Donald Trump e Joe Biden
Donald Trump e Joe Biden

 

 

di Giuliana Ruggieri

 

Nel pieno di una vertenza legale elettorale e precorrendo tappe normativamente previste perché si arrivi al riconoscimento ufficiale di un vincitore, molti si sono affrettati a fare le congratulazioni a Biden quale candidato vincente nelle presidenziali USA.

In questo frangente, ci risulta soprattutto  incomprensibile l’entusiasmo di molti cattolici.

A dispetto dell’annuncio pubblico della vittoria di Biden, il nuovo Presidente degli Stati Uniti verrà ufficialmente eletto solo il 14 dicembre dai 538 Grandi Elettori. Inoltre, entro l’8 dicembre sapremo l’esito delle vertenze legali. Infine, per quanto la Camera federale di Washington resti a maggioranza democratica, si dovrà aspettare in realtà  il 5 gennaio per  sapere la composizione del Senato, perché in quella data è stata fissato il ballottaggio fra i primi due. In Georgia, infatti, Shane T. Hazel, candidato del Libertarian Party, che ha ottenuto il 2,3% dei consensi, ha negato ai candidati del Partito democratico e repubblicano la maggioranza dei voti espressi.

Questa vicenda, qualunque sarà l’esito, registra prima di tutto un fatto estremamente grave: il potere mediatico si è sostituito al gioco democratico elettorale.  Esso, appannaggio di potentati ”economici” e non solo, che si esprime mediante TV e social, attuando il discredito totale nei confronti di un candidato, si qualifica sempre più come strumento di manipolazione dell’opinione pubblica. Questo fatto evidenzia con sempre maggiore chiarezza una profonda crisi della democrazia in America, che si manifesta anche nel clima di intolleranza ideologica che si è visto in questi mesi, anche nelle piazze e nelle università. Negli Stati Uniti si è ormai affermato un totalitarismo culturale e politico che non ammette repliche e voci fuori dal coro, e questo è sicuramente uno degli aspetti della “grave”  decadenza della nostra civiltà.

Per mesi “l’impresentabile” Trump (si è arrivati addirittura al punto di toglierli la parola mentre parlava in diretta) è stato contrapposto al pacato, ordinato, ben vestito, Biden, accompagnato da una vivace quanto “pericolosa”, elegante signora, la sua vice Kamala Harris. L’articolo pubblicato dal National Catholic Register il 19 agosto 2020, (qui), delinea ciò che i cattolici dovrebbe conoscere su questa “avvenente signora”. La Harris sostiene l’espansione dei “diritti riproduttivi” delle donne, luccisione della vita nel grembo materno per l’intero periodo della gravidanza (incluso il momento della nascita) e  il sostegno dell’ideologia LGBT

Biden, scelto prevalentemente dai bianchi benestanti metropolitani delle grandi aree urbane, dalle elites dell’informazione e dello spettacolo, promette una valanga di ordini esecutivi per cancellare il più in fretta possibile l’eredità del precedente presidente.   

Trump, d’altra parte,  ha ridotto i  conflitti armati e tolto di scena il califfo Al Baghdadi e il generale Soleimani. Ha annullato l’accordo che forniva all’Iran una via per le armi nucleari e ha indotto Emirati Arabi, Sudan e Bahrain a concludere la pace con Israele.

Trump, inoltre, ha negato fondi pubblici ai programmi internazionali che promuovono l’aborto, ha imposto ai medici di curare i bambini sopravvissuti agli aborti tardivi, ha promosso e concluso un accordo internazionale a tutela della famiglia naturale. (qui)

Gli interventi dell’amministrazione Trump e del suo vice Mike Pence a favore della famiglia naturale, sono stati elencati dal  Family Research Council quali meriti principali di governo  in  un fascicolo di ben 12 pagine.

