Se sono libero di cambiare sesso, perché non posso cambiare l’età?

“Alla sua radice, il movimento per i diritti dell’identità è un grido per un bisogno umano più profondo: quello di essere amati”. Per quanto strana sia la richiesta di Emile Rotelband, per quanto strano possa apparire questo movimento dei diritti, secondo Daniel Hart, autore dell’articolo, al fondo, è questa la ragione che muove.

Ecco l’articolo nella mia traduzione.

Foto: Emile Ratelband

Foto: Emile Ratelband

 

Un olandese di nome Emile Ratelband ha 69 anni, ma si sente come se ne avesse 49. La sua sensazione non è particolarmente notevole: penso che si possa dire che la maggior parte di noi non “sente” la sua età a seconda del giorno. Ma il problema è che il signor Ratelband (nella foto sopra) ha presentato un ricorso in tribunale per far sì che il governo olandese riconosca ufficialmente la sua percezione di essere giovane, cambiando il suo certificato di nascita in modo che rifletta l’età che sente di avere.

Perché oggi, in Europa e negli Stati Uniti, siamo persone libere”, ha detto Ratelband in un’intervista.  “Siamo liberi di decidere se cambiare il nostro nome o se vogliamo cambiare il nostro genere. Quindi voglio cambiare la mia età. La mia percezione sul mio corpo e sulla mia mente è quella di sentire di avere circa 40 o 45 anni”.

La domanda di Ratelband è l’ultimo esempio di una tendenza notevole che ha preso piede nei paesi occidentali nell’ultimo decennio. È l’insistenza che lo Stato riconosca legalmente tutte le scelte di vita, un movimento che chiamerò il movimento dei “diritti di identità”. Questo movimento moderno è probabilmente iniziato seriamente intorno al 2003, quando gli attivisti omosessuali hanno chiesto che lo Stato concedesse loro il diritto al matrimonio (legalizzato nel Massachusetts quell’anno), anche se non c’era il divieto per due persone dello stesso sesso di vivere insieme in una relazione domestica se lo avessero desiderato. Questo movimento è culminato nel 2015, quando la Corte Suprema degli Stati Uniti ha stabilito nella causa Obergefell v. Hodges che tutti gli stati dovessero riconoscere il matrimonio tra persone dello stesso sesso.

Il movimento transgender si è diffuso nella coscienza pubblica subito dopo, con gli attivisti che hanno richiesto che coloro che si identificano con il sesso opposto rispetto al loro sesso biologico riconosciuto alla nascita abbiano accesso a servizi igienici pubblici di sesso opposto, siano loro cambiati i certificati di nascita e sia consentita la partecipazione a sport di sesso opposto.

Sempre nel 2015, una donna di nome Rachel Dolezal ha guadagnato l’attenzione dei media a livello nazionale quando si è scoperto che da anni si atteggiava come donna nera, anche come presidente della sua locale sezione NAACP, ma che in realtà non aveva alcuna ascendenza africana. Anche se la sua causa non è stata ampiamente sostenuta dal movimento per i diritti di identità, Dolezal seguiva semplicemente la stessa logica: se le persone possono ottenere il riconoscimento dallo Stato di essere del sesso opposto a quello che si è in realtà, perché non posso scegliere anche l’etnia?  Anche la senatrice statunitense Elizabeth Warren (D-Mass.) sembra pensarla allo stesso modo.

In un mondo ossessionato dall’identità, la richiesta di Emile Ratelband che lo Stato mentisca pubblicamente sulla sua età reale non sembra così irragionevole, motivo per cui nessuno dovrebbe sorprendersi se il tribunale olandese accettasse di accogliere la sua richiesta. Ma ciò solleva la questione: fino a che punto si può arrivare? La società fino a dove traccerà la linea di demarcazione? Al momento, non sembra improbabile prevedere un giorno in cui le persone potranno legalmente dichiararsi più alte di quanto non lo siano in realtà, o di essere qualsiasi animale vogliano essere.  Seguire questa linea di logica legale fino alle sue estreme conseguenze è quella di garantire alle persone qualsiasi identità immaginabile vogliano evocare.

