I bambini di Pornhub

Oltre alla dipendenza che causa in troppi utilizzatori soprattutto giovanissimi, nel mondo del porno si sta ora presentando con sempre maggior frequenza il problema dei video rubati a donne e ragazzine non consenzienti, delle registrazioni di stupri e dei video con minori caricati e ricaricati infinite volte anche dopo la segnalazione e la rimozione. Questo articolo del NYT, pur non affrontando la questione del porno, che anzi in qualche modo difende, spiega molto bene le gravi violazioni della dignità di donne e ragazzine che il più grande social di condivisione di materiale pornografico continua ad accettare e su cui fa incasso.

Ecco l’articolo di Nicholas Kristof nella nostra traduzione. 

 

 

Perché il Canada consente a questa azienda di trarre profitto da video di sfruttamento e abusi?

(Questo articolo contiene descrizioni di violenza sessuale)

Pornhub si vanta di essere il volto sorridente ed ammiccante della malizia, il sito web che paga un cartellone pubblicitario a Times Square e fornisce spazzaneve per ripulire le strade di Boston. Fa donazioni a organizzazioni che lottano per l’uguaglianza razziale e offre contenuti bollenti gratuiti per convincere la gente a resistere al lock-down per il Covid-19.

Quel presunto sano Pornhub attira 3,5 miliardi di visite al mese, più di Netflix, Yahoo o Amazon. Pornhub raccoglie denaro da quasi tre miliardi di dollari di pubblicità al giorno. Una classifica vede Pornhub come il decimo sito web più visitato al mondo.

Eppure c’è un altro aspetto dell’azienda: il suo sito è infestato da video di stupro. 

Monetizza gli stupri di minori, il  revenge porn, i video di telecamere di sorveglianza  fatti a donne sotto  la doccia, i contenuti razzisti e misogini e i filmati di donne asfissiate con sacchetti di plastica. La ricerca di “ragazze sotto i 18 anni” (scritto “under18”) o “14yo” (14enni, ndt) porta in ogni caso a più di 100.000 video. La maggior parte non riguarda bambini che vengono aggrediti, ma ce ne sono comunque troppi.

Dopo che una ragazza di 15 anni era scomparsa in Florida, sua madre l’ha trovata su Pornhub – in 58 video di sesso. Le aggressioni sessuali a una ragazza californiana di 14 anni erano state pubblicate su Pornhub e sono state segnalate alle autorità non dalla compagnia ma da un compagno di classe che ha visto i video. In ogni caso, i delinquenti sono stati arrestati per le aggressioni, ma Pornhub è sfuggito alla responsabilità di aver condiviso i video e averne tratto profitto.

Pornhub è come YouTube in quanto consente ai membri del pubblico di pubblicare i propri video. La grande maggioranza dei 6,8 milioni di nuovi video pubblicati sul sito ogni anno probabilmente coinvolge adulti consenzienti, ma molti descrivono abusi sui minori e violenza non consensuale. Poiché è impossibile essere sicuri che un giovane in un video abbia 14 o 18 anni, né Pornhub né nessun altro ha un’idea chiara di quanto contenuto sia illegale.

A differenza di YouTube, Pornhub consente di scaricare questi video direttamente dal suo sito web. Quindi, anche se un video di stupro viene rimosso su richiesta delle autorità, potrebbe essere già troppo tardi: il video sopravvive poiché viene condiviso con altre persone o caricato più e più volte.

“Pornhub è diventato il mio sfruttatore”, mi ha detto una donna di nome Cali. Dice di essere stata adottata negli Stati Uniti dalla Cina e poi ceduta dalla sua famiglia adottiva e costretta a comparire in video pornografici a partire da quando aveva 9 anni. Alcuni video dei suoi abusi, ha detto, sono finiti su Pornhub e lì riappaiono regolarmente.

“Vengo ancora venduta, anche se da cinque anni sono fuori da quella vita”, ha detto Cali. Ora ha 23 anni, studia in un’università e spera di diventare avvocato, ma quei vecchi video incombono sulla sua vita.

“Potrei non riuscire mai a sfuggire a questa storia”, ha detto. “Potrei avere 40 anni ed avere otto figli e ci sarà ancora gente che si masturba davanti alle mie foto.”

“Se digiti “Giovane Asiatica” probabilmente riesci a trovarmi”, ha aggiunto.

In realtà, forse non ci si riesce. Recentemente Pornhub proponeva 26.000 video in risposta a quella ricerca. Senza contare i video che vengono visualizzati in “ricerche correlate” suggerite da Pornhub, tra cui “giovanissima adolescente”, “adolescente extra piccola”, “adolescente asiatica piccolissima” o semplicemente “ragazza giovane”.  E senza necessariamente contare i video su un canale di Pornhub chiamato “adolescente asiatica abusata”.

Il problema non è la pornografia ma lo stupro. Concordiamo almeno sul fatto che promuovere aggressioni contro bambini o chiunque senza consenso sia inconcepibile. Il problema con Bill Cosby o Harvey Weinstein o Jeffrey Epstein non era il sesso ma la mancanza di consenso – e così è con Pornhub.

Mi sono imbattuto in molti video su Pornhub che erano registrazioni di aggressioni a donne e ragazze prive di sensi. Gli stupratori aprivano le palpebre delle vittime e toccavano loro i bulbi oculari per mostrare che non rispondevano agli stimoli.

Pornhub ha tratto profitto questo autunno da un video di una donna nuda torturata da una banda di uomini in Cina. Monetizza compilation di video con titoli come “Screaming Teen” (Adolescente che grida), “Degraded Teen” (Adolescente umiliata) e “Extreme Choking” (Soffocamento estremo). Cercate un video di soffocamento e potrebbe suggerirvi di cercare anche “She Can’t Breathe” (Lei non riesce a respirare: riprende la frase di George Floyd, ndt).

Dovrebbe essere possibile essere favorevoli al sesso e contrari a Pornhub. 

Pornhub ha rifiutato di rendere disponibili i nomi di chi carica le registrazioni, ma ha rilasciato una dichiarazione. “Pornhub è esplicitamente impegnata  nella lotta al materiale pedopornografico e ha istituito una policy globale, leader nel settore, di affidabilità  e sicurezza per identificare ed eliminare il materiale illegale dalla nostra comunità”, ha affermato. Pornhub ha aggiunto che qualsiasi affermazione secondo cui la società autorizza i video di bambini sul sito “è irresponsabile e palesemente falsa”.

II.

A 14 anni, Serena K. Fleites era una brava studentessa a Bakersfield, in California, e non aveva mai fatto sesso con un ragazzo. Ma all’ottavo anno ha preso una cotta per un ragazzo di un anno più grande e lui le ha chiesto di fare un video nuda. Le glielo ha mandato e questo le ha cambiato la vita.

Lui gliene chiese un altro, poi un altro ancora; lei era imbarazzata ma lusingata. “È stato allora che ho iniziato a ricevere strani sguardi a scuola”, ha ricordato. Lui aveva condiviso i video con altri ragazzi e qualcuno li aveva pubblicati su Pornhub.

Il mondo di Fleites è crollato. È già abbastanza difficile avere 14 anni senza che i tuoi compagni di classe si divertano guardandoti nuda e poi prendendoti in giro come una prostituta. “C’erano persone che mi scrivevano che, se non avessi mandato loro un video, li avrebbero mandati a mia madre”, ha raccontato.

Il ragazzo è stato sospeso, ma Fleites ha iniziato a saltare la scuola perché non poteva sopportare la vergogna. Sua madre ha convinto Pornhub a rimuovere i video e Fleites ha cambiato scuola. Ma le voci arrivarono nella nuova scuola e presto i video furono caricati di nuovo su Pornhub e altri siti web.

Fleites ha litigato  con sua madre e iniziato  a tagliarsi. Poi un giorno è andata all’armadietto dei medicinali e ha preso tutte le pillole antidepressive che era riuscita a trovare.

Tre giorni dopo, si è svegliata in ospedale, frustrata per essere ancora viva. Poi si è impiccata in bagno; la sua sorellina l’ha trovata e i medici l’hanno rianimata.

Mentre Fleites scendeva nel gorgo, un amico l’ha iniziata alle metanfetamine e agli oppioidi, e lei è diventata dipendente da entrambi. Ha abbandonato la scuola ed è diventata una senzatetto.

A 16 anni, ha messo un annuncio su Craigslist (un portale di annunci personali, ndt) e ha iniziato a vendere sue foto e video nuda. Era un modo per fare un po’ di soldi, e forse anche un modo per punirsi. Ha pensato: “Non valgo più niente perché tutti hanno già visto il mio corpo”, mi ha detto.

Anche quei video sono finiti su Pornhub. Fleites vorrebbe chiedere che fossero rimossi. Di solito vengono rimossi, dice, ma poi verrebbero caricati di nuovo. Un video con lei nuda a 14 anni ha avuto 400.000 visualizzazioni, dice, lasciandole la paura di fare domanda per lavori in fast food per paura che qualcuno la riconoscesse.

Così oggi Fleites, 19 anni, pulita da droghe da un anno ma disoccupata e traumatizzata, vive nella sua macchina a Bakersfield, insieme a tre cani che si sono dimostrati più leali e amorevoli della specie umana. Sogna di diventare un aiutante veterinario ma non sa bene come riuscirci. “È un po’ difficile andare a scuola quando vivi in ​​macchina con dei cani”, ha detto.

“Sono stata stupida”, ha riconosciuto, sottolineando che non aveva mai immaginato che i video potessero essere condivisi online. “Era una di quelle sciocchezze da adolescente, ed è pazzesco come si sia trasformata in qualcosa di molto più grande.

“Una vita intera può essere cambiata a causa di un piccolo errore.”

III.

Il problema va ben oltre un’azienda. In effetti, un rivale di Pornhub, XVideos, che probabilmente ha ancora meno scrupoli, potrebbe attirare più visitatori. Riproduzioni di abusi sui minori compaiono anche su siti tradizionali come Twitter, Reddit e Facebook. E Google supporta modelli di business di aziende che prosperano grazie alle molestie su minori.

Google alla ricerca di “porno giovanile” propone 920 milioni di video. I successi più apprezzati includono un video di una “giovanissima adolescente” nuda impegnata in atti sessuali su XVideo insieme a un video su Pornhub il cui titolo non è riproducibile qui.

Ho chiesto al National Center for Missing and Exploited Children (Centro nazionale per i bambini scomparsi e abusati, ndt) di compilare il numero di immagini, video e altri contenuti relativi allo sfruttamento sessuale infantile segnalati ogni anno. Nel 2015, hanno ricevuto segnalazioni per 6,5 milioni di video o altri file; nel 2017, 20,6 milioni; e nel 2019 69,2 milioni.

Facebook quest’anno in un periodo di tre mesi ha rimosso 12,4 milioni di immagini relative allo sfruttamento di minori. Twitter ha chiuso 264.000 account in sei mesi lo scorso anno per sfruttamento sessuale dei bambini. Al contrario, Pornhub osserva che la Internet Watch Foundation, un’organizzazione no profit con sede in Inghilterra che combatte le immagini di abusi sessuali su minori, ha segnalato solo 118 casi di immagini di abusi sessuali su minori sul suo sito in quasi tre anni, una cifra apparentemente trascurabile. “L’eliminazione dei contenuti illegali è una battaglia continua per ogni piattaforma di contenuti moderna e ci impegniamo a rimanere in prima linea”, ha affermato Pornhub nella sua dichiarazione.

La Internet Watch Foundation non è riuscita a spiegare perché la sua cifra per Pornhub è così bassa. Forse è perché le persone su Pornhub sono abituate al materiale ed è improbabile che lo segnalino. Ma se sai cosa cercare, in 30 minuti è possibile trovare su Pornhub centinaia di video di probabili abusi sessuali su minori. Pornhub ha recentemente offerto playlist con nomi che includono video dal titolo “meno di 18 anni”, “la migliore collezione di ragazzini” e “minori di – – anni”.

Il Congresso e i presidenti che si sono avvicendati non hanno fatto quasi nulla mentre questo problema cresceva. Il mondo tecnologico che lo ha reso possibile è stato per lo più passivo, in una posizione difensiva. Ma i reportage pionieristici dei miei colleghi del Times nel 2019 avevano spinto il Congresso a iniziare a discutere strategie concorrenti per affrontare lo sfruttamento dei minori.

Le preoccupazioni nei confronti di Pornhub stanno aumentando. Una petizione per chiudere il sito ha ricevuto 2,1 milioni di firme. Il senatore Ben Sasse, un repubblicano del Nebraska, ha chiesto al Dipartimento di Giustizia di indagare su Pornhub. PayPal ha interrotto i servizi per l’azienda e alle società di carte di credito è stato chiesto di fare lo stesso. Un’organizzazione chiamata Traffickinghub , guidata da un’attivista di nome Laila Mickelwait, documenta gli abusi e chiede che il sito venga chiuso. Venti membri del parlamento canadese hanno chiesto al proprio governo di adottare provvedimenti severi contro Pornhub, che ha effettivamente sede a Montreal.

“Hanno fatto soldi con il mio dolore e la mia sofferenza”, mi ha detto una ragazza di 18 anni di nome Taylor. Il suo ragazzo ha girato segretamente un video in cui  a 14 anni compiva un atto sessuale, video che poi, come conferma la Polizia, è finito su Pornhub. “Il giorno dopo sono andata a scuola e, mentre percorrevo il corridoio, tutti guardavano il cellulare e me”, ha aggiunto piangendo “E ridevano.”

Taylor ha detto di aver tentato il suicidio due volte a causa dell’umiliazione e del trauma subiti. Come altri citati qui, ha accettato di raccontare la sua storia e di aiutarci a documentarla perché ha pensato che questo potrebbe aiutare altre ragazze ad evitare di soffrire come ha sofferto lei.

IV.

Pornhub è di proprietà di Mindgeek, un conglomerato privato di media pornografici con più di 100 siti Web, società di produzione e marchi. I suoi siti includono Redtube, Youporn, XTube, SpankWire, ExtremeTube, Men.com, My Dirty Hobby, Thumbzilla, PornMD, Brazzers e GayTube. Ci sono altri importanti attori del porno al di fuori dell’egida di Mindgeek, in particolare XHamster e XVideos, ma Mindgeek è un colosso del porno. Se operasse in un altro settore, il Dipartimento di Giustizia potrebbe imbastire contro di lui una causa antitrust.

