Falegnameria a Stephanakert  capitale dell'Artsakh
Falegnameria a Stephanakert capitale dell’Artsakh

 

 

di Gianantonio Sanvito

 

Carissimi,

vi mando terzo resoconto del viaggio che con mia moglie, stiamo facendo nel Nagorno Karabakh, per conto dell’organismo internazionale “CINFUSA” (fondazione di diritto americano il cui scopo e portare aiuto ai Cristiani che soffrono).

Lunedi 11. alle 10 ci ha lasciato La presidente della fondazione Rita Mahdessian che tornava a Los Angeles, per il resto giornata tranquilla. Siamo andati a scuola, le sarte hanno il loro da fare producendo gonne con le alunne, In falegnameria abbiamo iniziato a fare un braccio in legno per stirare le maniche, richiesto dal laboratorio di sartoria, che poi provvederanno a imbottire e rivestire. Tutto fatto con gli attrezzi da banco e una prolunga perché abbiamo sempre il problema di reperire un elettricista libero. Ai ragazzi della falegnameria abbiamo anche fatto carteggiare una macchina vecchia che è stata mandata assieme alle nuove per poi dipingerla dello stesso colore.

Nel pomeriggio, mentre Torniamo a Casa in macchina con la preside, si è fermata sul ciglio della strada e ci ha mostrato, sulla collina al di là della valle, una fila di camion azeri, carichi di masserizie per i nuovi occupanti della città storica Armena di Şuşa posta sulla cima di quella collina.  La preside era sconvolta, lassù prima c’erano suoi parenti e amici. Impressionante!

Mercoledi 13 tutto tranquillo. Giornata passata a sistemare la macchina vecchia. unica nota carina, la nostra interprete nuova Lara, ha voluto invitarci a cena per farci conoscere una sua amica, anche lei di nome Lara che lavora al Ministero della Difesa. Le abbiamo chiesto se ci sono prigionieri in mano agli Azeri, ci ha risposto qualche centinaio.

Mentre l’Armen ha restituito tutti i prigionieri, gli Azeri ogni tanto ne rilasciano 1 o 2 per far vedere alla Stampa che sono buoni. In realtà li tengono anche per ricattare. Questo nonostante i richiami ufficiali di Onu e UE. Senza parlare di quelli consegnati ai mercenari dell’ISIS come già accennato.

Giovedi 14

Purtroppo, non abbiamo ancora l’elettricità in falegnameria. Pertanto, non ci è possibile sperimentare assieme qualche Mobile.  Avendo lavorato in gioventù presso l’azienda Bernini di Carate (chiusa da tempo) che faceva parte del Gruppo della rivista Ottagono, prodotta dalle 8 migliori aziende Italiane caratterizzate dal design. In questo periodo, (1960- 1974).  ho avuto la fortuna di conoscere e interloquire, in qualità di responsabile del reparto macchine, con i migliori designer Italiani dell’epoca: Jo Ponti, Castiglioni, Gae Aulenti, Magistretti Joe Colombo….. progettavano per Bernini e qualcuno di loro era quotidianamente in fabbrica dove si discuteva della fattibilità industriale dei loro progetti. Mi piacerebbe realizzare una copia di alcuni loro mobili storici con l’aiuto dei due insegnanti che sono molto bravi e con gli alunni più grandi. L’idea ha suscitato entusiasmo. In fondo siamo una scuola Italo Armena.

La cosa più urgente è fare le cattedre e i banchi che mancano. Nel pomeriggio siamo stati in un magazzino per vedere i materiali da usare, e il magazziniere al quale ho raccontato perché ero in Artsakh, ci ha invitati tutti a Cena e personalmente ha preparato nel suo capannone una specialità Ubzeka, “il Plov all’ubzeka”. (agnello riso e carote)

Oggi 16 è sabato e non si lavora, questa mattina dopo colazione, siamo andati a visitare una fabbrica dove fanno i tappeti. La fabbrica si trova in città è un edificio su tre piani, al piano terra c’è un locale esposizione vendita con appesi bellissimi tappeti, poi si passa al locale dove tingono la lana con colori vegetali e dove avviene anche il lavaggio dei tappeti. Si passa poi al locale più grande dove ci sono 10 telai con le donne che annodano la lana con una velocità incredibile nonostante questo il tappeto cresce di 8 cm. Al giorno. Per cui 1 tappeto di 2 metri per 1 metro e mezzo viene prodotto in più di un mese. Prima della guerra ai piani superiori fabbricavano i piumini della Moncler. Il proprietario, che avevo conosciuto 3 anni fa, si era messo a disposizione per offrire dei locali alla scuola per un atelier di sartoria. Purtroppo, è morto durante la guerra. La fabbrica ora è passata in mano ai Russi.

Pomeriggio siamo andati in visita al mercato coperto dove ci ha accolti un’esplosione di colori, frutta fresca e secca e varie conserve. Per capire lascio la parola alle immagini.

La prossima settimana ci raggiungeranno amici di Ferrara e San Benedetto, che fanno parte di una confraternita di opere artigianali legate al Movimento di CL.. Vengono per dare una mano nella restaurazione della scuola.

 

 

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