Ma ciò che il movimento per i diritti di identità non riconosce è che quando lo Stato concede il riconoscimento legale all’identità scelta da una persona, questo incide sui diritti degli altri. Chiedete a Jack Phillips, o Barronelle Stutzman, o Pascha Thomas. La lista si allunga sempre più.

Alla sua radice, il movimento per i diritti dell’identità è un grido per un bisogno umano più profondo: quello di essere amati. Quando le persone si identificano pubblicamente con qualcosa che non sono, stanno gridando per ciò che manca tragicamente nella loro vita, senza alcuna colpa propria. Come esseri umani, creati amorevolmente a immagine di Dio, è la nostra chiamata divina ad amarci l’un l’altro nel miglior modo possibile, a cominciare innanzitutto dalle nostre famiglie. È impossibile che questo tipo di amore autentico sia concesso dallo Stato. Questo è il motivo per cui la richiesta del movimento identitario di riconoscimento statale di tutte le identità è in definitiva un’impresa inutile – non darà mai loro l’affermazione che stanno veramente cercando.

In quest’epoca di crescenti movimenti identitari e di dominio della politica identitaria, è fondamentale per tutti i credenti testimoniare questa verità senza tempo: che Dio non commette errori. Il modo in cui siamo creati ci dice qualcosa su chi siamo. Non dobbiamo mai cercare l’approvazione degli altri per sapere quanta importanza rivestiamo per gli altri. Siamo stati tutti amati dal Creatore dell’universo – questa è l’unica identità che conta veramente.

 

Fonte: Frcblog




Il potere dello “Stato sessuale” e la debolezza della famiglia (e della società)

Molto interessante questa analisi fatta dal prof. James V. Schall, S.J. del libro di Jennifer Roback Morse, The Sexual State (Lo Stato sessuale, ndr), 2018, poiché in maniera chiara delinea le gravi conseguenze sulla tenuta della famiglia e della società derivanti dalla ideologia elitaria che ha imposto prima il divorzio, poi la contraccezione e poi quella del gender.

Ecco l’articolo nella mia traduzione.

 

foto: Corte Suprema degli Stati Uniti d'America

foto: Corte Suprema degli Stati Uniti d’America

 

“E’ tempo di affrontare i danni che la Rivoluzione Sessuale ha causato. Che tu sia maschio o femmina, etero o gay, giovane o vecchio, religioso o irreligioso: che tipo di mondo vuoi contribuire a creare? Un mondo in cui ogni bambino ha il diritto legalmente riconosciuto ad avere un rapporto con entrambi i genitori? O un mondo in cui alcuni bambini hanno questi diritti legalmente riconosciuti e altri no? O, ancora più radicalmente, un mondo in cui nessun bambino ha diritti legalmente riconosciuti ai propri genitori?” ∼ Jennifer Roback Morse, The Sexual State, 2018.

“Potremmo parlare dell’approvazione da parte dell’amministrazione Obama di una legge federale che vieta a qualsiasi Stato di votare per togliere i fondi a Planned Parenthooh (la multinazionale americana degli aborti, ndr) e organizzazioni simili. Questo è un esempio perfetto dello Stato sessuale al lavoro, che implementa la fantastica ideologia della rivoluzione sessuale. Non possono implementare tale ideologia senza l’aiuto del potere dello Stato per obbligare e propagandare”, ∼ Jennifer Roback Morse, The Sexual State, 2018.