Pornhub e Mindgeek si distinguono anche per la loro influenza. Uno studio di quest’anno condotto da una società di marketing digitale ha concluso che Pornhub è stata la società tecnologica con il terzo maggiore impatto sulla società nel 21° secolo, dopo Facebook e Google, ma prima di Microsoft, Apple e Amazon.

Con sede nominale in Lussemburgo per motivi fiscali, Mindgeek è una società privata gestita da Montreal. Non si sa chi lo possiede, ma è guidato da Feras Antoon e David Tassillo, entrambi canadesi, che hanno rifiutato di essere intervistati.

Il primo ministro Justin Trudeau del Canada si definisce un femminista e si dichiara orgoglioso degli sforzi del suo governo per l’emancipazione femminile in tutto il mondo. Ecco allora una domanda per Trudeau e tutti i canadesi: perché il Canada ospita una società che propone video di stupro a tutto il mondo?

I moderatori del sito di Mindgeek sono incaricati di filtrare i video con i bambini, ma il suo modello di business trae profitto dai video di sesso con protagonisti i giovanissimi.

“Il compito di un moderatore di contenuti è quello di far passare il maggior numero di contenuti possibile”, mi ha detto un ex dipendente Mindgeek. Ha anche detto di non ritenere che i massimi dirigenti siano cattivi, ma che puntino soprattutto a massimizzare le entrate.

Sebbene Pornhub non mi abbia detto quanti moderatori utilizza ne ho intervistato uno che ha detto che ce ne sono circa 80 in tutto il mondo che lavorano sui siti Mindgeek (in confronto, Facebook mi ha detto che ha 15.000 moderatori). Con 1,36 milioni di nuove ore di video caricate ogni anno su Pornhub, ciò significa che ogni moderatore dovrebbe rivedere centinaia di ore di contenuti ogni settimana.

I moderatori fanno avanzare rapidamente i video, ma spesso è difficile valutare se una persona ha 14 o 18 anni o se la tortura è reale o falsa. La maggior parte dei contenuti per minorenni coinvolge adolescenti, ha detto il moderatore con cui ho parlato, ma alcuni provengono da telecamere spia nei bagni o negli spogliatoi e mostrano bambini dagli 8 ai 12 anni.

“Ė un lavoro che porta all’autodistruzione”, ha detto il moderatore.

A Pornhub sembrano essere sempre più allarmati sulle proprie responsabilità civili o penali. Gli avvocati li stanno accerchiando e nove donne hanno citato in giudizio l’azienda presso il tribunale federale dopo che sono usciti su Pornhub dei video di telesorveglianza. I video sono stati girati in uno spogliatoio del Limestone College nella Carolina del Sud e mostravano donne che facevano la doccia e si vestivano.

I dirigenti di Pornhub in passato sembrano aver presunto di godere dell’immunità ai sensi della Sezione 230 del Communications Decency Act, che protegge le piattaforme Internet su cui i membri pubblicano contenuti. Ma nel 2018 il Congresso ha limitato la Sezione 230 in modo che potrebbe non essere sufficiente a proteggere l’azienda, portando Mindgeek a comportarsi meglio.

Hanno raddoppiato il numero di moderatori negli ultimi due anni, mi ha detto il moderatore, e quest’anno Pornhub ha iniziato a segnalare volontariamente materiale illegale al National Center for Missing and Exploited Children. Dopo aver agito  in precedenza con malavoglia e lentezza nel rimuovere video con bambini e contenuti non consensuali, Pornhub ora sta rispondendo più rapidamente.

Ha anche compilato un elenco di contenuti vietati. Ho ottenuto una copia di questo elenco e si propone di escludere i video con termini o temi come “stupro”, “preadolescente”, “pedofilia” e “bestialità” (chiarisce utilmente che “include anguille, pesci, polpi, insetti”). I pannolini sono OK “se non è coprofilia”. Le mutilazioni dipendono dal contesto ma “non si possono rappresentare recisioni di parti del corpo”.

Quindi, anche se ora non è più possibile cercare su Pornhub in inglese utilizzando termini come “minorenne” o “stupro”, la società non si è sforzata di eliminare tali video. Un membro chiamato “13yoboyteen” (ragazzino tredicenne, ndt) può pubblicare video. Una ricerca per “r * pe” (st*pro, ndt) restituisce 1.901 video. “Ragazzina con l’apparecchio per i denti” mostra 1.913 video e suggerisce di provare anche “ragaxxine giovanissime”. Una ricerca per “13 anni” genera 155.000 video. Per essere chiari, la maggior parte non ha 13 anni, ma il fatto che siano promossi con quel linguaggio sembra riflettere il tentativo di attirare i pedofili.

Inoltre, alcuni video sembrano in contrasto con l’elenco dei contenuti vietati. “Runaway Girl Gets Ultimatum, Anal or the Streets” (Ultimatum a ragazza scappata di casa: sesso anale o la strada, ndt) è il titolo di un video di Pornhub. Un altro utente pubblica video che documentano sesso con ragazze adolescenti che piangono, protestano e gridano di dolore.

Mentre Pornhub sta diventando più attento ai video di utenti  americani che potrebbero fare causa, rimane sprezzante sulle vittime dell’estero. Un video indonesiano si intitola “Junior High School Girl After Class” e mostra quella che sembra essere una giovane adolescente che fa sesso. Un video di sesso cinese, appena rimosso, era intitolato: “Bella ragazza del liceo viene ingannata dai compagni di classe e portata in cima a un edificio dove viene insultata e violentata”.

“Loro guadagnano denaro sul momento peggiore della mia vita, sul  mio corpo”, mi ha detto un’adolescente colombiana che ha chiesto di essere chiamata Xela, uno pseudonimo.  Due uomini americani l’hanno pagata quando aveva 16 anni per un incontro sessuale che hanno filmato e poi pubblicato su Pornhub. È una delle tante vittime di Pornhub che mi hanno detto di aver pensato o tentato il suicidio.

Negli ultimi giorni, mentre stavo completando questo articolo, sono stati pubblicati due nuovi video di ragazze in età prepuberale aggredite, insieme a un video di sesso di una ragazza di 15 anni che si era suicidata dopo essere finita online. Non vedo come dei moderatori in buona fede possano approvare video del genere.

V.

“Sarà sempre online”, mi ha detto Nicole, una donna britannica che ha visto pubblicati e ripubblicati suoi video su Pornhub. “Questa è la mia grande paura nell’avere figli, che vedano queste cose.”

Questo è un tema ricorrente tra le vittime: uno stupro ha una qualche fine, ma Pornhub rende la sofferenza interminabile.

Video con Nicole, nuda a 15 anni, sono stati pubblicati su Pornhub. Ora ne ha 19 e da due anni cerca di rimuoverli.

“Perché i miei video di quando avevo 15 anni ed ero sotto ricatto, video che sono pornografia infantile, [vengono] caricati continuamente?” Nicole l’anno scorso ha protestato verso Pornhub  con un messaggio. “Avete davvero bisogno di un sistema migliore. … Ho cercato di uccidermi più volte dopo essermi ritrovata caricata nuovamente sul vostro sito web. “

L’avvocato di Nicole, Dani Pinter, dice che su Pornhub ci sono ancora almeno tre video di Nicole nuda all’età di 15 o 16 anni che stanno cercando di far rimuovere.

“Non finirà mai”, ha detto Nicole. “Guadagnano troppi soldi dai nostri traumi”.

Pornhub ha introdotto un software che in teoria dovrebbe “rilevare” i video di stupro e impedire che vengano caricati di nuovo. Ma Vice ha mostrato come questa tecnologia sia facilmente aggirabile su Pornhub.

Uno scandalo di Pornhub ha coinvolto la società di produzione Girls Do Porn, che ha reclutato giovani donne per esibizioni come modelle vestite e poi le ha spinte a esibirsi in video di sesso, sostenendo che i video sarebbero stati venduti solo come DVD in altri paesi e non sarebbero mai andati online. Rassicurate che nessuno l’avrebbe mai saputo, alcune delle donne avevano acconsentito – e sono rimaste sconvolte quando i filmati furono commercializzati in modo massiccio su Pornhub.

La Girls Do Porn è stata perseguita per sfruttamento sessuale e fatta chiudere. Ma quei video continuano ad emergere e riaffiorare su Pornhub; l’ultima volta che ho controllato, i video di sei vittime di Girls Do Porn erano ancora su Pornhub, che continua a trarne profitto.

Una delle donne di Girls Do Porn che ho visto su Pornhub ora è morta. È stata assassinata a 20 anni, presumibilmente da un ex fidanzato arrabbiato che sta per essere processato. 

 Non voglio rivelarne il nome perché dovrebbe essere ricordata come una valida atleta universitaria e non per un video di sesso che ha rappresentato il momento più mortificante della sua vita.

VI.

Allora qual è la soluzione?

Mi aspettavo che le vittime volessero far chiudere Pornhub e mandare i suoi dirigenti in prigione. Alcuni volevano questo, ma altri avevano posizioni più sfumate. Lydia, che ora ha 20 anni, è stata sfruttata da bambina e sul sito sono stati pubblicati molti suoi video di stupro. “Mi fa sempre male lo stomaco” per la tensione, mi ha detto, ma non vuole passare per contraria  al porno in quanto tale.

“Non voglio che la gente capisca  ‘No al  porno!'” Mi ha detto Lydia. “Direi piuttosto ‘Smettetela di fare del male ai bambini'”.

Susan Padron mi ha detto che aveva supposto che la pornografia fosse consensuale, fino a quando un fidanzato non l’ha filmata in un atto sessuale quando aveva 15 anni e l’ha pubblicata su Pornhub. Da allora ha lottato e crede che solo le persone che hanno confermato la propria identità dovrebbero essere autorizzate a pubblicare video.

Jessica Shumway, che è stata vittima dello sfruttamento e un suo video di sesso è stato caricato da un utente su Pornhub, concorda: “Devono capire chi è minorenne nei video e che ci sia  il consenso di tutti”.

Ho chiesto a Leo, 18 anni, che aveva suoi video di quando aveva 14 anni pubblicati su Pornhub cosa suggeriva.

“È dura”, ha detto. “La mia soluzione sarebbe lasciare il porno a società di produzione professionali”, perché richiedono una prova dell’età e il consenso.

In questo momento quelle aziende non riescono a competere con siti per lo più gratuiti come Pornhub e XVideos.

“Pornhub ha già distrutto il modello di business dei siti a pagamento”, ha detto Stoya, attrice e sceneggiatrice di film per adulti. Anche lei pensa che tutte le piattaforme, da YouTube a Pornhub, dovrebbero richiedere una prova del consenso per caricare video di privati.

Si presume che gli editorialisti dovrebbero offrire risposte, ma io faccio fatica a pensare ad una soluzione. Se Pornhub curasse il caricamento dei video in modo più rigoroso, il materiale più offensivo potrebbe semplicemente spostarsi sul dark web o su siti web in paesi meno regolamentati. Però questo almeno impedirebbe che  poi venissero normalizzati su un sito mainstream.

Più pressione e meno impunità aiuterebbero. Stiamo già vedendo che limitare l’immunità garantita dalla “Sezione 230” porta ad una migliore auto-sorveglianza.

E chiamatemi puritano, ma non vedo perché i motori di ricerca, le banche o le società di carte di credito dovrebbero sostenere una società che monetizza le aggressioni sessuali su bambini o donne incoscienti. Se PayPal ha potuto sospendere la collaborazione con Pornhub, anche American Express, Mastercard e Visa possono farlo.

Non vedo alcuna soluzione precisa. Ma oltre a limitare l’immunità in modo che le aziende siano incentivate a comportarsi meglio, ecco tre passaggi che potrebbero aiutare: 1.) Consentire solo agli utenti verificati di pubblicare video. 2.) Proibire il download. 3.) Aumentare la moderazione.

Queste misure non ucciderebbero il porno né infastidirebbero molto i consumatori;  

YouTube prospera senza download. Siri Dahl, un’importante porno star che fa affari con Pornhub, mi ha detto che le mie tre proposte sono “assurdamente ragionevoli”.

Il mondo è stato spesso ignaro degli abusi sessuali sui minori, da quelli della Chiesa cattolica a quelli dei boy scout. Con grave ritardo abbiamo perseguito persone come Jeffrey Epstein o R. Kelly . Ma dovremmo anche opporci alle società che sfruttano sistematicamente i bambini. Con Pornhub, abbiamo un Jeffrey Epstein moltiplicato per 1.000.

 

 




DROGATI DI PORNOGRAFIA – «Ma lo sapete cosa sta succedendo (anche) ai giovani?». Parla Luca Marelli presidente di PuridiCuore

Pornografia

 

 

di Giorgia Brambilla

 

Comunemente nella trattazione morale si parla di pornografia all’interno delle offese della sessualità. Oggi, grazie agli studi di ambito neuropsicologico, si comprende l’importanza e la necessità di considerarla anche all’interno delle dipendenze, proprio per i suoi effetti sul cervello.

Tra gli studi più caldi sul tema degli effetti che la pornografia esercita sul cervello umano, due lavori hanno suscitato particolare scalpore e interesse per le conclusioni a cui sono arrivati.

In prima linea vi sono lo studio di Valerie Voon, neuroscienziata dell’Università di Cambridge, che parla dei meccanismi di dipendenza condivisi tra porno e droga e quello dei ricercatori del Max Planck Institute for Human Development di Berlino, che alla stessa dipendenza riconducono anche una diminuzione della massa cerebrale in alcune aree del cervello (qui). Negli ultimi decenni, infatti, accanto alle dipendenze “classiche” da sostanza (alcol, droga, ecc.), troviamo dei disturbi psichici caratterizzati dalla adozione di comportamenti finalizzati alla fruizione di esperienze gratificanti. Queste patologie emergenti vengono chiamate “new addiction”; ad esempio la dipendenza dal gioco d’azzardo, da internet, dallo shopping, dal lavoro, dal sesso, dal cibo, dalle relazioni affettive, dallo sport.

Il sistema innescato sarebbe legato al meccanismo di ricompensa dato dalla dopamina o “circuito della gratificazione” (reward system). Questo meccanismo, esercitato a livello cerebrale, aiuta l’uomo a raggiungere gli obiettivi che si prefissa. In sintesi, per raggiungere uno scopo, il cervello rilascia dopamina e stimola il centro delle emozioni spingendo a realizzare l’oggetto del proprio desiderio. Quando l’obiettivo è raggiunto, il desiderio si consolida e, assieme ad esso, anche le connessioni sinaptiche del cervello assumono una nuova “conformazione”.

