il grande fratello regime tirannia elite élite

 

 

di Lucia Comelli

 

L’espressione ‘Stato profondo è stata introdotta formalmente nel moderno linguaggio politico da Michael Lofgren, ex membro dello staff repubblicano al Congresso. Dopo il pensionamento, Mike è diventato uno dei critici più inclementi del suo partito e non solo: in un libro del 2016 dedicato al Deep State,, egli ha esposto i condizionamenti che questo livello oscuro del potere ha esercitato nei confronti delle diverse amministrazioni Clinton, Bush jr. e Obama.  

Il saggio di Lofgren[1] ha avuto un notevole successo negli Stati Uniti. L’assunto di fondo dell’autore è che in America esiste: “una consolidata rete d’interessi  tessuta non solo nel governo, ma anche a Wall Street e nella Silicon Valley – che impone le decisioni di Washington in materia di difesa, politiche commerciali e priorità geopolitiche con poca considerazione per le reali aspirazioni e necessità della popolazione”.[2]

Tratto il tema nel presente articolo per la convinzione che i governi italiani e occidentali, retti da ordinamenti costituzionali democratici, rimangono tali in modo sempre più apparente, mentre il potere effettivo risiede altrove. Non si tratta solo degli eventi clamorosi che hanno condizionato dall’esterno la politica interna – come il golpe finanziario che nel 2011 determinò la fine dell’ultimo governo Berlusconi a favore del ‘governo tecnico’ di Mario Monti[3]– ma del fatto che, anche con una maggioranza politica ‘amica’ o per lo meno non programmaticamente ostile alla famiglia e alla morale naturale come quella oggi al governo, la situazione non cambia sostanzialmente (la disaffezione degli elettori nasce soprattutto da questo senso di impotenza). Basti pensare alle affermazioni in merito al primato educativo delle famiglie (sancito dalla nostra Costituzione) e alla lotta contro l’ideologia gender nelle scuole, sostenuto durante la campagna elettorale dal centrodestra, e di contro alla decisione dell’attuale Ministro dell’Istruzione, on. Valditara, di istituire il 17 maggio la Giornata internazionale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia[4] – che segna l’ingresso ufficiale degli attivisti arcobaleno nella scuola di ogni ordine e grado – nonché alla sua inerzia nel contrastare in esse la diffusione della Carriera Alias o al recentissimo provvedimento che inserisce l’educazione sentimentale nelle scuole[5]. Esiste certamente una diffusa debolezza culturale nel personale politico che ci governa, spesso ampiamente subalterno al pensiero dominante, ma si avverte nello stesso tempo la difficoltà, anche in queste forze politiche più vicine al sentire popolare di quanto non siano le ‘sinistre’, di contrastare la pressione di lobby globali, come quella LGBTQIA+: si tratta di minoranze promosse con forza e largamente sovvenzionate dagli organismi internazionali, come l’Unione europea, per finalità ideologiche che non centrano nulla con i problemi della maggioranza della gente, impegnata a sopravvivere.   

Mi ritrovo quindi a condividere gli interrogativi che il prof. Stefano Fontana si è pubblicamente posto in un articolo in cui comunicava l’uscita del Quindicesimo Rapporto dell’Osservatorio Card, Van Thuân, che presiede, dedicato proprio al Deep State:

Chi finanzia le ONG che girano per il Mediterraneo? Perché spesso i giudici delle Corti internazionali giudicano enti della società civile di cui in precedenza erano dirigenti? Come è possibile che l’FBI abbia indagato su un Presidente in carica e che Twitter abbia censurato informazioni significative durante l’ultima campagna elettorale americana? Perché enti privati come la Bce svolgono funzioni politiche di primordine? Quanto influiscono le grandi fondazioni americane sulla linea politica degli organismi internazionali come per esempio l’Oms? A cosa si riduce la democrazia se si celebrano le elezioni, ma poi tutto rimane come prima perché le decisioni vere si prendono, non alla luce del sole, ma nel segreto[6]?”

