La partita tra Trump e Biden per la presidenza degli Stati Uniti non è ancora conclusa. Tre notizie del 10 novembre lo dimostrano.

 

Donald Trump combattente, pugni
Donald Trump

 

 

di Wanda Massa

 

Il procuratore generale William Barr ha autorizzato il Dipartimento di Giustizia a indagare su qualsiasi “accusa sostanziale” di frode elettorale nelle elezioni del 2020. (vi consigliamo di vedere questo video).

Barr ha scritto che le indagini “possono essere condotte se ci sono chiare e apparentemente credibili accuse di irregolarità che, se vere, potrebbero potenzialmente influenzare l’esito di un’elezione federale in un singolo Stato“.

Barr ha anche detto nel suo memo che “nulla qui dovrebbe essere preso come un’indicazione che il Dipartimento abbia concluso che le irregolarità di voto hanno avuto un impatto sull’esito di qualsiasi elezione“, ma ha aggiunto “tali indagini e revisioni possono essere condotte se ci sono chiare e apparentemente credibili accuse di irregolarità che, se vere, potrebbero potenzialmente avere un impatto sull’esito di un’elezione federale in un singolo Stato“. (leggi qui)

Il presidente Trump e il senatore Thom Tillis hanno vinto il North Carolina.

Ricordiamo che Marc Elias, l’avvocato di Hillary Clinton, Perkins Coie, ha guidato lo sforzo legale per cambiare le regole di voto in North Carolina, prolungando il giorno delle elezioni fino al 12 novembre.

Il consiglio elettorale statale, non il legislatore statale, ha prolungato il giorno delle elezioni fino al 12 novembre.

Naturalmente questo è incostituzionale e con tutti i brogli elettorali e la raccolta di voti, il presidente Trump ha vinto comunque il North Carolina. (leggi qui).

Il feed dei risultati in diretta di RealClearPolitics (RPC) ha ritirato lo status di presidente eletto di Joe Biden lunedì sera dopo avergli tolto i 20 voti elettorali della Pennsylvania.

L’RCP ha invertito la vittoria di Biden in Pennsylvania sulla loro diretta, riportandolo sotto la soglia dei 270 voti a 259 voti elettorali.

L’inversione dei “risultati in tempo reale” avviene quando i voti continuano ad essere contati e le cause legali volano.

RealClearPolitics, con sede a Chicago, sostiene di essere un’azienda indipendente e apartitica di media politici.  RCP è anche un aggregatore di dati per i sondaggi. (leggi qui ).

In conclusione nessuno dei due candidati ha raggiunto la quota di grandi elettori utile per essere proclamato eletto. Alcuni stati assegnati dalle proiezioni a Biden sono tornati in bilico e saranno soggetti al riconteggio dei voti, visto il distacco minimo tra i due candidati. Inoltre il presidente Trump ha già presentato ricorsi e denunce in molti stati per frodi e irregolarità elettorali (qui un video), che in alcuni casi sono già state accertate.

Ciò nonostante, da tre giorni uno dei due candidati, Joe Biden, è stato “proclamato” presidente dalla CNN, prontamente imitata da quasi tutti i grandi network mediatici statunitensi (gli stessi che hanno addirittura censurato il presidente in carica), e a ruota da quelli europei, e molti (non tutti) governi mondiali sono accorsi a complimentarsi con Biden.

È sempre più evidente che il sistema dei grandi media ha voluto forzare la situazione per mettere il paese davanti al fatto compiuto, creare soggezione attraverso una pressione psicologica (leggi qui).

Come ha acutamente osservato lo storico Eugenio Capozzi,  se dovessero emergere le prove che i risultati annunciati sono stati falsati, le Corti degli Stati e la Corte suprema dovranno decidere sotto la spada di Damocle di un’opinione pubblica già convinta a credere che i giochi siano fatti. E se decidessero di invertire quei risultati e proclamare eletto Donald Trump, quello stesso sistema mediatico fomenterebbe immediatamente rivolte di gruppi estremisti di sinistra che metterebbero le città a ferro e fuoco con l’accusa di tradimento del voto popolare.

Ecco cosa significa la dittatura del pensiero unico.

 

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