Anche durante la visione di filmati pornografici viene rilasciata dopamina, che aiuta a consolidare i suddetti meccanismi di ricompensa senza che però il soggetto abbia necessità di lavorare per raggiungere l’obiettivo. In questo modo si consolida un meccanismo di ricompensa errato, in cui il soggetto non è più parte integrante dell’azione che lo porta a “realizzarsi”. Inoltre, il continuo rilascio di dopamina esercita un effetto di innalzamento della soglia di eccitazione neuronale, cosicché per stimolare nuovamente i neuroni sono necessarie dosi di dopamina, quindi di stimoli, progressivamente più alti (qui).

Si tratta di un gruppo di strutture cerebrali che vengono attivate da stimoli gratificanti e che rispondono aumentando il rilascio di dopamina. La dopamina è un neurotrasmettitore – prodotto in diverse aree del cervello tra cui la substantia nigra e l’area tegmentale ventrale (ATV) – che regala piacere, senso di benessere, di pienezza, di soddisfazione e talvolta anche di euforia, più o meno intensi.

Nella dipendenza sessuale o disturbo da ipersessualità, la persona può arrivare ad avere il pensiero fisso del sesso, avere fantasie, impulsi e comportamenti sessuali in risposta a stati d’animo disforici, ad esempio ansia, depressione, noia, irritabilità, e ad eventi stressanti. La pulsione incontrollata può portare alla masturbazione compulsiva, alla promiscuità compulsiva, alla ricerca di materiale pornografico on line e di chat erotiche.

Secondo Barbara Costantini, psicoterapeuta e docente universitaria, questo disturbo ha una progressione. Il temporaneo distacco dalla realtà, durante i comportamenti sessuali, lascia il passo a emozioni negative, che creano una pressione che la persona cerca di superare reiterando i comportamenti sessuali di cui è dipendente (B.Costantini, Dipendenze patologiche e adolescenza: una realtà multifattoriale che necessita di sinergie pedagogiche, psicologiche e sociali).

Ho voluto approfondire l’argomento con Luca Marelli, Presidente e co-fondatore di “Puri di Cuore”, associazione dedicata alle sfide poste dalla pornografia.

 

I “nativi digitali” hanno sempre più facilità di accesso a contenuti hard, cosa che si accompagna a uno spiccato “analfabetismo affettivo”. Come si possono aiutare i giovani a diminuire i “click” pornografici?

Prima di rispondere alla domanda vorrei far capire l’emergenza-pornografia con alcuni dati. Il 30% del traffico web nel mondo è legato solo ed esclusivamente al sesso e il 60% dei siti su Internet è di natura sessuale. In altre parole: 4,6 miliardi di ore annue di visione da parte di uomini, e anche donne, secondo “vecchie” ricerche. Vecchie perchè durante il periodo di isolamento per il Covid-19 le ore sono aumentate. Una devastante emergenza che il governo della Nuova Zelanda ha capito e ha deciso di combattere con uno spot, lo si trova anche su YouTube.

Torniamo alla sua domanda. In base alle statistiche, e soprattutto alla nostra esperienza come associazione “PURIdiCUORE”, i ragazzi accedono a contenuti pornografici per caso o per curiosità; sono attirati, come fosse un gioco, da questo aspetto intimo e potente della persona, ma non lo comprendono. E qui succedono i guai. Se un bambino di 8-10 anni fosse esposto a atti sessuali “dal vero” nessuno negherebbe l’abuso. I nativi digitali, invece, accedono a questi contenuti dai dispositivi dei genitori o che i genitori stessi hanno regalato loro. Pensano di regalare al figlio un pesce e invece gli regalano un serpente (Cf. Lc 11,11). Come aiutare i giovani? Parlando tanto con loro di cosa si scrive, si guarda e si fa in rete. Continuare a parlare, parlare, parlare. I genitori devono esserci e parlare con i figli. E anche diventare “alfabetizzati digitali”, avanzare nella comprensione della rete e dei social, capire come impostare gli strumenti di accesso a internet, a quali APP permettere l’utilizzo ai figli; come impostare i loro profili personali e infine se e quali sistemi di filtri possono essere utili ad evitare accessi accidentali a siti “per adulti”.

 

Durante la quarantena le piattaforme del porno hanno offerto contenuti gratis con la scusa di invitare gli italiani a “restare a casa”. Non crede che in realtà bisognerebbe considerare il fenomeno anche sul piano economico? Oggi la pornografia sembra una vera e propria industria..

Certo, la pornografia è una vera e propria industria purtroppo largamente accettata, anche grazie a serie televisive che già negli anni ’80-’90 trasmettevano il messaggio secondo cui la pornografia sarebbe un legittimo passatempo. Pensiamo alla nota serie TV “Friends”: pornografia, sessualità fluida, sex-friends, tutto condito da risate e battute che banalizzano il problema e sdoganano la nuova morale. Noti siti di video pornografici usano strumenti di marketing per crescere, come le sponsorizzazioni a squadre sportive o a ONG ambientali: devolvono ad esse, che quindi li promuovono, parte del ricavato di specifici video pornografici pro ambiente! Il Covid è stato occasione per inondare il mercato con campagne di fidelizzazione dei clienti della pornografia.

 

Di pornografia si parla di solito relativamente agli adolescenti o ai single, ma molti sono anche gli adulti sposati che accedono a questi contenuti. Ci sono delle conseguenze sulla sessualità di coppia?

Papa Francesco nel 2017 al Convegno per la protezione dei minori, affrontando il tema web e pornografia, disse: «Sarebbe una grave illusione pensare che una società in cui il consumo abnorme del sesso nella rete dilaga fra gli adulti sia poi capace di proteggere efficacemente i minori». Cito alcuni fatti. Negli USA gli avvocati matrimonialisti attribuiscono all’uso di pornografia un ruolo in oltre la metà dei divorzi. In Italia le statistiche (rapporto CENSIS 2019) dicono che il 25% delle persone tra i 18 e 40 anni guarda pornografia in coppia e il 38% pratica il sexting (invio di messaggi o immagini sessualmente esplicite). È noto e accettato che una delle conseguenze della dipendenza da pornografia sia per gli uomini l’impotenza e le donne la frigidità nei rapporti. Questo dipende dal ciclo P-M-O, Pornografia-Masturbazione-Orgasmo che altera il normale equilibrio neurochimico del cervello oltre a quello psicologico e spirituale. Molte mogli scoprono che il marito fa uso di pornografia, e quindi che compie atti di masturbazione, e vivono questo come un vero e proprio tradimento. Con il paradosso che a volte la scoperta avviene in seguito all’impotenza del marito, che non dipende da cause organiche. La conclusione a cui sono arrivato, dopo aver vissuto la porno-dipendenza in prima persona, è che l’uso di pornografia è un modo (uno dei tanti) di vivere la sessualità come appropriazione dei meccanismi di piacere, lontani mille miglia da quello che l’unione sessuale è nel piano della Creazione: mutuo dono e arricchimento reciproco nella fedeltà e unicità.

 

Lei ha fondato “PURIdiCUORE”: ci racconta l’opera della sua associazione?

Rispondo partendo dalla mia vita. Per la mia generazione (sono del 1963), la pornografia esisteva ma era difficile accedervi. A me è capitato a 11 anni, tramite un giornaletto porno trovato per strada in modo casuale. Immagini e sensazioni che non comprendevo, mi facevano sentire in colpa ma mi attraevano fortemente, generando un peso che non sapevo portare. Ho ricercato e usato la pornografia a fasi alterne e per uscirne è stato necessario prima di tutto ammettere di avere un problema e lavorare su me stesso per ritrovare l’integrità. Come per le altre dipendenze, è sbagliato pensare «Smetto quando voglio», come il titolo del film di Sydney Sibilia. Nel 2017, dopo aver raccontato la mia storia e il senso di gratitudine che provavo per essermi liberato dalla pornografia, incontrai alcune persone che condividevano l’urgenza di affrontare questo tema così urgente e così nacque l’associazione PURIdiCUORE.

Fondamentalmente, operiamo su due fronti: da una parte cerchiamo di rendere consapevoli le persone del fenomeno della pornografia attraverso incontri, testimonianze, pubblicazioni, e dall’altra di indicare alle persone cadute nella dipendenza possibili vie di recupero. Nella nostra opera, indichiamo tre pilastri: l’approfondimento della vita spirituale, la psicoterapia, i gruppi anonimi dei Dodici Passi – programma nato in USA per gli alcolisti negli anni ‘30 e oggi applicato anche ad altre dipendenze, tra cui quella sessuale: la “Sexaholics Anonymous”.

Dedichiamo cura e attenzione anche alla formazione dei presbiteri; spesso, infatti, in ambito cattolico si sottovaluta la pornografia, giudicandola un peccato ma tralasciando di considerarne la portata a livello personale e sociale. Segnalo che è possibile trovarci sul nostro sito www.puridicuore.it e contattandoci, anche in forma anonima, all’indirizzo [email protected] Il servizio si rivolge anche a sacerdoti, religiose e consacrati.

 

State facendo anche corsi di formazione on-line: di cosa si tratta e chi può partecipare?

La formazione che offriamo è gratuita. Ci rivolgiamo soprattutto agli educatori – insegnanti, psicologi, preti e suore, catechisti. Segnalo, in particolare, il corso “Porn Generation, un discorso da fare”, che si potrà trovare a breve sul sito di PURIdiCUORE. Abbiamo di recente lavorato a un testo per famiglie e adolescenti, che si intitola “Don’t click so quick. Sessualità e pornografia, le verità nascoste”, ad opera di Sara Matarese, psicologa e psicoterapeuta. La nostra associazione ha scritto anche il libro “Pornografia, calamità ignorata” e abbiamo contribuito alla traduzione del libro di Peter Kleponis “Uscire dal tunnel. Dalla dipendenza da pornografia alla integrità”.

 




Repubblica, il cattocomunismo e quella continua tensione a rendere l’Italia un paese post-cristiano

Luca Del Pozzo ha inviato a Stilum Curiae, il blog di Marco Tosatti, un’analisi sul panorama culturale e politico che ha portato alla nascita e allo sviluppo del quotidiano La Repubblica, e all’influsso che questo giornale, a sua volta, ha avuto sul panorama culturale e politico italiano. 

La rilancio ai lettori di questo blog poiché ritengo l’analisi molto interessante.

 

La Repubblica

 

di Luca Dal Pozzo 

 

L’avvicendamento alla direzione di Repubblica dice molto di più di un semplice cambio nella gestione di un giornale, come lo furono il passaggio di testimone tra Eugenio Scalfari ed Ezio Mauro, prima, tra Ezio Mauro e Mario Calabresi, poi, e tra Calabresi e il direttore uscente Verdelli poco più di un anno fa. Nomi nuovi, certo, ma sempre nel segno della continuità innazitutto culturale di Repubblica.

Stavolta è diverso; la nomina di Molinari è piuttosto il segnale, forte e chiaro, che è finita un’epoca e che ne inzia una nuova, dai contorni ancora indefiniti ma che molto probabilmente sarà caratterizzata da una direzione diversa rispetto a quella che ha contrassegnato la storia di Repubblica dalla sua fondazione nel 1976 ad oggi. Storia che si è intrecciata (e va detto fin da subito non senza colpe e responsabilità da parte di chi avrebbe potuto, e dovuto, quanto meno provare a impedirlo, in primis il mondo cattolico nella sua accezione più vasta, ma su questo torneremo più avanti) con quella dell’Italia; storia dove anzi è fin troppo facile riconoscere come il processo di laicizzazione e secolarizzazione dell’Italia negli ultimi decenni abbia avuto in Repubblica la punta di diamante di ciò che Augusto Del Noce aveva chiamato, per altro in epoca non sospetta, il partito radicale di massa.

Ossia quel brodo di cultura risultato dal connubio tra la borghesia e la sinistra liberal-libertina di matrice azionista, che a partire dal dopoguerra ha portato avanti una ben preciso disegno i cui contorni furono tracciati da Del Noce con la lucidità e la lungimiranza profetica che gli erano propri negli stessi anni di quel Sessantotto che non poca parte ebbe nel processo di cui stiamo parlando. E ripercorrendo a ritroso il mezzo secolo e poco più che ci separa da quel periodo, si capisce facilmente come la nascita di un giornale-partito come Repubblica fosse funzionale a creare – tramite un potentssimo strumento di propaganda quale è un quotidiano generalista a diffusione nazionale (oltre naturalmente a tutto il resto dell’apparato editoriale con radio, tv, settimanali, ecc.) – il terreno fertile, il clima culturale, un’opinione pubblica opportunamente istruita ed educata, affinchè prendesse corpo una nuova società, a sua volta portatrice di una nuova antropologia, allo stesso tempo capitalista a livello economico (ciò che ha rappresentato la sconfitta del materialismo marxista sul suo stesso terreno, ossia un materialismo di segno opposto) ma compiutamente marxista a livello culturale nella misura in cui conservava del marxismo il momento rivoluzionario in quanto rottura con il passato, la tradizione, il vecchio con tuttò ciò che esso rappresentava, in primis la famiglia, appunto, “tradizionale”, come pure la scuola, l’autorità, ecc.

Ragionare a posteriori con i “se” lascia sempre il tempo che trova, tuttavia si hanno buoni motivi per ritenere che senza l’azione di Repubblica sul costume, sulla cultura, e più in generale sull’opinione pubblica, probabilmente buona parte delle cosiddette “riforme civili” che abbiamo visto nascere e imporsi non avrebbero avuto successo. Ciò che rende ancor più grave la responsabilità di quanti, in ambito cattolico, non solo non vollero opporsi ma addirittura sposarono le “battaglie di civiltà” condotte da Repubblica o più semplicemente elessero Repubblica a quotidiano di riferimento, sedotti dalla fallace e miope concezione che la fede fosse (sia) un affare di coscienza, un qualcosa che riguarda in ultima istanza lo spirito, l’intimo dell’uomo potendo il saeculum, il mondo essere letto e intepretato, e in esso agire, con l’adozione di schemi e chiavi di lettura altri rispetto alla visione cattolica dell’uomo e della società, oltretutto nella pia illusione di poter in tal mondo essere finalmente ammessi nel consesso dei moderni.