I

La Genesi ci dice che l’uomo è stato creato “maschio e femmina”. Il sesto comandamento vieta l’adulterio. Non tutti gli uomini e le donne generano figli, ma tutti i bambini hanno due genitori, uno un padre e l’altro una madre. Sia la famiglia che lo stato sono istituzioni “naturali” che escono logicamente dalla natura dell’uomo. Cristo disse ai discepoli di lasciare che i bambini andassero da lui. Human Life International stima che, negli ultimi 40 anni, il mondo ha assistito a 1,72 miliardi di aborti di bambini umani. “Riteniamo che queste verità siano evidenti: che tutti gli uomini sono creati uguali; che sono dotati dal loro Creatore di certi diritti inalienabili; che tra questi ci sono i diritti alla vita, alla libertà e alla ricerca della felicità” (dalla Dichiarazione di indipendenza degli Stati Uniti d’America del 4 luglio 1776, ndr). Cosa succede quando questi principi fondamentali o norme sono respinti? Come diretta conseguenza, abbiamo assistito ad una declinazione logica dal bene originale in una parodia di esso che è tutt’altro che buono.

Il nuovo libro di Jennifer Roback Morse, The Sexual State, è un esame vivace ed energico da dove veniamo, ddi dove siamo ora e di dove dovremmo essere in materia di vita umana. Il libro presenta un argomento completo, basato su prove empiriche, su come il divorzio, la contraccezione, l’aborto, lo stile di vita gay e la neutralità di genere si integrano in una sequenza discendente di leggi e pratiche che, applicate dallo stato, hanno messo una classe d’elite contro il normale bene degli esseri umani normali.

Il Ruth Institute di Morse gestisce uno dei siti web più completi e perspicaci negli affari politici e culturali su tutte le questioni che riguardano la vita familiare. I suoi due libri precedenti, Smart Sex e Love & Economics, hanno già dimostrato la padronanza di Morse degli aspetti economici, morali e spirituali della femminilità, dei bisogni dei bambini e di ciò che lo stato può e non può fare. Morse scrive con verve, spesso con rabbia giustificabile, con una ricchezza di esperienze personali su tutti gli aspetti della vita familiare. Lei stessa è sposata con due figli (di cui uno adottato), ha un dottorato in economia, è una persona a cui piace discutere ed è un oratore nei campus universitari e alle udienze legislative. Il libro è pieno di esempi di ciò che lei ha in mente. Il lettore si rende presto conto che sa di cosa sta parlando, del bene e del terribile.

II

Il libro descrive in dettaglio il ribaltamento passo dopo passo della classica visione giudaico-cristiana dell’uomo, della donna, del bambino e della famiglia. Anche se non li cita, il suo studio ricorda i due libri di Chesterton, Eugenics and Other Evils e What’s Wrong with the World, in cui intellettuali d’elite hanno usato il potere coercitivo dello stato per imporre una visione completamente distorta dell’uomo, della donna e del bambino a cittadini ignari. Il titolo del suo libro, The Sexual State, sottolinea il ruolo che la forza governativa ha giocato nell’imporre una visione distorta della sessualità umana in tutte le fasi della vita umana.

Il libro è diviso in tre parti: l’ideologia contraccettiva, l’ideologia del divorzio e l’ideologia di genere. Accanto a queste ideologie, Morse presenta la visione cattolica alternativa su ognuno di questi tre argomenti. Come tale, la posizione della Chiesa si è dimostrata l’unica in grado di proteggere gli individui e le famiglie dalla ricostruzione radicale del sesso e della famiglia che ci è stata imposta, anche se Morse è consapevole che molti cattolici in pratica sono in accordo con le attività dello Stato Sessuale.

Morse sostiene, giustamente, che dovremmo iniziare la nostra analisi a partire dai bisogni dei bambini, non da quelli dell’adulto autonomo che è stato al centro dell’analisi moderna. Un bambino non viene al mondo con la capacità immediata di difendersi da solo. Il matrimonio di un uomo con una donna è il miglior contesto in cui un bambino dovrebbe venire al mondo ed essere accudito mentre si sviluppa. Ogni bambino ha bisogno del proprio padre e della propria madre. Il benessere del bambino dipende dall’integrità di questo rapporto parentelale. La prima domanda da porsi sulla legislazione e sul matrimonio in sé non è di cosa hanno bisogno gli adulti, ma di cosa ha bisogno il bambino. L’esistenza fisica attuale dell’umanità dipende dalla nascita delle generazioni future.

