Arcivescovo Victor Manuel Fernandez
Arcivescovo Victor Manuel Fernandez

 

 

di Miguel Cuartero Samperi

 

In un post pubblicato sulla sua pagina Facebook mons. “Tucho” Fernández, che a Settembre inizierà il suo mandato come nuovo Prefetto del Dicastero per la Dottrina della Fede, risponde alle accuse mosse in questi giorni e rilancia: “Chi accusa me accusa Francesco che mi ha eletto”. A proposito del suo libro dedicato ai baci risponde: “Ero un giovane prete e volevo arrivare ai giovani”. E, intervistato sui temi sensibili, risponde: “ho scritto molto contro l’aborto” e “il matrimonio è tra uomo e donna”.


La vera riforma si fa con le nomine. Dopo Paglia all’Accademia per la Vita, Semeraro alle Cause dei Santi, Roche alla Liturgia, Mendonça alla Cultura, Prevost ai Vescovi, Heung-sik al Clero, con la nomina di Victor Manuel Fernández alla Dottrina per la Fede la riforma della Curia si può dire conclusa. Si chiude un’era, se ne apre un’altra. Termina l’era delle note disciplinari e dei richiami di Roma contro le posizioni eretiche o quantomeno problematiche e si apre l’epoca del dialogo pastorale e dell’accoglienza delle novità teologiche. Così almeno è nelle intenzioni del Papa e del suo fedelissimo mons. Fernández che ha detto di considerarsi, più che un amico, un “figlio di Bergoglio”.

La nomina ha suscitato sorpresa e scalpore in tutto il mondo e non poche polemiche. Soprattutto per il (presunto?) magro spessore teologico del vescovo argentino chiamato da Francesco a completare la squadra curiale.

In un post pubblicato sul suo account Facebook, mons Fernandez risponde alle critiche arrivate da tutto il mondo, specialmente – afferma – dagli Stati Uniti, concentrandosi soprattutto sul libro “Guariscimi con la tua bocca” che in queste ore è stato causa di numerosi commenti e critiche. “Ero un giovane prete e volevo scrivere ai giovani”, scrive. Intervistato su InfoVaticana aggiunge: “L’ho scritto assieme ai miei giovani e l’intento era molto conservatore”: spiegare ai giovani che ci sono forme espressive di amore diverse dal sesso, come il bacio, così da evitare le relazioni prematrimoniali.

Riportiamo il testo del post Facebook del vescovo tradotto dallo spagnolo all’italiano (traduzione di chi scrive) seguito da qualche considerazione.

 

Sul libro “Guariscimi con la tua bocca”
Care amiche e amici,
Ringrazio di cuore i saluti e le preghiere di tanti di voi che mi avete scritto per questo mezzo, per e-mail e per altre vie, oltre alle telefonate. Da tre giorni sono sopraffatto da tanto affetto fraterno.
D’altra parte ci sono anche gruppi contrari a Francesco che sono inferociti e che sono arrivati ad usare metodi poco etici per danneggiarmi. Ad esempio, è da anni che si fa riferimento a un mio libretto che non esiste più, che parla del bacio. Ad ispirarmi fu una frase dell’epoca dei padri della Chiesa che parlava dell’incarnazione come del bacio di Dio all’umanità.
In quel tempo ero molto giovane, ero parroco e cercavo di raggiungere i giovani. Allora mi venne in mente di scrivere una catechesi per gli adolescenti a partire dal significato del bacio. Scrissi quella catechesi con l’aiuto di un gruppo di giovani che mi fornì idee, frasi, poemi ecc.
Dunque, ciò che fanno questi gruppi estremisti [contrari a Francesco, ndr] è dire: “Guardate che bassa qualità ha questo teologo, guardate che stupidaggini ha scritto, guardate che basso livello che ha”. È da anni che mi umiliano con citazioni di questo libro.
Ma una catechesi per i giovani adolescenti non è un libro di teologia, c’è una differenza nel genere letterario. Non si può pretendere che una catechesi pensata da un parroco per gli adolescenti sia un manuale di teologia. 
E io sono orgoglioso di essere stato quel parroco giovane che si occupava di arrivare a tutti usando i linguaggi più diversi. Per questo quando il Papa parla del mio curriculum dice che sono stato decano della facoltà di teologia, ma allo stesso tempo dice che sono stato parroco di “Santa Teresita”. Visto che per lui è importante che un teologo si mescoli con il fango e cerchi di utilizzare un linguaggio semplice che raggiunga tutti.
Anche io ho libri di alto livello, ho scritto ad esempio diversi articoli nella rivista Angelicum o nella Nouvelle Revue Théologique”, testi che forse pochi capiranno. Ma il compito del teologo non si riduce a quei testi.
Peggio ancora, siccome questi attacchi vengono da cattolici degli Stati Uniti, i quali non conoscono lo spagnolo, traducono male alcuni poemi del libro. Traducono la parola “strega” (bruja) con “puttana” (puta). Ma nel libro c’è scritto “strega”. Non hanno diritto di cambiare le mie parole. Sembra che per fare questo non hanno etica. E non è la prima volta che mi fanno questo. 
Insomma, continueranno a dire molte altre cose, alleandosi a chiunque sia pur di attaccare Francesco per avermi nominato. Ma coloro che mi hanno conosciuto da vicino sanno chi sono. Grazie per la fiducia e l’affetto che sempre mi dimostrate.
Non faccio questo per difendermi. Ho già sopportato molte volte questi trucchetti e passerà la tempesta. Ma voglio chiarire per evitare che qualcuno di voi si senta confuso e soffra per queste e altre accuse, ma soprattutto lo faccio perché non prendano a danneggiare Francesco.
Un forte abbraccio
Tucho

