di Sabino Paciolla
Il presidente Donald Trump ha reso noto di aver personalmente chiesto al leader cinese Xi Jinping il rilascio di Jimmy Lai, il 78enne imprenditore e editore di Hong Kong condannato a 20 anni di carcere per sedizione e “cospirazione finalizzata alla collusione con forze straniere”. Lo riporta Nora Moriarty sul New York Post.
Di Jimmy Lai abbiamo parlato più volte su questo blog (leggi qui).
Durante un’intervista a “Special Report” su Fox News, Trump ha descritto la risposta di Xi come non positiva: «Ho sollevato la questione di Jimmy Lai. Direi che la risposta non è stata positiva. Ha detto che è stato, sapete, ha detto che è stato una specie di incubo per lui».
Trump ha parlato a lungo con Xi delle precarie condizioni di salute di Lai, detenuto dal 2020 in una prigione di Hong Kong. «Ho detto: ‘Beh, le sarei grato se lo rilasciasse. È invecchiato e probabilmente non si sente molto bene, sarebbe bello’. Non mi sono sentito ottimista. Devo essere onesto con voi su questo», ha riferito il presidente.
La figlia di Lai, Claire, si era detta “più speranzosa che mai” per l’intervento di Trump, definendolo “il liberatore in capo”.
Pur non avendo ottenuto il rilascio di Lai, Trump ha sottolineato i successi passati: «Ho fatto uscire centinaia di persone e, tra l’altro, non pago un sacco di soldi. Non pago nulla, a differenza di Biden, che dà sempre 6 miliardi di dollari per far uscire la gente».
Oltre al caso Lai, Trump e Xi hanno discusso di Taiwan – tema su cui Pechino mantiene toni duri – mentre Xi si è mostrato disponibile ad aiutare gli Stati Uniti nella mediazione con l’Iran per lo Stretto di Hormuz. Il presidente americano ha comunque espresso ottimismo sul futuro delle relazioni tra le due superpotenze, definendo Xi un “grande leader”.
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