Il primo passo teso a minare la vita familiare è stato l’indebolimento dell’unione matrimoniale. Morse presta molta attenzione a come il divorzio influisce sul benessere dei figli. Le leggi moderne sul divorzio senza colpa (cioè quando a volte uno dei due subisce la scelta dell’altro di interrompere il matrimonio nonostante non abbia nessuna colpa e senza avere mai violato i doveri del matrimonio, ndr) non sono riuscite a prendere in considerazione l’effetto del divorzio sui figli della coppia. Gli uomini ricchi hanno favorito il divorzio senza colpa poiché potevano facilmente permettersi il costo della separazione. Per le donne, il divorzio ha significato solitamente la povertà anche se iniziano il divorzio più spesso degli uomini. Ma per i bambini ha significato un indebolimento del loro mondo e della loro fiducia in chi sono. L’idea che i figli di genitori divorziati non soffrano è semplicemente falsa.

Il secondo passo nel minare la famiglia è la contraccezione. Divorzio marito e moglie separati. La contraccezione separa il sesso e i bambini. Sesso sicuro significava, o era destinato a significare, che potremmo indulgere in atti sessuali senza preoccuparci della gravidanza. Si è scoperto, in pratica, che i contraccettivi non impedivano le nascite, ma in molti casi hanno causato un aumento, soprattutto delle nascite tra i non sposati. La separazione tra sesso e figli ha permesso di pensare che i figli non avessero bisogno dei loro genitori specifici, cioè di un padre e di una madre. La campagna per rendere il “matrimonio” omosessuale equivalente a quello tra marito e moglie ha ignorato il bisogno del bambino per i propri genitori.

L’ideologia gender è la terza fonte di separazione. Qui, le nostre anime sono separate dal nostro corpo: non siamo vincolati dal sesso che abbiamo avuto alla nascita o dal suo rapporto con l’altro sesso; potremmo, si dice, avere uno spirito femminile in un corpo maschile. È nostro diritto, non della natura o di Dio, decidere cosa siamo; se io, pur essendo maschio, voglio essere femmina, spetta allo stato e a tutti gli altri permettere a me stesso di essere ciò che voglio che io sia; il corpo che possediamo al concepimento e alla nascita non ha alcuna relazione con ciò che siamo; e dobbiamo essere liberati dall’idea che ciò che siamo ci indirizzi nella direzione di ciò che dovremmo essere.

III

L’onere principale di questo libro è quello di mostrare come queste separazioni si sono inserite nell’ordine pubblico e da lì nella vita di ogni persona. Morse sostiene che una classe interessata, insieme agli uffici dello stato e ai poteri coercitivi dei tribunali, ha imposto queste idee devianti sugli esseri umani. Il costo in termini sia di denaro che di benessere umano è stato enorme. Sapendo come queste idee hanno vittimizzato le persone, Morse offre un manifesto di proposte su come potremmo tornare alla normalità. Fondamentalmente, si tratta di annullare il danno facendo uscire il governo dalla famiglia.

Non sono sicuro che l’analisi di classe sia il quadro migliore per proporre un ritorno ad un rapporto familiare più sano. L’etica della virtù di Aristotele e le corrispondenti istituzioni politiche dello stato sembrano essere un contesto migliore. Ciò che il Morse chiama classe è in realtà ciò che Aristotele chiamava oligarchia. In ogni caso, il sostegno statale di queste idee aberranti sulla famiglia ha portato ad un profondo indebolimento di quello che è il modo migliore per affrontare i nostri figli e i genitori che li hanno generati.

