto Dottrina Fede ++
Il Papa, mons. Fernandez è il nuovo Prefetto Dottrina Fede ++

 

Il 3,4,5 agosto 2023 avevo scritto un Taglio Laser intitolato “Con serenità, teniamo in libreria il catechismo del 1997”. Un testo di 10 pagine che mia moglie aveva definito “pesante”. Ed era pesante, effettivamente, non tanto per la lunghezza (abbastanza usuale per i miei scritti), ma perché era infarcito di riferimenti a testi del passato che lo rendevano non scorrevole.

Ricevute alcune mail di commento al testo, mi decisi a scrivere un secondo testo, un Samizdat ferragostano (17,18 agosto 2013) intitolato “Conoscerlo, amarlo, servirlo”: 3 pagine e mezzo che riassumevano e schematizzavano il testo precedente. Inaspettatamente arrivarono ancora più mail, nonché un intervento di Andrea Cionci che attaccava il testo punto per punto(1).

 

MA COSA DICEVO IN SINTESI?

Ma cosa dicevano in estrema sintesi quei due articoli? Faccio un’ulteriore schematizzazione, rimandando ai due testi già citati per i dettagli.

  • Dio ci ha creati per conoscerlo, amarlo, servirlo e goderlo per sempre in Paradiso.
  • La via ordinaria per conoscerlo, amarlo, servirlo è la Chiesa Cattolica.
  • La Chiesa Cattolica esiste se esiste il Papa, o quanto meno un’elezione del Papa in corso.
  • Con la “rinuncia”(2) di Benedetto XVI siamo entrati in un evento unico nella storia della Chiesa.
  • È possibile che la “ingravescente aetate” di Benedetto XVI sia stata generata da uno scoglio posto da altri e da lui assolutamente non gestibile(3).
  • In questo caso la sua rinuncia sarebbe invalida, e quindi la successiva elezione di Papa Francesco sarebbe irregolare.
  • [A] Scelgo di accettare l’elezione anche se fosse irregolare.
  • [B] Scelgo di amare Papa Francesco.
  • Papa Francesco, per sua pubblica affermazione, non ha mai compreso la dottrina dei “princìpi non negoziabili”. Questo fatto provoca inevitabilmente sue affermazioni ambigue e/o erronee.
  • Lascio questa questione molto grave alle cure di Gesù Cristo verso il suo Vicario.
  • Attacco invece esplicitamente il cardinale Víctor Manuel Fernández, prefetto del Dicastero per la Dottrina della Fede, come già lo attaccai nel 2014 da semplice Vescovo. Se Papa Francesco afferma semplicemente di non aver compreso la dottrina dei “princìpi non negoziabili”, il cardinale Fernández ha sul tema un caos mentale completo(4).
  • Avendo i vertici della Chiesa un problema dottrinale importante, diventa decisivo ancorarsi al Catechismo della Chiesa Cattolica del 1997 (1997! un articolo del Catechismo è già stato cambiato, quello sulla pena di morte).
  • Nel 1997 San Giovanni Paolo II mise un punto fermo, dopo 5 anni di verifica della prima versione a stampa del 1992. Quel punto fermo è un atto solenne: non è pensabile avere un Catechismo eternamente “in prova” : sarà il Catechismo del 1997 a giudicare gli atti magisteriali successivi.

I punti che ho marcato con [A] e [B] mi creano problemi di contestazione, e li vado a dettagliare meglio.

 

SCELGO DI ACCETTARE L’ELEZIONE ANCHE SE FOSSE IRREGOLARE

Perché scelgo di accettare l’elezione anche se fosse irregolare? Per un misto di “umiltà” e di “superbia”, probabilmente.

Don Milani scrive questo passaggio.

«Sa come disse il buon vecchio pievano di Signa quando andò in udienza dal Papa? “Santità, la mi faccia un crocione, perché laggiù a Signa ho fatto da Vescovo e da Papa”. Tutti noi poveri preti di campagna potremmo dir lo stesso.»