Il Deep State si nasconde, ma non ci riesce del tutto e molti segnali del suo potere vengono alla luce per vari canali, come accaduto di recente per i finanziamenti della Open Society di Soros ad Hamas e ai manifestanti europei in suo favore. Il suddetto Rapporto, oltre ad approfondire il fenomeno, ne analizza le principali dinamiche:

“Le politiche delle grandi fondazioni statunitensi, i condizionamenti del pubblico da parte del privato, il controllo degli organismi internazionali tramite relazioni di fatto tra questi ultimi e finanziatori che diventano partner informali, ma sostanziali, le porte girevoli tra istituzioni e ONG private, la trasformazione della società civile internazionale guidata da una nuova élite non democratica in rapporto di interessi scambievoli con il potere ufficiale, i ricatti nei confronti dei Paesi africani mediante il condizionamento degli aiuti per lo sviluppo all’approvazione di legislazioni contro la vita e la famiglia”[7].

Gli autori del Rapporto hanno indagato su questi segnali emergenti nei diversi ambiti e ne è uscito un quadro completo e piuttosto inquietante.

Il caso più eclatante di Deep State è naturalmente quello degli Stati Uniti: il sistema politico americano versa in una crisi profonda, tanto che sembra aver perso la sua funzione di rappresentanza

della volontà popolare per far oggi capo principalmente, oltre alle istituzioni politiche di Washington, al complesso militare industriale, a Wall Street e alla Silicon Valley.

Il libro di Michael Lofgren già citato ha ricostruito le tappe della recente storia americana che hanno trasformato gli Usa in una sorta di oligarchia politica che mantiene la forma esteriore, ma non lo spirito di un governo costituzionale:

Il punto di partenza di questo Moloch è quel complesso militare-industriale sul quale Eisenhower aveva lanciato l’allarme già nel 1961. Sotto la presidenza di Reagan inizierà una politica assurda fatta di alte spese coniugate con tagli fiscali, che poteva apparire sostenibile solo nella prospettiva – comunque illusoria – di una finanza che sostituisse l’industria quale fonte primaria della ricchezza americana. Il processo si concluderà con Clinton, il quale, per farsi rieleggere ha messo definitivamente il potere in mano a Wall Street. Da questa provengono i soldi sia per la corruzione politica che per finanziare il governo come le industrie chiave della Difesa e dell’informatica. Sotto George Bush, le spese immani della guerra del Golfo del 2003 verranno affrontate mettendo in atto un modello di economia di guerra senza precedenti e il conto […] arriverà a fine mandato nel 2008 [sotto forma di una gravissima crisi economica]. Malgrado il Premio Nobel per la pace attribuitogli, anche Obama lancerà il Paese in una nuova, costosa serie di guerre. Ricapitalizzerà poi, indebitando lo Stato, le grandi banche americane senza però introdurre i correttivi indispensabili per evitare nuovi disastri. La ripresa del confronto militare con Russia e Cina verrà portata avanti dal suo vice: una volta approdato alla Casa Bianca Biden aprirà il fronte ucraino, mentre i giganti dell’Industria biomedicale si affiancheranno alla Silicon Valley quale settore strategico per l’egemonia mondiale[8].

Qualcuno dice che, tutto sommato, uno Stato profondo è sempre esistito, come mostra l’esistenza stessa dei servizi segreti che, per definizione, agiscono nascostamente: è vero, ma oggi il fenomeno si è fatto globale e ciò che lega i soggetti che ne fanno parte non sono solo interessi economici, ma una stessa visione ‘transumana’[9] cui ispirarsi per riplasmare la società e la stessa umanità! E qui il tema del Deep State si collega con quello del Grande Reset (grande ripristino):  

“Esso propone una riorganizzazione dell’intera economia mondiale su basi innovative, tali da rivoluzionare, omogeneizzandoli, tutti gli stili di vita, fino a giungere ad una vera e propria ridefinizione dell’uomo […] Esso mira a consentire all’élite economica di stringere, intanto, la presa sui Paesi dell’area OCSE, vale a dire sul mondo occidentale, ridisegnandolo secondo i propri interessi. Che non corrispondono in ogni caso con quelli delle popolazioni coinvolte[10].

