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La pandemia ci ha fatto scoprire più fragili e vulnerabili, inclusi in una società, fermamente governata da economia e sviluppo, che genera scarti, discriminazioni e disuguaglianze.

Strutture sanitarie, asfittiche per inarrestabili “diete dimagranti”, non sopportano il peso di sopraggiunte emergenze.

Di qui discende il problema dell’”ultimo letto” e dello straziante “tira e molla” tra scelte e rifiuti: Chi sperimenta l’esclusione da rianimazioni sature, sa, ma purtroppo non potrà parlare.

E’ scandaloso che dopo mesi persista il tragico dilemma!

Carta Costituzionale (art. 2, 13 e 32) e Carte dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea (art. 1,2 e 3) sono per caso “diritti di carta”?

Apprezzabile il faticoso lavoro di stesura di un protocollo condiviso, portato avanti dalla FNOMCeO e dalla SIAARTI e volto ad elaborare unanime consenso e linee guida per un bilanciamento dei diritti e dei doveri: è un positivo dialogo unitario tra medici che lavorano in situazioni difficili!

Ma questo non basta!

Noi richiediamo che la FNOMCeO, organo intermedio tra Stato e cittadini, con l’autorità che gli deriva dall’essere rappresentante di tutti i medici, faccia valere le proprie ragioni nelle opportune sedi istituzionali: non chiami solamente i medici ad esaltare una responsabilità, già egregiamente esercitata in scienza e coscienza; sottolinei alla politica e alla società civile il disagio dei medici, che lavorano in condizioni estreme in un Servizio Sanitario squilibrato e strategicamente incapace di fornire soluzioni operative ottimali ed immediate.

Certamente spettano ai medici i criteri di selezione di cura, soprattutto in condizioni indifferibili ed eccezionali, ma gli squilibri tra necessità e risorse disponibili devono essere affrontati e sanati da quel mondo politico, che appare abbastanza assonnato e indifferente.

Questa emergenza medica è soprattutto un’emergenza politica ed istituzionale, che tra contraddizioni e omissioni, costringe i medici a trovare impossibili rimedi.

I “criteri di selezione di cura”, seppur solo nei casi di assoluta necessità (emergenze, urgenze, indifferibilità) rappresentano una forzatura inaccettabile dagli sviluppi imprevedibili!

Ne sono coscienti anche i componenti la Commissione che hanno avvertito un pericolo così imminente, da trascrivere nel successivo capoverso che… “Il ricorso a tali criteri non può essere inteso come il diniego del principio non negoziabile dell’uguaglianza dei valori di ogni essere umano”.

Reale è la preoccupazione in loro e in noi medici cattolici che nella realtà avvenga il contrario!

I medici cattolici apprezzano il proficuo lavoro svolto dalla FNOMCeO e dalla SIAARTE, mirante a riportare in modo condiviso la grave problematica nell’alveo della deontologia medica, ma non accettano per nessuna ragione l’obiettivo riportato in premessa, di prevedere ulteriori eventuali modifiche del Codice di Deontologia Medica.

Su questa paventata “opportunità” il disaccordo dei medici cattolici è totale!

Gli esclusi dall’assistenza, “i sopravvissuti per grazia” sono proprio loro che richiedono un affinamento delle coscienze negli ospedali, nelle RSA, nell’applicazione delle cure palliative, nel sostegno delle famiglie.

Occorrono nuove opere!

I politici si risveglino!

Una possibilità sta nel riconvertire le opere assistenziali già esistenti adattandole alle nuove necessità affinché nessuno sia abbandonato, scartato, lasciato solo o peggio escluso dalle rianimazioni sature?

Soprattutto dovranno essere promosse organizzazioni capillari a sostegno economico, oltre che morale, affinché nessuno sia discriminato e nessuno muoia solo.

“Ero infermo e mi avete assistito” –  Mt 28,36

 

Prof. Filippo M. Boscia
Presidente Nazionale AMCI
Associazione Medici Cattolici Italiani

 

 

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