Il libro delinea attentamente la storia e lo sviluppo di queste idee che sovvertono la vita familiare sana. Questo libro, insieme a Leading a Worthy Life di Leon Kass e Making Gay Okay di Robert Reilly, formano una trilogia di base per spiegare le cause e le origini della deviazione dal bene che vediamo ovunque nella vita moderna, sia pubblica che privata. Non ci si può allontanare dal libro di Morse senza una profonda preoccupazione del fatto che la Chiesa stessa non è più pienamente affidabile nel difendere i bisogni delle famiglie nel mondo moderno. Anche così, il libro è enormemente utile per il modo in cui le questioni che dobbiamo affrontare sono state attentamente delineate. Non ci sarà alcun cambiamento in meglio finché non vedremo perché il cambiamento è necessario e possibile. Lo Stato sessuale offre un’analisi insuperabile di come siamo arrivati dove ora siamo e di come possiamo cominciare a invertire la rotta.

fonte: Crisis Magazine

 

Il Reverendo James V. Schall, S.J., ha insegnato scienze politiche alla Georgetown University per molti anni. È l’autore di The Mind That Is Catholic dalla Catholic University of America Press; Remembering Belloc dalla St. Augustine Press; e Reasonable Pleasures dalla Ignatius Press. I suoi libri più recenti includono Una linea attraverso il cuore umano: Sul peccato e l’essere perdonati (2016) e sui principi della tassazione della birra e altri brevi saggi filosofici (2017). I suoi libri più recenti sono Catholicism and Intelligence (Emmaus Road, 2017) e The Universe We Think In (CUA Press, 2018).




Medico prescrive ormoni per la transizione sessuale ad adolescente alla prima visita. Riconosciuto colpevole.

Ecco cosa potrebbe succedere ai ragazzi in un mondo ideologizzato quando genitori imboniti dalla gender fluidity per i loro figli si affidano a medici che potrebbero essere imprudenti, senza scrupoli o altrettanto invasi dalla gender fluidity: medico prescrive ormoni per la transizione sessuale ad adolescente alla prima visita. Riconosciuto colpevole.

Ecco un articolo di James Risdon nella mia traduzione.

Foto: medico

Foto: medico

 

Un medico canadese che ha distribuito le prescrizioni per gli ormoni della transizione sessuale ad adolescenti “transgenderizzati” – anche prima che la loro salute mentale potesse essere valutata – ha restituito la sua licenza medica dopo essere stato giudicato colpevole di cattiva condotta professionale e incompetenza.

Il Collegio of Medici e dei Chirurghi dell’Ontario ha dichiarato il Dr. James Scott Bradley Martin colpevole di tali accuse alla fine di settembre.

“Dr. Martin ha accettato di rinunciare alla sua licenza e non praticare in Ontario o altrove,” ha detto Shae Greenfield, un portavoce dell’ente dei Medici e Chirurghi dell’Ontario.

In un caso esaminato da un esperto per il Collegio dei Medici e Chirurghi dell’Ontario, una ragazza adolescente è andata a vedere il London, un ostetrico-ginecologo con sede in Ontario perché voleva le si praticasse una mastectomia e, nella sua mente, diventare un ragazzo.

Le è bastata una sola visita di 30 minuti nello studio medico per ottenere la prescrizione di ormoni sessuali di transizione.

In un video sui pericoli dell’attuale approccio alla gestione dei bambini che soffrono di confusione di genere e pensano di essere intrappolati in un corpo di sesso biologico sbagliato, la presidente dell’American College of Pediatricians Dr. Michelle Cretella delinea i danni che gli ormoni cross-sex infliggono ai bambini.

Gli ormoni sulla transizione sessuale sono estrogeni e testosterone“, dice la dottoressa Cretella. “Questi farmaci mettono i bambini piccoli a rischio di malattie cardiache, ictus, diabete, tumori, e persino proprio i problemi emotivi che gli esperti sostengono di prevenire“.