In questa situazione così difficile, ritengo che la via d’uscita inizi dalla consapevolezza che questa è davvero una lotta tra il bene e il male: dobbiamo trovare insieme soluzioni alternative a quelle proposte dal sistema, quando mirano (come nel caso del portafoglio digitale) a controllarci, togliendoci la libertà! Conosco persone che pur di resistere ai ricatti vaccinali hanno rinunciato per sempre o per un lungo periodo al proprio lavoro: accettando di vivere in modo più povero, hanno stretto nuove amicizie al posto di quelle perdute, magari hanno imparato a coltivare un pezzetto di terra che un amico comune ha dato in affitto a un prezzo simbolico… Come i monaci medioevali alla fine dell’Impero romano dobbiamo trovare, con l’aiuto di Dio, nuove forme di solidarietà e vicinanza, un modo per resistere al dissolvimento che vorrebbero imporci le élites globali e continuare a costruire nuove forme di vita per noi e per chi ci sta accanto!

 

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Note: 

[1] The Deep State. The Fall of the Constitution and the rise of the shadow government.

[2] Lawrence Wilkerson, In America lo Stato è profondo, 10.12.20, in Limes n°11-2020

[3] La vera storia del 2011: le manovre per far cadere Berlusconi, 23.06.2023, www.nicolaporro.it

[4] Promossa dal Parlamento europeo e Prevista dal DDL Zan la Giornata era stata respinta in Senato, nell’ottobre del 2021, con il resto del progetto di legge, per l’avversione di una parte della stessa Sinistra al concetto di identità di genere, che di fatto dissolve l’identità femminile. La Carriera Alias, un provvedimento del tutto arbitrario dal punto di vista normativo, dà la possibilità agli studenti che ne fanno richiesta – anche in assenza di un certificato medico che attesti la disforia di genere – di farsi chiamare dai docenti e dai compagni con un nome diverso da quello anagrafico, cioè in contrasto con il proprio sesso biologico: si tratta della cosiddetta transizione sociale che le nuove Linee guida inglesi per il trattamento del suddetto disturbo nei minori definisce come un vero e proprio trattamento sociosanitario, invitando gli operatori alla cautela, anche perché si rischia in questo modo di cristallizzare negli allievi dubbi e incertezze destinati nella stragrande maggioranza dei casi a risolversi spontaneamente con la crescita.

[6] Fontana, Rapporto Van Thuân. Deep State, oltre il mito. Il pericolo reale della politica nell’ombra, 31.10.2023, www.lanuovabq.it

[7] Cfr. Retrocopertina del Quindicesimo rapporto sulla dottrina sociale della Chiesa nel mondo. Un Deep State planetario? La politica governata dall’ombra, Cantagalli 2023.

[8] Cfr. Gianfranco Battisti, Il Deep State: metastasi di un fenomeno americano, in “Quindicesimo rapporto …”, op.cit., pp.74 -75.

[9] Lucia Comelli, Lo stretto legame con l’eugenetica svela le reali finalità del transumanesimo: giustificare il potere di una ristretta élite di super ricchi sul resto dell’umanità immiserita, 10.01.2023, www. sabinopaciolla.com

[10] Cfr. Gianfranco Battisti, Le logiche economiche del Grande Reset, in “Quattordicesimo rapporto sulla dottrina sociale della Chiesa nel mondo, Proprietà privata e libertà contro lo Sharing globalista”, Cantagalli 2022.

 


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