Mettiamoci nell’ottica del passato, quando i mezzi di comunicazione erano ridotti e le encicliche o quant’altro arrivavano ai fedeli solo rimasticate dal parroco del luogo.

Il Papa fino a 200 anni fa non sapevi neanche che faccia avesse e mai sentivi la sua voce.

Quindi è possibile percorrere il cammino verso il Paradiso con una dottrina tramandata, senza bisogno di sapere cosa dice oggi il Papa. È sufficiente che il Papa esista.

«Siamo nella Chiesa apposta per sentirci serrare dalle sue rotaie che ci impediscano di deviare tanto in fuori che in dentro. Queste rotaie […sono] nel Catechismo diocesano e per portarsele in casa bastano 75 lire. Dopo di che sai preciso cosa puoi dire e cosa no.»

È ancora don Milani. Io faccio la stessa cosa. Mi porto in casa il Catechismo della Chiesa Cattolica del 1997, e queste sono le rotaie che impediscono di deviare.

Abbastanza “umile” da pensare che posso camminare verso il Paradiso da semplice parrocchiano di paese. Abbastanza “superbo” da ritenere di avere in casa un libro che giudica i passaggi futuri della Chiesa.

La “qualità” dell’elezione di Papa Francesco mi diventa quindi insignificante. È irregolare? Pazienza, vado avanti lo stesso.

 

SCELGO DI AMARE PAPA FRANCESCO

Scelgo di amare Papa Francesco, e qui ho visto che sorge una sorta di cattiva interpretazione basata sulla cattiva comprensione della parola “amare”.

Gesù comanda di amare i nemici, quindi l’amore non ha nulla che assomigli a uno sdilinquimento emotivo.

Amare è essere fedeli, volere il bene di una persona, pregare per lui, non augurargli mai il male, eccetera. Un forte atto di volontà, che non contempla necessariamente l’essere amato a propria volta.

Amo Papa Francesco.

E, al contempo, metto tra parentesi la sua dottrina quando inevitabilmente deraglia, mancandole un punto fondamentale per sua stessa affermazione: princìpi non negoziabili, ossia assoluti morali, ossia diritto naturale, ossia Dottrina Sociale della Chiesa, ossia…

 

UN DOLORE ACUTO, MA PREVEDIBILE

Così, quando il 18 dicembre scorso esce la “Fiducia supplicans, sul senso pastorale delle benedizioni” firmata dal cardinale Fernández e controfirmata da Papa Francesco, cosa volete che faccia? Soffro un dolore acuto. Ma, al contempo, non provo nessuno stupore, perché era esattamente ciò che prevedevo dal 2014(5).

Nella presentazione si legge questa frase.

«Tale riflessione teologica, basata sulla visione pastorale di Papa Francesco, implica un vero sviluppo rispetto a quanto è stato detto sulle benedizioni nel Magistero e nei testi ufficiali della Chiesa. Questo rende ragione del fatto che il testo abbia assunto la tipologia di “Dichiarazione”.

Ed è proprio in tale contesto che si può comprendere la possibilità di benedire le coppie in situazioni irregolari e le coppie dello stesso sesso, senza convalidare ufficialmente il loro status o modificare in alcun modo l’insegnamento perenne della Chiesa sul matrimonio.

La presente Dichiarazione vuole essere anche un omaggio al Popolo fedele di Dio, che adora il Signore con tanti gesti di profonda fiducia nella sua misericordia e che con questo atteggiamento viene costantemente a chiedere alla madre Chiesa una benedizione.»

È quindi una “dichiarazione autocefala”, perché si basa esclusivamente su citazioni di Papa Francesco(6) e quindi si basa esclusivamente su colui che non comprende gli assoluti morali.

Vediamo cosa dice il Catechismo del 1997.

