Riporto l’articolo direttamente dal sito della loggia massonica Grande Oriente d’Italia

Giudicate voi. Io sono senza parole!

 

 

Il 27 settembre la Casa Massonica del Grande Oriente d’Italia, in via Roma a Terni, ha aperto le proprie porte al pubblico, in occasione dell’inaugurazione del nuovo ingresso. Un evento al quale hanno partecipato istituzioni, autorità oltre ai liberi muratori delle logge cittadine. A tagliare il nastro il Gran Maestro Stefano Bisi, accolto davanti alla sede di via Roma da Luca Nicola Castiglione, presidente del Collegio Circoscrizionale dei Maestri Venerabili dell’Umbria, da Gabriele Cardona, presidente del Consiglio dei Maestri Venerabili di Terni e da numerosi fratelli.

Dopo la cerimonia ha avuto luogo la visita alla Casa Massonica che conta al proprio interno due templi, alla quale hanno preso parte il sindaco Leonardo Latini, il prefetto Giovanni Bruno, del vescovo Francesco Antonio Soddu, che nei loro messaggi di saluto hanno ringraziato per l’invito ed espresso l’auspicio che iniziative come questa possano alimentare il dialogo e il confronto tra realtá diverse sconfiggendo i pregiudizi. Presenti anche il parlamentare Raffaele Nevi e l’assessore comunale Cristiano Ceccotti.

 

 

ATTENZIONE

Precisazione per i cattolici

 

Il 26 novembre 1983, a seguito di una richiesta di chiarimento, la Congregazione per la Dottrina della Fede emanava un breve responsum, a firma dell’allora Prefetto Card. Joseph Ratzinger, in cui si ribadiva l’inconciliabilità fra appartenenza alla Chiesa cattolica e adesione alla massoneria, affermando che nulla era cambiato nell’ormai consolidato insegnamento magisteriale e nelle conseguenti misure disciplinari. Se ne traevano le conclusioni pratiche: “I fedeli che appartengono alle associazioni massoniche sono in stato di peccato grave e non possono accedere alla Santa Comunione”.

https://www.vatican.va/roman_curia/congregations/cfaith/documents/rc_con_cfaith_doc_19831126_declaration-masonic_it.html

Il 23.02.1985 sull’Osservatore Romano appariva un articolo non firmato (ma con i tre asterischi finali che ne indicavano, secondo l’uso rimasto fino a tempi recenti, il carattere autorevole), nel quale si fornivano esplicazioni per una migliore comprensione dei motivi del responsum dato poco più di un anno prima. Un segno, forse, che non era mancato, nel frattempo, qualche segnale di malumore o di protesta per questa mancanza di “disponibilità al dialogo”. Il testo dell’articolo può essere letto qui:

https://www.vatican.va/roman_curia/congregations/cfaith/documents/rc_con_cfaith_doc_19850223_declaration-masonic_articolo_it.html

I pastori della Chiesa non solo devono avere chiare e ricordare ai fedeli, qualora ce ne fosse bisogno, queste verità, ma devono per primi evitare ogni atto o comportamento che possano trarre in errore, inducendo a pensare che fra massoneria e fede cattolica possa esserci una qualche compatibilità.

 

 

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