E’ anche a causa di questa impostazione che nacque quel fenomeno, devastante sotto tutti i profili, che va sotto il nome di cattocomunismo; ed è causa della stessa impostazione che ancora oggi capita di vedere non pochi cattolici con Repubblica sotto il braccio. Ripeto, caso mai non fosse chiaro: stiamo parlando del quotidiano che da oltre quattro decenni a questa parte ha condotto e sta conducendo più di ogni altro in Italia una guerra senza quartiere per sradicare l’antropologia cattolica, in tutte le sue articolazioni, essendoci purtroppo in buona parte riuscito.

Ma la storia della laicizzazione della società in Italia non nasce con Repubblica. Le sue radici, come evidenziò Augusto Del Noce, affondano nell’immediato secondo dopoguerra. Quando cioè in Occidente iniziò a formarsi quella società contro cui sul finire degli anni ’60 si sarebbe scagliata la protesta studentesca.

Del Noce ebbe chiaro un punto: il fatto cioè che l’oggetto della contestazione del ’68 non era altro che la società sorta nel dopoguerra come alternativa al duplice rischio del comunismo, dal un lato, e del risveglio religioso, dall’altro. Una società che tuttavia aveva fatto propria, ed anzi applicandola anche ad esso (appunto perchè doveva opporglisi), la critica marxista di ogni autorità e l’affermazione del più assoluto relativismo, conseguente al materialismo storico.

Fino al punto di espungere l’altro corno, per così dire, del marxismo, il materialismo dialettico e la dottrina della rivoluzione, in quanto ritenuti un residuo metafisico. Non solo. Mentre il marxismo, pur essendo ateo, conservava un momento religioso (giova ricordare che per alcuni era una forma di messianismo ebraico secolarizzato), per Del Noce la nuova società contro cui protestavano i sessantottini era sorta contro la religione, con ciò sviluppando una forma di empietà addirittura maggiore del marxismo.

Dunque, accettazione della morte di Dio e posizione critica nei confronti del marxismo in quanto ancora a suo modo religioso. Da qui anche l’altro aspetto della società “opulenta”, per usare un’espressione cara a Del Noce: il suo essere anti-tradizionalista, nella misura in cui accoglieva e faceva sua una ben precisa lettura della storia che vedeva nella sconfitta del fascismo e del nazismo la sconfitta dell’intera tradizione europea in quanto fenomeni pre-moderni.

Motivo per cui chiunque si fosse richiamato alla tradizione era per definizione un fascista o un reazionario.

In opposizione alla tesi secondo cui la secolarizzazione come perdita del sacro era la conseguenza dell’avanzata del progresso tecnologico, Del Noce considerava l’irreligione come la causa e non l’effetto della mentalità pantecnicista.  A sua volta, l’irreligione non era figlia di dinamiche sociali bensì di un ben preciso processo culturale; la secolarizzazione e il nichilismo dell’Occidente, al cui interno e a causa dei quali domina la mentalità tecnologica, avevano dunque una radice filosofica, e questa era da rinvenire nel fallimento della cultura che aveva tentato di opporsi al marxismo, conservandone il momento materialistico, e anzi opponendo ad esso un materialismo compiuto.

Sul punto, giova ricordare, come già accennato, che nell’affermarsi di questo fenomeno non poca parte di responsabilità ebbero i cattolici, a partire dall’allora DC. La miopia culturale della DC, ossia il non aver messo a fuoco la vera essenza del marxismo per aver assunto acriticamente la lettura neoilluminista della storia contemporanea secondo cui la storia del pensiero è storia di una progressiva quanto ineluttabile affermazione dell’immanenza culminata nel marxismo – comportò l’errore di voler combattere il marxismo sul suo stesso terreno opponendogli un materialismo “buono” inteso come benessere diffuso.

Il nichilismo della società “opulenta” si spiegava pertanto a motivo del fatto che in Occidente era stato portato alle estreme conseguenze l’aspetto materialistico del marxismo: fenomeno, questo, che coincideva con la massima espansione del libertinismo. Il risultato era la più totale e radicale spersonalizzazione della vita umana, la perdita della propria identità, il sentimento di vacuità e non senso della realtà: in ciò è da vedere il ritratto di un uomo alienato, ma di un’alienazione ben peggiore di quella descritta da Marx.

Ed è esattamente contro questa antropologia che, secondo Del Noce, nuoveva la contestazione studentesca. Contestazione che aveva un aspetto positivo perchè esprimeva la protesta, la ribellione della natura umana ad un un processo insieme di “dissacrazione e disumanizzazione” che stava accadendo.

C’era però anche un aspetto negativo, che Del Noce individuava nella rivoluzione sessuale. Ed è approfondendo la genesi della rivoluzione sessuale e il suo legame con il surrealismo, che Del Noce mise in luce quel processo, meglio quel progetto culturale all’interno del quale non poca parte avrà il giornale fondato da Scalfari.

Ma andiamo con ordine. Innanzitutto Del Noce partiva da un dato di fatto, ossia che era innegabile che l’esplosione della rivoluzione sessuale fosse avvenuta negli anni ’60, e in particolare sul finire di essi, tramite la sempre maggiore diffusione della letteratura erotica e della pornografia, del pudore che veniva al più tollerato e in generale della condanna senza remissione dello scandalo dei benpensanti, anche con l’immancabile appoggio di non pochi cattolici.

Più interessante era riflettere sul perchè, all’epoca, furono proprio i partiti comunisti e in generale la sinistra e la psicanalisi a farsi promotori della nuova morale sessuale, dal momento che questa sposava in toto le teorie di Wilhelm Reich (morto per altro nel ’57 quindi senza alcun influsso diretto sul fenomeno di cui stiamo parlando), a suo tempo – cioè negli anni ’30 – respinte tanto dalla psicanalisi quanto dal marxismo.

Per rispondere a questa domanda occorreva rifarsi a quella che era la situazione culturale dopo il ’45. Vi erano due atteggiamenti: da un lato, la paura del comunismo unita al timore di un risveglio religioso, ancorchè il contributo delle forze religiose fosse ritenuto decisivo per fermare l’avanzata comunista; dall’altro, l’atteggiamento del “millenarismo negativistico”, ossia di un pensiero per cui la crisi dell’Europa che non aveva saputo opporre resistenza al fascismo e al nazismo coincideva con il rifiuto dell’idea di tradizione che quell’Europa aveva coltivato.

Rispetto al primo atteggiamento, in particolare per quel che concerne l’avversione degli intellettuali nei confronti del cristianesimo, Del Noce rilevava un ruolo decisivo nella formazione di questa avversione nel surrealismo. Surrealismo inteso non solo come fenomeno artistico, ma prima ancora come fenomeno filosofico in quanto propugnava la riappropriazione da parte dell’uomo dei poteri che aveva proiettato fuori di sè, in Dio, per dare vita ad una nuova realtà disalienata e perciò felice. In questo senso se era forte il legame con il marxismo; da esso tuttavia il surrealismo prendeva le distanze perchè pur essendo comune il fine, diverso era ritenuto il mezzo: rivoluzione sociale e politica per il marxismo, rivoluzione culturale e dei costumi, per il surrealismo. Detto altrimenti, il surrealismo criticava il marxismo per il fatto che i marxisti pensavano fosse sufficiente mutare i rapporti economici per abbattere il vecchio mondo cristiano; non vi era insomma garanzia, ed anzi tutto portava ad escluderlo, che fatta la rivoluzione marxista l’ordine cristiano sarebbe stato debellato. E questo perchè i costumi cambiano più lentamente rispetto all’economia, motivo per cui secondo i surrealisti Marx doveva essere “completato moralmente”, diceva Del Noce, con Sade e Freud.

Fu così che, pur in un contesto di critica, nacque un’alleanza tra surrealismo e marxismo che si sarebbe svolta separando i piani e i mezzi: l’avanguardia surrealista avrebbe operato sul costume e scardinato dalla coscienza dei borghesi la diga contro il comunismo promuovendo la rivoluzione sessuale, mentre il comunismo avrebbe a sua volta operato a livello politico. Insomma, tramite Sade il surrealismo recuperava Reich e la sua idea di completare il marxismo con la nuova morale sessuale al fine della rivoluzione totale. Come? Operando sui costumi sociali attraverso l’arte.

Quanto al secondo atteggiamento, il “millenarismo negativistico”, si trattava di un fenomeno strettamente congiunto col primo. Si sviluppò, infatti, soprattutto a partire dal secondo dopoguerra, un’intera industria culturale a servizio di quell’atmosfera millenaristica negatitivistica per cui letteratura cinema ecc. dovevano dissacrare il passato, demitizzare, disalienare e demistificare. In tale contesto la diffusione dell’erotismo, per l’aspetto di critica alla tradizione europea fondata su un ordine oggettivo e metaempirico di valori, era strumentale alla nascita di una nuova morale.

Non solo. Accanto all’industria culturale a servizio dell’educazione delle masse alla nuova morale, sul terreno dell’intellettualità laica, cioè ai piani alti della cultura, si formò una vera e propria “repubblica delle lettere” con l’obiettivo di creare un legame di continuità tra liberalismo e comunismo in chiave illuministica.

Ciò esigeva la reciproca riforma tanto del liberalismo quanto del comunismo, che per il primo significava, per cessare di essere borghese, ritrovare l’antitradizionalismo illuminista ossia promuovere l’abolizione di ogni divieto o, per dirla con i temini di allora, ogni “tabù” in primis quello sessuale. Laddove insomma Gramsci intendeva muovere da Croce a Marx, la nuova borghesia illuminata intendeva retrocedere da Marx a Diderot, ciò che fatalmente la portò ad incontrare Sade.

Fu così che la nuova borghesia illuminata, facendo propria la critica marxista dei valori (ma allo stesso tempo opponendosi ad esso a livello economico) e con una rinnovata spinta liberale nel senso poc’anzi detto, si ritrovava sulla stessa lunghezza d’onda dell’avanguardia nel proporre una nuova morale sessuale.

Detto altrimenti: la neo-borghesia, quella borghesia che oggi potremmo definire “radical-chic” e che si rispecchia in giornali, appunto come Repubblica, e gruppi editoriali ben precisi i quali hanno avuto un ruolo decisivo nella diffusione del laicismo, trovava nella rivoluzione sessuale l’arma per opporsi alla rinascita religiosa da essa temuta e per arginare il predominio cattolico; fu così che nacque quella “strana” alleanza tra borghesia e intellettuali.

Ma lo stesso può dirsi del capitalismo, nella misura in cui esso vedeva nella nuova etica dei costumi un argine, un freno per tenere a bada le istanze rivoluzionarie a mano a mano che si espandeva la libertà sessuale: essendo felici per via sessuale, gli uomini non avrebbero ceduto alle sirene delle rivendicazioni salariali e alle spinte eversive. Questo spiegava anche come mai nella società del benessere potevano benissimo sussistere le diseguaglianze economiche, coerentemente d’altronde con la tesi del Reich che vedeva negli Usa, patria per eccellenza del capitalismo, il terreno più fertile per la diffusione della sua rivoluzione, anziché l’Urss. Quella fin qui riassunta per sommi capi è la storia del processo culturale e sociale – secondo la ricostruzione datane da uno dei più acuti interpreti del Novecento quale è stato Augusto Del Noce – che ha portato alla nascita di Repubblica. Non sappiamo ancora in che direzione la “nuova” Repubblica evolverà; sappiamo però, e bene farebbero i cattolici a ricordarselo, soprattutto coloro i quali sembrano ancora oggi subirne il fascino, da dove viene e come e in che misura ha contribuito a fare dell’Italia un paese di fatto post-cristiano.

 

Luca Del Pozzo (Fermo, 1967), sposato, due figli, vive e lavora a Roma. Laurea in filosofia e Baccalaureato in teologia, manager, giornalista pubblicista e saggista, da oltre diciotto anni si occupa di relazioni esterne, comunicazione d’impresa e media relations. Segue da vicino, per interesse, formazione e vita vissuta, le vicende del cattolicesimo. Nel 2005 ha pubblicato “Cattolicesimo e modernità. La «metafisica civile» di Augusto Del Noce”

 




Intercettazioni contro la pedopornografia: la sinistra boccia la proposta della Lega. L’indignazione di don Di Noto

Don Fortunato Di Noto

Don Fortunato Di Noto

 

di Miguel Cuartero Samperi

 

Un emendamento proposto dalla Lega al DDL sulle intercettazioni in studio al Senato è stato bocciato dal governo. La maggioranza (PD, 5stelle e LEU) ha infatti respinto la richiesta dell’opposizione provocando un accesa polemica all’interno della commissione. L’emendamento prevedeva l’utilizzo dei captatori informatici, virus spia installati nei computer sospetti, anche per chi detiene e condivide materiali pedopornografici.

Nel mezzo della discussione, avvenuta il 19 febbraio, gli esponenti della Lega hanno occupato l’aula della Commissione Giustizia del Senato. «Quello che è successo qui – ha affermato Massimiliano Romeo, capogruppo della Lega al Senato –  è una cosa scandalosa, vergognosa. E quindi noi non ci muoviamo da qua finché il Governo non cambi idea e la maggioranza non decida di accogliere l’emendamento che prevedeva l’introduzione delle intercettazioni telematiche per contrastare i reati di pedopornografia».

Secondo la sinistra si tratterebbe di “propaganda”, una strumentalizzazione ideologica volta a creare sterili polemiche contro il governo. PD e 5Stelle affermano infatti che l’emendamento è “scritto male” e “chiede cose già in parte previste dalla legge”.

Sta di fatto però che al momento la giustizia può contare sulle intercettazioni solo per contrastare la prostituzione minorile e identificare chi vende o diffonde materiale pedopornografico, mentre non è per ora intercettabile chi detiene questo tipo di materiale.

Un “dispetto” alla Lega da parte della sinistra, afferma Massimo Gandolfini del Family Day: «La maggioranza – quelli dei diritti civili per tutti – votano contro e bocciano l’emendamento. La ragione? Va detto con chiarezza, solo una: è un emendamento targato Lega – quella dei discorsi d’odio – e dunque va respinto a prescindere. Una bella manifestazione di responsabilità del governo, non c’è che dire!»