2358 Un numero non trascurabile di uomini e di donne presenta tendenze omosessuali profondamente radicate. Questa inclinazione, oggettivamente disordinata, costituisce per la maggior parte di loro una prova. Perciò devono essere accolti con rispetto, compassione, delicatezza. A loro riguardo si eviterà ogni marchio di ingiusta discriminazione. Tali persone sono chiamate a realizzare la volontà di Dio nella loro vita, e, se sono cristiane, a unire al sacrificio della croce del Signore le difficoltà che possono incontrare in conseguenza della loro condizione.

2359 Le persone omosessuali sono chiamate alla castità. Attraverso le virtù della padronanza di sé, educatrici della libertà interiore, mediante il sostegno, talvolta, di un’amicizia disinteressata, con la preghiera e la grazia sacramentale, possono e devono, gradatamente e risolutamente, avvicinarsi alla perfezione cristiana.

Se le persone omosessuali sono chiamate alla castità(7), posso e devo certamente benedirle come singoli, ma non posso benedirle in quanto coppia. Se lo faccio, mi metto in contrasto col Catechismo e creo caos mentale nei fedeli.

Sulle coppie in situazioni irregolari, che dire? Teniamo in mente che Gesù è piuttosto chiaro, tanto chiaro da disorientare gli apostoli.

«Avete inteso che fu detto: Non commetterai adulterio. Ma io vi dico: chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel proprio cuore.»

«Fu pure detto: “Chi ripudia la propria moglie, le dia l’atto del ripudio”. Ma io vi dico: chiunque ripudia la propria moglie, eccetto il caso di unione illegittima, la espone all’adulterio, e chiunque sposa una ripudiata, commette adulterio».

In una società ipersessualizzata l’avanzare della Chiesa non può che essere un ritorno alla purezza delle origini. Un ritorno faticoso, che fa a pugni con la leggerezza della “Fiducia supplicans”, testo che semplicemente si adatta al mondo.

 

L’ARTE DI SGANCIARSI DALLA TRADIZIONE

È bene richiamare i passaggi che portano all’evento attuale.

Il 22 febbraio 2021 la Congregazione per la Dottrina della Fede pubblica il “Responsum ad dubium” circa la benedizione delle unioni di persone dello stesso sesso. DAL QUESITO PROPOSTO: La Chiesa dispone del potere di impartire la benedizione a unioni di persone dello stesso sesso? SI RISPONDE: Negativamente.

Al Responsum segue una nota esplicativa che si chiude così.

«Per i suddetti motivi, la Chiesa non dispone, né può disporre, del potere di benedire unioni di persone dello stesso sesso nel senso sopra inteso. Il Sommo Pontefice Francesco, nel corso di un’Udienza concessa al sottoscritto Segretario di questa Congregazione, è stato informato e ha dato il suo assenso alla pubblicazione del suddetto Responsum ad dubium, con annessa Nota esplicativa.

Dato a Roma, dalla Sede della Congregazione per la Dottrina della Fede, il 22 febbraio 2021, Festa della Cattedra di San Pietro, Apostolo. Luis F. Card. Ladaria, S.I. Prefetto // Giacomo Morandi Arcivescovo tit. di Cerveteri, Segretario»

Non posso riportare l’intera nota esplicativa, ma ne trascrivo il punto chiave. Le Benedizioni fanno parte dei Sacramentali, per cui…

«Per essere coerenti con la natura dei sacramentali, quando si invoca una benedizione su alcune relazioni umane occorre – oltre alla retta intenzione di coloro che ne partecipano – che ciò che viene benedetto sia oggettivamente e positivamente ordinato a ricevere e ad esprimere la grazia, in funzione dei disegni di Dio iscritti nella Creazione e pienamente rivelati da Cristo Signore.»

«Sono quindi compatibili con l’essenza della benedizione impartita dalla Chiesa solo quelle realtà che sono di per sé ordinate a servire quei disegni.»