Da ricordare la bellissima lettera del 18  maggio 2020 inviata dall’Amministrazione USA alle Nazioni Unite, alla persona dell’Onorevole António Guterres, Segretario Generale ONU, in cui, tra l’altro, si affermava: “Pensate alle vere emergenze e non alla campagne ideologiche”. (qui)

Trump ha difeso, dentro e fuori gli USA, la libertà religiosa, denunciando le violazioni dei diritti umani in Cina e difendendo dall’applicazione dell’Obamacare, la riforma sanitaria di Obama, soggetti (ad es. le Piccole sorelle dei poveri) altrimenti obbligati a fornire ai loro dipendenti contraccezione, aborto e sterilizzazione. In quest’ottica ha nominato alla Corte Suprema giudici come Amy Coney Barrett (qui), cattolica, fervente pro-life e pro-family.

Grazie a importanti riduzioni fiscali, l’Amministrazione Trump ha impresso al Paese una importante crescita economica che è stata fermata soltanto dalla pandemia del CoViD-19. Trump definisce il Covid come “il virus cinese’, ed è l’unico che ha chiesto  alla Cina chiarimenti sull’origine e diffusione del virus, minacciando tra l’altro di ridurre i finanziamenti all’OMS.

Sorprende quindi leggere su Avvenire l’articolo di Mauro Magatti (qui) che ha per tema la laicità, cioè il rapporto tra politica e religione. L’articolista scrive: “Biden non ha mai nascosto di essere cattolico, anzi. In molte interviste, anche recenti, il neopresidente americano si è riferito alla fede come bussola di fondo della propria vita personale e dei propri orientamenti politici: «La mia fede mi insegna che noi dovremmo essere il Paese che non solo accetta la verità dei mutamenti climatici, ma che guida il mondo nel rispondere a essi» (‘Religion news service’).

Continua Avvenire: «La mia fede mi implora di avere una gestione preferenziale per i poveri e come presidente farò di tutto per combattere la povertà e costruire un futuro che ci porti più vicino ai nostri ideali» (‘The Christian Post‘).” E ancora  si legge nell’articolo “esattamente l’opposto dell’uso senza mediazioni di riferimenti e simboli religiosi che ha caratterizzato la presidenza Trump (e non solo). (sigh!!).

Avvenire dovrebbe forse prima di tutto  raccontare i fatti reali, dovrebbe raccontare che Biden è favorevole all’aborto, anche quello a nascita parziale e/o fino al nono mese di gravidanza, è contrario all’estensione della tutela sanitaria ai nascituri, ritiene che a partire da 8 anni i bambini abbiano diritto a cambiare sesso. Ha scelto come vicepresidente la Harris, (vedi sopra) sostenitrice agguerrita di aborto e ideologia gender e non ultimo punta a stravolgere il ruolo della Corte Suprema.

Occorre ricordare ad Avvenire che sono il Magistero della Chiesa e il Catechismo della Chiesa cattolica ad essere la  bussola per chi si definisce “cattolico”, e che la difesa della vita umana fin dal concepimento e la salvaguardia della famiglia naturale ne costituiscono i fondamenti.

Ci spiace che Avvenire non si renda conto che in realtà è in atto uno scontro radicale tra due antropologie, tra due visioni antitetiche della realtà. Ci spiace che Avvenire non avverta che è all’opera una sfida per la sopravvivenza della nostra “civiltà” che non ha nulla a che fare con i cambiamenti climatici e la lotta alla povertà. La lotta alla povertà, tra l’altro, ha da sempre caratterizzato la presenza cristiana nel mondo fin dalla sua origine attraverso l’esercizio della “carità.  Per questo, non abbiamo bisogno di imparare da Biden.

Il filosofo Rémi Brague affermava che il XXI secolo sarà il secolo di un’aspra contesa tra l’essere e il nulla: “il problema centrale non è altro che l’esistenza dell’uomo sulla terra”. Lo scontro fondamentale non è fra le civiltà, e ancor meno fra le religioni o fra popoli diversi che convivono: è sull’uomo e sul suo futuro.

 

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