Su questo argomento è intervenuto con decisione don Fortunato Di Noto, sacerdote siciliano della Diocesi di Noto, fondatore dell’associazione METER che da trent’anni rappresenta un punto di riferimento in Italia e nel mondo nella tutela dei minori e nella lotta al bullismo, al ciberbullismo, alla pedofilia e pedopornografia online. Da molti anni don Fortunato e i suoi collaboratori monitorano il web e il deepweb per denunciare alle autorità siti contenenti immagini e video pedopornorafici. Don Di Noto (57 anni appena compiuti il 18 febbraio) è parroco ad Avola (Siracusa), professore di Bioetica presso la Pontificia Università Salesiana di Messina, membro del tavolo tecnico dell’Osservatorio Nazionale contro la pedofilia e la pedopornografia online della Presidenza del Consiglio dei Ministri e promotore della legge n. 38/2006 contro la prostituzione, pornografia minorile e pedopornografia online.

In seguito alle polemiche sul DDL intercettazioni don Fortunato ha chiesto di mettere da parte le battaglie ideologiche, inutili quando si tratta di difendere i più deboli dalla piaga dell’abuso sessuale e della pedopornografia: «Stiamo vigili e attenti, per chi si occupa di pedofilia, pedofilia e abusi suo minori. Se diventa una battaglia ideologica, partitica… è grave. I bambini non appartengono né alla destra, né alla sinistra. Ma sappiamo che non è così, e ci rattrista molto questo abnorme schieramento. Ricordiamolo».

Riguardo alla proposta della Lega di allargare il raggio di azione delle intercettazioni a chi detiene e scambia materiale di questo tipo, don Di Noto ha lamentato, che solo a causa di screzi e contrasti politici e ideologici (mentre la gravità della questione meriterebbe di lavorare uniti) il governo abbia bocciato un emendamento utile per stringere le maglie e contrastare gli abusi. Il sacerdote si è sfogato così sulla sua pagina facebook:

«Se qualche giornalista ritenesse rendere pubbliche le mie dichiarazioni, ne sarei grato… dato che è difficile far passare certi messaggi, lo ringrazio. Oggi, in una accesa discussione, mi è stato detto che la pedofilia e la pedopornografia non sono una emergenza. Aver bocciato un emendamento al Senato che prevedeva la intercettazione telematica per questo reato, mi si diceva, è solo propaganda. Non mi andava di discutere ideologicamente (che grave cosa!!) su queste questioni delicate e che dovrebbero unirci nella lotta comune e senza tentennamenti. Oltre che mi chiedo che fine ha fatto l’Osservatorio nazionale contro la pedofilia e la pedopornografia. Ieri notte Meter ha segnalato a diverse Polizie nel mondo (anche in Italia) n. 24.384 video pedopornografici (dai neonati e minori di 12/13 anni), una enormità. Gli autori dell’abuso (già avvenuto) e i detentori, divulgatori e commercianti…resteranno sempre impuniti. Qualcuno mi dica il contrario. Tutto documentato. Lo assicuro, da 30 anni».

Ciò che lamenta maggiormente Di Noto è l’ambiguità della politica di fronte a una piaga che meriterebbe di venir cancellata con ogni mezzo. Una piaga che ferisce e uccide i più deboli ed indifesi: «Sulla pedofilia, la pedopornografia e gli abusi sui minori  – ha scritto ancora don Di Noto – vige tanta ambiguità da parte di chi dovrebbe solo schierarsi contro queste nefandezze».

Tante, troppe le storie di dolore e di morte spirituale che Di Noto ha affrontato per arrivare a convincersi che non è più il tempo di ambiguità, di silenzio, di omertà e di complicità. E’ per questo che nel 2019 ha pubblicato un libro dove racconta il dolore vissuto da alcune persone, un libro che da voce a sei storie realmente accadute. Il testo – intitolatoIo guarirò. Sei storie di vita, oltre l’abuso e il male” (Ed. Sant’Antonio, disponibile online) – raccoglie “il grido dal legno della croce che si prolunga nel cammino, verso la morte e il sepolgro, ma in attesa della risurrezione e dell’apertura delle pietre rotolate, per far entrare la luce, per risorgere a vita nuova” (Di Noto). Perché Dio non abbandona nessuno nel proprio dolore, non lascia nessuno da solo.




Il porno non è la benedizione della libertà

Molti pensano che la pornografia sia una espressione della libertà quando invece ne è la sua mortificazione. Vi proponiamo un articolo di Josh Hammer, giornalista-at-large di The Daily Wire e  del consiglio di First Liberty Institute. Ecco l’articolo nella traduzione di Elisa Brighenti. 

Pornografia

 

La settimana scorsa, quattro membri repubblicani del Congresso hanno inviato una lettera al Procuratore Generale William Barr. In questa lettera di una sola pagina, essi hanno esortato Barr a far rispettare la legge esistente, che si occupa di regolamentare in maniera pertinente la pornografia. Sarebbe prudente che Barr dichiarasse “il perseguimento della pornografia oscena una priorità della giustizia penale”, hanno sostenuto i membri del Congresso. Di conseguenza, Barr dovrebbe esortare i pubblici ministeri federali a “perseguire i principali produttori e distributori di tale materiale”.

Il mio collega giornalista del quotidiano The Daily Wire, Matt Walsh, ha scritto una rubrica in cui si batteva per disciplinare o vietare la pornografia. “Ad un certo punto, i conservatori hanno deciso che il governo non dovrebbe essere usato per promuovere il bene comune”, ha twittato il mio collega. “E a quel punto, il conservatorismo diventa zoppicante, superficiale e inefficace”.

In seguito alle gravi mancanze, quali quelle di chiedere al governo di svolgere un ruolo maggiore nel regolare un’industria nociva e complice del traffico di esseri umani, ritardare lo sviluppo sessuale dei bambini e distruggere i matrimoni, la mafia dei libertari su Twitter è andata in tilt. “Se non ti piace il porno, non guardarlo”, ha twittato un attivista del liceo CJ Pearson. “I conservatori sociali devono rendersi conto che possiamo gestire la pornografia e altre malattie sociali senza trasformare l’America in una versione cristiana dell’Arabia Saudita”, ha avvertito Casey Given. “Non dobbiamo mai lasciare che il pigro moralismo ci costringa a cedere la nostra libertà di governo”. Solo i libertari capiscono “come i [Padri] Fondatori [degli Stati Uniti d’America] volevano che il nostro governo funzionasse”, ha intimato sul proprio account twitter ufficiale il partito dei libertari. Una vera sciocchezza.

C’era una volta un mondo in cui l’opposizione alla diffusione della pornografia rappresentava un ideale di unificazione per i conservatori auto proclamatisi tali. Ahimè, sembra che nel nostro movimento conservatore sempre più liberalizzato, tale opposizione non valga più da principio unificatore.

Per coloro che confondono erroneamente la libertà con il libertinismo, è facile concentrarsi sull’impegno promesso nel Preambolo, di “assicurare i benefici della libertà”, escludendo le altrettanto chiare promesse di “stabilire la giustizia” e “promuovere il benessere generale”. Il risultato è che molti dei cosiddetti “giusti” fanno l’apologia di un settore i cui nobili esponenti sono stati recentemente accusati dall’ufficio del Procuratore della California meridionale di “costringere le donne a compiere certi atti sessuali che avevano rifiutato di consumare, o che non sarebbero state pagate o che alle medesime non sarebbe stato permesso di andarsene”. È imbarazzante quanto sia grande, nel 2019, l’abisso in cui sono sprofondate alcune ali del movimento conservatore.

Il classico liberale in ginocchio che esorta “i genitori a fare semplicemente il loro lavoro” è un immaturo nel contesto della nostra crisi sanitaria pubblica pornografica. Il modo di fare slogan di Rote, sulla ricostruzione della cultura dalle fondamenta, è un rimedio inadeguato per un’emergenza nazionale sistemica. L’assoluta ubiquità e la facilità di accesso alla pornografia rende vuote e magre le richieste di soluzioni incentrate sulla società civile. I libertari e i liberali classici non riescono a riconoscere che usare il potere politico nel perseguimento della solidarietà nazionale e dell’integrità può essere sia giusto che necessario.

Ma, cosa ancora più importante, il contraccolpo degli appelli on line dei conservatori, per una maggiore regolamentazione della pornografia sottolinea le forti differenze che dividono i conservatori centrati sulla solidarietà dai nostri confratelli dalla mentalità liberale.

Nel suo centro, il libertarismo fraintende la condizione umana. È contrario alla fioritura umana secondo la tradizione aristotelica. E alla fine, arriva a mistificare ciò a cui cerca di attribuire priorità: la Libertà, intesa correttamente.

Il libertarismo non ha alcuna risposta ai bisogni pressanti dell’anima umana: appartenere, essere genitore, adorare e prosperare. La sua agenda liberista non ha alcun uso politico per le sottigliezze comunitarie. Non si preoccupa dell’avvertimento di John Adams riguardo al fatto che la nostra Costituzione, con l’ordine politico che viene a regolamentare, sia stato progettata esclusivamente per un popolo religioso e morale. Non si preoccupa della saggezza di Aristotele il quale sostiene che “uno stato esiste per consentire una buona vita, e non solo per il bene della vita”. Non si presta molta attenzione all’assioma che vuole che gli esseri umani siano intrinsecamente tribali, che cerchino di formare tribù con i loro simili, e che la solidarietà sia necessaria per la persistenza di uno Stato nazionale. Non ha risposte alle nostre crisi di declino, di degrado morale e di debilitante sconforto di massa.

Sappiamo che il libertarismo non è interessato a dare priorità alla ricerca politica della giustizia, del bene comune o della crescita umana. Ma anche quando li giudichiamo in base alle loro stesse condizioni, i libertari moderni falliscono. I fondatori americani sono stati attenti a distinguere tra la vera libertà, che comportava il doveroso culto del Creatore, sotto la direzione morale della propria coscienza giudaico-cristiana, e il lassismo. Come disse una volta Edmund Randolph, “il lassismo ….. ha contribuito molto al pari (se non di più) di qualsiasi altra causa, alla perdita della libertà”. La pornografia non regolamentata promuove il lassismo, non la libertà.

Eppure, l’avanguardia “conservatrice” di oggi, autoproclamatasi libertaria, difende il lassismo, facendolo passare per libertà. Questo gioco di prestigio è semplicemente distopico, per non dire socialmente disastroso. L’America riprenderà il senso di solidarietà e fini nazionali, oppure rischierà di indebolirsi e affondare. L’America riscoprirà il senso di un comunitarismo formato a principi virtuosi, oppure si inabisserà. L’America riscoprirà il valore di orientare l’ordine politico verso una vera giustizia, oppure collasserà. Ma non chiediamo ai libertari di aiutarci in questo percorso. Essi saprebbero criticare i membri del Congresso per aver chiesto di applicare le leggi che disciplinano oscenità e pornografia.

 

 




Pornografia: un fenomeno sottovalutato

 

Pornografia

 

di Gilberto Gobbi

 

Non è inusuale che, in qualunque momento del giorno e della notte e in ogni luogo, vi siano adulti, maschi e femmine, adolescenti e anche bambinetti, intensamente assorti sul piccolo schermo dello smartphone o del computer. In questo stesso momento, milioni di persone sono davanti ad uno schermo profondamente occupati non nella ricerca di notizie e aggiornamenti culturali, ma coinvolti in scene pornografiche di varie provenienze. Secondo le statistiche, il sesso sembra essere al primo posto nelle ricerche su Google, in cui vi sono più di 4 milioni di siti sul sesso, che sono in costante aumento. Sempre secondo i dati, l’85% degli uomini e il 41% delle donne hanno ammesso di aver visitato almeno una volta un sito di natura pornografica. In più, un uomo su cinque e una donna su otto hanno confermato di aver visitato un sito porno durante il lavoro. Ancora, secondo YouPorn, uno dei siti più visitati, in testa alla classifica mondiale di frequentazione, vi sarebbero due città italiane: Milano e Roma. Secondo lo stesso sito, YouPorn, gli italiani lo avrebbero visitato 400 milioni di volte in un anno. Un altro dato impressionante: sembrerebbe che il 90% dei ragazzi dagli 8 ai 16 anni abbiano visto almeno un video porno su PC o smartphone.

Dare una definizione di pornografia, afferma Antonio Morra, uno dei maggiori conoscitori del problema “è piuttosto complicato dal momento che si presenta sotto varie forme. Basti pensare ai cartelloni pubblicitari, alle vetrine dei centri commerciali, alle riviste che si trovano alla cassa delle drogherie, agli spot televisivi, ai film. Persino la musica e la letteratura sono invase da contenuti pornografici”. Pornografia è una parola moderna, coniata agli inizi del XIX secolo, che deriva dal greco (porne = prostituta e graphè = scritto, documento; cioè, scrivere, disegnare prostitute). In sintesi, è la raffigurazione esplicita di soggetti erotici e sessuali effettuata in forme diverse, che ha come obiettivo l’eccitazione genitale. E’ importante sottolineare e chiarire che l’obiettivo è appunto l’eccitazione sessuale, divenendo così la concretizzazione delle fantasie erotiche, che si realizzano attraverso immagini, disegni, scritti, oggetti e altre produzioni. La pornografia va distinta dal concetto di arte, proprio per il suo fine principale, che è quello di indurre allo stato di eccitazione sessuale.

 

Internet è il mezzo più usato per la distribuzione e la fruizione del materiale pornografico, in quanto è disponibile ovunque e per chiunque, 24 ore su 24. Basta avere un PC o uno smartphone e il materiale è utilizzabile, sotto due aspetti: a) la condivisione con altri sia con un file di propria produzione e sia con immagini personali e b) l’uso di video pornografici, a pagamento o gratis. Questa possibilità interattiva ha facilitato relazioni porno tra agenti, l’esplosione della condivisione del genere amatoriale con quella di foto e video porno, come pure la diffusione di canali di distribuzione pornografica. Nessuno può ritenersi indenne alla pornografia, perché gli strumenti sono a portata di dito, per cui una persona può qualche volta incappare, senza volerlo, in siti pornografici, che sono bellamente in agguato. Va sottolineato che il 60% delle visite sono attraverso via mobile (smartphone).

 

Il fascino moderno della pornografia attraverso internet sembra essere caratterizzata da ciò che lo psicologo Al Cooper ha definito il Motore delle tre A, cioè, la pornografia à Accessibile, Anonima, Abbordabile.

1) Accessibile: oggi la pornografia è raggiungibile tramite computer, televisione, email e smartphone; non c’è bisogno di andare in negozio a noleggiare né in edicola ad acquistare, bastano pochi click. E’ immediatamente a disposizione e fruibile.  Anni fa, quando appunto bisognava comprare riviste o noleggiare videocassette per vedere qualche nudità o delle scene hard, poteva intervenire la vergogna dell’individuo a frenare l’accesso al materiale pornografico.