«Per tale motivo, non è lecito impartire una benedizione a relazioni, o a partenariati anche stabili, che implicano una prassi sessuale fuori dal matrimonio (vale a dire, fuori dell’unione indissolubile di un uomo e una donna aperta di per sé alla trasmissione della vita), come è il caso delle unioni fra persone dello stesso sesso.»

Chiarificazione secondo retta dottrina, visto che cita testi precedenti della Congregazione e soprattutto cita il Catechismo.

La Congregazione per la Dottrina della Fede chiude qui la sua opera meritoria.

Il 10 gennaio 2022 l’arcivescovo Morandi cessa la sua funzione di segretario della Congregazione e viene nominato vescovo di Reggio Emilia – Guastalla.

Il 14 febbraio 2022 papa Francesco riforma la struttura della Congregazione (motu proprio “Fidem servare”) suddividendola in due sezioni (dottrinale e disciplinare), ciascuna delle quali dispone di un segretario e di un capo ufficio.

Il 19 marzo 2022 la costituzione apostolica “Praedicate evangelium” cambia il nome della Congregazione in “Dicastero per la Dottrina della Fede”.

Il 1 luglio 2023 il Papa accoglie le dimissioni del card. Ladaria e lo sostituisce con il futuro card. Fernández.

L’11 luglio 2023 il Papa risponde ai Dubia dei cardinali Burke e Brandmuller.

Il 25 settembre 2023 il card. Fernández chiede al Papa di poter utilizzare brani della sua risposta ai Dubia, per chiarire i dubbi che pervengono al Dicastero.

Il 18 dicembre 2023 esce la “Fiducia supplicans” che cita il Responsum del 22 febbraio 2021, ma lo cita allo scopo di contraddirlo.

«Il suddetto Responsum ha suscitato non poche e diverse reazioni: alcuni hanno accolto con plauso la chiarezza di questo documento e la sua coerenza con il costante insegnamento della Chiesa; altri non hanno condiviso la risposta negativa al quesito o non l’hanno ritenuta sufficientemente chiara nella sua formulazione e nelle motivazioni addotte nell’annessa Nota esplicativa.

Per venire incontro, con carità fraterna, a questi ultimi, appare opportuno riprendere il tema ed offrire una visione che componga in coerenza gli aspetti dottrinali con quelli pastorali, perché “ogni insegnamento della dottrina deve situarsi nell’atteggiamento evangelizzatore che risvegli l’adesione del cuore con la vicinanza, l’amore e la testimonianza”».

Papa Francesco, che diede l’assenso al Responsum del 2021, dà l’assenso anche alla sua contraddizione nella “Fiducia supplicans”.

E quindi la “Fiducia supplicans” è un documento perfettamente “autocefalo”, partorito senza alcun aggancio al Catechismo e alla Tradizione, nonché in contraddizione con un atto del medesimo Dicastero (ex Congregazione) scritto non nella preistoria, ma meno di 3 anni prima.

 

UN SACRAMENTO, TUTTI I SACRAMENTI(8)

Siamo abituati a dire che dal costato di Cristo sgorgano sangue e acqua, ossia l’Eucarestia e il Battesimo. Ma dal costato di Cristo sgorgano tutti i 7 Sacramenti, che sono un tutto unico. Venir meno a uno solo dei 7 Sacramenti è venir meno a tutti gli altri in contemporanea.

Niente di diverso dai Comandamenti, secondo le parole della Lettera di Giacomo: «chiunque osservi tutta la legge, ma la trasgredisca anche in un punto solo, diventa colpevole di tutto; infatti colui che ha detto: Non commettere adulterio, ha detto anche: Non uccidere.»

