Nell’ottica del mero approfondimento dei fatti e di un sereno confronto, di seguito segnalo all’attenzione e alla riflessione dei lettori di questo blog l’articolo scritto da Alexander Folz, pubblicato su National Catholic Agency. Visitate il sito e valutate liberamente le varie opzioni offerte e le eventuali richieste. Ecco l’articolo nella traduzione da me curata.

 

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Tre vescovi tedeschi hanno preso pubblicamente le distanze dal nuovo documento della Conferenza episcopale tedesca sulla “diversità delle identità sessuali” per le scuole, inasprendo ulteriormente la controversia su come l’educazione cattolica dovrebbe affrontare l’identità di genere.

Al centro della controversia c’è il testo di 48 pagine “Geschaffen, erlöst und geliebt: Sichtbarkeit und Anerkennung der Vielfalt sexueller Identitäten in der Schule” (“Creati, redenti e amati: visibilità e riconoscimento della diversità delle identità sessuali nella scuola”).

Pubblicato il 30 ottobre dalla Commissione per l’istruzione e le scuole della Conferenza episcopale, il documento ha lo scopo di fungere da guida orientativa per le scuole cattoliche e altre scuole in Germania. A causa di discussioni interne avvenute la scorsa estate, il testo orientativo è stato inizialmente sospeso e rivisto.

Partendo dal presupposto che “la diversità delle identità sessuali è un dato di fatto”, il testo esorta le scuole a promuovere un ambiente privo di discriminazioni per gli studenti, il personale e i genitori che si identificano come queer. Il documento invita gli studenti a rispettare l’autoidentificazione e l’autodesignazione dei compagni di classe che si identificano come queer e a sostenere iniziative che mettano in luce la loro situazione.

Il termine inglese “queer” è spesso utilizzato da alcune organizzazioni tedesche, tra cui alcune diocesi, come termine generico per indicare le persone che si identificano come LGBT.

Nella sua prefazione, il presidente della commissione, il vescovo Heinrich Timmerevers di Dresda-Meissen, sottolinea che il testo non pretende di offrire una valutazione morale-teologica completa. Piuttosto, intende fornire linee guida pastorali e pedagogiche per le scuole radicate nelle scienze umane contemporanee.

Gli insegnanti sono incoraggiati a utilizzare un linguaggio che rifletta “la diversità delle identità sessuali”. Nelle lezioni di religione, gli insegnanti dovrebbero presentare le questioni controverse della moralità sessuale come tali, consentendo agli studenti di formarsi un proprio giudizio.

Il vescovo Stefan Oster di Passau ha rilasciato la risposta più dettagliata. In un commento online, ha riconosciuto le preoccupazioni relative ai giovani vulnerabili, ma ha affermato di prendere “pienamente” le distanze dai presupposti del documento e dal suo approccio teologico, filosofico, pedagogico e psicologico-evolutivo.

Sebbene l’opuscolo sia pubblicato a nome dei “Vescovi tedeschi”, Oster insiste sul fatto che esso non parla a suo nome e avverte che promuove un’antropologia che di fatto desacralizza la concezione cristiana della persona umana.

Da allora, il vescovo di Ratisbona, Rudolf Voderholzer, si è allineato esplicitamente alla critica di Oster. La sua diocesi ha ripubblicato il testo di Passau come “analisi critica” delle tesi centrali, e Voderholzer ha accusato la leadership della conferenza episcopale di aver fatto approvare il documento quasi senza modifiche, nonostante le richieste di revisione presentate dal Consiglio permanente. La risposta di Ratisbona parlava di un’‘agenda’ perseguita “a nostro nome”.

Il Consiglio permanente è l’organo direttivo della Conferenza episcopale tedesca, in cui tutti i 27 vescovi diocesani si riuniscono cinque o sei volte all’anno per gestire gli affari correnti e coordinarsi tra le assemblee plenarie meno frequenti.

La terza risposta critica è venuta da Colonia. L’arcidiocesi, guidata dal cardinale Rainer Maria Woelki, ha rilasciato una dichiarazione in cui rifiuta ogni forma di discriminazione nelle scuole cattoliche. Per quanto riguarda la valutazione teologica e antropologica di “Geschaffen, erlöst und geliebt”, tuttavia, l’arcidiocesi ha affermato di “allinearsi” al commento di Oster.

Altre voci hanno contribuito all’accoglienza contrastante. Thomas Maria Renz, vescovo ausiliare di Rottenburg e vicepresidente della commissione scolastica, ha accolto con favore lo sforzo di proteggere i giovani vulnerabili. Tuttavia, ha messo in guardia contro un’approvazione “ingenua” di ogni forma di autodescrizione adolescenziale durante lo sviluppo. Ha chiesto una maggiore attenzione agli obiettivi educativi più ampi.

Per ora, il documento rimane ufficialmente in vigore come aiuto orientativo della conferenza episcopale. Tuttavia, l’aperta opposizione di tre vescovi diocesani lo ha trasformato in una questione chiave nella più ampia lotta sui tentativi di riforma della Chiesa in Germania, in particolare per quanto riguarda la sessualità e l’antropologia.

Alexander Folz

 


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