2) Anonima: ciascuno può usufruire della pornografia senza che nessuno sappia nulla. Succede per gli adulti come per i bambini e gli adolescenti. I mezzi utilizzabili mantengono l’anonimato. Non vi è più la vergogna dell’acquisto del giornalino o della cassetta all’edicola. Il materiale è disponibile, in forma anonima: basta solo premere un tasto e si entra nel mondo della pornografia.

3) Abbordabile: una gran quantità di pornografia è gratuita e vi è possibilità di scaricare materiale senza alcun costo.

4) Vi è pure una quarta caratteristica: la pornografia è Accidentale, cioè in internet, anche attraverso ricerche innocue, non mirate, destinate ad altri argomenti, ci si può trovare in siti porno. Ed è quello che può succedere agli adulti come ai bambini di undici anni e agli adolescenti che navigano su internet con altre intenzioni.

 

Questa è la sorte che tocca alla stragrande maggioranza delle persone, ma­schi e femmine, che si lasciano gradualmente av­volgere dalla “rete”? Subiscono un lento processo psicologico, che può innescare un meccanismo os­ses­sivo compulsivo, come ricerca spasmodica del piacere erotico attraverso le immagini. Perché, va ripetuto, la pornografia ha la funzione di eccitare sessualmente, portando alla masturbazione. Spes­so la situazione viene vissuta con disagio e ansia e così la ses­sualità muta di significato e finisce per dive­nire una delle maggiori fonti di infelicità. Quando una persona entra in questa circolarità, il tempo de­dicato alla pornografia tende a dilatarsi e viene vissuto e con­sumato in silenzio e solitudine. Una delle conseguenze psicologiche è che la fre­quen­tazione della pornografia allenta i freni inibitori.

 

Vi sono alcuni segnali che indicano con chiarezza che si è radicata una pos­sibile dipendenza pornografica da internet: di nor­ma, a mano a mano che passa il tempo nella frequentazione della pornografia, la persona diviene sem­pre più introversa, chiusa, mostra una certa ossessione nei con­fronti della sessualità. Per certi aspetti, il soggetto vive un blocco nello svilup­po della sua vita psicologica, soffre di un certo malessere ge­ne­rale e manifesta una crescente irritabilità. La dipendenza crescente si manifesta attraverso un costante aumento del desiderio di col­legarsi ad Internet. Nel giovane uno dei danni più gravi della pornografia è che lo induce a pensare che l’altro, uomo o donna, sia sempre dispo­nibile ai propri impulsi e desideri e voglia il piacere sessuale in qualsiasi circostanza.

 

Il circuito di ricompensa del cervello. Il cervello, che è il nostro organo sessuale principale, subisce uno degli effetti più nocivi del consumo della pornografia. Le neuroscienze ci aiutano a capire cosa accade neurologicamente quando un individuo è esposto a una serie di filmati hard. Semplificando, ecco cosa succede nel nostro cervello nel circuito di ricompensa.

Quando una persona è coinvolta in azioni che lo fanno star bene (come: mangiare, fare sesso, sperimentare una novità), si attiva il circuito di ricompensa, che viene stimolato da sostanze e comportamenti. Cioè, abuso di alcol, droga e pornografia accentuano la produzione di dopamina, un neurotrasmettitore, che dà piacevoli sensazioni, provocandone un progressivo desiderio. Per esempio, quando un soggetto consuma pornografia e sperimenta il piacere sessuale attraverso la masturbazione, il suo cervello rilascia potenti ormoni e sostanze neurochimiche. L’effetto è che il cervello, come per qualsiasi droga, comincia ad abituarsi e a chiedere (esigere) immagini sempre più esplicite e differenziate per ottenere il medesimo livello di eccitazione. E’ comprensibile che da parte del soggetto la ricerca, pertanto, continui, anzi, si intensifichi.

 

I genitori e gli educatori dovrebbero domandarsi quale sia la situazione dei ragazzi di fronte al fenomeno della pornografia. I maggiori visitatori dei siti porno su internet si trovano nella fascia di età tra i 18 e i 34 anni, per il 77% maschi. Per ciò che riguarda i minori, purtroppo, le statistiche parlano che già a 11 anni iniziano a guardare porno online. Così, la prima esposizione alla pornografia è tra i 9 e gli 11 anni. Una ricerca in Italia ci dice che su 2533 studenti delle scuole secondarie, già il 5% era dipendente dalla pornografia. Roberto Poli, autore della ricerca afferma che: “Gli adolescenti sono biologicamente e psicologicamente più vulnerabili alle dipendenze. Il virtuale può essere una fuga e pone una serie di problemi, crea influenze negative sul rendimento lavorativo o scolastico, una tendenza all’isolamento dal mondo reale e una difficoltà nel gestire e limitare il tempo online”. Vi è pure il rischio che non vi sia un adeguato sviluppo della maturazione psicosessuale e di un carente funzionamento sessuale come conseguenza dell’uso eccessivo della sessualità online. Un sondaggio inglese sull’effetto della pornografia tra ragazzi dai 11 ai 16 anni, ha messo in risalto che il 53% è stato esposto a contenuti pornografici sulla rete, di cui il 28% già a 11 anni per la maggior parte tra le mura domestiche. Va detto che gli adolescenti guardano molta più pornografia di quanto i loro genitori e educatori si rendano conto. Va pure detto che l’atteggiamento dei ragazzi di fronte alle scene porno è: il 73% considera i video visualizzati come scene realistiche, per cui, con il passare del tempo, adolescenti e giovani tendono a mettere in pratica quanto visto nei video. In più, a quanto sembra, i ragazzi e le ragazze che usufruiscono della pornografia durante l’infanzia e l’adolescenza, sono destinati ad essere dei consumatori attivi nell’età adulta.

 

L’impatto che può avere la pornografia sui bambini e sugli adolescenti può essere sintetizzato nei seguenti aspetti, che hanno una profonda incidenza non solo della vita sessuale del soggetto, ma in particolare sulla concezione della vita e sul modo di affrontarla:

  • viene facilitata una precoce attività sessuale, non corrispondente all’età psicologica;
  • vi possono essere delle reazioni negative e traumatiche alla vista del porno, che lasciano delle tracce profondamente negative per la futura vita sessuale del soggetto;
  • può esser attivata la convinzione che il migliore appagamento sessuale sia raggiungibile senza un legame affettivo verso il partner (cioè: il sesso per il sesso, attraverso la masturbazione);
  • favorire la convinzione che sposarsi o avere una famiglia offra delle prospettive poco allettanti;
  • dalla pornografia la donna, in particolare, viene presentata come corpo, con il suo sex appeal: quindi si avrà il corpo femminile come un oggetto da usare. Che cos’è un uomo e che cosa è una donna, per la pornografia? L’uomo è uno che sfrutta i corpi femminili, e la donna un corpo da sfruttare. Dalle ricerche in materia, sembra che gli uomini e le donne, esposti ai filmati pornografici, abbiano un minor appagamento durante la loro attività sessuale perché hanno la tendenza a paragonare il proprio partner con l’esecutore dei filmati; e, pertanto, tendano ad essere maggiormente attratti dall’idea del sesso occasionale e dall’adulterio; non solo, ma banalizzerebbero i crimini sessuali, compreso lo stupro. Gli stessi soggetti propenderebbero a stereotipare le donne, che sono solo desiderose di sesso e anche tenderebbero a usufruire di pornografia sempre più estrema ed esplicita.

Come si vede, l’esposizione alla pornografia ha effetti profondi sulla concezione della sessualità umana, caratterizzata dalla ricerca del piacere, sino ad arrivare alla dipendenza.

 

A livello generale, una corposa letteratura scientifica conferma che la continua fruizione della pornografia ha come effetto negativo un possibile alto rischio di sviluppare compulsioni sessuali e, quindi, la dipendenza dalla pornografia. Sintetizzando, le conseguenze più frequenti a cui nel tempo possono andare incontro le persone (giovani e meno giovani), che usufruiscono della pornografia sono:

  • perdita di controllo sulle crescenti fantasie e comportamenti sessuali;
  • aumento della frequenza e della intensità di pensieri e comportamenti sessuali nel corso del tempo;
  • impoverimento della creatività, dell’intimità e del tempo libero;
  • presenza di irritabilità e rabbia quando si cerca di smettere con i comportamenti sessuali:
  • isolamento sociale (tempo intensamente occupato su internet);
  • disturbi dell’umore;
  • vi possono essere conseguenze negative più ampie a livello relazionale, fisico, finanziario, legale, ecc., legati ai comportamenti sessuali.

 

Si spera che nessun genitore sia soggetto nella dipendenza da pornografia, perché, volenti o nolenti, il suo comportamento inciderà sul clima psicoaffettivo che si respira in casa. In più, è compito dei genitori vigilare sull’uso indiscreto dei mass media da parte dei figli e utilizzare tutti gli accorgimenti, oltre che psicologici, anche tecnologici, affinché vi sia un impiego positivo e non negativo di questi strumenti.

 

 

Indicazioni bibliografiche

  1. Cantelmi, E. Lambiase, Sesso patologico, eccessi, dipendenza e tecnosex
  2. Cucci, Dipendenze sessuali online
  3. Lambiase, La dipendenza sessuale
  4. Mancino, Porno dipendenza
  5. Menicocci, Pornografia di massa
  6. Morra, Porno tossina
  7. Morra, Pornoloscenza



Lewis: Stop alla famiglia. La riproduzione dovrebbe essere fatta solo attraverso la maternità surrogata.

In questo corposo articolo Dreher, partendo da due fatti di “cronaca culturale”, ci porta a riflettere sul dilemma che attanaglia i Conservatori Nord Americani in questo periodo. Se, cioè, le basi culturali dell’Occidente liberale siano davvero in grado di resistere e contrastare il cambiamento della società o se non ne siano, in fondo, la causa. Una discussione interessante da continuare a seguire.

Di seguito un articolo di Rod Dreher nella traduzione di Annarosa Rossetto.

Evoluzione sinistra

 

Aborto, Pornografia e Civiltà Liberale

 

Questo è un fermo immagine da un breve video promozionale di Verso Books con l’autrice Sophie Lewis, il cui nuovo libro sostiene (questo è il sottotitolo) “Femminismo contro Famiglia”. Dice nella clip che l’aborto è un’uccisione, ma dovrebbe essere difeso come diritto di “smettere di fare il lavoro gestazionale”. In un’altra clip – puoi vederle tutte qui – sostiene anche, da un punto di vista marxista, che la famiglia dovrebbe essere abolita. Parole sue, non mie. E qui una pagina web che descrive il suo background e il suo lavoro. La sua biografia su Verso Books dice che è una “femminista impegnata nell’ecologia dei cyborg e nel comunismo queer”. Il nuovo libro, Full Surrogacy Now (un titolo che fa il verso alla campagna “Stop Surrogacy Now” per l’abolizione dell’utero in affitto, N.d.T.), fa rivivere, in un’epoca tardo liberale, la vecchia richiesta marxista di abolire la famiglia, dandole una nuova svolta grazie alla tecnologia riproduttiva. Sostiene che la riproduzione dovrebbe essere fatta solo attraverso la maternità surrogata. Leggete di più in questa recensione acritica in The New Republic. 

Questa idea è il male. Io sono rimasto colpito anche dalla recensione (di Nora Caplan-Bricker , una giovane giornalista femminista), che descrive a lungo la tesi della Lewis, ma non offre una sola parola di critica, tranne che un accenno di scetticismo sul fatto che qualcuno debba proprio avere figli in questo mondo in rapido surriscaldamento.

Non una sola sillaba di critiche per la tesi di base di questo libro. È come se il XX secolo non fosse mai esistito.

Ovviamente non penso che molte persone della Sinistra americana siano pronte ad abbracciare il “comunismo gestazionale” (la parola di Lewis) e l’aborto come una “uccisione che può essere difesa”. Ma quello che io davvero credo è che l’avanguardia della Sinistra – cioè, le élite che popolano redazioni, case editrici, facoltà universitarie, scuole di Diritto, e in ultima analisi, il Partito Democratico – favoriscono una visione del sesso, della famiglia, e della dignità umana che non può e non vuole difendere la famiglia dalle varie Sophie Lewis. Se un editore di Destra producesse un libro di un intelligente filosofo di estrema Destra che discettasse in chiave contemporanea per rilanciare idee e politiche dell’eugenetica tedesca, sarebbe (giustamente!) condannato universalmente, e non ci sarebbe verso che le riviste di opinione conservatrice recensirebbero la cosa, tanto meno per fargli una recensione rispettosa.

Non intendo dire questo in modo “benaltrista”. Intendo dire che, per ora, abbiamo in questa nostra cultura la capacità di riconoscere il male radicale quando nasce dalla Destra e resistergli. Ma se gli eugenisti riescono a trovare il modo di enunciare le loro argomentazioni in termini di Sinistra e hanno un pedigree di Sinistra certificato (la Lewis ha studiato a Oxford, alla New School, ecc.),  riescono a trovare molto più facile proporre l’idea che ci sono alcune vite che non meritano di vivere, e che la difesa del bene comune richiede di farle fuori.

Consentitemi di esprimere il punto in modo più diretto: credo che la Sinistra liberale abbia raggiunto un punto in cui la sua visione della libertà e della persona umana consente questo e, sulla questione dell’aborto, ne richiede l’accettazione anche se si tratta di annientare un essere umano.

Se non avete visto il potente articolo su Atlantic di Caitlin Flanagan su una giornalista del liceo e una sua compagna di scuola che guadagna soldi facendo film porno , leggetelo ora. Bailey Kirkeby è la giornalista; Caitlin Fink è la liceale porno star. Vivono a Stockton, in California, una zona depressa. Flanagan scrive:

Recentemente, Caitlin si è trovata in un impiccio che ha suscitato l’attenzione di Bailey e anche la sua simpatia. Avendo bisogno di soldi, Caitlin ha iniziato a lavorare nella pornografia, cosa che ha risolto i suoi problemi finanziari a breve termine, ma che ha anche portato le persone a “dire cose” su di lei a scuola. Allo staff del  Bruin Voice è venuta l’idea  che una storia che considerasse Caitlin come qualsiasi altro studente “esemplare” – per aver affrontato e superato ostacoli – un articolo che le permettesse di raccontare la sua versione della storia, sarebbe stato utile a Caitlin e sarebbe stato utile per il gionale.

