di Michael Galster

 

Gli esperti del Consiglio Europeo richiamati nel titolo sono i membri della cosiddetta Commissione di Venezia, dal nome della città in cui si riunisce. La Commissione è un organo consultivo del Consiglio d’Europa e ufficialmente porta il nome di Commissione europea per la Democrazia attraverso il Diritto. Gli esperti nella loro comunicazione affermano che la legge sulla lingua di Stato dell’Ucraina non riesce a trovare un equilibrio tra il rafforzamento dell’ucraino e la salvaguardia dei diritti linguistici delle minoranze, qual è la minoranza russa.

Il testo originale in lingua inglese è consultabile al link https://search.coe.int/directorate_of_communications/Pages/result_details.aspx?ObjectId=09000016809933ef
Presse-Release-DC-EN
T +33(0)388412560 www.coe.int pressunit@coe.int
Rif. DC 194(2019)

Qui si seguito propongo la traduzione in italiano:

Venezia, 06.12.2019 – Per evitare che la questione linguistica diventi una fonte di tensioni interetniche all’interno dell’Ucraina, è di fondamentale importanza raggiungere un equilibrio adeguato nella sua politica linguistica. Finora le autorità non ci sono riuscite, anche nella recente legge sulla lingua di Stato. Questa è la conclusione principale del nuovo parere adottato oggi dalla Commissione di Venezia, l’organo di esperti di diritto costituzionale del Consiglio d’Europa.

Gli esperti riconoscono che la politica linguistica è una questione estremamente complessa, sensibile e altamente politicizzata in Ucraina, soprattutto nel contesto del conflitto in corso con la Russia. In considerazione della particolare posizione della lingua russa in Ucraina, nonché dell’oppressione della lingua ucraina in passato, la Commissione di Venezia comprende pienamente la necessità di promuovere l’uso dell’ucraino come lingua di Stato. È quindi lodevole che la legge sulla lingua di Stato preveda misure positive a tal fine, obbligando lo Stato a fornire a ogni cittadino ucraino l’opportunità di padroneggiare la lingua attraverso il sistema educativo, a organizzare corsi di lingua gratuiti e a promuovere l’accesso a film e altri prodotti culturali in ucraino.

La Commissione si compiace inoltre del fatto che in diverse aree la legge sulla lingua di Stato preveda l’uso delle lingue minoritarie in parallelo alla lingua di Stato, facendo riferimento alla prevista legge sulle minoranze. Tuttavia, la legge sulle minoranze non è ancora stata preparata, anche se avrebbe dovuto essere redatta contemporaneamente alla legge sulla lingua di Stato per garantire il necessario equilibrio fin dall’inizio. Gli esperti del Consiglio d’Europa invitano l’Ucraina a preparare senza inutili ritardi la legge sulle minoranze e a considerare la possibilità di rinviare fino all’adozione di questa legge l’attuazione delle disposizioni della legge sulla lingua di Stato già in vigore.

Le autorità sono invitate a rivedere la legge sulla lingua di Stato e a preparare la legge sulle minoranze in consultazione con tutte le parti interessate, in particolare con i rappresentanti delle minoranze nazionali e delle popolazioni indigene. La Commissione di Venezia raccomanda specificamente di abrogare le disposizioni della legge che prevedono un trattamento differenziato tra le lingue delle popolazioni indigene, le lingue delle minoranze nazionali che sono lingue ufficiali dell’UE e le lingue delle minoranze nazionali che non sono lingue ufficiali dell’UE, qualora tale trattamento non sia basato su una giustificazione obiettiva e ragionevole. Ad esempio, il periodo transitorio di attuazione delle tanto criticate disposizioni della legge sull’istruzione è stato prorogato dal 1° settembre 2020 al 1° settembre 2023, ma solo per gli studenti la cui lingua madre è una lingua dell’UE, e non per quelli con altre lingue madri, compreso il russo. La Commissione raccomanda di prolungare questo periodo per tutte le minoranze nazionali e le popolazioni indigene. (Nota del redattore: Al fine di evitare la soppressione dell’insegnamento in lingua madre agli studenti russofoni nelle scuole secondarie).