Dr. Martin, però, stava distribuendo le prescrizioni per questi ormoni alla sua prima visita con i pazienti.

In una sintesi dell’indagine e poi delle azioni disciplinari adottate contro di lui dall’organismo di regolamentazione della sua professione in Ontario, l’esperto in pediatria e medicina adolescenziale ha messo sotto revisione due dei casi del Dr. Martin nei quali ha notato la fretta con cui aveva prescritto ormoni di transizione sessuale.

“Gli ormoni della transizione sessaule hanno molti effetti collaterali, tra cui l’infertilità,” l’esperto non identificato ha notato. “È necessario più tempo per elaborare le informazioni sugli effetti collaterali in modo che gli adolescenti possano prendere una decisione informata. Il Dr. Martin difettava di giudizio a questo proposito”.

L’esperto ha concluso che il trattamento del Dr. Martin dei suoi pazienti li ha esposti a “danni o lesioni”.

Secondo la relazione di quell’esperto, l’ostetrico-ginecologo non affrontava le diagnosi di salute mentale spesso associate alla disforia di genere, compresa la depressione e l’ansia.

“Non c’è stata nessuna valutazione della salute mentale prima di avviare la cura con ormoni della transizione sessuali”, ha riferito l’esperto.

Questa indagine del Dr. Martin da parte dell’organismo di regolamentazione è iniziata nel 2016 dopo che il ministero della salute dell’Ontario ha dato una soffiata.

Ma questa non era la prima volta che il trattamento dei pazienti da parte del medico era stato esaminato dal Collegio dei Medici e Chirurghi dell’Ontario.

E’ stato solo sulla scia di un’altra udienza disciplinare nella sua pratica nel 2014 che il Dr. Martin ha spostato la sua attenzione dal trattamento dell’infertilità e dei disturbi dell’alimentazione al “trattamento” della confusione di genere e al lavoro con i pazienti transgender.

Quattro anni fa, l’organismo di regolamentazione gli ha vietato di praticare la medicina della fertilità di qualsiasi tipo e gli ha detto di smettere di fare consulenza sui pazienti con disturbi alimentari. E ‘stato giudicato colpevole di cattiva condotta professionale in relazione alla sua pratica della medicina della fertilità e ha ammesso che i disturbi alimentari non rientravano nel suo ambito di competenza. Egli è stato anche condannato a pagare le spese di circa 40.000 dollari al Collegio dei Medici e Chirurghi dell’Ontario.

Con la sua ultima udienza disciplinare, il Dr. Martin è stato condannato a pagare le spese di 6.000 dollari all’organismo di regolamentazione.

 

fonte: LifeSiteNews

 




Un gruppo dei pediatri sollecita l’accettazione del genere sessuale preferito dai bambini

Un certo vento sta soffiando sempre più forte. L’American Academy of Pediatrics (AAP) ha pubblicato nuove linee guida lunedì. Ha  invitato  i genitori ad accettare l’identità di genere preferita dei loro figli, a cominciare da quando sono bambini.

Mairead Mcardle ce lo racconta in questo articolo che vi propongo nella mia traduzione. Altri articoli qui e qui.

Foto: un bambino beve acqua durante il gay pride in Bucharest (Bogdan Cristel/Reuters)

Foto: un bambino beve acqua durante il gay pride in Bucharest (Bogdan Cristel/Reuters)

L’American Academy of Pediatrics (AAP) ha pubblicato nuove linee guida lunedì, invitando i genitori ad accettare l’identità di genere preferita dei loro figli.

in una dichiarazione programmatica dal titolo “Assicurare la cura completa e il supporto per i bambini e gli adolescenti transgender e Gender-Diverse,” il gruppo ha raccomandato l’assistenza sanitaria di “assegnazione di genere” per i minori che non si identificano con il loro sesso di nascita. In alcuni casi, questo include “interventi chirurgici”, così come l’uso di ormoni che rilasciano gonadotropina per ritardare la pubertà fino ai 16 anni e prevenire lo sviluppo di alcune caratteristiche sessuali, come il seno e una voce più profonda.