Qualche considerazione in merito.

  • Rispondere per le rime ai propri detrattori è un’azione sempre pericolosa. Si rischia di scendere nell’arena prestandosi al brutto gioco del rimpallo delle accuse. Si rischia anche di peggiorare la propria situazione se si arriva a dover difendere i propri titoli a dispetto di quelli degli altri. Così si rischia di abbassare il livello a quello di una discussione da bar. Mons. Fernández afferma di avere pubblicazioni di “alto livello”, mentre accusa i detrattori di ignoranza (“non capiscono lo spagnolo”) e si lascia sfuggire una parola volgare (seppur per attribuirla ai propri “nemici”). Insomma il post sembra una risposta piccata a gossip da social. Sarebbe stato meglio evitare.
  • E’ chiaro a tutti che negli ultimi anni la catechesi giovanile ha collezionato più fallimenti che successi. Da anni la Chiesa perde i giovani mentre vescovi e preti sono lì a chiedersi “come mai?”. Il sogno di riportare i giovani alla fede attraverso libri e opuscoli è un’illusione dura a morire, visto che ogni mese escono nuove pubblicazioni con questo intento. Carta sprecata! In questo senso che il libro del giovane parroco Fernández nascesse da quella illusione non fa di lui un cattivo sacerdote. Evidentemente (dice di aver chiesto all’editore di non ripubblicarlo mai più) non ha avuto il successo desiderato. Altrimenti lo avremmo oggi riproposto con apposita fascetta segnaletica “Il libro del Prefetto per la Congregazione della Dottrina della Fede dedicato ai giovani in cerca di esprimere correttamente l’amore“. Evidentemente i giovani argentini hanno continuato a baciare e a esprimersi l’amore a modo loro.
  • Il problema non è il libro sul bacio sul quale – mi permetto di consigliare ai cattivissimi nemici di non soffermarsi più di tanto per non cadere nel ridicolo – ma il fatto che – per sua ammissione, lo dice nell’intervista – la maggior parte dei suoi scritti sono di carattere pastorale e spirituale e non hanno l’intento di contribuire alla ricerca teologica e all’approfondimento della fede. Benissimo, direi. C’è bisogno di questo e di quello. Ed ognuno si occupi del suo campo.
  • Un’ultima considerazione. Affermare che le pubblicazioni di alto livello sono incomprensibili ai più (“anche io ho libri di alto livello, ho scritto ad esempio diversi articoli nella rivista Angelicun o nella Nouvelle Revue Théologique, testi che forse pochi capiranno“) oltre a sminuire le capacità intellettive di chi muove accuse (ignoranti!), crea un problema non da poco. Infatti pensare che la teologia sia roba incomprensibile alla gente comune e si riduca a pubblicazioni di nicchia lontane dalla vita cristiana è un errore. Basti vedere quanta gente “comune” legge i testi di Joseph Ratzinger, comprendendone il senso e ricavandone gran profitto per la propria fede e vita cristiana. Chi ha letto Ratzinger sa che i suoi libri non sono affatto “incomprensibili”. Ma al contrario la logica con cui scrive rende il discorso accessibile a tutti. Dividere categoricamente i libri pastorali “per la gente semplice” (si legga “ignorante”) e gli studi teologici per chi ha studiato, oltre ad essere un’offesa per i “semplici” non fa giustizia del ruolo della teologia e del teologo. Di certo può servire in paesi in via di sviluppo dove la preparazione base è molto bassa e il livello di comprensione di un testo scientifico diventa insormontabile ai più. Ma se si parla del Dicastero per la Dottrina della Fede le cose cambiano. Il vero problema a questo punto è il ruolo e lo scopo della teologia nella Chiesa. E i prossimi anni ci diranno in quale direzione si vorrà andare. Per ora possiamo augurare al prossimo Prefetto buon lavoro libero da illusioni pastorali e da travisamenti teologici.

 


Le opinioni espresse in questo articolo sono dell’autore e non riflettono necessariamente le opinioni del responsabile di questo blog. I contributi pubblicati su questo blog hanno il solo scopo di alimentare un civile e amichevole confronto volto ad approfondire la realtà.


 

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