  • Se tutti i Sacramenti sono sgorgati dal sangue ed acqua usciti dal costato di Cristo in croce, trafitto ed ucciso per noi e per la nostra salvezza,
  • se per la nostra salvezza ci ha dato il Pane e il Vino della Santa Eucarestia affinché rimaniamo in Lui e Lui in noi,
  • se ognuno dei Sacramenti altro non serve che a sostenere e a permetterci di vivere al meglio questo unico fondamentale Sacramento che è l’Eucarestia,

allora fare della propria sessualità quel che ci pare e irridere al Sacramento del Matrimonio significa dichiarare che anche gli altri 6 Sacramenti non hanno più motivo di esistere.

E questo è esattamente demolire il Depositum Fidei.

Ovviamente la “Fiducia supplicans” non irride il Sacramento del Matrimonio, anzi sembra sostenerlo e valorizzarlo distinguendolo dalle benedizioni delle “coppie libere”. Ma utilizza la consolidata tecnica dei Radicali: aprire una crepa, dopo di che il crollo viene da sé.

 

UN ATTO DI AMORE

Dal 3 al 6 gennaio 2024 faremo, a Dio piacendo, la sedicesima visita-pellegrinaggio a Roma. Quest’anno siamo un piccolo gruppo di 9 persone e (come da tradizione) chiuderemo il percorso il 6 gennaio in San Pietro per la Messa Papale.

Pensate che sia un piacere per me questo passaggio? No, quest’anno è un passo particolarmente doloroso.

Ma è un atto di amore.

Essere fedeli al Papa, volere il bene del Papa, pregare per il Papa, non augurargli mai il male, eccetera. E al contempo sperare che l’omelia(9) e il successivo Angelus non abbiano punti di attrito col Catechismo del 1997.

Certo, quando c’era Benedetto XVI tutto era più semplice. Ma anche adesso tutto può essere semplice, scegliendo i fondamenti giusti.

 

Giovanni Lazzaretti

giovanni.maria.lazzaretti@gmail.com

 

 

NOTE

  • 1) L’intervento di Cionci meriterebbe una replica, perché la sua analisi è puntuale e dettagliata. Non si può fare tutto nella vita. Forse un giorno replicherò.
  • 2) Uso volutamente un termine generico, per non imbarcarmi nella distinzione tra Munus e Ministerium. Mi interessa solo il fatto che Benedetto XVI ha messo in campo un evento unico nella storia della Chiesa.
  • 3) Da nOmismatico ho immaginato un attacco di una “entità esterna” che avrebbe bloccato i pagamenti della Chiesa se Benedetto XVI non si dimetteva. Immaginazione pura da parte mia, ma ragionamento non illogico.
  • 4) Vedere i dettagli nel Taglio Laser “Con serenità, teniamo in libreria il catechismo del 1997”, pagine 5,6,7.
  • 5) In realtà nel 2014 speravo che Papa Francesco approfittasse della presenza del Papa Emerito per studiare e comprendere i princìpi non negoziabili. Non lo ha fatto. Inoltre nel 2014 non immaginavo certo che gli scassatissimi ragionamenti dell’allora Vescovo Fernández diventassero gli scassatissimi ragionamenti del capo del “Dicastero per la Dottrina della Fede”.
  • 6) C’è una citazione di Benedetto XVI, ma assolutamente “di striscio”, marginale. Ci sono citazioni del De Benedictionibus promulgato nel 1985 da San Giovanni Paolo II, ma non riguardano minimamente il punto chiave della questione: benedizione di coppie in situazioni irregolari e di coppie dello stesso sesso.
  • 7) La chiamata alla castità è universale, non riguarda solo le persone con tendenze omosessuali.
  • 8) In debito con Vittoria Carini per questo passaggio.
  • 9) Nel 2020 ad esempio ci fu una bella omelia sull’Adorazione. Nel 2021 e 2022 andammo in estate, e quindi niente Messa dell’Epifania. Nel 2023 ci fu il funerale di Benedetto XVI il 5 gennaio e saltammo la Messa Papale del 6 gennaio. Riprendiamo i contatti col Papa a 4 anni di distanza. A Dio piacendo, ça va sans dire.
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