Il gruppo prescrive anche una terapia per i membri della famiglia di giovani che si identificano come “gender-diverse”. L’Accademia Americana dei Pediatri (AAP) ha detto che spera di sradicare la discriminazione e lo stigma associati ai “giovani che non si conformano alle aspettative sociali e alle norme relative al genere”.

La dichiarazione dell’AAP cita statistiche che mostrano che gli individui transgender hanno maggiori probabilità di soffrire di depressione, ansia, disturbi alimentari, autolesionismo e suicidio, tutti fattori che il gruppo attribuisce all’inadeguata assistenza sanitaria e allo stigma sociale. I giovani diverse-gender devono essere rassicurati che “le identità transgender e le diverse espressioni di genere non costituiscono un disturbo mentale” e sono “aspetti normali della diversità umana”, hanno scritto gli autori della dichiarazione. Nel frattempo, le cosiddette “terapie riparative” sono “ingiuste e ingannevoli” e “si è dimostrato che non solo non hanno avuto successo, ma che sono anche deleterie e sono considerate al di fuori della pratica medica tradizionale”.

“Come pediatri e genitori, riconosciamo anche quanto sia difficile, e a volte confuso, per i membri della famiglia comprendere l’esperienza e i sentimenti dei loro figli”, ha detto Cora Breuner, MD, che presiede il Comitato AAP sull’Adolescenza.

“La cosa più importante è che un genitore ascolti, rispetti e sostenga l’identità auto-espressa del proprio figlio”, ha detto Jason Rafferty, MD, l’autore principale della policy.  “Questo incoraggia conversazioni aperte che possono essere difficili, ma fondamentali per la salute mentale del bambino e la resilienza e il benessere della famiglia”.

“Quelli di noi presenti nella comunità medica sono pronti ad aiutarli”, ha detto Ilana Sherer, MD, membro della sezione dell’AAP riguardante Lesbica, Gay, Bisessuale e Transgender Health and Wellness.

Le nuove prescrizioni ufficiali dell’AAP per il trattamento dei giovani LGBT arrivano mentre il dibattito sulla disforia di genere continua ad infuriare nella comunità medica. Alcuni esperti hanno messo in dubbio ciò che gli scienziati progressisti hanno sostenuto sia il corretto approccio alla disforia di genere nei bambini. Nel 2016, il dottor Kenneth Zucker è stato licenziato dopo essere stato per decenni nella prestigiosa Child Youth and Family Gender Identity Clinic a causa dell suo più cauto trattamento dei bambini affetti da disforia di genere. Lisa Littman, professore aggiunto di scienze comportamentali e sociali alla Brown University School of Public Health, ha anche scatenato polemiche con uno studio che suggerisce che alcuni dei bambini con sintomi di disforia di genere soffrivano effettivamente di condizioni psichiatriche separate, un’ipotesi impopolare tra i medici progressisti.

Nel frattempo, l’American College of Pediatricians è stato diffamato come un gruppo che diffonde odio da parte del Southern Poverty Law Center e altri per aver sollecitato cautela contro un frettoloso incoraggiamento degli adolescenti ad abbracciare un’identità di genere diversa da quella di nascita.

“L’adolescenza è un periodo di sconvolgimento e di provvisorietà”, ha scritto l’ACP in una lettera del 2010 ai sovrintendenti delle scuole. “Gli adolescenti sperimentano confusione su molte cose, tra cui l’orientamento sessuale e l’identità di genere, e sono particolarmente vulnerabili alle influenze ambientali”.

