TOM EVANS: “HANNO PAGATO 143.000 STERLINE PER UCCIDERE MIO FIGLIO E TOGLIERCI LE NOSTRE VITE”

//TOM EVANS: “HANNO PAGATO 143.000 STERLINE PER UCCIDERE MIO FIGLIO E TOGLIERCI LE NOSTRE VITE”

TOM EVANS: “HANNO PAGATO 143.000 STERLINE PER UCCIDERE MIO FIGLIO E TOGLIERCI LE NOSTRE VITE”

By |2018-06-19T11:40:59+00:00giugno 19th, 2018|Categories: Attualità|Tags: |0 Comments

Riporto ampi stralci di un articolo scritto da Dorothy Cummings McLean.

Eccoli nella mia traduzione.

Foto: Tom e Kate Evans

Foto: Tom e Kate Evans

Il padre del bambino Alfie Evans ha rotto il suo silenzio per dire che la storia completa della sua morte sarà presto esposta.

Tom Evans ha postato un messaggio su Facebook per dire ai sostenitori che lui e la madre di Alfie informeranno il mondo di ciò che è accaduto nei cinque giorni tra il distacco del ventilatore dai polmoni di Alfie e la morte del bambino.

“Sono passati 1 mese e 2 settimane da quando il nostro gladiatore ci è stato tolto, deprivato, trascurato, maltrattato e rispettato”!  Evans ha scritto il 16 giugno.

“Volevamo che tutti sapessero che nel mentre siamo addolorati, parleremo in maniera franca su come si è arrivati alla morte di Alfie”, ha continuato, “e diremo la verità e i dettagli della settimana che abbiamo dovuto passare, che nessun altro genitore dovrebbe mai, mai passare o immaginare”!  
 
Evans ha sottolineato che i medici di Alfie all’Alder Hey Hospital, che nel 2017 hanno iniziato una lunga battaglia in tribunale per il ottenere permesso di porre fine alla vita del bambino, si sono rivelati erronei (nella loro prognosi, ndr) a causa della resilienza del bambino dopo che gli è stato rimosso il supporto vitale.

“Vorrei ricordare al mondo [che] quei [medici] dissero a me e a Kate e a tutte le corti [che] Alfie non sarebbe vissuto più di cinque minuti” ha scritto.

“È sopravvissuto per altri cinque giorni ed ha combattuto duramente. Avrebbero dovuto riservargli rispetto, cura, e decenza”.

Evans ha fatto riferimento a una recente rivelazione, grazie a un’inchiesta sulla libertà di informazione, che l’Alder Hey Children’s NHS Foundation Trust ha pagato oltre 145.000 sterline in fatture di studi legali nel tentativo di porre fine alla vita del bambino.  Egli ha descritto le azioni dell’ospedale come omicidio.

“Hanno pagato £143k per uccidere mio figlio e privarci della nostra vita”, ha scritto. “Non siamo finiti! Siamo sconvolti, turbati, arrabbiati e veramente straziati”.

Sarah Evans, zia di Alfie, aveva dato la notizia del pagamento delle spese legali il 15 giugno.

“Oltre 145.000 sterline per uccidere mio nipote?  Avevamo un ospedale. Avevamo i soldi per portarlo altrove. Avevamo l’aereo pronto. Avevamo Alfie che combatteva, e hanno pagato tutto questo per ucciderlo?  Chiedetevi perché”.

Ha espresso il suo disgusto per le condizioni in cui una famiglia operaia e affiatata come quella di Alfie a Liverpool ha dovuto visitarlo e per la sua incapacità di salvarlo da quello stato.


“Non abbiamo avuto alcuna possibilità di salvare il nostro guerriero Alfie poiché avevamo più di 60 poliziotti che lo sorvegliavano in quell’ospedale”, ha dichiarato su Facebook. “A noi, la famiglia, controllavano i nostri bagagli quando andavamo a trovare Alfie, oltre ad essere accompagnati dalla polizia lungo il corridoio quando andavamo a vederlo… Un’infermiera era seduta fuori per guardarci come se fossimo dei criminali, così come 3-4 poliziotti fuori dalla stanza di Alfie, 3 fuori dal reparto e 2 alla fine del corridoio, così come per tutte le uscite”.

Anche Sarah Evans ha lasciato intendere che la storia completa della morte di Alfie per mano dell’ospedale sarà svelata.

“Essi [hanno] sbagliato, e la verità verrà presto fuori”, ha dichiarato.

Alfie ha “significato il mondo” per i suoi genitori, ha detto Tom Evans nel suo recente messaggio su Facebook, e speravamo di fare “più ricordi” con lui in cielo.

“Io e Kate non ce ne faremo mai una ragione e non accetteremo mai la morte di Alfie o la sua causa”, ha scritto. “Ma c’è una cosa che ci fa andare avanti e che è la nostra fede e la fede che incontreremo il nostro angelo di nuovo in futuro, così noi serbiamo nel cuore i momenti che abbiamo avuto con lui e guardiamo al futuro per far ancor più memoria di lui”.

 

Fonte: lifesitenews

 

 

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