Ambrogio Lorenzetti, Madonna col Bambino
Ambrogio Lorenzetti, Madonna col Bambino

di Mattia Spanò

 

Leggo sul blog di Aldo Maria Valli che la consacrazione al Cuore Immacolato di Maria della Russia e dell’Ucraina vedrà associata l’umanità tutta. Pare su pressione di funzionari vaticani, che invitano il papa a smorzare l’eurocentricità – ma come parli, avrebbe gridato Nanni Moretti. Sia mai che siamo poco inclusivi, resilienti ed eurocentrici.

Concetto simile viene espresso in forma ridotta da padre Giovanni Cavalcoli ripreso da un altro illustre vaticanista, Marco Tosatti. Padre Cavalcoli, noto per essere stato messo alla porta di Radio Maria avendo detto che il terremoto è un castigo divino, forse memore di quanta gloria umana procuri rifarsi alla tradizione sine glossa, avanza la suggestione che non solo Russia e Ucraina, ma anche l’UE venga consacrata.

Unione Europea che però non è un’entità nazionale, né un soggetto giuridico a carattere statuale. Piuttosto, un fastello di trattati.

Sono disposto a soprassedere sul fatto che esista gente (“funzionari”) preoccupata del pelo nell’uovo, peraltro senza aver chiarito se sia nato prima quello o la gallina, dunque affannati a cercare il pelo nell’uovo dentro la gallina, oppure il pelo dentro l’embrione di gallina nell’uovo, mentre il mondo rischia seriamente di bruciare nella sua insipienza suicida.

Quello su cui non sono disposto a soprassedere è che uomini che con Dio dovrebbero avere una certa familiarità, pensino di essere più intelligenti di Sua Madre e Lui medesimo – nel ruolo di suggeritore e mittente della Madre.

Il fatto è noto e di abbagliante semplicità. La Madonna a Fatima ha chiesto la consacrazione al Suo Cuore Immacolato della Russia. Fatima è un’apparizione ufficialmente riconosciuta dalla Chiesa Cattolica.

Il riconoscimento significa che secondo la Chiesa a) qualcuno è davvero apparso a dei bambini in un villaggio di pastori in Portogallo, b) quel qualcuno era la Beata Vergine Maria, c) la Madonna ha detto cose, mostrato cose e chiesto cose. Fra queste, l’atto di consacrazione per evitare che la Russia spargesse i suoi errori e mali per il mondo.

Al nocciolo, due sono le posizioni possibili rispetto a questo fatto. 

La prima: quel che raccontano tre pastorelli ignoranti non ci riguarda né tanto né poco. Non crediamo in Dio, non crediamo nella Vergine, chi se ne frega. E meno ancora frega se la consacrazione sia fatta, o stata fatta, come richiesto.

È la posizione dei non credenti. Nella sua variazione su tema cattolico, dal momento che credere alle apparizioni non è un fatto dogmatico – la Chiesa riconosce la libertà di non credere alle apparizioni, nemmeno quelle riconosciute come La Salette, Lourdes, Fatima e altre – essa riguarda anche un numero non piccolo di cattolici che hanno un rapporto agnostico o indifferente con questo genere di manifestazioni soprannaturali.

Per costoro, che la Russia venga consacrata o meno è interessante come sapere che l’Hai Phong è in testa al campionato di calcio vietnamita. Anche a loro non importa né tanto né poco se la consacrazione avviene o meno.

In modo per giunta del tutto legittimo: non essendo un articolo di fede e poiché ciò che legheremo qui lo sarà nei cieli e viceversa (Mt 16, 19), nessuno verrà giudicato in base a questo.

C’è un’implicazione. La Chiesa dovrebbe essere libera di consacrare la Russia al Cuore Immacolato di Maria come di affidare un orsacchiotto che balla il Sirtaki alle patatine al formaggio. Questo è, o dovrebbe essere in un mondo minimamente raziomunito, il livello del problema.

La seconda posizione è la seguente: la Madonna ha fatto una richiesta che non è ancora stata soddisfatta. O la si soddisfa, oppure no. Tertium non datur.

Simile aut aut è dovuto precisamente alla posizione sfumata della richiesta nel quadro della storia delle apparizioni. Vale a dire: proprio perché nessuno è obbligato a prestarvi fede, nemmeno il papa, a maggior ragione e con forza maggiore la consacrazione dovrebbe avvenire esattamente come richiesto dalla Madonna. Oppure non avvenire del tutto. Senza mezze misure.

Qualsiasi cosa si creda, non si crede un po’: o si crede o no. Anche se credo non a questo ma a quello, o perché no a nulla, è il carattere oggettivo del credere che detta legge e s’impone: se come cattolico decido di partecipare a una funzione protestante – cosa che mi è capitata – oppure di andare ad un concerto di Vasco Rossi, partecipo a questi eventi così come essi sono imposti. Non vado al concerto del Blasco aspettandomi che canti Laura Pausini.

Se entro in una moschea, tolgo le scarpe e mi attengo scrupolosamente a ciò che il luogo rappresenta per i fedeli musulmani. Anche qui, non m’impapocchio in altri espedienti. Altrimenti non ci passo neanche davanti.