 

 

Fonte: National Review




Stupratore maschio che si identifica come ‘femmina’ trasferito al carcere femminile, aggredisce le donne

Un articolo di Calvin Freiburger ci racconta un caso che mette bene in evidenza i risultati di una politica che ha abbracciato la teoria gender. Stupratore maschio che si identifica come ‘femmina’ trasferito al carcere femminile, aggredisce le donne.

foto: 'Karen' White, 52 anni.

foto: ‘Karen’ White, 52 anni.

Uno stupratore biologicamente maschio che “si identifica” come donna è stato accusato di aver aggredito sessualmente quattro donne detenute poco dopo essere stato trasferito in una struttura (carceraria) interamente femminile.

Stephen Wood è un uomo di 52 anni, condannato per reati sessuali e pedofilo che ora si chiama “Karen” White. Si è dichiarato colpevole di aver stuprato una donna nel 2003 e un’altra nel 2016. Ha anche adottato il nome David Thompson a un certo punto, e sta aspettando la condanna per aver accoltellato un vicino di casa.

L’esatta natura della situazione di Wood non è chiara. Ha riferito che ha iniziato a “identificarsi” come “femmina” nel 2014, ma alcuni dei suoi amici hanno sostenuto alla stampa che egli è solo un drag artista e non ha veramente una disforia di genere. Altri, tuttavia, riferiscono che ha cercato aiuto presso un gruppo di transgender a Manchester, che lo ha indirizzato ad una “gender identity clinic” a Sheffield.

Wood non ha subito il cosiddetto intervento chirurgico per il cambiamento di sesso, ma poiché “si identifica” come donna è stato rimandato nella prigione di New Hall, una prigione femminile. Lì, riporta il Daily Mail, ha sfruttato l’opportunità per aggredire sessualmente quattro donne vere e proprie. In particolare, Wood si sarebbe esposto a una detenuta, ha messo una seconda mano della detenuta sul suo seno e ha fatto “commenti inappropriati sul sesso orale”, si è spinto “indecentemente” contro una terza detenuta, e ha baciato una quarta sul collo.

Wood ha ammesso due delle violenze ma ha negato le altre, sostenendo di soffrire di disfunzione erettile e di non essere attratto dalle donne.

A seguito degli incidenti, Wood è stato trasferito alla struttura maschile HM Prison Leeds.

“Ci scusiamo sinceramente per gli errori che sono stati commessi in questo caso”, ha detto un portavoce del Servizio penitenziario. “Mentre lavoriamo per gestire tutti i prigionieri, compresi quelli che sono transgender, con sensibilità e in linea con la legge, siamo chiari sul fatto che la sicurezza di tutti i prigionieri deve essere la nostra priorità assoluta”.

Le femministe possono credere correttamente che ‘le donne non hanno il pene’, ma secondo le ultime cifre, ci sono 125 detenuti transgender nelle prigioni in Inghilterra e Galles“, ha scritto l’autrice Ann Farmer di MercatorNet in risposta all’incidente. “Con questo tipo di incoraggiamento da parte delle autorità, per le quali la sicurezza pubblica dovrebbe essere una priorità assoluta, questo problema non scomparirà presto“.

Infatti“, ha avvertito, “è probabile che cresca, anche se è improbabile che molti ‘trans uomini’ (cioè donne che credono di essere uomini) cercheranno di essere trasferiti nelle prigioni maschili – anche se dichiarano di essere stupratori“.

In tutto il mondo l’incarcerazione per la segregazione sessuale è uno dei tanti fronti trascurati nella guerra in corso per l'”identità di genere”. Negli Stati Uniti, l’amministrazione Trump ha cambiato a maggio il processo di gestione dei detenuti confusi riguardo al genere in modo che, mentre le decisioni verrebbero prese caso per caso, la “determinazione iniziale” si baserà sul sesso biologico e che mettere gli uomini con le donne (o viceversa) dovrebbe essere approvato solo in “rari casi“.

 

Fonte: LifeSiteNews