Inoltre, le autorità dovrebbero prendere in considerazione l’abrogazione del meccanismo di reclamo e sanzioni previsto dalla legge o almeno limitarlo strettamente alla sfera pubblica e ai casi più estremi. Se il meccanismo dovesse essere mantenuto, le disposizioni sulle sanzioni non dovrebbero essere applicate fino all’adozione della Legge sulle minoranze e alla revisione della Legge sulla lingua dello Stato (Nota del redattore: Al fine di evitare che un commesso di negozio o una figura di altro tipo a contatto diretto con il pubblico sia sanzionabile quando saluta un cliente per la seconda volta in lingua russa).

Dovrebbe essere eliminato anche l’articolo che stabilisce la responsabilità per la distorsione deliberata della lingua ucraina in documenti e testi ufficiali. La Commissione di Venezia invita il legislatore a riconsiderare i requisiti di quota per i contenuti in lingua ucraina imposti dalla Legge sulla lingua di Stato alle emittenti televisive e radiofoniche alla luce del principio di proporzionalità. Inoltre, la Commissione osserva che gli individui devono essere autorizzati a usare una lingua minoritaria tra di loro, anche quando sono visibili e udibili da altri in luoghi pubblici; la possibilità di distribuire materiali per la campagna elettorale in lingue diverse dall’ucraino non deve essere limitata alle aree di residenza compatta delle minoranze; la legge deve prevedere chiare eccezioni per l’uso di lingue diverse dall’ucraino in situazioni di emergenza (ad esempio, nelle comunicazioni con i servizi di soccorso, ad esempio, con le autorità locali). La legge deve prevedere chiare eccezioni per l’uso di lingue diverse dall’ucraino in situazioni di emergenza (ad esempio nelle comunicazioni con i servizi di soccorso come la polizia, i vigili del fuoco, il personale ospedaliero, ecc.); devono essere abrogati i requisiti che richiedono che la stampa nella lingua della minoranza sia pubblicata simultaneamente in ucraino nello stesso giorno; e deve essere riconsiderata la disposizione che prevede che tutti i nomi geografici e i toponimi siano esclusivamente in ucraino, così come altre disposizioni della legge.

Il testo completo del rapporto dovrebbe essere pubblicato entro la fine della giornata di lunedì 9 dicembre 2019 sul sito web della Commissione di Venezia.

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Nota del redattore: Il testo completo di detto rapporto non è direttamente accessibile attraverso il link indicato sulla pagina della Comunicazione della Commissione. Tuttavia, è rintracciabile a https://www.venice.coe.int/webforms/documents/?pdf=CDL-AD(2019)032-e .

Considerando l’importanza primaria della questione linguistica ed etnica in Ucraina ai fini del mantenimento della pace, sottolineata in modo chiaro a dicembre del 2019 dalla stessa Commissione di Venezia, sarebbe importante comprendere come sia stato possibile che il lavoro e le raccomandazioni della Commissione non abbiano trovato riscontro significativo a livello dei mezzi di comunicazione di massa (grandi giornali, tv ecc.). Soprattutto dovrebbe essere data una risposta sul perché la classe dirigente dell’UE e delle singole nazioni, oltre che a livello Nato, non abbia tenuto conto in alcun modo delle indicazioni scaturite dal report della Commissione europea per la Democrazia attraverso il Diritto. Deve essere spiegato per quale motivo la politica europea non applichi nei confronti del gruppo etnico russo d’Ucraina i principi di Democrazia e Diritto, da essa stessa postulati e dalla Commissione Venezia così fortemente richiamati. Dalla risposta dipende buona parte della credibilità delle nostre democrazie e il futuro della stessa Unione Europea. 

 


 

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