Il sindaco di Trieste non può permettersi di usare certe parole o di usare inaccettabili espressioni. Limitare poi il diritto di manifestazione significa ferire la democrazia. Rilancio un articolo di Miriam Gualandi pubblicato su Byoblu

 

 

Comprimere la libertà di manifestare”. “Spingeremo perché eventuali nuove restrizioni gravino solo sui non vaccinati“, “I non vaccinati sono dei disertori”. Sono parole dure quelle pronunciate in conferenza stampa dal sindaco di Trieste Roberto Dipiazza e dal prefetto Valerio Valenti. È questa la risposta alle manifestazioni delle scorse settimane. Dopo gli idranti, ecco che le istituzioni rispondono andando a ledere un altro diritto fondamentale: il diritto di manifestare. Sembra dirlo con una sorta di disprezzo e di intima soddisfazione il neoeletto sindaco di Forza Italia, quando sottolinea che sua intenzione era ostacolare le manifestazioni già in partenza: ma la Costituzione permette a “questi”, come li chiama egli stesso, di manifestare. Sicuramente non si potrà manifestare in piazza dell’Unità fino alla fine dell’anno. Resta da vedere come applicheranno le nuove disposizioni sulle altre piazze.

Lo slancio a queste ulteriori misure incostituzionali parte da un presunto focolaio covid nato tra manifestanti non vaccinati. 93 casi che giustificano una reprimenda così violenta? Per non parlare delle atmosfere apocalittiche descritte in queste ore: ospedali al collasso, regione al limite con la zona gialla, numeri dell’ultima settimana simili a quelli dello scorso autunno. Ma è davvero così?

Se la matematica non è interpretabile, come ha ribadito il vicegovernatore con delega alla Salute, Riccardo Riccardi, allora forse le notizie sono state opportunamente gonfiate per far passare un messaggio che non è quello reale. Il raffronto è molto semplice. Il 26 ottobre 2020 infatti il bollettino ufficiale pubblicato sul sito della Regione Friuli Venezia Giulia rilevava 334 nuovi contagi e 3 decessi da covid su 3087 tamponi eseguiti. Lo stesso giorno, ma nel 2021, i nuovi contagi da coronavirus erano 149 con un solo decesso. Le terapie intensive? Il 26 ottobre 2020 erano 27 i pazienti in cura in terapia intensiva e 119 quelli ricoverati in altri reparti. L’anno successivo, cioè martedì scorso, erano 9 e 50 quelli ospedalizzati in altri reparti. Se una rondine non fa primavera, e non basta neanche il dato di un singolo giorno prendiamo allora il 31 ottobre 2020: lo scorso anno erano stati rilevati 726 nuovi contagi su 6.262 tamponi eseguiti contro i 272 nuovi contagi su 4.335 tamponi molecolari e 23 casi su 11.855 test rapidi dell’anno successivo, cioè ieri. Lo scorso anno erano stati accertati tre decessi: ieri neanche uno. A fine ottobre 2020 in terapia intensiva c’erano 36 pazienti e 167 i ricoverati in altri reparti. Ieri i numeri erano più che dimezzati: 14 terapie intensive e 68 ricoveri.

Dunque, una strategia pensata appositamente per terrorizzare ed esacerbare ancora di più l’odio sociale che necessiterebbe di un intervento decisivo da parte di chi dovrebbe controllare l’operato dei Sindaci e dei Prefetti. Ci chiediamo poi se la stessa attenzione all’aumento dei contagi verrà posta anche nei confronti delle persone che sono scese in piazza nei giorni scorsi per il DDL Zan. Nulla esclude che anche lì ci fossero persone non vaccinate. A meno che il Coronavirus non sia più propenso ad attecchire nelle piazze dei no green pass, piuttosto che in quelle pro DDL Zan.

 

 

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(ANSA) – TRIESTE, 01 NOV – “La ricreazione è finita e anche la pazienza dei cittadini”.

Così si è espresso il presidente di Confindustria Alto Adriatico Michelangelo Agrusti, intervenendo alla conferenza stampa organizzata dalla Regione Fvg sulla situazione sanitaria.

“Il peso di questa situazione non è solo dei manifestanti perché i dati ci dicono che siamo pochi i vaccinati rispetto ad altre regioni e le persone che vengono da fuori rischiano di farsi contagiare da noi – ha specificato Agrusti chiedendo un intervento ‘radicale’ – C’è un reato che va perseguito ed è quello di chi diffonde notizie false e tendenziose volte a turbare l’ordine pubblico”. Per il presidente di Confindustria AA, bisogna che “il peso di un’eventuale restrizione gravi su coloro che non sono vaccinati. Se questa è una guerra, questi sono dei disertori. Non dobbiamo fucilare nessuno, ma dobbiamo far pesare la loro diserzione. Non ci saranno più ristori nel momento in cui dovessimo tornare nelle situazioni precedenti perché non ci saranno più i quattrini”, ha concluso. (ANSA).

 

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