Invece la terza via – che appunto non dovrebbe esistere – cavata a viva forza come un chiodo da un muro e come tale la più demenziale e inconsistente di tutte quelle possibili, è adempiere alla richiesta a modo nostro. Filtrando la richiesta della Beata Vergine attraverso la nostra sensibilità  (!), intelligenza (!!), capacità (!!!). Peggio ancora, aggiustando l’avvenimento secondo convenienza politica.

Cavillando (è un’occupazione come leggere libri gialli o giocare a scacchi) la Vergine a Fatima ha chiesto la consacrazione della Russia. Ella sapeva perfettamente che tale consacrazione, richiesta nel 1917, o doveva avvenire prima del 1922 oppure dopo il 1991, anno di decadenza dell’URSS, l’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche, che non erano affatto la Russia sotto il profilo storico, geografico, culturale e nemmeno etnico.

Non sono convinto che spaccare il cavillo o illuminare con l’esegesi ogni suffisso usato dalla Vergine aggiunga o tolga alcunché allo stato delle cose.

Però, se a cavil donato non si guarda in bocca e passeggiare a cavillo riduce lo stress, la Madonna ha chiesto la consacrazione della Russia, non dell’Ucraina, della Jacuzia o di Topolinia.

Del resto, la storia delle “mancate consacrazioni della Russia” è complessa e attraversa tutto il secolo scorso, toccando non pochi pontefici.

Proprio la “cattiva” Russia del “crudele” Putin avrebbe bisogno della consacrazione, non certo la “buona” Ucraina del “pio” Zelensky. Si dovrebbe consacrare alla Purezza Sublime chi puro non è, non certo chi già gode del favore di Mario Draghi: cosa volete che importi al comico ucraino servitore del popolo della benevolenza della Santa Vergine, quando può godere di quella del Presidente del Consiglio italiano.

Vedremo il 25 marzo quale preghiera di consacrazione reciterà papa Francesco. Sono uscite alcune anteprime, traduzioni di comunicati usciti negli Stati Uniti. Da questi, sembrerebbe che le “preoccupazioni” dei “funzionari” siano state recepite e soddisfatte da Sua Santità (non quelle del povero padre Cavalcoli).

L’apparizione fatimita e la stessa parola, Fatima, non compaiono nelle bozze presentate nemmeno nell’intitolazione. Papa Francesco ha però invitato tutti i vescovi del mondo a unirsi al gesto, ed ha inviato nella cittadina lusitana il suo elemosiniere, il cardinal Krajewski, per stabilire una sorta di ponte spirituale in ottemperanza manifesta all’ormai antica richiesta.

Vorrei in conclusione porre un punto di vista che mi sembra originale. La reiterata mediazione fra richieste divine e necessità umane circa un gesto tanto semplice e grande pone, a mio avviso, un interrogativo molto serio e profondo che oltrepassa l’iniziativa, lodevolissima, di papa Francesco, e riguarda un po’ tutti. Di sicuro molte delle vicende recenti (e non solo) della Chiesa e dei suoi fedeli.

Nel capitolo 5 del Secondo Libro dei Re, il generale arameo Naaman malato di lebbra si rivolge al profeta Eliseo chiedendo di essere guarito. Eliseo gli dice di bagnarsi nel fiume Giordano. Naaman si infuria: a Damasco non ci sono fiumi migliori di quel rigagnolo?

Sono i suoi servi a ricondurlo alla ragione: “Se il profeta ti avesse ingiunto una cosa gravosa, non l’avresti forse eseguita? Tanto più ora che ti ha detto: bagnati e sarai guarito”. Naaman allora obbedisce e ottiene da Dio la guarigione.

Un aspetto preoccupante che aleggia intorno alla vicenda fatimita e in generale investe la Chiesa come istituzione e comunità dei credenti, è la perdita di contatto con le richieste semplici di Dio.

Quasi tutti i miracoli narrati nel Vangelo sono azioni essenziali, concrete, alla portata di tutti – “gettate le reti dalla parte destra“, “se uno mangia di questo pane vivrà in eterno” – ma che hanno un carattere preciso: quello di essere inesorabili.

Quanto più la richiesta, il comando, sono semplici e chiari, tanto più è impossibile – e irragionevole – sottrarvisi. Se Dio chiedesse cose impossibili, allora saremmo in qualche modo assenti giustificati.

Il fatto è che Dio, e la Madonna, chiedono cose perfino banali. Eppure in questa banalità riusciamo ad annegare noi stessi, come in una forma ultima di incredulità rabbiosa: perché devo fare il bagno nel Giordano? Perché sette volte?

Perché la consacrazione della Russia dovrebbe essere fatta come chiesto dalla Vergine Immacolata?

Bisogna concludere che siamo tutti più intelligenti della Madre di Dio – e per estensione di Dio che la manda ad ammonirci, sostenerci e accompagnarci – dunque bisogna solo sperare che la Vergine, il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo si mettano una mano sul cuore e ci usino davvero misericordia.

La misericordia è lo spazio che Dio colma fra l’anelito più profondo dell’uomo – Dio stesso – e la sua costante carenza nell’appagarlo.

Se la consacrazione di domani sarà un primo passo verso il recupero di questa semplicità del cuore nel rapporto con Dio, ben oltre la portata storica dell’avvenimento, i benefici spirituali e materiali saranno numerosi per tutti.

 

 

 

 

Facebook Comments
Print Friendly, PDF & Email