Dato che Bailey aveva un corso scolastico in comune con Caitlin, le sembrava di essere la più adatta a scriverlo. Ha lanciato l’idea al consigliere di facoltà del giornale scolastico, Katherine Duffel, che l’ha approvata, e ben presto la ragazza si è messa al lavoro per  un articolo di 1.000 parole su Caitlin. Tuttavia, le cose hanno cominciato in poco tempo ad andare storte.

Il sovrintendente scolastico distrettuale ha sentito parlare della storia e ha richiesto il diritto di esaminarla prima della pubblicazione. Il giornale scolastico ha rifiutato. Flanagan riprende la storia qui:

A questo punto, una serie di adulti con ruoli di potere è entrata in azione per far sì che gli studenti della scuola di Caitlin potessero sapere tutto sul suo lavoro nel porno e su come trovarlo. Lo Student Press Law Center ha indirizzato la scuola a un avvocato di nome Matthew Cate, che ha assunto il caso pro bono. I maggiori organi di informazione, incluso il  Times , hanno trattato la storia con ricchi dettagli, trasmettendo un tono di neutralità morale nei confronti di una ragazza delle scuole superiori che fa porno e di una tacita ma evidente disapprovazione nei confronti della violazione dei diritti dei giornalisti studenteschi garantiti dal Primo Emendamento. Cate ha letto l’articolo, ha assicurato il Distretto che, nonostante le sue preoccupazioni (tra le quali il fatto che studenti sotto i 18 anni avevano visto  pornografia nella preparazione del pezzo) non violava il codice della Scuola statale, e l’articolo è stato pubblicato il 3 maggio.

“Durante gli anni del liceo, agli studenti viene spesso detto di seguire i loro sogni e perseguire ciò che amano”, inizia il pezzo, e presenta Caitlin come qualcuno che sta facendo proprio questo. Il tono è quello di un  articolo su Seventeen  (rivista per adolescenti, n.d.t.) del 1964, del tipo che spiegava alle ragazze cosa vuol dire essere una hostess o una modella – ecco qualcosa di divertente e persino affascinante, che qualsiasi ragazza carina, di qualsiasi piccola città, potrebbe fare se le passasse per la mente. “Vado spesso a San Francisco, e non devo pagare nulla, perché qualcuno paga le spese”, dice Caitlin. “Ho provato nuove cose, uscendo dalla mia comfort zone e incontrando nuove persone.”

Bisogna leggere il tutto per i dettagli e per l’analisi di Flanagan sul significato culturale di questa storia. Il giudizio di Flanagan sui fatti si basa su questa osservazione:

La cultura è progressista e cumulativa, così come il porno, che incessantemente cerca e attraversa il prossimo confine, e in tal modo fa sembrare tutto ciò che è venuto prima banale e ordinario. … Quello che è successo è che nel giro di pochi anni dall’arrivo del porno, il Paese ha imparato a capire rapidamente quello con cui aveva a che fare – qualcosa che non aveva il potere di controllare, qualcosa che non poteva nemmeno impedire a i bambini di imbattervisi – e la vita moderna si è semplicemente adattata attorno al nuovo Grande Leader.

Quello che scandalizza Flanagan è che la Sinistra sia così dedita all’autonomia personale e alla libertà sessuale che non sa più  reagire e proteggere una liceale che vende il suo corpo per soldi nei film porno. Questa non è la Sinistra radicale, quella di Sophie Lewis; questa è la Sinistra mainstream. Flanagan disapprova anche la Destra perché vede la pornografia come nient’altro che un business. Dice anche che l’unica forza in grado di fermare lo sfruttamento di Caitlin Fink, il conservatorismo sociale, ha perso ogni credibilità sostenendo Donald Trump.

Non sono per nulla d’accordo con Flanagan su quest’ultimo punto; penso che sia più complicato di come la metta giù lei. Ma sono d’accordo con la sua argomentazione generale: né la Sinistra mainstream (i liberali di Sinistra) né la Destra mainstream (i liberali di Destra) hanno la volontà o la capacità di fermare questo male. La pornografia ha conquistato la cultura e scommetterei che qualsiasi Repubblicano che tentasse seriamente di mettere in atto misure per fermarla finirebbe dentro una sega circolare.

Io leggo questi due elementi – il libro di Sophie Lewis e la storia della liceale pornostar – nel contesto dell’articolo di Ross Douthat di oggi (su Noa, la ragazza olandese suicidatasi con aiuto medico in Olanda qualche giorno fa, N.d.T.) che a sua volta offre una visione panoramica della querelle tra French e Ahmari. Molte persone nella Destra pensano che la discussione tra French e Ahmari non sia altro che una tempesta in un bicchier d’acqua, ma si sbagliano. Il conflitto tra David French e Sohrab Ahmari riflette una divisione seria e sostanziale di opinione sulla Destra, la cui gravità è in qualche modo oscurata dall’assurdità di Donald Trump.

Douthat afferma che il rinnovato interesse per un  “il liberalismo” sia nella Destra che nella Sinistra riflette una vera crisi all’interno del liberalismo (con cui intende l’ordine giuridico, politico ed economico dell’Occidente). Scrive:

Sia a Destra che a Sinistra, è diventato ormai facile immaginare modi in cui il sistema liberale potrebbe meritare di cadere, a causa dei mali generati al suo stesso interno.

A Destra, a partire da esempi come i fan dell’eutanasia dei Paesi Bassi si può immaginare di andare verso una società futura che rimane formalmente liberale ma assomiglia al “Brave New World” di Aldous Huxley – dominato da realtà virtuale, eugenetica e droghe stabilizzanti dell’umore, post-familiare e post-religioso e funzionalmente post-umano. Una tale società meriterebbe la lealtà politica di un cristiano o di un musulmano (diciamo) tradizionali, solo perché offre ancora alcune protezioni del Primo Emendamento (libertà di parola,di religione, di pensiero, ecc. n.d.t.)? È ragionevole dire che potrebbe non meritarlo.

A Sinistra l’immaginazione prende la forma di una grave  estrapolazione ecologica – la paura che la catastrofe climatica non sia inevitabile non nonostante il liberalismo ma a causa sua, che la combinazione di governi con poteri limitati, cittadini con conoscenze limitate e società con incentivi capitalisti possano essere responsabile di una  catastrofe della civiltà . Questo scenario (o altri equivalenti che coinvolgono l’intelligenza artificiale) mette in discussione il proceduralismo liberale? Per alcuni Carl Schmitts (o  Ted Kaczynskis ) di Sinistra, potrebbe farlo.

Inoltre:

Tutto ciò suggerisce che una politica autenticamente post-liberale potrebbe, tuttavia, un giorno essere necessaria – per salvare la civiltà liberale dalla distopia o dal disastro. I post-liberalismi attualmente offerti non sono così gravi come i loro sostenitori sperano o temono i loro critici. Ma se non si può immaginare   mai  di essere post-liberali, di Sinistra o di Destra, non si è nemmeno seri.

Davvero, è tutto da leggere. 

La storia della pornostar delle scuole superiori è più emblematica del nostro tempo della crociata utopica di Sophie Lewis (che menziono solo perché il ventesimo secolo le avrebbe dovute far considere oltre ogni limite di discussione; che non lo siano ci dice qualcosa di importante). La teenager porno star e la giornalista liceale che l’ha celebrata, sono la massima espressione del liberalismo contemporaneo (sia nel senso di Sinistra che in quello libertario), o qualche aberrazione? Cosa c’è nel liberalismo che possa fermarle? Come sostiene Flanagan, né la Sinistra contemporanea né la Destra contemporanea hanno in sé le risorse per prevenire questo genere di cose, o persino per riconoscerla come una cosa che debba essere prevenuta.

Flanagan incolpa il conservatorismo sociale (con cui intende i conservatori religiosi, immagino) di aver perso la propria influenza per via di Trump. Penso che non si renda conto che le mancano diversi dettagli. È indubbiamente  vero che conservatori religiosi hanno fatto esattamente questo, ma è assurdo credere che se solo la Destra Religiosa non fosse saltata sul Trump Train, sarebbe stata in grado di prendere una posizione significativa contro l’(auto) sfruttamento di Caitlin Fink.

Il conservatorismo sociale e religioso sta diminuendo. Vorrei che non fosse vero, ma lo è. Ho scritto The Benedict Option  nel 2016, prima dell’elezione di Trump; dopo la sua vittoria shock sono dovuto tornare al manoscritto già finito e rivedere alcune cose. Ho detto nel libro che nel migliore dei casi Trump avrebbe offerto ai Cristiani “tradizionali” un po’ di respiro prima che accadesse l’inevitabile. Continuo a crederlo, anche se gli eventi successivi alla pubblicazione mi hanno reso ben disposto, un po’ di più, almeno, verso la scelta di votare Trump puramente come autodifesa contro il progressismo ostile e militante. Non c’è bisogno che io ci torni su.

Il problema principale è che il conservatorismo sociale e religioso americano fino a questo momento consisteva principalmente nell’opporsi all’aborto e al matrimonio gay, ma per il resto nell’accettare l’ordine liberale, in particolare il sistema economico. Non abbiamo seriamente considerato come i meccanismi di questo sistema minano le istituzioni che dei seri conservatori sociali e religiosi devono conservare al di sopra di tutti gli altri: la famiglia naturale e la chiesa.(grassetto mio, ndr) Non dovremmo essere sorpresi dal fatto che il tasso di fertilità sia collassatoI leader politici e gli studiosi considerano la solitudine come un problema sociale critico e, come dice Kay Hymowitz, il nocciolo della questione è il crollo della famiglia:

Il naufragio della fiducia sociale, il crollo del cuore delle comunità, l’epidemia di oppioidi e il crescente numero di “morti per la disperazione” suggeriscono un profondo scontento collettivo. Vale la pena delineare una delle cause principali che è allo stesso tempo così ovvia e così scomoda che gli osservatori della solitudine tendono a menzionarla solo di sfuggita. Sto parlando, naturalmente, del crollo della famiglia. A questo punto, le conseguenze della instabilità familiare sono un argomento sempreverde quando si tratta di bambini; questo rimane oggetto di innumerevoli documenti e conferenze. Ora, dovremmo tenere conto di quanto profondamente i cambiamenti nella vita familiare degli ultimi 50 anni sono intrecciati con l’affievolirsi del benessere anche di tanti adulti e comunità.

Hymowitz parla di enormi cambiamenti sociali negli ultimi 60 anni circa e di come ci abbiano insegnato a disprezzare il metter su famiglia a favore della felicità individuale. Anche nella Destra relativamente pochi lo mettono in discussione, ma c’è un grave costo sociale. Ancora:

La sfida è trovare i modi per comunicare questo bisogno alle generazioni future prima che prendano decisioni che frammenteranno ulteriormente le loro vite e le comunità. Finora, non sta succedendo. I Millennial e i loro fratelli e sorelle più giovani affermano che vorrebbero sposarsi e avere figli, ma solo il 30 % considera un matrimonio di successo una delle cose più importanti della vita. Circa la metà si scrolla di dosso la genitorialità dei single come un non-problema; a loro avviso, la convivenza è fondamentalmente uguale al matrimonio.  Anche se la percentuale complessiva di bambini americani nati da madri non sposate è diminuita un po’ negli ultimi anni, la maggior parte delle nascite tra i Millennial sono dovute a donne non sposate. Finora, i ragazzini più piccoli, Gen Z, come vengono a volte chiamati, non sembrano pronti a ribellarsi alla noncuranza dei loro fratelli più grandi. In un sondaggio del 2018 sugli atteggiamenti dei giovanissimi di età compresa tra 10 e 19 anni da parte di PerryUndem Research and Communication, tre quarti hanno dichiarato di ritenere “molto importante” avere  una carriera di successo. Meno di un terzo ha affermato che sposarsi o avere figli importasse molto. In particolare, ragazzi e ragazze hanno avuto risposte quasi identiche.

Leggetelo tuttoQuesto non è solo un problema di Sinistra o di Destra. È una crisi per tutti noi – e una crisi per il liberalismo, le cui norme ci hanno spinto fino a questo punto. Qualunque sia la causa, la nostra non è una cultura pro-famiglia. Se perdiamo la famiglia, perdiamo la chiesa e perdiamo la civiltà.

L’Opzione Benedetto non prevede una soluzione politica a questa crisi, o una qualche soluzione programmatica. La politica può essere parte della soluzione, e in ultima istanza lo sarà, ma prima, dovremo passare attraverso una nuova era oscura. L’incapacità della comunità di proteggere Caitlin Fink da sé stessa e da coloro che la sfruttano sessualmente è un segno di questa nuova era oscura. Basta aspettare solo che i soldi finiscano e vedrete come andrà.

L’Opzione Benedetto consiglia un ritorno forte e contro-culturale in modo affermativo alle pratiche religiose “tradizionali”, compreso il mettere maggiore enfasi sulla costruzione di famiglie e comunità resilienti locali piuttosto che sul tentativo di salvare un sistema liberale morente. Vi esorto vivamente a leggere il libro The Final Pagan Generation dello storico Edward J. Watts  che racconta la storia delle élite romane nate all’inizio del IV secolo. Erano gli ultimi ad essere cresciuti con le antiche credenze romane come fondamento dell’ordine della loro civiltà. La loro vita comprendeva la trasformazione radicale della società Romana da pagana a Cristiana. La cosa da ricordare più forte del libro è che questi uomini non l’hanno vista arrivare . Anche fino alla fine della loro vita, è stato possibile vivere negando la realtà.

Così siamo noi Cristiani oggi. Così siamo tutti noi. Non credo nemmeno per un secondo che possiamo sostenere una civiltà sul tipo di visione del mondo liberal-libertaria abbracciata dalla maggior parte degli Americani – certamente dalle élite.

La disputa French-Ahmari si incardina su quale dovrebbe essere la reazione della Destra a questa crisi. In generale, French crede che l’ordine liberale sia difendibile e meritevole di difesa; Ahmari crede che sia necessaria un’azione più radicale. Come ho detto su queste pagine tutta la settimana , sto principalmente con Ahmari su questo, ma sto cercando di frenare il mio stesso pessimismo. Non penso che tutto sia perduto, almeno nel breve periodo, e potrebbe anche accadere che essere troppo rapidi a seguire il pessimismo verso le sue conclusioni naturali ci renderebbe incapaci di approfittare delle reali opportunità di difendere all’interno del sistema le nostre comunità e le libertà che rendono possibili queste comunità.

Ecco le domande correlate che, tra me e me, non riesco a risolvere: i Cristiani “tradizionali” possono permettersi di mantenere una profonda lealtà verso l’ordine liberale? I Cristiani “tradizionali” possono permettersi di non farlo?

Quello che mi piacerebbe sentire dal lato di French di questa disputa è un motivo per cui l’ordine liberale così com’è oggi – comprese una chiesa debole e una cultura pro-family flebile – sia in grado di fermare la crescente marea del disordine. Davvero, vorrei leggere un tale argomento. Viceversa, quello che mi piacerebbe sentire dal lato di Ahmari – e ciò di cui ho bisogno per lavorare su me stesso – è un argomento su come i Cristiani “tradizionali” possano formare un ordine post-liberale in una società in cui siamo una minoranza. Perdi il liberalismo, perdiamo il Primo Emendamento – e poi che cosa avremmo?

Una crisi futura può portare al potere un assolutista di Destra, ma la mia sensazione è che in termini di ripristino del Cristianesimo, sarebbe una figura alla Giuliano l’Apostata. Giuliano, che regnò dal 361 al 63, aveva creduto ardentemente che solo il ripristino del tradizionale politeismo e dei valori romani avrebbe salvato l’Impero dalla dissoluzione. E fallì. Il politeismo era ormai esaurito nella cultura popolare romana; il Cristianesimo stava crescendo e nessun editto governativo poteva respingerlo.

La mia opinione è che la dis-integrazione della civiltà occidentale non è qualcosa che può essere fermata di colpo. Può essere solo guidata. Ciò non significa rinunciare completamente alla politica, ma significa che il nucleo di ciò di cui abbiamo bisogno per sopravvivere non si svolge nei tribunali di politici o giudici. Il disordine politico, sociale e culturale incombente deriva fondamentalmente dal disordine nei nostri stessi cuori e menti. Se il liberalismo ha finito per significare cose che vanno dall’incapacità di difendere Caitlin Fink da Caitlin Fink, all’incapacità di trasmettere le credenze e le pratiche necessarie alla formazione della famiglia fino all’incapacità di trasmettere la fede in una qualche forma ortodossa, allora qual è la necessità di mantenere la lealtà politica a un tale sistema?

 




Mentre si parla di “Porno per bambini”, Starbucks e Tumblr hanno vietato il porno sul Wi-Fi nei loro stores

La pressione esercitata in Italia ha fatto cancellare la mostra “Porno per bambini”. Una associazione internazionale, Enough is enough, che si batte per la sicurezza del web, libero dal porno per minori, ha fatto la stessa pressione su giganti come Starbucks, Tumblr e McDonald’s, ed ha avuto successo.

Ecco un articolo di Perry West, nella mia traduzione.

Negozio Starbucks

Negozio Starbucks

 

Il gigante del caffè Starbucks e il sito di microblogging Tumblr hanno annunciato che prenderanno misure per impedire l’accesso online alla pornografia.

Tumblr ha annunciato lunedì che i contenuti sessualmente espliciti e la nudità saranno vietati sulla sua piattaforma di blogging, a partire dal 17 dicembre.

La decisione è stata presa dopo che il sito è stato rimosso dall’App Store di Apple nel mese di novembre. Immagini di pornografia infantile sarebbero state caricate sul sito web, dopo che i filtri non sarebbero riusciti a bloccarle.

Secondo il nuovo divieto, le GIF, i video e le immagini che espongono i genitali, insieme agli atti sessuali visibili, saranno proibiti. Sarà consentita la nudità nell’arte, così come la nudità in alcune foto di eventi pubblici come le proteste politiche.

In una mossa simile, Starbucks ha annunciato la scorsa settimana che bloccherà l’accesso al materiale pornografico visto attraverso le reti WiFi nei negozi dell’azienda a partire dal prossimo anno. La catena del caffè ha vietato la pornografia nei negozi nel 2016, ma non ha installato filtri per impedire ai clienti di accedere alla pornografia.

La recente decisione arriva dopo che un gruppo per la sicurezza su internet, Enough is enough, ha fatto pressione su Starbucks per limitare la pornografia accessibile sul WiFi dell’azienda del caffè.

L’azienda del caffè ha dichiarato di recente di aver cercato un modo per bloccare la pornografia sulla sua rete senza ostacolare l’accesso ad altri siti web.

I dettagli sui nuovi filtri non sono stati rilasciati, ma Starbucks ha detto che li introdurrà nel 2019.

Abbiamo identificato una soluzione per evitare che questo contenuto venga visualizzato all’interno dei nostri negozi e cominceremo a introdurlo nelle nostre sedi statunitensi nel 2019“, ha dichiarato il rappresentante di NBC News.

Starbucks ha fatto l’annuncio poco dopo che Enough is Enough ha ripubblicato una petizione il 20 novembre che ha raccolto più di 26.000 firme. La petizione è stato un secondo tentativo da parte del gruppo di fare campagna contro la mancanza di restrizione del porno sul WiFi di Starbucks.

Nel 2014, la no-profit (Enough is Enough, ndr) ha fatto pressione su Starbucks e McDonald’s per creare un ambiente senza pornografia sul WiFi accessibile al pubblico.

Donna Hughes, CEO (l’amministratore delegato, ndr) di Enough is Enough, ha detto che McDonald’s ha risposto rapidamente alla soluzione del problema, mentre Starbucks aveva promesso di agire ma non lo ha fatto.  Al momento, Starbucks ha filtrato il porno solo nelle sue sedi nel Regno Unito.

Starbucks ha avuto un’enorme opportunità di fare del suo meglio per proteggere i suoi clienti da immagini ritenute oscene e illegali per legge, ma non si sono mossi, nonostante la loro promessa di due anni fa”, ha detto Hughes in una dichiarazione del 26 novembre.

Chiediamo a Starbucks di fare la cosa giusta mantenendo la promessa di due anni e mezzo fa”, ha detto.Plaudiamo all’impegno di Starbucks di proteggere i bambini nei suoi negozi nel Regno Unito, ma che dire dei bambini americani?  ….Non c’è ragione per cui Starbucks non possa offrire lo stesso livello di impegno di sicurezza WiFi alla sua fedele clientela qui negli Stati Uniti”.

Hughes ha detto che, poiché Starbucks non ha portato a termine l’impegno del 2016, l’azienda ha mantenuto aperta l’opportunità di accedere alla pornografia infantile sotto il radar, e per gli adolescenti di bypassare i controlli parentali.

 

Enough is Enough ha condotto una campagna di ringraziamento per Starbucks dopo che ha promesso di bloccare il porno nel 2016. Hughes ha detto a NBC News che, questa volta, il gruppo tratterrà gli applausi e continuerà ad esercitare pressione fino a quando i cambiamenti non si vedranno.

Non riceveranno un applauso fino a quando non avranno implementato il filtraggio Wi-Fi sicuro“, ha detto Hughes. “Questa volta aspetteremo e vedremo, e manterremo la pressione”.

I principali siti pornografici hanno rilasciato dichiarazioni in risposta alla decisione. Il sito di condivisione video pornografico YouPorn, ha pubblicato un promemoria nel quale ha vietato i prodotti Starbucks negli uffici dell’organizzazione, a partire dal gennaio 2019.

Anche un sito simile, Pornhub, ha rilasciato una dichiarazione, notando che sarebbe stato lanciato il contenuto “Safe for Work” – video senza nudità. La categoria contiene argomenti come recensioni di videogiochi e consigli di pornostar.

Tuttavia, la pubblicità sessuale e oscena può ancora essere vista nelle pagine web “SFW” ( “Safe for Work”).  Non è chiaro se il nuovo divieto bloccherà interi domini contenenti pornografia o permetterà l’accesso a parti dei siti web che non hanno materiale sessualmente esplicito.

 

Fonte: Catholic News Agency




“Porno per bambini”: ma perché rubare l‘innocenza ai bambini?

Quando ho saputo della notizia della mostra a Milano intitolata “Porno per bambini”, la prima cosa cui ho pensato è stata come sia possibile  immaginare una tale iniziativa. Come sia possibile dare un titolo del genere ad una mostra. Come sia possibile che la cultura sia arrivata a questi livelli. Ieri sera ho chiesto ad una persona molto nota cosa ne pensasse in generale della pornografia e del mondo dei bambini, in Italia e nel mondo, ma il risultato è stato, dopo le cose che ho sentito, un turbamento ancora maggiore. Per questo, prescindendo dalla mostra, ho ricercato nel web e trovato un articolo che riporto, che spiega molto bene come oggi si debba stare molto attenti a certi temi, perché molto delicati e rischiosi.

Scontati il clamore e la preoccupazione che una tale iniziativa hanno suscitato. Per fortuna la pagina Facebook e Instagram che promuovevano l’evento, dopo la pioggia di critiche, sono state oscurate. L’iniziativa è stata infine cancellate.

Dopo la lettura dell’articolo, mi sono tornate alla mente le dure parole di Gesù Cristo:

“Chi invece scandalizza anche uno solo di questi piccoli che credono in me, sarebbe meglio per lui che gli fosse appesa al collo una macina girata da asino, e fosse gettato negli abissi del mare. Guai al mondo per gli scandali! È inevitabile che avvengano scandali, ma guai all’uomo per colpa del quale avviene lo scandalo!” (Matteo, 18, 6-7)

Per chi pensasse che si sia fatto tanto clamore per nulla, leggete con attenzione questo articolo di Sarah Plake, che ho tradotto per voi.

(I ricercatori dell’ospedale) Children’s Mercy (di Kansas City) dicono che stanno vedendo una tendenza inquietante nei casi di violenza sessuale su minori.

I bambini abusano dei bambini.

“Penso sia stato scioccante per tutti noi mentre stavamo raccogliendo questi dati, (rilevare) il fatto che quasi la metà dei nostri autori (di abusi) erano minorenni”, ha detto Heidi Olson, la coordinatorice del Sexual Assault Nurse Examiner (SANE) .

I dati del programma SANE mostrano che i responsabili hanno probabilmente tra gli 11 e i 15 anni.

“Un’altra cosa che stiamo notando è che molte di queste aggressioni sessuali sono aggressioni sessuali violente, quindi includono la violenza fisica oltre alla violenza sessuale”, ha detto Jennifer Hansen, una pediatra del Children’s Mercy.

(…)

Le vittime sono molto probabilmente ragazze tra i 4 e gli 8 anni.

Hansen e Olson dicono che il numero continua ad aumentare ogni anno. Non possono individuare con certezza se la ragione sia legata al fatto che Children’s Mercy è una struttura per bambini rinomata con la capacità di servire molte più persone, o se più bambini segnalano l’aggressione ora che negli anni passati.

“Aggredire sessualmente qualcun altro, è un comportamento che si è appreso”, ha detto Olson.

Anche gli infermieri stanno scoprendo sempre più che la pornografia sta giocando un ruolo in questi casi. Questo può includere una vittima costretta a vedere un video pornografico, una vittima che riferisce che l’autore (dell’abuso) ha detto di aver visto un porno, di essere stata costretta a fare qualcosa mostrata in un video pornografico, o una vittima che viene registrata mentre fa un atto sessuale.

Hansen e Olson dicono di aver notato che i bambini sono esposti al porno in tenera età, intorno ai 4 o 5 anni. Dicono che un bambino può sviluppare idee irrealistiche e pericolose sulle relazioni intime esponendosi al porno esplicito e violento.

“Sappiamo che probabilmente è multi-fattoriale. Penso che ci siano molte cose che contribuiscono a questo, ma questa è la domanda: com’è che stiamo, come società, fallendo al punto tale che abbiamo ragazzi di 11, 12 e 14 anni, soprattutto ragazzi di 14 anni, che commettono violente aggressioni sessuali?” Hansen ha detto.

Le operatrici di SANE non sempre riescono a identificare chi sia il colpevole, perché lavorano con le vittime, ma hanno detto che i giovani colpevoli hanno riferito loro di aver guardato la pornografia e di averla messa in atto nei confronti di qualcun altro.

L’altra estremità

“Quello che stiamo vedendo è che sempre più bambini hanno problemi di comportamento sessuale e, allo stesso tempo, sempre più bambini hanno accesso alla pornografia”, ha detto Rene McCreary, il direttore dei servizi di consulenza presso l’organizzazione metropolitana di Counter Sexual Assault.

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McCreary dice che il 25 per cento di tutti i crimini sessuali sono commessi da minori. Molte volte, l’autore del reato è stato vittima lui stesso. Al MOCSA, quasi il 100% dei bambini che vengono seguiti hanno subito qualche trauma.

Lei dice che la pornografia non ha una parte nella maggior parte dei casi del MOCSA, ma che la si vede giocare più di un ruolo.

“La pornografia è diversa oggi rispetto al passato. Così, l’80 per cento dei 15 film più visti ritraggono donne che vengono colpite, sputate, calciate, chiamate con nomi degradanti. Il tipo di comportamenti che non vorremmo che i nostri figli, o chiunque altro, mettesse in pratica. La pornografia è diventata più violenta”, ha detto McCreary.

Mentre la pornografia può non essere la ragione diretta per cui un bambino abusa sessualmente di qualcun altro, solleva però la questione: quale è la linea di demarcazione tra la curiosità del bambino e un problema reale? C’è una linea di demarcazione?

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Ora che cosa?

Children’s Mercy e McCreary incoraggiano i genitori ad avere scomode conversazioni con i loro figli sul sesso e sulle immagini che potrebbero vedere online o sul loro smartphone. Incoraggiano a limitare ciò che i bambini possono vedere online.

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La loro speranza è che un giorno vengano raccolte ricerche sufficienti per affermare definitivamente che la pornografia sta influenzando la violenza sessuale su minori.

(…)

Fonte: kshb.com

 

Children’s Mercy Hospital è un centro medico pediatrico completo situato a Kansas City, Missouri, USA, che integra cure cliniche, ricerca ed educazione medica per fornire assistenza ai pazienti di età compresa tra zero ed i 21 anni.

L’ospedale senza scopo di lucro è stato fondato nel 1897 da due sorelle, una chirurga e l’altra dentista, per la cura di bambini poveri e malati.

L’ospedale è stato il primo in Missouri e Kansas a ricevere il Magnet Recognition for excellence in nursing services dall’American Nurses Credentialing Center.